Io Claudio imperatore

Io Claudio imperatore
Titolo originaleI, Claudius
PaeseRegno Unito
Anno1976
Formatominiserie TV
Generedrammatico, storico
Puntate12
Durata650 min (totale)
Lingua originaleinglese
Rapporto1,33 : 1
Crediti
RegiaHerbert Wise
Interpreti e personaggi
Casa di produzioneBritish Broadcasting Corporation, London Film Productions
Prima visione
Dal20 settembre 1976
Al6 dicembre 1976
Rete televisivaBBC Two

Io Claudio imperatore (I, Claudius) è una miniserie televisiva britannica diretta da Herbert Wise. Costituita da 13 puntate, trasmesse per la prima volta nel 1976, è basata sul romanzo Io, Claudio (I, Claudius) di Robert Graves.

Trama

È una miniserie drammatica a sfondo storico e biografico. Si apre con Augusto, primo imperatore dell'Antica Roma, che cerca di trovare un erede, e sua moglie, Livia, che trama per elevare il proprio figlio Tiberio a questa posizione. Il doppio gioco continuerà per molti decenni, attraverso la cospirazione di Seiano e le vicende dell'imperatore Caligola, e si conclude con l'ascesa al potere, apparentemente accidentale, di Claudio.

Episodi

La trama è stata scritta a partire dalla visione della versione originale della serie, motivo per cui i titoli degli episodi sono in inglese.

1a - A touch of murder

Il vecchio imperatore Claudio, braccato da spie ostili e convinto di essere sul punto di essere ucciso, ricorda la profezia ricevuta anni prima dalla Sibilla di Cuma: regnerà per dieci anni e cinquantatré giorni, poi la sua voce resterà inascoltata per diciannove secoli. Memore di questo avvertimento, si accinge a scrivere la storia della sua famiglia, a partire dalla rivalità tra Agrippa e Marcello al tempo di Augusto.

Sette anni dopo la vittoria di Azio, prima che Claudio nascesse, Augusto organizza un banchetto per celebrare l’evento, commissionando una torta che riproduce la nave usata da Agrippa durante la battaglia. Chiama inoltre il retore Aristarco di Atene per declamare un’ode ai vincitori dello scontro. Durante la celebrazione, però, Marcello, figlio di Ottavia, la sorella di Augusto, insulta ripetutamente Agrippa, sostenendo che la sua non sia stata una grande vittoria e che lui avrebbe saputo fare di meglio. Agrippa, offeso, lascia il banchetto.

Il giorno seguente, Augusto manda a chiamare sua moglie Livia per aiutarlo durante la discussione che sta avendo proprio con Agrippa. Agrippa ha infatti deciso di lasciare Roma e chiede che gli venga assegnata la provincia di Siria. Nonostante continui a negarlo, è evidente che a spingerlo ad andarsene è proprio la rivalità con Marcello. Augusto cerca di trattenerlo, ma quando vede che il suo amico non intende essere sincero con lui gli accorda il permesso di andarsene. Quando Agrippa lascia la stanza, Livia chiede ad Augusto di riconsiderare la sua decisione e di richiamare Agrippa dopo pochi mesi, per non essere costretto a implorarne il ritorno quando ne avrà bisogno, ma lui è irremovibile. Proprio in quel momento arriva Tiberio, che sta partendo per la Germania. Augusto lo saluta di sfuggita e torna ai suoi affari. Livia, rimasta da sola con il figlio, lo esorta a darsi da fare in modo da avvantaggiarsi per la successione al trono, nonostante sia chiaro che Augusto gli preferisca Marcello e Agrippa.

Marcello, che ha sposato Giulia, la figlia di Augusto, viene nominato magistrato della città e deve tenere dei giochi per ringraziare della nuova carica. Deciso a impressionare Roma, propone ad Augusto il suo programma, che prevede uno scontro di massa tra gladiatori dalla Gallia e dal Marocco e perfino l’esibizione di un rinoceronte. Mentre i due discutono dei giochi, Livia parla con Giulia, chiedendole come mai lei e Marcello non abbiano ancora dei figli, e le ricorda di quando da piccola aveva chiaramente una cotta per Tiberio. I giochi di Marcello si rivelano un grande successo, ma Livia dice di non sentirsi bene e si assenta dalle celebrazioni.

Augusto parte per visitare le province orientali e anche Ottavia e Giulia si trovano fuori città. Livia viene informata del fatto che Marcello si sente male per via di alcuni problemi di stomaco e corre subito a visitarlo. Nonostante le indicazioni del medico Musa, che consiglia a Marcello di riposare e non mangiare, Livia insiste per prendersi cura di lui e cucinare personalmente, proprio come aveva fatto con Augusto. La situazione di Marcello peggiora velocemente, tanto che vengono avvertite anche Ottavia e Giulia, che tornano subito a Roma. Anche Tiberio torna in città e la madre inizia subito a prospettargli il piano di divorziare da sua moglie Vipsania per sposare Giulia. Quando Tiberio le fa notare che Giulia è ancora sposata con Marcello, arriva la notizia della sua morte. Giulia è disperata e Livia ne approfitta per ordinare a Tiberio di consolarla. Lei invece va subito a vedere Marcello. Anche Ottavia si trova lì e chiede a Musa quali possano essere state le cause. Il medico sospetta un avvelenamento da cibo.

