Ignatius Sancho

Charles Ignatius Sancho (1729 – Londra, 14 dicembre 1780) è stato uno scrittore, compositore e attivista britannico.
Sancho fece parte del nascente movimento abolizionista britannico, che cercava di mettere fuori legge sia la tratta degli schiavi che l'istituzione della schiavitù stessa, e ne divenne uno dei più devoti sostenitori. Lo status di Sancho come proprietario terriero lo rendeva legalmente qualificato per votare alle elezioni generali, un diritto che esercitò nel 1774 e nel 1780, diventando il secondo africano britannico noto ad aver votato in Gran Bretagna dopo John London (un oste o venditore ambulante morto intorno al 1770)[1].
Nel 2024 infatti, si scoprì tramite documenti relativi alle elezioni suppletive di Westminster del novembre 1749 che London fu la prima persona di colore conosciuta ad aver votato in Gran Bretagna. Questo avvenne 25 anni prima del voto più antico precedentemente conosciuto espresso da Ignatius Sancho[1].
Guadagnandosi la fama in Gran Bretagna come "lo straordinario nero", Sancho divenne, per gli abolizionisti britannici, un simbolo dell'umanità degli africani e dell'immoralità della tratta degli schiavi e della schiavitù. Letters of the Late Ignatius Sancho, an African, curate e pubblicate due anni dopo la sua morte, sono la prima raccolta di lettere pubblicata da uno scrittore di origine africana[2].
Biografia
Infanzia e origini
Charles Ignatius Sancho nacque a bordo di una nave negriera attraversando l’Atlantico, durante il trasporto di schiavi.
Sua madre morì poco dopo l’arrivo nel vicereame della Nuova Granada (una zona che oggi corrisponde a parti di Colombia, Ecuador, Panama e Venezuela)[3][4][5].
Il padre si suicidò, preferendo la morte alla schiavitù[6].
Quando aveva circa due anni, fu portato in Inghilterra: fu affidato a tre sorelle nubili che vivevano a Greenwich. Queste diedero al bambino il cognome “Sancho”, probabilmente ispirandosi a un personaggio del romanzo Don Chisciotte della Mancia[6].
Visse con loro fino al 1749.
L'educazione informale di Sancho rese insopportabile la sua mancanza di libertà a Greenwich e nel 1749 fuggì a Montagu House, Blackheath.

In seguito un nobile vicino di casa, John Montagu, secondo Duca di Montagu, notò in lui un’intelligenza molto notevole: fu lui a prestargli dei libri, a incoraggiarlo nello studio, e a favorire la sua formazione[3][5][7].
Vita in Gran Bretagna: servitù, musica e composizioni
Per circa due anni, fino al 1751, servì come maggiordomo presso la duchessa Mary Churchill una situazione che gli permise di coltivare interessi in musica, letteratura e scrittura[4][5].
Quando la duchessa morì, Sancho ricevette una rendita annua e un salario: grazie a questo "capitale iniziale" cominciò a guadagnare indipendenza economica[4].
Verso l’età di 30-40 anni, iniziò a pubblicare musica: è noto che compose danze, brani musicali, e vari pezzi che vennero stampati tra il 1767 e il 1779 a Londra[8][9].
Matrimonio, famiglia e attività commerciale

Il 17 dicembre 1758 Sancho sposò Anne Osborne, una donna di origine caraibica[6].
La coppia ebbe sette figli[11].
Nel 1774 (anche con il sostegno dei Montagu) Sancho aprì un negozio di generi alimentari al numero 19 di Charles Street, Westminster (vicino al Parlamento)[12].
Il negozio vendeva merci come tabacco, zucchero e tè, beni allora prodotti in gran parte dagli schiavi nelle colonie.
Questa attività commerciale gli diede una relativa indipendenza socio-economica e tempo per dedicarsi alla corrispondenza, alla letteratura e alla musica; il suo negozio divenne un punto di incontro e molti intellettuali e amici lo frequentavano[8].
Letteratura, attivismo e abolizionismo
Sancho divenne noto come uomo di lettere. Nel 1766 scrisse una lettera al famoso scrittore Laurence Sterne[13], invitandolo a usare la sua abilità narrativa per denunciare la schiavitù nelle colonie[14].
