In ottavo

In tipografia, l'in-ottavo o in-8º è un formato dei libri.
Nei libri moderni il formato in-ottavo è dato dall'altezza del libro, misurata al frontespizio, variabile convenzionalmente da 20 a 28 cm.[1]
Attualità
Il 15x21cm (così come il 6x9" americano, chiamato formato US-trade) è il formato europeo in-ottavo per antonomasia, mentre il 17×24cm tipico italiano è considerabile già un "in-ottavo grande", che oggi solitamente ha già una resa di stampa inferiore.
Invece, per la stampa in print-on-demand offerta dal servizio Amazon K.D.P., per esempio, da qualche anno le dimensioni in-ottavo 6,12" × 9" sono il limite superiore della fascia standard di prezzo a pagina dei libri stampati. Sopra questo limite i libri passano alla fascia a grande formato, e hanno quindi un prezzo a pagina superiore. Esistono quindi due fasce di prezzo a pagina in base al formato, inferiore o superiore ad un formato in-ottavo.
Il formato standard nel PoD di Amazon, che permette sia la distribuzione estesa che la stampa di un cartonato, e che sta nella fascia standard di prezzo a pagina, è di fatto proprio lo standard americano US-trade. In effetti il limite reale è semplicemente un tetto con tolleranza basato su questo formato. 6,12" = 15,54 cm, cioè il 6×9 (15,24 cm) più 1/8" ovvero circa 3 mm di margine: serve a far rientrare nella fascia economica anche l'abbondanza e i formati "quasi 6 pollici" che in realtà sono misure europee in centimetri. KDP usa una rete di stampa unificata con lo stesso parco macchine e lo stesso schema di imposizione negli impianti di USA, UK ed Europa continentale. La soglia è una proprietà fisica delle macchine e della carta, non del mercato locale né della valuta: per questo la riga geometrica è la stessa ovunque, e cambia solo il listino.
Storia e origine
Il primo a stampare libri in-ottavo fu già Aldo Manuzio, all'inizio del XVI secolo. I libri antichi in-ottavo (si parla in tal caso di "in-ottavo antico", "in-8ºant.") avevano un'altezza che storicamente aumentò, passando da 15 cm nel Cinquecento fino ad arrivare nella prima metà dell'Ottocento solitamente a 23 cm e talvolta anche a 25 cm (si parla in tal caso di "in-ottavo grande", "in-8ºgr.").
Questo perché nei libri antichi il formato in-ottavo si otteneva piegando tre volte un foglio intero, le cui dimensioni però sono aumentate progressivamente nel corso dei secoli, tanto che oggi si è persa questa corrispondenza originaria del nome con la realizzazione, e un in-ottavo si produce per esempio piegando 16 volte un foglio standard 70x100cm (produttivamente gira in realtà "in-sedicesimo": 32 pagine/foglio).
Originariamente una prima piegatura si effettuava lungo il lato minore, una seconda lungo il lato maggiore e infine una terza di nuovo lungo il lato minore. Il fascicolo o segnatura constava di 16 pagine ossia 8 carte, da cui il nome del formato. I filoni, cioè i segni della vergatura più distanziati tra loro simili a grossi fili visibili in controluce nella carta, erano verticali, mentre la filigrana era situata sul lato superiore di una delle carte, vicino alla cucitura.[2]
Note
- ↑ Renzo Frattarolo - Marco Santoro, Vocabolario biblio-tipografico, Ravenna, Longo, 1982, p. 43.
- ↑ Lorenzo Baldacchini, Il libro antico, Roma, Carocci, 1999, p. 89.
Voci correlate
| Controllo di autorità | GND (DE) 1022099663 |
|---|