Data la morte di Marcello e l’assenza di Augusto da Roma, il popolo si rivolta chiedendo il ritorno della Repubblica. Tiberio non intende usare l’esercito per sedare la rivolta, così Livia prova a parlare con i manifestanti, ma non ottiene nessun successo. Capisce che l’unico in grado di parlare al popolo è Agrippa, che deve essere richiamato. Corre quindi a scrivere ad Agusto. Venuto a conoscenza della situazione, Augusto fa richiamare Agrippa, che si dice dispiaciuto per la morte di Marcello, pur non negando l’antipatia nei suoi confronti. Agrippa accetta di tornare a Roma, ma pone come condizione di sposare Giulia, in modo da entrare a far parte della famiglia. La notizia lascia sconvolta Livia, che prova a esprimere il suo disappunto sostenendo che Augusto abbia venduto sua figlia senza neanche consultarla.

1b - Family Affairs

Agrippa muore dopo diversi anni di matrimonio con Giulia e due figli, Gaio e Lucio. Tiberio, su insistenza di Livia, divorzia da sua moglie Vipsania, di cui pure resta innamorato, per sposare Giulia. Tiberio racconta tutta la sua frustrazione al fratello Druso, padre di Claudio, che sta per partire per la Germania. Druso gli chiede per quale motivo abbia divorziato da Agrippina per avere un matrimonio infelice con Giulia e Tiberio confessa di averlo fatto perché, sobillato dalla madre, aspira a succedere ad Augusto. Druso è piuttosto contrariato perché lui, invece, preferirebbe che Roma tornasse una Repubblica.

Giulia confessa ad Antonia, figlia di Ottavia e sorella di Marcello, che il suo matrimonio con Tiberio è particolarmente infelice. Inoltre, le rivela di sospettare che sia stata Livia a uccidere Marcello avvelenandolo. Antonia, al contrario, è particolarmente felice con suo marito Druso, che a breve seguirà in Germania. Druso e Tiberio, che sono ancora insieme, si promettono di proteggersi a vicenda. Tiberio sembra infatti particolarmente preoccupato dalla partenza del fratello e teme che possa capitargli qualcosa di spiacevole durante il servizio militare. Druso invece cerca di rassicurarlo.

Prima di partire, Druso passa a salutare Augusto, a cui ripete la sua idea della Repubblica. Augusto non sembra affatto contrariato e, invece, pondera davvero l’idea di ritirarsi a vita privata, sostenendo di aver continuato la propria carriera soprattutto perché spinto da Livia. Si dice sopraffatto dai doveri e della responsabilità. Proprio in quel momento, per esempio, Livia sta discutendo con un ambasciatore parto per l’erezione di un tempio a lui dedicato, evento a cui Augusto si dice contrario. Livia arriva poco dopo, cercando invano di convincere Augusto ad accettare gli onori decretati dai Parti. Augusto torna ai suoi doveri e Livia saluta suo figlio prima che parta per la Germania. Druso stesso si rende conto di non essere amato da sua madre, ma non gliene fa una colpa.

Tiberio va a trovare di nascosto Vipsania, la sua ex-moglie, perché ha saputo che sta per sposarsi di nuovo e vorrebbe impedirglielo. Lei è invece determinata ad andare avanti con il suo matrimonio, anche per porre fine alle attenzioni di Tiberio. Lui continua a ripeterle di aver divorziato solo su pressione della famiglia e Vipsania gli rinfaccia il fatto che lei non avrebbe ceduto. Tuttavia, alla fine i due si riappacificano. La notizia dell’incontro arriva ad Augusto, che si infuria con Tiberio perché, dopo aver insistito per sposare sua figlia, ora la disonora. Lo minaccia pesantemente, ma Livia risolve la situazione sostenendo che anche lei e Augusto hanno avuto diversi incontri con i loro ex-coniugi per sistemare faccende burocratiche e che l’incontro di Tiberio non era affatto segreto, visto che gliene aveva parlato. Tiberio sfrutta la bugia detta dalla madre per riconciliarsi con Augusto, che comunque lo avverte di non gradire che veda di nuovo Vipsania. Proprio in quel momento arriva un messaggio per Tiberio da parte di Druso. Augusto e Livia insistono perché Tiberio legga il messaggio davanti a loro, ma nella lettera Druso critica il nuovo sistema imperiale e la corruzione che ha generato, auspicando un ritorno alla Repubblica. Augusto di nuovo pensa di lasciare tutto, ma Livia lo convince a perseverare e accusa suo figlio di tradimento. Sfruttando la notizia che Druso ha ricevuto una lieve ferita alla testa, decide di mandare in Germania il suo medico personale, Musa, per curarlo. Augusto, invece, decide di convocare Druso di nuovo a Roma, nel timore che possa usare gli eserciti del Nord per marciare contro di lui.