La risposta pubblicata da Sterne il 27 luglio 1766 riscosse grande attenzione: quel dibattito epistolare divenne un contributo importante alla letteratura abolizionista del XVIII secolo[15].
Dopo la morte di Sancho, nel 1782 furono pubblicate (curate da Frances Crewe) circa 160 sue lettere, in due volumi intitolati Letters of the Late Ignatius Sancho, an African[16].
Questo volume rappresentò una delle prime testimonianze scritte da una persona di origine africana che documentasse la vita di un ex-schiavo in Gran Bretagna, facendo di Sancho uno dei primi neri a essere pubblicato in prosa in Inghilterra[2].
Nei suoi scritti affrontava questioni sociali, politiche, letterarie: commentava l’ipocrisia coloniale, denunciava la schiavitù e discuteva della condizione degli africani e degli ex-schiavi in Europa.
Tra i suoi conoscenti c'erano personaggi come Thomas Gainsborough, l'attore shakespeariano David Garrick, il virtuoso del violino Felice Giardini, il predicatore William Dodd e lo scultore Joseph Nollekens[4]. Sancho ricevette molti visitatori illustri nel suo negozio, tra cui lo statista e abolizionista Charles James Fox, che guidò con successo una risoluzione attraverso il Parlamento impegnandosi ad abolire la tratta degli schiavi[17].
Status sociale, diritto di voto e cittadinanza
Grazie al suo status di proprietario di negozio, Sancho ottenne il diritto di voto. Così, partecipò come votante nelle elezioni generali per la circoscrizione di Westminster del 1774 e del 1780[18]. È ricordato come il secondo uomo di origine africana noti ad aver votato in Inghilterra dopo John London[1][19][20].
Morte e memoria
Ignatius Sancho morì a Londra il 14 dicembre 1780 a causa degli effetti di una gotta. Fu sepolto il 17 dicembre nella tomba del cimitero della “Broadway Chapel”, parte della parrocchia della chiesa di Santa Margherita: questo luogo oggi è incluso nell’area nota come Christ Church Gardens. Non c'è alcuna lapide commemorativa nella chiesa, poiché le lapidi (che giacciono piatte) nel cimitero furono ricoperte d'erba nel 1880 e non fu trovata alcuna iscrizione per lui quando fu redatto un registro degli epitaffi esistenti. Fu la prima persona di origine africana conosciuta a cui fu dedicato un necrologio sulla stampa britannica[21]. Due anni dopo la sua morte, la pubblicazione delle sue lettere ne consacrò la memoria: la vedova ricevette le royalties, e l’opera fu ristampata più volte nei decenni successivi.
Opere
Opere musicali
Sancho pubblicò diverse composizioni musicali nel corso della sua vita. Le sue opere sono principalmente raccolte di danze e canzoni, tipiche dell’età georgiana. Le pubblicazioni note includono[8][9]:
- Minuets &c. &c. Una raccolta di minuetti e altre danze. Pubblicata originariamente nel 1767.
- A Collection of New Songs. Pubblicata nel 1769. Include musiche e canzoni composte da Sancho.
- Twelve Country Dances for the Year 1779. Una raccolta di 12 danze popolari in stile “country dance”, tipiche dell’Inghilterra del XVIII secolo.
- Theory of Music (attribuita). Un trattato musicale attribuito a Sancho, ma la paternità non è confermata.
- Controverse attribuzioni. Altre composizioni circolavano col suo nome, ma alcune attribuzioni sono incerte poiché non sempre firmava i manoscritti.
Le sue opere rappresentano le prime composizioni musicali pubblicate da un autore di origine africana in Gran Bretagna[2].
Opere letterarie e pubblicazioni
- Letters of the Late Ignatius Sancho, an African. Pubblicate postume nel 1782. Contengono circa 160 lettere scritte da Sancho a diversi amici, intellettuali, nobili e conoscenti. Le lettere trattano vari temi: politica, schiavitù, letteratura, vita quotidiana, società inglese, empatia e spiritualità[16]. Il libro ebbe un enorme impatto culturale e fu ristampato molte volte nel XVIII e XIX secolo.
