Il Mahabharata

Il Mahabharata
I Pāṇḍava in una scena: (da sx) Sahadeva (Mahmud Tabrizizade), Bhīma (Mamadou Dioumé), Arjuna (Vittorio Mezzogiorno), Nakula (Jean-Paul Denizon) e Yudhiṣṭhira (Andrzej Seweryn)
Titolo originaleThe Mahabharata
PaeseFrancia, Regno Unito, Stati Uniti d'America
Anno1989
Formatominiserie TV
Genereavventura, in costume, religioso
Puntate3
Durata97 min (1ª puntata)[1]
113 min (2ª puntata)[2]
110 min (3ª puntata)[3]
175 min (versione cinematografica)[4]
Lingua originaleinglese
Rapporto1,66:1
Crediti
RegiaPeter Brook
SoggettoLe Mahabharata di Jean-Claude Carrière
SceneggiaturaJean-Claude Carrière, Marie-Hélène Estienne, Peter Brook
Interpreti e personaggi
Interpreti principali, in ordine alfabetico:

FotografiaWilliam Lubtchansky
MontaggioNicolas Gaster
MusicheToshi Tsuchitori
ScenografiaChloé Obolensky
CostumiChloé Obolensky
ProduttoreMichel Propper
Produttore esecutivoMichael Birkett, Harvey Lichtenstein, Michael Kustow
Casa di produzioneLes Productions du 3ème Étage, Mahabharata Ltd., Channel 4, The Brooklyn Academy of Music
Prima visione
Prima TV originale
Dal9 dicembre 1989
Al10 dicembre 1989
Rete televisivaChannel 4
Distribuzione in italiano
Data12 luglio 1990
DistributoreMikado Film

Il Mahabharata (The Mahabharata) è una miniserie televisiva franco-britannico-statunitense trasmessa in prima visione nel 1989 su Channel 4 in 3 puntate. Adattamento dell'omonimo spettacolo teatrale di Jean-Claude Carrière messo in scena da Peter Brook tra il 1985 e il 1988, ne è stata realizzata sia una versione televisiva da cinque ore e mezza che una cinematografica da circa tre ore.[5][6]

È, come l'opera da cui è tratta, una riduzione del poema epico indiano Mahābhārata, interpretato da un cast internazionale di 17 Paesi diversi.[5][6]

Trama

Il gioco dei dadi

  • Durata: 97 minuti[1]
  • Altri interpreti: Lou Bihler (Karṇa da bambino), Gisèle Hogard (Ambikā), Akram Khan (Ekalavya), Tuncel Kurtiz (Śakuni), Clément Masdongar (Kindama), Leela Mayor (Satyavatī), Tamsir Niane (Urvaśī), Abbi Patrix (Śalva), Julie Romanus (Ambālikā), Myriam Tadesse (ancella di Gāndhārī), Velu Visvanathan (Parāśara).

Esilio nella foresta

  • Durata: 113 minuti[2]
  • Altri interpreti: Maurice Bénichou (Kīcaka), Amba Bihler (figlia di Virāṭa), Lutfi Jakfar (Uttara), Yumi Nara (Sudéṣṇā), Mas Soegeng (Virāṭa).

La guerra

  • Durata: 110 minuti[3]
  • Altri interpreti: Nolan Hemmings (Abhimanyu), Ciarán Hinds (Aśvatthāmā), Hapsari Hardjito (Uttarā), Joseph Kurian (Dhṛṣṭadyumna), Ken Higelin (Mārkaṇḍeya).