In Germania, Druso viene portato nella sua tenda con una brutta ferita alla gamba dopo essere rimasto schiacciato dal suo cavallo. Viene affidato alle cure di Musa, ma la situazione è grave e Augusto viene informato, proprio mentre si sta lamentando con Livia del fatto che alla fine il Senato abbia deliberato per autorizzare i Parti a erigere una sua statua in un tempio a Palmira e a onorarlo come una divinità. Tiberio parte immediatamente per raggiungere suo fratello e arriva giusto in tempo. Vedendo la gravità della situazione, Tiberio aggredisce Musa, che si giustifica dicendo di essere arrivato troppo tardi, quando ormai non c’era più niente da fare. Druso muore poco dopo tra le braccia di Tiberio, mentre Antonia si era allontanata per portargli i figli, tra cui il piccolo Claudio.

Il vecchio imperatore Claudio, invece, interrompe la scrittura della sua storia per mangiare il cibo che gli viene portato da uno schiavo. Prima di mangiare, fa assaggiare tutto allo schiavo per il timore di essere avvelenato. La paura della morte gli impedisce di godersi il cibo e Claudio torna a scrivere, ripartendo dalla morte di suo padre.

Un anno dopo la morte di Druso, Augusto si affida sempre di più ai nipoti, figli di Giulia e Agrippa, che istruisce personalmente e coinvolge nelle decisioni di governo. Dopo un lungo banchetto, si ritira insieme a loro, lasciando da soli Livia, Tiberio e Giulia, che dorme perché ubriaca. Tiberio rinfaccia a sua madre di aver lasciato la moglie per sposare Giulia, ma che è stato tutto inutile, perché Augusto gli preferisce chiaramente i due nipoti. Livia gli dice di aspettare e si ritira. Giulia si sveglia ma, rifiutata dal marito, inizia a insultare lui e Vipsania. Tiberio, furioso, la colpisce. Giulia va quindi a lamentarsi da Augusto, chiedendo il divorzio, ma lui non intende concederglielo perché non darebbe una buona immagine della famiglia. Decide invece di mandare Tiberio lontano da Roma e di tenere Giulia in una sorta di limbo. Ancora una volta, Augusto chiede aiuto ai nipoti per gestire la situazione e Livia finge di nutrire per loro un grande affetto.

2 - Waiting in the Wings

Il vecchio Claudio cerca nel suo studio la lettera con cui Livia ha avvertito Tiberio della morte di Gaio. Dopo aver rivoltato tutta la stanza, la trova nascosta nella sua manica.

Quando riceve la lettera sulla morte di Gaio, Tiberio si trova in esilio a Rodi, dove passa le giornate chiedendo un oroscopo favorevole all’astrologo Trasillo. Quest’ultimo continua a promettergli buone notizie, ma le lettere che arrivano da Roma non sono mai buone quanto Tiberio spererebbe.

Dopo la morte di Gaio, Livia cerca di convincere Augusto a richiamare Tiberio dal suo esilio, ma lui resta irremovibile perché non può perdonare ciò che Tiberio ha fatto a Giulia. Livia suggerisce che Tiberio possa essere stato provocato dall’atteggiamento promiscuo di Giulia, ma Augusto si rifiuta di crederle senza delle prove certe.

Nel frattempo, nella villa di Anzio Giulia e Antonia si preparano a salutare Lucio, che ora è rimasto l’unico erede di Augusto e che sta per partire per Roma e poi per l’Iberia. Insieme a lui c’è anche il suo amico Plauzio, che ha una relazione con Giulia. Giulia porta davanti a Lucio l'indovino Demetrio, che tempo prima aveva letto degli auspici molto favorevoli per suo fratello Gaio e che non riesce a spiegarsene la morte. Giulia stessa confessa ad Antonia di sospettare che ci sia Livia dietro la morte di suo figlio. Lucio e Plauzio partono e arrivano gli altri figli di Giulia e Antonia, compreso il giovane Claudio, che è zoppo, balbetta e muove continuamente la testa a scatti. I ragazzi restano stupiti nell’osservare due aquile che si stanno litigando la preda, un cucciolo di lupo. Durante la lotta il lupo cade e Claudio lo afferra al volo, salvandogli la vita. Demetrio fa giurare a tutti i presenti che non riveleranno la sua interpretazione dell’accaduto, poi spiega che, come il lupo, anche Roma si troverà in una situazione disperata, ma che Claudio la salverà. I presenti restano sconvolti, perché nessuno ha fiducia nelle capacità di Claudio, nemmeno sua madre, che lo ritiene stupido.

Livia convoca Plauzio prima che parta per l’Iberia insieme a Lucio e gli rivela di essere al corrente della sua relazione con Giulia. Lo costringe quindi ad annotare ogni spostamento di Giulia, nonché tutti i nomi dei suoi amanti. Come garanzia di sicurezza, gli chiede però di omettere il suo nome dalla lista. Plauzio, che crede che la sua carriera politica possa essere favorita da Livia, accetta ed è lui stesso a organizzare delle feste in cui Giulia incontra diversi uomini.

