Ilsemannite
| Ilsemannite | |
|---|---|
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| Classificazione Strunz (ed. 10) | 4.FJ.15[1] |
| Formula chimica | Mo3O8·nH2O (?) (sic)[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | amorfo[3] |
| Proprietà fisiche | |
| Colore | nero, nero bluastro, blu[3] |
| Lucentezza | vitrea[4] |
| Opacità | traslucido[3] |
| Striscio | azzurro pallido[3] |
| Diffusione | non comune |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
L'ilsemannite (simbolo IMA: Ils[5]) è un minerale appartenente alla famiglia degli "ossidi e idrossidi" e possiede composizione chimica Mo3O8·nH2O (?). (sic)[2]
Etimologia e storia
Il nome ilsemannite è in onore di Johann Christoph Ilsemann (1727-1822), ex commissario minerario di Clausthal (in Bassa Sassonia, Austria) che pubblicò nel 1787 uno dei primi studi sulla molibdenite.[3]
Classificazione
La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009,[6] considera l'ilsemannite come "questionable", ossia come minerale discutibile, e la colloca nella classe "4. Ossidi (idrossidi, V[5,6] vanadati, arseniti, antimoniti, bismutiti, solfiti, seleniti, telluriti, iodati)" e nella sottoclasse "4.F Idrossidi (senza V od U)"; questa viene suddivisa più finemente in base alla composizione e alla struttura del minerale, in modo tale da trovare l'ilsemannite nella sezione "4.FJ Idrossidi con H2O ± (OH); ottaedri che condividono in vertice" dove forma il sistema nº 4.FJ.15 insieme all'idrotungstite.[6]
Tale classificazione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org".[1]
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß l'ilsemannite si trova nella classe degli "ossidi" e nella sottoclasse degli "ossidi con un rapporto metallo:ossigeno < 1:2 (M2O5, MO3, ecc.)" dove forma il sistema nº IV/E.03 insieme a molybdite, sidwillite e bamfordite.[7]
Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca l'ilsemannite nella famiglia degli "ossidi e idrossidi"; qui è nella classe degli "ossidi" e nella sottoclasse degli "ossidi semplici non classificati", ove è l'unico membro del sistema nº 04.06.03.[8]
Abito cristallino
L'ilsemannite è amorfo, quindi non cristallizza in alcun sistema cristallino, pertanto non appartiene ad alcun gruppo spaziale e non sono misurabili le costanti di reticolo.[3]
Origine e giacitura
In origine si riteneva fosse il prodotto dell'alterazione della wulfenite.[9]. Ulteriori ipotesi considerano l'ilsemannite prodotto dell'alterazione della molibdenite, ma data la scarsa presenza dell'ilsemannite nei giacimenti di molibdenite e l'associazione stretta rilevata in alcuni campioni, si ritiene che derivi dall'alterazione del solfato amorfo di molibdeno, la jordisite.[10]
L'ilsemannite è un minerale secondario che si forma dall'ossidazione di minerali contenenti molibdeno. La paragenesi è con alotrichite, gesso, jordisite, melanterite, minerali di uranio ossidato, molibdenite, molybdite e wulfenite.[11]
Il minerale è stato trovato in una novantina di siti sparsi per il mondo.[12] Qui si ricorda solo la sua località tipo, Bad Bleiberg (nel distretto di Villach-Land (Carinzia, Austria).[13]
Forma in cui si presenta in natura
L'ilsemannite di solito si presenta in macchie e miscele con altri minerali, ma anche come masse terrose o in croste. Il minerale è traslucido[11] con lucentezza vitrea[4]; il colore è nero, nero bluastro o blu, mentre quello del suo striscio è azzurro pallido.[11]
Caratteristiche
Esistono numerose molecole diverse e molto complesse di ossido di molibdeno eterovalenti che formano sostanze amorfe blu. Molto probabilmente le "ilsemaniti" in diverse località, formatesi in condizioni differenti, non sono lo stesso composto e possono persino essere miscele di diversi composti. Di conseguenza, l'ilsemanite non meriterebbe davvero lo status di specie minerale e potrebbe alla fine rivelarsi diversa quando la tecnologia progredirà e si potrà caratterizzare meglio film amorfi molto sottili.[3]
Nei suoli acidi, l'ilsemannite, è la fase solida stabile del molibdeno.[14]
Note
- 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2026) Classification - Hydroxides with H2O ± (OH); corner-sharing octahedra, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 1º gennaio 2026.
- 1 2 (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: September 2025 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, settembre 2025. URL consultato il 1º gennaio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Ilsemannite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 1º gennaio 2026.
- 1 2 (DE) Ilsemannit (Ilsemannite), su mineralienatlas.de. URL consultato il 1º gennaio 2026.
- ↑ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 1º gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
- 1 2 (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 1º gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
- ↑ (DE) Lapis-Systematik - IV OXIDE - IV/E Oxide mit Verhältnis Metall : Sauerstoff < 1:2 (M2O5, MO3 u.a.), su mineralienatlas.de. URL consultato il 1º gennaio 2026.
- ↑ (EN) Dana Classification 8th edition - Miscellaneous, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 1º gennaio 2026.
- ↑ Annual record of science and industry for 1872, S.F. Baird, New York, 1873
- ↑ (EN) L.W. Staples, Ilsemannite and Jordisite (PDF), in American Mineralogist, vol. 36, n. 7-8, 1951, pp. 609-614. URL consultato il 1º gennaio 2026.
- 1 2 3 (EN) Ilsemannite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato il 1º gennaio 2026.
- ↑ (EN) Localities for Ilsemannite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 1º gennaio 2026.
- ↑ (EN) Bad Bleiberg, Villach-Land District, Carinthia, Austria, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 1º gennaio 2026.
- ↑ (EN) U.C. Gupta, Molybdenum in agricolture, Cambridge University Press, 1997, ISBN 0-521-57121-9.
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Collegamenti esterni
- (EN) Ilsemannite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 1º gennaio 2026.
- (EN) L.W. Staples, Ilsemannite and Jordisite (PDF), in American Mineralogist, vol. 36, n. 7-8, 1951, pp. 609-614. URL consultato il 1º gennaio 2026.