Personaggi e interpreti

Principali

Principessa kasi vinta, assieme ad Ambikā e Ambālikā, da Bhīṣma nello svayaṃvara, giura vendetta a quest'ultimo reincarnandosi nella guerriera Śikhaṇḍī. Si schiera coi Pāṇḍava.
Terzogenito dei Pāṇḍava e prediletto di Kṛṣṇa. Biologicamente figlio di Kuntī e del dio Indra.
Secondogenito dei Pāṇḍava. Biologicamente figlio di Kuntī e del dio Vāyu.
Guerriero immortale, consigliere di Pāṇḍu prima e Dhṛtarāṣṭra poi, si schiera coi Kaurava.
Sovrano cieco, padre dei Kaurava e zio dei Pāṇḍava. Biologicamente figlio di Vyāsa e Ambikā.
Sposa dei Pāṇḍava.
Precettore di Kaurava e Pāṇḍava, si schiera coi primi.
Secondogenito dei Kaurava.
Maggiore dei Kaurava.
Regina di Dhṛtarāṣṭra, madre dei Kaurava e zia dei Pāṇḍava.
Dio dalla testa d'elefante a cui Vyāsa detta il Mahābhārata.
  • Karṇa, interpretato da Jeffery Kissoon.
Segretamente figlio di Kuntī e del dio Sūrya, viene abbandonato da bambino e cresciuto da un carrettiere. Si schiera coi Kaurava quando Duryodhana lo eleva a suo pari. Lou Bihler interpreta Karṇa da bambino.
Ottavo avatāra del dio Visnù e protettore dei Pāṇḍava.
Sposa di Pāṇḍu e madre dei primi tre Pāṇḍava.
Gemelli, i minori dei Pāṇḍava. Biologicamente figli di Mādrī e degli dei Aśvin.
  • Il ragazzo, interpretato da Antonin Stahly.
  • Vyāsa, interpretato da Robert Langdon Lloyd.
Ṛṣi autore del Mahābhārata, interagisce spesso con la vicenda.
Maggiore dei Pāṇḍava. Biologicamente figlio di Kuntī e del dio Yama.

Altri

  • Abhimanyu, interpretato da Nolan Hemmings.
Figlio di Arjuna, si schiera coi Pāṇḍava.
  • L'ancella di Gāndhārī, interpretata da Myriam Tadesse.
  • Ambālikā,[7] interpretata da Julie Romanus.
Principessa kasi vinta, assieme ad Ambā e Ambikā, da Bhīṣma nello svayaṃvara. Madre di Pāṇḍu.
  • Ambikā,[8] interpretata da Gisèle Hogard.
Principessa kasi vinta, assieme ad Ambā e Ambālikā, da Bhīṣma nello svayaṃvara. Madre di Dhṛtarāṣṭra.
Figlio di Droṇa, si schiera coi Kaurava.
  • Dhṛṣṭadyumna, interpretato da Joseph Kurian.
Fratello di Draupadī, si schiera coi Pāṇḍava.
Aspirante allievo di Droṇa.
  • La figlia di Virāṭa, interpretata da Amba Bihler.
  • Ghaṭotkaca, interpretato da Bakary Sangaré.
Stregone, figlio di Bhīma e Hiḍimbī, si schiera coi Pāṇḍava.
Rākṣasa, sposa di Bhīma e madre di Ghaṭotkaca.
  • Kīcaka, interpretato da Maurice Bénichou.
Generale e cognato di Virāṭa, insidia Draupadī.
  • Kindama,[9] interpretato da Clément Masdongar.
Ṛṣi trasfigurato come gazzella trafitto da Pāṇḍu assieme alla moglie durante il coito, maledice quest'ultimo.
Sposa di Pāṇḍu e madre degli ultimi due Pāṇḍava.
  • Mārkaṇḍeya,[10] interpretato da Ken Higelin.
Ragazzo evocato da Bhīṣma sul letto di morte per istruire Yudhiṣṭhira sul dharma.
Fratello maggiore di Dhṛtarāṣṭra, in cui favore ha abdicato, padre dei cinque Pāṇḍava. Biologicamente figlio di Vyāsa e Ambālikā.
  • Parāśara,[11] interpretato da Velu Visvanathan.
Ṛṣi errante che fa l'amore con Satyavatī.
Sesto avatāra del dio Visnù, maledice Karṇa.
Spirito maligno, fratello di Hiḍimbī.
Fratello di Gāndhārī e zio dei Kaurava, abile giocatore.
  • Śalya, interpretato da Tapa Sudana.
TBD.
  • Śalva, interpretato da Abbi Patrix.
Sovrano e pretendente di Ambā.
  • Satyavatī, interpretata da Leela Mayor.
Ragazza concepita mitologicamente e madre di Vyāsa.
  • Śiva, interpretato da Tapa Sudana.
Dio della creazione.
  • Sudéṣṇā,[12] interpretata da Yumi Nara.
Regina di Virāṭa.
  • Sūrya, interpretato da Bakary Sangaré.
Dio del Sole.
TBD.
  • Uttara, interpretato da Lutfi Jakfar.
Primogenito di Virāṭa, si schiera coi Pāṇḍava.
  • Uttarā,[13] interpretata da Hapsari Hardjito.
Figlia di Virāṭa e moglie di Abhimanyu.
Sovrano matsya presso cui i Pāṇḍava trascorrono il 13º anno di esilio.

