Il programma di transizione
| Il programma di transizione | |
|---|---|
| Titolo originale | Литература и революция |
| Autore | Lev Trockij |
| 1ª ed. originale | 1938 |
| Genere | Saggio |
| Sottogenere | Manifesto politico |
| Lingua originale | russo |
Il programma di transizione, originariamente intitolato L'agonia mortale del capitalismo e i compiti della Quarta Internazionale e successivamente ristampato con il titolo Il programma di transizione e la lotta per il socialismo[1], è una piattaforma politico-programmatica adottata dal congresso fondativo del 1938 della Quarta Internazionale, l'organizzazione leninista internazionale fondata da Leone Trotskij.
Contesto storico
La pubblicazione de Il programma di transizione nel 1938 si colloca nel contesto della fine degli anni '30. Nell'URSS, dove Trotskij era stato una delle guide carismatiche della Rivoluzione d'ottobre del 1917, i processi di Mosca e le purghe staliniste avevano annientato i cosiddetti "vecchi bolscevichi". In Cina, la Rivoluzione cinese era stata repressa 11 anni prima. In Italia, Mussolini era al potere da 14 anni, in Germania Hitler era Cancelliere del Terzo Reich da 5 anni e in Spagna la Repubblica combatteva contro gli eserciti del generale Franco.
In questo contesto, Trotsky riteneva che non esistesse più una organizzazione politica rivoluzionaria unitaria del proletariato mondiale. Affermava che le vecchie Internazionali dei Lavoratori fossero morte o si fossero schierate con l'ordine borghese, insieme a tutti i partiti politici operai che ne facevano parte in ciascun paese.
Sulla base di questa valutazione politica, egli cercò di fornire un quadro programmatico chiaro per le forze rivoluzionarie di tutto il mondo, fondato sull'esperienza storica del proletariato internazionale, sulle sue vittorie e sconfitte. Con questo programma, intendeva fondare la Quarta Internazionale prima dello scoppio della seconda guerra mondiale che aveva previsto attraverso le sue analisi. La stesura de "Il programma di transizione", noto dai suoi sostenitori anche come "Programma della Quarta Internazionale", fu una risposta a questi obiettivi politici.
Il libro
In questo testo, Leone Trotskij cercò di raccogliere e sintetizzare ciò che, a suo avviso, costituisce l'essenza della lotta rivoluzionaria del proletariato sin dalla sua nascita, al fine di formulare un programma rivoluzionario adatto alle condizioni da lui delineate. Da questa prospettiva, Il programma di transizione può essere considerato il più recente dei programmi rivoluzionari internazionali.
Il testo è suddiviso in capitoli di diversa lunghezza, che affrontano le varie questioni strategiche e tattiche che l'autore collega alla lotta rivoluzionaria emancipatrice internazionale del proletariato. I primi due capitoli, intitolati "Le premesse oggettive della rivoluzione socialista" e "Il proletariato e le sue direzioni", trattano i punti di partenza essenziali che fungeranno da filo conduttore per il resto del testo. L'autore espone i due principi fondamentali che sono alla base del programma che segue: il primo deriva da un'analisi delle condizioni economiche ed è riassunto in una delle frasi iniziali del testo: "Le forze produttive dell'umanità hanno cessato di crescere". Il secondo punto, posto alla fine del primo capitolo, può essere così riassunto: La crisi storica dell'umanità si riduce alla crisi della guida rivoluzionaria (intesa come crisi del proletariato internazionale).
Per l'autore, questa crisi della guida rivoluzionaria del proletariato e quella dell'umanità, indistinguibili sotto un certo punto di vista, saranno risolte dalla Quarta Internazionale e dall'attuazione del programma proposto a livello globale.
I capitoli successivi presentano conclusioni tattiche e strategiche, intitolate "Rivendicazioni di transizione", che derivano da questi due principi fondamentali. Tali rivendicazioni mirano a garantire la "transizione" – da cui il titolo del testo – dal capitalismo, analizzato come morente, a una società comunista senza classi e senza Stato, attraverso la mobilitazione rivoluzionaria del proletariato mondiale contro le conseguenze della sua agonia. Il documento affronta rivendicazioni politiche, sociali ed economiche che, pur proteggendo il proletariato dal declino del capitalismo morente, aprono la strada alla rivoluzione proletaria. L'obiettivo di questa rivoluzione è l'espropriazione dei capitalisti e la graduale affermazione, attraverso misure sempre più risolutamente socialiste, di una società senza classi e senza Stato che garantisca il benessere di tutta l'umanità.
Queste "rivendicazioni di transizione" sono specificate anche in base alla forma dello Stato e alla particolare situazione economica di ciascun Paese. È il caso dell'URSS, degli Stati dominati dal fascismo e dei Paesi colonizzati e/o economicamente arretrati. Vengono inoltre esplorati il ruolo e la posizione dei sindacati operai nel contesto dato, in particolare la questione della loro indipendenza dallo Stato, dai partiti politici, dai datori di lavoro e dalle chiese.
Gli ultimi quattro capitoli del testo si concentrano sui metodi e sui concetti pratici che l'autore intende costituire i fondamenti della Quarta Internazionale e delle sue sezioni nazionali. L'autore rifiuta ciò che a suo avviso ha decretato la fine della Prima, della Seconda e della Terza Associazione Internazionale dei Lavoratori. Stabilisce le regole e i principi che governeranno l'azione della Quarta Internazionale, incentrati su quello che definisce "centralismo democratico", ovvero "completa libertà di discussione, completa unità d'azione".
Note
- ↑ Trotsky, L. (1999). The Transitional Program & the Struggle for Socialism. Resistance Books.