Commemorazione
Una targa in memoria di Sancho è stata inaugurata il 15 giugno 2007 da Nick Raynsford, membro del Parlamento per Greenwich, sul muro rimanente della Montagu House, sul confine sud-ovest di Greenwich Park[22]. La targa è stata finanziata dagli Friends of Greenwich Park per commemorare il bicentenario dello Slave Trade Act 1807. Una seconda targa in suo onore si trova presso il Foreign and Commonwealth Office. Sempre a Greenwich Park, il 13 marzo 2024, un edificio ristrutturato è stato inaugurato come Ignatius Sancho Café[23].
Quando la città di Westminster commemorò il bicentenario creando un percorso a piedi attraverso Westminster che evidenziava eventi e personalità coinvolti nella campagna per abolire la tratta degli schiavi, incluse anche il numero 19 di Charles Street. Questa iniziativa fu una collaborazione con lo storico S. I. Martin, la National Gallery, la National Portrait Gallery di Londra, il Palazzo di Westminster, la Tate Britain, gli Archivi della città di Westminster e il Westminster City Council[12].
Sancho è stato commemorato con un francobollo del 2007 emesso dalla Royal Mail in riconoscimento del suo lavoro come abolizionista[24].
Sancho è stato indicato come uno dei "100 Great Black Britons", un sondaggio condotto per la prima volta nel 2003 per votare e celebrare i più grandi britannici neri di tutti i tempi[25].
Nel 2015 è stato messo in scena uno spettacolo basato sulla vita di Sancho, intitolato Sancho: An Act of Remembrance e scritto e interpretato da Paterson Joseph, rappresentato a Oxford e Birmingham[26], e al Brooklyn Academy of Music di New York[27]. Dal 4 al 16 giugno 2018 lo spettacolo ha avuto la sua prima londinese al Wilton's Music Hall.
Il romanzo di Paterson Joseph del 2022, The Secret Diaries of Charles Ignatius Sancho, ha vinto il Christopher Bland Prize della Royal Society of Literature[28].
Ignatius Sancho appare come personaggio principale nel romanzo grafico La pièce manquante (“La commedia perduta”, 2023) di Jean Harambat. In qualità di grande amico e manager dell’attrice Peg Woffington, Sancho la coinvolge nella ricerca dell’opera perduta di William Shakespeare, The History of Cardenio, presumibilmente basata su un episodio del Don Chisciotte di Miguel de Cervantes, e poi si unisce a lei nella sua ricerca. Le scene mettono in evidenza la coincidenza tra il cognome di Sancho e quello dello scudiero di Don Chisciotte[29].
Il 19 dicembre 2023 è stato inaugurato un memoriale in pietra nella chiesa di Santa Margherita, dove Ignatius e Anne si sposarono nel 1758[21][30].
Targa nel Greenwich Park, Londra
Targa in King Charles Street, città di Westminster, Londra, che indica la posizione del negozio di alimentari Sancho
Lapide commemorativa nella chiesa di Santa Margherita, Westminster
Note
- 1 2 3 (EN) Chris Osuh e Chris Osuh Community affairs correspondent, Britain’s first black voter was in 1749, 25 years earlier than thought, and ran a pub, in The Guardian, 24 ottobre 2024. URL consultato il 28 novembre 2025.
- 1 2 3 (EN) British Library, su www.bl.uk. URL consultato il 28 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2022).
- 1 2 Ignatius Sancho: African Composer and Man of Letters, su www.brycchancarey.com. URL consultato il 28 novembre 2025.
- 1 2 3 4 Ellis, Markman (1996). The Politics of Sensibility: Race, Gender and Commerce in the Sentimental Novel. Cambridge: Cambridge University Press. p. 57.
- 1 2 3 Walvin, James (1997). "Ignatius Sancho: The Man and His Times". In King, Reyahn (ed.). Ignatius Sancho: An African Man of Letters. London, UK: National Portrait Gallery. p. 96.
- 1 2 3 Sancho, (Charles) Ignatius, su oxforddnb.com.
- ↑ Ellis, Markman (1996). La politica della sensibilità: razza, genere e commercio nel romanzo sentimentale. Cambridge University Press. p. 57.
- 1 2 3 Wright, Josephine (1981). Ignatius Sancho (1729-1780): An Early African Composer in England. The Collected Editions of His Music in Facsimile. New York and London: Garland Publishing. p. xviii.
- 1 2 (EN) RISM Online, su rism.online. URL consultato il 28 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 4 dicembre 2024).