Puntate

nº Titolo originale Titolo UK Titolo italiano Prima TV UK Prima TV USA Uscita Italia
1 The Game of Dice The Mahabharata[14] Il gioco dei dadi 9 dicembre 1989[14][15][16][17][18] 25 marzo 1991[19] 12 luglio 1990[20]
The Game of Dice[15]
2 Exile in the Forest Exile[16] Esilio nella foresta 26 marzo 1991[19]
The Rules of War[17]
3 The War War[18] La guerra 27 marzo 1991[19]
The Gates of Paradise[21] 10 dicembre 1989[21]

Produzione

La miniserie è nata dall'interessamento di Harvey Lichtenstein della Brooklyn Academy of Music dopo che lo spettacolo si era trasferito a New York nel 1987.[6] In precedenza il produttore David Puttnam, durante la sua presidenza alla Columbia Pictures, aveva proposto a Brook di trarne un film ad alto budget, ma quest'ultimo trovava "più interessante" l'idea di realizzare qualcosa «a metà tra un film realistico e il teatro filmato».[6]

Brook e Carrière hanno deciso di non limitarsi a filmare lo spettacolo teatrale, ma di operare un vero passaggio formale, riscrivendo per svariati mesi il copione per adattarlo al cinema.[5] Alcune scene sono state quindi accorciate e cambiate di posizione, mentre la possibilità di usare i primi piani e altri mezzi alieni al teatro, per comunicare sentimenti o passaggi di tempo, ha comportato dei cambiamenti stilistici in altre scene.[5] Secondo Carrière «pur tagliando molto rispetto al teatro, [l'adattamento] ha comunque conservato un'unità, una coesione, senza sacrificare nessuno dei colori dello spettacolo: l'aspetto ludico e quello critico, il colore epico e quello spirituale»,[5] mentre nelle parole di Brook: «dubito che chi vedrà la versione televisiva di sei ore sarà in grado di capire quali parti sono state tagliate [...] le [stesse] cose possono essere espresse più velocemente su schermo».[6]

Il budget del film è stato di 5 milioni di dollari.[6]

Le riprese si sono svolte esclusivamente in un teatro di posa in procinto di essere demolito a Joinville (Francia) e sono durate 12 settimane, tra l'ottobre 1988 e il gennaio 1989.[6] William Lubtchansky ha girato la miniserie in 35mm.[6] Dopo aver effettuato dei sopralluoghi di location scouting in Grecia e Tunisia,[5][6] Carrière e Brook avevano optato per girare tutto in interni onde evitare di cadere «nel reportage, nel documentario, nella vita quotidiana», ritenendo che il Mahābhārata avesse «bisogno di una stilizzazione forte, di dimensioni sovrumane».[5] La scenografa e costumista Chloé Obolensky ha ripreso i suoi ruoli dalla produzione teatrale, trovandosi però a daver creare delle scenografie più "concrete" che quelle dello spettacolo, dove spesso gli spazi erano semplicemente suggeriti dalle parole degli attori.[5][6] Obolensky si è recata in India per reclutare maestranze locali l'aiutassero nel compito e le fornissero costumi o oggetti di scena autentici.[6]

Versioni

Il montaggio iniziale durava sei ore, contro le nove dello spettacolo, poi ridotto alle cinque ore e mezzo (321 minuti[4]) finali della versione televisiva.[5] Carrière ha spinto poi per la creazione di una riduzione cinematografica, della durata di 175 minuti, che, dovendo operare numerosi e pesanti tagli, ha accentuato il ruolo di Vyāsa come narratore della vicenda per mantenere la coerenza narrativa, oltre a tagliare la maggior parte dei doppi/tripli ruoli per evitare confusioni nel pubblico non abituato alla finzione teatrale.[5]

Distribuzione

La miniserie è stata trasmessa la prima volta nei Paesi Bassi nel 1989.[5] Nel Regno Unito è stata poi trasmessa in 6 puntate di 50 minuti ciascuna su Channel 4 nel corso di un'unica serata tra il 9 e il 10 dicembre 1989,[14][15][16][17][18][21] come la Nuit du Mahabharata teatrale.[6] Negli Stati Uniti è stata trasmessa in 3 puntate dalla PBS dal 25 marzo al 27 marzo 1991 come parte della serie Great Performances.[6][19]