Augusto si prepara a incontrare i rappresentanti dei cavalieri, che si sono radunati per lamentarsi delle sue leggi sul matrimonio. Claudio, che si trovava nel cortile dove sono appena entrati Augusto e i cavalieri, si nasconde, ma Augusto decide di portarlo con séù. Rimprovera infatti i cavalieri perché non hanno intenzione di sposarsi e fare figli per Roma e mostra Claudio come esempio del frutto dell’unione tra due romani, scatenando involontariamente l’ilarità dei presenti. Quando i cavalieri si ritirano, Augusto rimanda Claudio a studiare e incontra Livia, che si lamenta del fatto che il ragazzo sia stato tenuto in famiglia invece di essere esposto alla nascita. Augusto, al contrario, lo ritiene del tutto innocuo e non è infastidito dalla sua presenza. Anche Livia intende parlare a suo marito di matrimonio: per dare l’esempio, è ora che i ragazzi della nuova generazione vengano promessi in matrimonio. Augusto propone di far sposare Agrippina, figlia di Giulia e Agrippa, e Germanico, figlio maggiore di Druso, decisione che Livia approva immediatamente. Livia propone poi di far sposare Livilla, figlia di Antonia e Druso, con Castore, figlio di Tiberio. Augusto resta sorpreso, perché crede che Livilla vada particolarmente d’accordo con Agrippa Postumo, figlio di Giulia e Agrippa, ma Livia lo convince che in realtà i due si odino. Inoltre, si dice determinata a trovare qualcuno che sposi Claudio, per quanto difficile.

Claudio presenta a sua madre Antonia e a sua zia Giulia il suo nuovo amico, Erode Agrippa, nipote del re di Giudea, venuto a Roma per essere istruito. Erode colpisce immediatamente le due donne con i suoi modi cortesi e la sua conoscenza impeccabile del latino. Racconta a Giulia che suo nonno lo ha chiamato Agrippa in onore del suo defunto marito e che suo padre è stato giustiziato da suo nonno.

Plauzio porta a Livia la lista con i nomi degli amanti di Giulia, omettendo il suo. Lei si dice soddisfatta, ma prima d congedarlo annuncia che gli chiederà in futuro un altro favore. Livia è convinta che Augusto non le crederà se sarà lei a presentargli le prove. Di conseguenza, Plauzio fa avere la lista a Lucio, che si confronta subito con Livia. Lei finge di non sapere niente e prospetta a Lucio la reazione furiosa di Augusto, che se la prenderà non solo con sua madre, ma anche con lui, per aver favorito i suoi comportamenti presentandole i suoi amici, tra cui lo stesso Plauzio. Poi, fingendosi affranta di dover dare un tale dispiacere al marito, Livia dichiara che gli consegnerà le prove. Lucio ha quindi un moto di orgoglio e si offre di essere lui a informare Augusto, anche per rimediare ai suoi errori. Il piano di Livia ha successo. Augusto ringrazia Lucio per la sua sincerità, ma fa convocare tutti gli amanti della figlia e li interroga uno a uno. Alla fine li manda via, furioso, rimandando la decisione sul loro destino. Giulia, invece, viene condannata all’esilio. Augusto si chiude nella sua stanza e si rifiuta di ascoltare le sue preghiere. Sorpresa da Livia, Giulia le dice di sapere che si tratta di una sua macchinazione per richiamare Tiberio e farlo diventare il successore di Augusto, ma afferma anche di avere ancora due figli che verranno prima di lui nella successione al trono.

Quando finalmente Augusto esce dalla sua stanza, Livia cerca di consolarlo affermando di sapere bene cosa voglia dire avere un figlio in esilio. Aggiunge inoltre che la sua sofferenza è ancora maggiore, perché Tiberio è stato esiliato senza una giusta causa e dovrebbe quindi essere richiamato. Furioso, Augusto dichiara che non perdonerà mai Tiberio per ciò che ha fatto e che non ha alcuna intenzione di richiamarlo dall’esilio.

A Rodi, Tiberio è intento a calcolare l’oroscopo di Trasillo. Quando quest’ultimo gli chiede spiegazioni, risponde di star cercando la risposta a cosa ne sarà di lui, se verrà gettato giù dalla rupe che si affaccia sul mare per non aver fatto il suo lavoro. Trasillo cerca di giustificarsi, dicendo che la nave che è appena tornata da Roma sta sicuramente portando buone notizie. Tiberio però ha già ordinato a un suo schiavo di gettare Trasillo in mare. Prima di far eseguire l’ordine, vuole comunque ricevere il messaggio da Roma. Si tratta di una lettera di Augusto, che lo informa della morte di Lucio e lo richiama a Roma. Alla notizia, sia Tiberio che Trasillo scoppiano a ridere, con lo sgomento del messaggero, che riferisce la tragica fine di Lucio. Mentre aspettava a Massalia la nave che lo avrebbe condotto in Iberia, è andato a pesca con Plauzio. La barca su cui si trovavano si è rovesciata e Plauzio ha fatto di tutto per tenere l’amico in vita, nuotando fino a riva e arrivando esausto, ma è stato comunque troppo tardi. Tiberio decide di risparmiare Trasillo e di partire il giorno seguente. Arrivato a Roma, viene accolto con freddezza da Augusto.