- ↑ (EN) BBC, Trading faces, su www.bbc.co.uk. URL consultato il 29 novembre 2025.
- ↑ Ignatius Sancho's Friends and Family, su www.brycchancarey.com. URL consultato il 28 novembre 2025.
- 1 2 (EN) Westminster City Council, Foreign & Commonwealth Office and King Charles Street - Ignatius Sancho, su transact.westminster.gov.uk. URL consultato il 28 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2013).
- ↑ (EN) Brycchan Carey, Ignatius Sancho, Joseph Jekyll, and the Problem of Biography, in Journal for Eighteenth-Century Studies, vol. 26, n. 1, 2003, pp. 1–13, DOI:10.1111/j.1754-0208.2003.tb00257.x. URL consultato il 28 novembre 2025.
- ↑ Phillips, Caryl (December 1996). "Director's Foreword". Ignatius Sancho: An African Man of Letters. London: National Portrait Gallery. p. 12.
- ↑ Ignatius Sancho's Correspondence with Laurence Sterne, su www.brycchancarey.com. URL consultato il 29 novembre 2025.
- 1 2 Ignatius Sancho, 1729-1780. Letters of the Late Ignatius Sancho, An African. In Two Volumes. To Which Are Prefixed, Memoirs of His Life, Vol. 1., su docsouth.unc.edu. URL consultato il 29 novembre 2025.
- ↑ Powell, Jim (settembre 1996). "Charles James Fox, voce coraggiosa per la libertà". The Freeman: Idee sulla libertà . 46 (9).
- ↑ (EN) Record of Ignatius Sancho's vote in the general election, October 1774, su The British Library. URL consultato il 28 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2020).
- ↑ (EN) Google Doodle honours author and abolitionist Ignatius Sancho, su The Independent, 1º ottobre 2020. URL consultato il 28 novembre 2025.
- ↑ (EN) John London: Britain's First Black Voter? - The History of Parliament, su historyofparliament.com, 21 ottobre 2024. URL consultato il 28 novembre 2025.
- 1 2 (EN) PixelToCode isnt.co.uk, Ignatius Sancho, su Westminster Abbey. URL consultato il 29 novembre 2025.
- ↑ (EN) Ignatius Sancho, su Katherine Worthington. URL consultato il 29 novembre 2025.
- ↑ (EN) Ignatius Sancho Café opens in Greenwich Park | The Royal Parks, su www.royalparks.org.uk, 13 marzo 2024. URL consultato il 28 novembre 2025.
- ↑ (EN) BBC, Stamp honour for slave trade abolitionist, su www.bbc.co.uk. URL consultato il 28 novembre 2025.
- ↑ 100 Great Black Britons - Ignatius Sancho, su www.100greatblackbritons.com. URL consultato il 28 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2015).
- ↑ (EN) Paterson Joseph one-man show to play UK ahead of US tour, su The Stage. URL consultato il 28 novembre 2025.
- ↑ (EN) Paterson Joseph Brings Charles Ignatius Sancho to Life (Published 2015), 11 dicembre 2015. URL consultato il 28 novembre 2025.
- ↑ (EN) Nadia Khomami, Nadia Khomami Arts e culture correspondent, Novel about 18th-century black Briton Charles Ignatius Sancho wins RSL prize, in The Guardian, 7 giugno 2023. URL consultato il 28 novembre 2025.
- ↑ Harambat, Jean (2023). La Pièce Manquante. France: Dargaud. p. 160. ISBN 978-2205202359.
- ↑ (EN) Sculptor creates memorial to honour black abolitionist Charles Ignatius Sancho, su www.stonespecialist.com, 2 gennaio 2024. URL consultato il 28 novembre 2025.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Ignatius Sancho
Collegamenti esterni
- Opere di Ignatius Sancho, su MLOL, Horizons Unlimited.
- (EN) Opere di Ignatius Sancho, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Spartiti o libretti di Ignatius Sancho, su International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC.
- (EN) Ignatius Sancho, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Ignatius Sancho, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 12397617 · ISNI (EN) 0000 0000 8091 630X · CERL cnp01342595 · Europeana agent/base/157497 · LCCN (EN) n80158793 · GND (DE) 119287056 · BNF (FR) cb124218360 (data) · J9U (EN, HE) 987007280680505171 |
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