La versione cinematografica è stata presentata in anteprima fuori concorso il 3 settembre 1989 alla 46ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, come film di pre-inaugurazione dell'edizione.[5][22] Alla Mostra ne è stata anche presentata la versione TV con una puntata al giorno dal 5 al 7 settembre e poi nuovamente dal 10 al 12 settembre.[4]

In Italia, per via del disinteresse dei distributori e degli acquirenti televisivi,[23] la miniserie è arrivata inizialmente solo nella sua versione cinematografica, distribuita a partire dal 12 luglio 1990 da Mikado Film[24] nelle sale cinematografiche italiane.[20] È stata preceduta il 5 luglio da un'anteprima torinese alla presenza dell'indologo Oscar Botto e l'ambasciatore indiano Akbar Mirza Khalili.[20] Sempre la versione per il cinema è stata trasmessa in prima visione il 9 agosto 1992 su Raitre, in seconda serata.[25]

Home video

In Italia, la miniserie è arrivata per la prima volta al pubblico nella propria "versione integrale" nell'ottobre 1991, editata in tre videocassette dalla General Video.[26] È stata rieditata dalla Sampaolo Audiovisivi nel giugno 1993, sia nella versione TV in tre cassette che in quella cinematografica in un'unica.[27] È stata editata in DVD dalla Dolmen Home Video nel novembre 2006 nella versione TV,[28] e successivamente anche in quella per il cinema.

Restauro

In seguito ad una decennale battaglia legale coi detentori del negativo, la versione cinematografica della miniserie è stata restaurata nel 2024 in 8K con profondità di colore 16 bit presso la TransPerfect Media di Parigi, sotto la supervisione di Simon Brook, figlio del regista.[29] Il restauro è stato presentato in anteprima nella sezione Venezia Classici della 81ª Mostra internazionale d'arte cinematografica,[29] venendo poi distribuito nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 20 agosto 2025 da Cinemaundici e Lumière & Co.[30] Brook ha espresso l'intenzione di restaurare anche la versione televisiva della miniserie allo stesso modo.[29]

Accoglienza

La versione cinematografica ricevette una standing ovation di venti minuti dopo la proiezione alla Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia received an Emmy Award after the film was aired on TV.[31] L'uso di un cast internazionale provocò un acceso dibattito, ma fu apprezzato dal critico di Mumbai Sanjukta Sharma:

(inglese)
«The epic becomes intelligible and universal – and tells us why something as captivatingly human as the Mahabharata should not belong just to one nation or race.[32]»
(italiano)
«Il poema epico diventa comprensibile e universale, e ci spiega perché qualcosa di così fascinosamente umano come il Mahabharata non debba appartenere solo a un'unica nazione o razza.»

Il critico italiano Michele Tetro ha valutato positivamente la trasposizione di Peter Brook, definendolo

«Un film straordinario, forse uno dei migliori prodotti cinematografici degli anni Ottanta, girato interamente in studio e capace come pochi altri lavori di coniugare perfettamente cinema e teatro.[33]»