Claudio ed Erode vedono Agrippa Postumo che piange in cortile e cercano di consolarlo. Erode, in particolare, gli fa notare che è stato nominato erede di Augusto e che avrebbe quindi motivo di gioire. Agrippa risponde di non essere l’unico erede, perché insieme a lui è stato nominato anche Tiberio. Agrippa si sente solo e spaventato, e sente terribilmente la mancanza della madre e dei fratelli.

Il vecchio Claudio siede nello stesso cortile in cui ha parlato con Erode e Agrippa.

3 - What Shall We Do About Claudius?

Il vecchio Claudio ricorda un banchetto a cui aveva partecipato anni prima, durante il quale Orazio declamava le sue composizioni. Oltre ad Augusto, che ha invitato Orazio, e Livia, sono presenti anche Tiberio, Germanico con la moglie Agrippina, Agrippa Postumo con sua moglie e Livilla. Suo marito Castore, invece, non si è presentato, con grande disappunto di Augusto. Terminata la recitazione di Orazio, Augusto congeda i commensali e discute brevemente con Livia della questione di Claudio. A breve, infatti, si terranno dei giochi in onore di suo padre Druso, ma Augusto è indeciso se far salire o meno Claudio sul palco destinato alla famiglia imperiale. Da un lato, infatti, la sua assenza sembrerebbe strana, ma dall’altro teme che i suoi tic metterebbero tutti in imbarazzo. Augusto rimanda la decisione al giorno seguente e si prepara per andare a dormire, ma viene informato dell’arrivo di un messaggero con notizie urgenti dalla Germania. Il soldato, che ha cavalcato ininterrottamente per quattro giorni, riferisce che la Diciannovesima, la Diciottesima e la Diciassettesima Legione, sotto il comando di Quintilio Varo, sono state annientate in un’imboscata in Germania e ora il confine settentrionale è completamente sguarnito. Augusto, che si trova già con Tiberio quando ascolta il messaggio, convoca subito anche Agrippa Postumo e Germanico per discutere della situazione, ma solo il secondo si presenta. Uno schiavo riferisce a Livia che Agrippa Postumo non è nella sua stanza né in quella della moglie, ma che è stato visto entrare in quella di Livilla. Augusto manda Tiberio in Germania a gestire la situazione, ma tiene Germanico a Roma per aiutarlo con l’amministrazione della città.

Gli storici Livio e Asinio Pollione si trovano nella biblioteca del palazzo alla ricerca di alcuni commentari su Polibio, ma sono frustrati perché non riescono a trovarli. Anche Claudio si trova nella biblioteca, intento a leggere proprio la storia di Livio. Pollione coglie l’occasione per chiedergli un confronto tra le loro opere. Claudio risponde che l’opera di Livio è migliore per quanto riguarda lo stile, quella di Pollione per quanto riguarda l’analisi dei fatti. Livio resta stizzito e si innervosisce ancora di più quando Claudio non solo sa dirgli dove si trova il commentario che sta cercando, ma lo corregge anche sul titolo, il nome dell’autore e la sua provenienza. Pollione resta colpito dalle qualità di Claudio, che gli racconta di essere intento a scrivere una biografia di suo padre e di suo nonno, entrambi sostenitori della Repubblica. Pollione cerca allora di dissuaderlo, dicendo che comunque qualcun altro all’interno della famiglia imperiale gli impedirà di proseguire con il suo lavoro, perché troppo sovversivo. Aggiunge poi che il padre e il nonno di Claudio sono stati avvelenati proprio per via del loro sostegno alla Repubblica. Claudio rimane sconvolto, ma Pollione si rifiuta di dirgli altro. Gli suggerisce invece di esagerare i propri difetti in modo da essere considerato innocuo dal resto della famiglia e restare così al sicuro.

Augusto va a parlare con Agrippa Postumo, rimproverarlo perché la sera dell’annuncio del disastro di Teutoburgo non si trovava nella sua stanza. In generale, Augusto sostiene che tutti si lamentino del suo comportamento. Ricorda l’episodio in cui Agrippa ha gettato una guardia nella fontana e lui si giustifica dicendo che l’uomo stava ridendo di Claudio, che è ora il suo migliore amico. Augusto ribatte che tutti ridono di Claudio e che Agrippa deve imparare a contenersi, se un giorno vuole governare l’impero. Agrippa risponde che anche Tiberio è erede di Augusto in quanto suo figlio adottivo, ma lui lo rassicura dicendo di averlo adottato solo per fare un favore a Livia, ma di non averlo mai apprezzato e di non avere alcuna intenzione di lasciargli il trono. Livia ascolta tutta la conversazione e convoca subito Livilla. Le rivela di essere a conoscenza della sua relazione con Agrippa e la minaccia di una sorte simile a quella di Giulia, nel caso Augusto dovesse scoprire la vicenda. Tuttavia, afferma che ci sia un modo per evitare spiacevoli conseguenze, e, al contempo, per scongiurare una guerra civile. Secondo Livia, infatti, il fatto che Augusto sia indeciso tra Tiberio e Agrippa per la successione creerà una discordia che porterà a un’altra, terribile, guerra civile. Per evitarlo, è necessario che a guidare Roma sia un solo uomo. Se quell’uomo sarà Tiberio, Castore, che è suo figlio e il marito di Livilla, gli succederà a sua volta. Livilla accetta allora di seguire le indicazioni di sua nonna.

