Ignazio Calandrelli
Ignazio Calandrelli (Roma, 22 novembre 1792 – Roma, 12 febbraio 1866[1]) è stato un astronomo, matematico e docente italiano, fu una personalità di rilievo nel panorama scientifico italiano dell' Ottocento, direttore di importanti osservatori, li forní di apparecchiature all' avanguardia portando l' astronomia italiana a livelli europei.
Biografia
Nacque da Carlo e da Margherita Girella. zio Giuseppe, direttore dell'osservatorio astronomico vaticano vedendo il ragazzo crescere ricco d'ingegno e portato allo studio, volle aiutarlo a continuare la propria istruzione. A dodici anni fu affidato al collegio annesso all'Università Gregoriana e, a quindici, mediante concorso, entrò in seminario. Studiò con ottimo profitto ed ebbe lo zio come insegnante di matematica e scienze. A queste discipline si applicò con zelo e brillanti risultati sebbene fosse già molto impegnato nello studio di teologia.[1] Nel 1813 venne nominato professore (ripetitore) di "matematiche elementari".[2] Lo zio ritenne che fosse tempo di affidargli parte del suo lavoro di rilevazione meteorologica. Nel 1814 Ignazio conseguí la laurea in filosofia e nel 1816 venne ordinato sacerdote.[1]
Si dedicò allora interamente allo studio dei grandi teorici dell'astronomia, soprattutto di Newton, Laplace e Lagrange, poi cominciò a eseguire accurate osservazioni e calcoli su Urano, Giove e Saturno, sulle occultazioni delle stelle dietro la Luna e su quelle dei satelliti di Giove. Osservò a fondo l'eclissi lunare del 1816 e la cometa del 1819; intanto collaborava con lo zio e i suoi assistenti in un accurato lavoro di determinazione dell'esatta posizione geografica del collegio romano e di altri importanti siti di Roma.
Il cardinale Lorenzo Litta gli concesse la qualifica di allievo dell'osservatorio astronomico pontificio inserendolo di fatto nel personale di quell'ufficio e lo fece subentrare allo zio, ormai anziano e stanco, alla direzione dell'osservatorio.[1]
Nel maggio 1824, Leone XII ordinò di consegnare alla ricostituita Compagnia di Gesù la chiesa di sant'Ignazio, oltre al collegio romano e l'annesso osservatorio astronomico. I religiosi non gesuiti che vi abitavano dovettero traslocare altrove; Giuseppe Calandrelli si trasferí presso la Basilica di Sant'Apollinare (Roma) annessa al seminario, Ignazio lo seguí ma preferí vivere appartato per meglio concentrarsi sulle sue occupazioni e i suoi studi.
Frattanto la sua fama nel tempo di era andata affermando grazie a una serie di sue pubblicazioni, tanto che Luigi Lambruschini lo chiamò a La Sapienza a sostituire nell' insegnamento Giuseppe Settele, docente di ottica e astronomia, che aveva lasciato l'incarico per motivi di salute. Nell'aprile 1842 venne nominato direttore dell'appena fondato Osservatorio del Campidoglio sistemato sulla torre del palazzo capitolino.[1]
Nel 1845 l’Università di Bologna lo chiamò a dirigere il proprio osservatorio nonché a reggere la cattedra di Ottica e Astronomia. Nei tre anni che vi rimase ottenne i fondi per l'acquisto che di un "Cerchio meridiano di Ertel", uno strumento astronomico utilizzato a quel tempo per determinare con precisione la posizione delle stelle. Vi rimase solo tre anni in quanto, nel 1848, Pio IX lo richiamò a Roma alla direzione del nuovo osservatorio capitolino. Calandrelli accettò ed ebbe i fondi che chiedeva per l' acquisto di una strumentazione d'avanguardia. Ebbe anche un nuovo "telescopio rifrattore equatoriale di Merz", donato dal marchese Giuseppe Ferrajoli.[2]
Nel 1851 trascorse un nuovo periodo a Bologna, incaricato dell' ammodernamento anche di quell'osservatorio e in tale occasione compì numerose osservazioni sugli asteroidi, soprattutto su Eunomia.[2]
Gli ultimi suoi anni trascorsero nella tranquillità della ricerca ma all'inizio del 1865 si ammalò gravemente e morì il 12 febbraio 1866.[1]
Opere
- Tavole orarie in tempo solare vero e in tempo solare medio del nascere e tramontare del Sole (Roma 1850);
- Osservazioni e calcolo delle orbite delle prime comete telescopiche dell'anno 1857. (Roma 1857);
- Sul movimento proprio di Sirio, (Roma 1858);
- Opinioni sull'antichità della sfera celeste, (Roma 1860);
- Comunicazione ai Nuovi Lincei sulla Eclisse solare del 18 luglio 1860, (Roma 1860).
- Elementi d'algebra e di geometria (Roma 1836-37)
- Elementi di geometria analitica a due e tre coordinate (Roma 1842)
Note
- 1 2 3 4 5 6 Ugo Baldini, Ignazio Calandrelli, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 16, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1973. URL consultato il 12 febbraio 2026.
- 1 2 3 Ignazio Calandrelli, su Beni Culturali Opac. URL consultato il 9 marzo 2026.
Bibliografia
- Ugo Baldini, Ignazio Calandrelli, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 16, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1973. URL consultato il 9 marzo 2026.
- Ignazio Calandrelli, su Beni Culturali Opac. URL consultato il 9 marzo 2026.
Voci correlate
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