Note

  1. 1 2 The Mahabharata - Parte prima - The Game of Dice, su Archivio storico delle arti contemporanee, Biennale di Venezia. URL consultato il 13 dicembre 2024.
  2. 1 2 The Mahabharata - Parte seconda - Exile in the Forest, su Archivio storico delle arti contemporanee, Biennale di Venezia. URL consultato il 13 dicembre 2024.
  3. 1 2 The Mahabharata - Parte terza - The War, su Archivio storico delle arti contemporanee, Biennale di Venezia. URL consultato il 13 dicembre 2024.
  4. 1 2 3 Paolo D'Agostini, Il Mahabharata in versione TV al Lido di Venezia, in La Repubblica, 7 settembre 1989, p. 26. URL consultato il 13 dicembre 2024.
  5. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Leonetta Bentivoglio, Risorge Mahabharata, in La Repubblica, 31 agosto 1989, p. 21. URL consultato il 13 dicembre 2024.
  6. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 (EN) Joan Dupont, TELEVISION; Peter Brook Conjures 'The Mahabharata' for TV, in The New York Times, 22 gennaio 1989, p. B27. URL consultato il 13 dicembre 2024.
  7. ↑ Accreditata come 2nd Princess (lett. "2ª principessa").
  8. ↑ Accreditata come 1st Princess (lett. "1ª principessa").
  9. ↑ Accreditato come Gazelle (lett. "Gazzelle").
  10. ↑ Accreditato come Deathless Boy (lett. "Ragazzo immortale").
  11. ↑ Accreditato come The Hermit (lett. "L'eremita").
  12. ↑ Accreditata come Virata's wife (lett. "Moglie di Virata").
  13. ↑ Accreditata come Abhimanyu's wife (lett. "Moglie di Abhimanyu").
  14. 1 2 3 (EN) Mahabharata, The {Episode 1} (TV), su paleycenter.org, The Paley Center for Media. URL consultato il 13 dicembre 2024.
  15. 1 2 3 (EN) Mahabharata, The: The Game of Dice {Episode 2} (TV), su paleycenter.org, The Paley Center for Media. URL consultato il 13 dicembre 2024.
  16. 1 2 3 (EN) Mahabharata, The: Exile {Episode 3} (TV), su paleycenter.org, The Paley Center for Media. URL consultato il 13 dicembre 2024.
  17. 1 2 3 (EN) Mahabharata, The: The Rules of War {Episode 4} (TV), su paleycenter.org, The Paley Center for Media. URL consultato il 13 dicembre 2024.
  18. 1 2 3 (EN) Mahabharata, The: War {Episode 5} (TV), su paleycenter.org, The Paley Center for Media. URL consultato il 13 dicembre 2024.
  19. 1 2 3 4 (EN) John J. O'Connor, Review/Television; Brook's 'Mahabharata,' in 6 Hours, in The New York Times, 25 marzo 1991, p. C16. URL consultato il 13 dicembre 2024.
  20. 1 2 3 b. v., Ecco ora il «Mahabharata» di Brook, in tre ore tutta la coscienza indiana, in La Stampa, 5 luglio 1990, p. 11. URL consultato il 10 marzo 2023.
  21. 1 2 3 (EN) Mahabharata, The {Episode 6}: The Gates of Paradise (TV), su paleycenter.org, The Paley Center for Media. URL consultato il 13 dicembre 2024.
  22. ↑ Giorgio Cecchetti, Portoghesi vara la Mostra, in La Repubblica, 28 luglio 1989, p. 25. URL consultato il 13 dicembre 2024.
  23. ↑ Irene Bignardi, Meglio ridere che vivere, in La Repubblica, 7 settembre 1989, p. 25. URL consultato il 13 dicembre 2024.
  24. ↑ Maria Pia Fusco, Cicutto vende la Mikado, marchio d'essai, in La Repubblica, 30 dicembre 2006, p. 66. URL consultato il 13 dicembre 2024.
  25. ↑ Programmazione, in Radiocorriere TV, n. 32, 9 agosto 1992, p. 53. Ospitato su Rai Teche. URL consultato il 10 marzo 2023.
  26. ↑ Speciale home video, in Radiocorriere TV, n. 41, 13 ottobre 1991, p. 44. Ospitato su Rai Teche. URL consultato il 10 marzo 2023.
  27. ↑ Il nuovo catalogo della Sampaolo Audiovisivi, in Radiocorriere TV, n. 26, 27 giugno 1993, p. 47. Ospitato su Rai Teche. URL consultato il 10 marzo 2023.
  28. ↑ Il Mahabharata - Vers. integrale (Vendita), in Sentieri selvaggi, 18 novembre 2006. URL consultato il 10 marzo 2023.
  29. 1 2 3 (EN) Naman Ramachandran, ‘Mahabharata’ 8K Restoration Brings Peter Brook’s Epic Back to Venice, in Variety, 4 settembre 2024. URL consultato il 13 agosto 2025.
  30. ↑ Il Mahabharata di Peter Brook torna in sala restaurato, in ANSA, 4 settembre 2024. URL consultato il 13 agosto 2025.
  31. ↑ (EN) Saumya Ancheri, 'The Mahabharata does not leave you': Notes from Peter Brook's third play about the epic, su scroll.in, 15 febbraio 2016. URL consultato il 21 ottobre 2019.
  32. ↑ (EN) Sanjukta Sharma, 'Mahabharata' doesn't belong to one country or race – Peter Brook's nine-hour play is proof of that, su scroll.in, 14 giugno 2018. URL consultato il 21 ottobre 2019.
  33. ↑ Michele Tetro, Il Mahabharata, in Roberto Chiavini, Gian Filippo Pizzo e Michele Tetro, Il grande cinema fantasy, Roma, Gremese, 2004, p. 111, ISBN 88-8440-320-0.

Collegamenti esterni

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