Augusto si lamenta delle notizie che gli arrivano dalla Germania: Tiberio si è assicurato il possesso dei ponti, ma non sembra intenzionato a procedere oltre. Augusto è convinto che Tiberio abbia un qualche piano da sfruttare contro di lui, mentre Livia sostiene che suo figlio stia solo aspettando l’occasione migliore per compiere una spedizione senza rischi per l’esercito. Augusto non vuole saperne e decide di inviare Agrippa con dei rinforzi. Livia gli fa notare che mandare Agrippa suonerebbe come un rimprovero per Tiberio, che non è mai andato d’accordo con lui, e che lo vedrebbe come una spia, non come un aiuto. Suggerisce piuttosto di inviare Germanico e Augusto si lascia convincere. Livia chiede ad Augusto anche cosa fare con Claudio durante i giochi. Augusto decide che dovrà assistere, dato che, con la partenza di Germanico, sarà l’unico figlio di Druso presente a Roma per l’occasione. Inoltre, sarà proprio Claudio, insieme a Germanico, Livilla, Antonia e Livia, a pagare per l’evento. Augusto è preoccupato del fatto che il matrimonio di Claudio sia stato rimandato, ma Livia lo rassicura, dicendo che avverrà presto.

Ai giochi, Claudio si siede al posto di Augusto e viene rimproverato dalla madre, che lo fa spostare in fondo, tra Agrippa ed Erode. Proprio a Erode Claudio inizia a spiegare la funzione dei giochi, che nascono come cerimonia sacra. Prima che lo spettacolo cominci, Livia va a parlare con i gladiatori, esortandoli a non trattenersi e a non usare espedienti per fingersi morti. I vincitori avranno la libertà e un grande premio in denaro, mentre agli sconfitti sarà garantita una degna sepoltura. Lo spettacolo comincia poco dopo l’arrivo di Augusto e Livia sul palco imperiale. Mentre Augusto propone a Erode di scommettere, Claudio si sente male e viene portato via. Agrippa ed Erode lo seguono fuori dall’arena, ma poi si separano e solo Erode resta con Claudio, riaccompagnandolo a palazzo.

La notte, Agrippa entra nella stanza di Livilla, come concordato con lei, ma appena la tocca lei inizia a gridare e strapparsi le vesti. Quando entrano le guardie, Livilla accusa Agrippa di aver provato ad abusare di lei e lo fa arrestare. Agrippa viene portato davanti ad Augusto e Livia. Qui prova a discolparsi, affermando che si tratta di una macchinazione di Livia ai suoi danni. Fa notare ad Augusto come chiunque si mettesse tra Tiberio e il trono sia morto in circostanze misteriose: prima Marcello, poi Agrippa, poi Gaio e Lucio. Persino sua madre è stata esiliata e ora sta succedendo lo stesso a lui. Agrippa sostiene che dietro tutto questo ci sia Livia, ma Augusto non gli crede e, al contrario, lo accusa di fingersi pazzo per evitare la morte. Gli promette allora che lo farà esiliare e lo lascerà a marcire su un’isola sperduta, proprio come sua madre. Agrippa viene portato via dalle guardie, ma riesce a sfuggirgli e a entrare nella stanza di Claudio, che sta ancora scrivendo la sua storia. Agrippa rivela a Claudio tutta la situazione e lui gli parla della conversazione con Pollione. Agrippa gli consiglia allora di seguire le sue indicazioni e continuare a fingersi stupido, in modo da restare al sicuro, poi si allontana, ma viene subito ricatturato.

Si tiene finalmente il matrimonio di Claudio e la famiglia di Augusto vede per la prima volta la sposa dai tempi del fidanzamento, avvenuto sei anni prima. Tutti scoppiano a ridere quando è evidente che la moglie di Claudio è molto più alta di lui.

Il vecchio Claudio si risveglia dai suoi ricordi e cade dal triclinio su cui è poggiato. Una coppia di schiavi lo aiuta a uscire dalla stanza.

4 - Poison Is Queen

Il vecchio Claudio è intento a scrivere la sua storia quando entrano nella stanza due servitori con una cesta. Mentre si lamenta del disordine in cui sono tenuti i documenti e fruga nella cesta, Claudio trova il testamento di Augusto e inizia a leggerlo.

Germanico torna trionfante dalla Germania dopo aver sconfitto le tribù ribelli e riportato la pace. Viene accolto da Augusto davanti a tutto il Senato, che lo loda pubblicamente. Poi Germanico va a trovare suo fratello Claudio, che non vede da diverso tempo. Claudio gli chiede della sua vita nell’esercito e Germanico racconta di aver attraversato la foresta di Teutoburgo e di aver visto i corpi insepolti e mutilati dei soldati, ma di averli poi sepolti. Claudio invece confessa di non apprezzare particolarmente suo figlio e si lamenta del fatto che tutti ridano di lui perché è più basso di sua moglie. Dopo essersi accertato che nessuno li stia ascoltando, Claudio racconta a Germanico quello che gli è stato detto da Agrippa, ammettendo però di non avere prove contro Livia. Sostiene inoltre che Livia legga tutta la corrispondenza della casa imperiale, in modo da essere sempre informata su tutto. Germanico chiede a Claudio perché non abbia parlato con Augusto, ma lui risponde che di sicuro non sarebbe stato creduto, vista la sua reputazione. Se vuole che Augusto creda all’innocenza di Agrippa, deve essere Germanico a portargli la notizia.

Augusto cura le piante del suo giardino, mentre Livia critica la sua tecnica di potatura. I due iniziano a battibeccare e Livia chiede ad Augusto del suo prossimo viaggio in Corsica, del quale non era stata informata. Cerca di far rivelare al marito il vero motivo della sua visita, ma lui risponde che gli abitanti dell’isola hanno chiesto il suo intervento per fermare la pirateria. Livia prova allora a cambiare tattica, dicendo che lungo la via per la Corsica si trova anche l’isola su cui è stato esiliato Agrippa Postumo, ma Augusto nega di voler andare a visitare il nipote.

Livia convoca Livilla, temendo che sia stata lei a raccontare la verità su quanto successo con Agrippa ad Augusto. Livilla nega ripetutamente e alla fine Livia le crede. Le due iniziano quindi a pensare a chi possa aver informato Augusto. Livilla afferma che suo marito Castore sa la verità, non perché lei gliel’abbia raccontata, ma perché lo ha intuito da solo. Livia non è sorpresa della notizia, ma non crede che sia stato Castore ad avvisare Augusto, perché non ne avrebbe avuto motivo. Livilla suggerisce che l’informazione possa essere arrivata da Germanico, ma Livia fa notare che non era presente. Livilla fa allora il nome di Claudio, ma Livia esclude la possibilità perché crede che Claudio sia troppo stupido per occuparsi di certe faccende. Inizia quindi a pensare di essersi sbagliata e che il viaggio di Augusto non abbia davvero niente a che fare con Agrippa.

Augusto invece va proprio a trovare Agrippa sull’isola su cui lo ha fatto esiliare. Porta con sé anche il suo vecchio amico Quinto Fabio Massimo. Agrippa inizialmente teme che i soldati siano venuti a ucciderlo, ma quando vede Augusto scarica su di lui tutta la sua rabbia per i quattro anni di esilio. Augusto si dice pentito della sua decisione e inizia a piangere, ma Agrippa non si lascia commuovere e chiede piuttosto come mai abbia cambiato idea. Augusto racconta che ad aprirgli gli occhi è stato Germanico, a sua volta informato da Claudio. Agrippa chiede di poter tornare a Roma con lui, ma Augusto spiega che dovrà aspettare. Prima di richiamarlo deve invalidare il decreto che rende permanente il suo esilio e aspettare che Tiberio lasci la città. Agrippa accetta di aspettare, ma mette in guardia Augusto anche contro Livia.

A Roma, Livia convoca Camilla Pulcra, il capo delle Vestali, che anni prima le aveva chiesto una donazione per ristrutturare il tempio. Livia racconta che Augusto le ha fatto intuire di aver lasciato una somma nel suo testamento per la ristrutturazione, ma che non vuole dirglielo apertamente per tenerla sulle spine. Camilla conferma che Augusto di recente ha modificato il suo testamento, che è custodito proprio nel tempio di Vesta, e Livia propone di leggerlo privatamente solo per vedere se esiste davvero una donazione a favore delle Vestali. Camilla è restia ad accettare, perché il testamento ha il sigillo di Augusto e aprirlo prima del tempo sarebbe una violazione dei suoi voti. Livia conferma di avere l’anello con il sigillo per richiudere il testamento dopo averlo aperto e promette di pagare di tasca sua la ristrutturazione nel caso non ci siano lasciti da parte di Augusto.

Augusto lamenta forti dolori di stomaco e il medico gli consiglia di mangiare solo uova e latticini. Augusto convoca Fabio Massimo e gli confessa di sapere che morirà a breve. Infatti poco tempo prima ha visto un’aquila volare cinque volte sopra la sua testa per poi posarsi sulla A del nome Agrippa inciso su un tempio da lui eretto. Non ha avuto bisogno di un augure per interpretare il segno: a breve dovrà lasciare il comando a un uomo di nome Agrippa. Inoltre, un fulmine ha colpito una sua statua facendo fondere la C di Cesare. Livia, che ha assistito alla scena, ha contattato un augure, che ha interpretato il segno come l’annuncio che Augusto morirà entro cento giorni. Fabio Massimo rassicura Augusto sostenendo che si potrebbe trattare di cento settimane o cento mesi, o perfino che potrebbe vivere fino a cento anni.

Claudio va a parlare con Livia, dicendosi felice del fatto che ultimamente Augusto stia migliorando. Livia gli chiede se stia davvero scrivendo una storia dei cambiamenti religiosi sotto Augusto e se abbia intenzione di darne una pubblica lettura. Alla risposta positiva di Claudio, Livia glielo proibisce perché non vuole che metta in imbarazzo la famiglia. Claudio si ritira e arriva Tiberio, che chiede alla madre se sia sconvolta perché Augusto è quasi morto o perché è sopravvissuto. Livia gli risponde che Augusto ha alterato il suo testamento in favore di Agrippa usando Fabio Massimo come testimone e Tiberio diventa furioso, perché crede che tutti i lunghi e faticosi servizi resi ad Augusto non siano mai stati apprezzati. Si prepara poi a partire per l’Illirico, ma Livia gli chiede di non viaggiare troppo velocemente, nel caso succedesse qualcosa ad Augusto e dovesse tornare velocemente a Roma.

Augusto, che da quando beve solo il latte di una mucca munta da lui e mangia solo la frutta raccolta da lui nel suo giardino si sente meglio, va a parlare con Claudio per ringraziarlo. Gli dice di averlo giudicato male e di essere felice di poter contare su di lui.

Augusto si trasferisce a Capri, seguendo il consiglio del medico di riposare, e organizza una serata di giochi e scommesse. Nel pieno del divertimento, però, si blocca e si fa portare via per il dolore. Rifiuta le medicine e afferma di voler mangiare solo i fichi del suo giardino e di volerli cogliere personalmente. Non vuole nessun cibo che sia stato toccato da mani umane, nemmeno quelle di Livia. Livia viene informata della situazione. Tempo dopo, va a trovare il marito e si sfoga con lui del fatto di essere stata messa da parte in quanto donna, nonostante le sue intuizioni siano state spesso corrette, molto più di quelle di Augusto stesso. Lamenta anche il trattamento riservato a Tiberio. Quando si avvicina ad Augusto, scopre che è già morto e gli chiude gli occhi. Proprio in quel momento arriva Tiberio. Livia lo lascia con il corpo di Augusto per andare a parlare con la delegazione del Senato arrivata da Roma e gli consiglia di non toccare i fichi. Livia parla quindi ai Senatori mandandoli via e dicendo loro di tornare il giorno seguente. Poi chiama Seiano, il figlio del capo delle guardie, e lo manda subito in missione. Seiano raggiunge Agrippa Postumo sulla sua isola e lo uccide, mentre altri suoi uomini fanno lo stesso con Fabio Massimo.

In Senato viene letto il testamento di Augusto, che lascia due terzi dei suoi averi a Tiberio e un terzo a Livia. Claudio va a trovare Livia per farle le sue condoglianze e lei gli chiede notizie di cosa stia accadendo al Senato. Claudio risponde che i Senatori hanno chiesto a Tiberio di prendere il posto di Augusto, ma che lui ha rifiutato, così glielo hanno chiesto di nuovo, ricevendo questa volta una risposta positiva. Poi è iniziata una discussione sull’opportunità di dichiarare Augusto un dio. Livia chiede a Claudio la sua opinione e lui risponde che è stato Giove stesso a indicare che Augusto deve essere considerato un dio. Quando infatti ha fuso la C di Cesare ha lasciato la scritta Aesar, che significa “dio” in etrusco. Livia ride di lui, chiedendogli perché mai Giove abbia parlato in etrusco e non in latino, e definisce di nuovo Claudio uno stolto. Tuttavia, gli chiede di consegnare l’informazione a Tiberio, che potrebbe averne bisogno per convincere il Senato.

Il vecchio Claudio continua a sentire l’eco della risata di Livia nella sua stanza e scappa via urlandole di smettere.

5 - Some Justice

Il vecchio Claudio, che presenta problemi di stomaco per via di alcuni funghi e dello stress, torna a ripensare alla storia della sua famiglia, che vuole affrettarsi a completare. Riparte dalla morte di Augusto e dall’ascesa al trono di Tiberio che, ormai vecchio, si rende conto di non volere davvero il titolo di imperatore, dopo aver aspettato tanto a lungo. L’unico che riusciva a tenerlo a freno era Germanico, che però venne mandato in Siria con la famiglia e non tornò più.

Agrippina si dispera davanti al corpo di suo marito Germanico, che presenta chiari segni di avvelenamento. Riporta le sue ceneri verso Roma, fermandosi in ogni città per esporle, ma resta indignata quando scopre che né Tiberio né Livia si presentano per accogliere lei e i suoi figli. Davanti a Caudio, istiga la folla sottolineando l’ipocrisia dell’imperatore.

Tiberio, nel suo studio, è infastidito dal rumore della folla e dallo svolgimento del funerale. Si lamenta con Seiano del fatto che il popolo amasse Germanico ma non lui, che è l’imperatore. Livia, che entra proprio in quel momento, afferma che la colpa sia del carattere scostante di Tiberio, che non gli rende facile farsi amare dagli altri. Aggiunge poi che Agrippina e Castore, figlio di Tiberio, intendono accusare formalmente Gneo Calpurnio Pisone, il governatore della Siria, e sua moglie Plancina per la morte di Germanico. Seiano fa notare che non hanno nessuna prova, ma Livia si dice comunque preoccupata. Tiberio liquida la faccenda sostenendo che non permetterà il processo, ma Livia gli fa notare che se non lo facesse l’ombra del sospetto resterebbe su Pisone e su di lui, mentre un’assoluzione porterebbe alla fine della vicenda.

Agrippina spiega le circostanze della morte di Germanico davanti a Claudio, Antonia, Castore ed Erode. Sostiene che oltre al veleno gli assassini abbiano lanciato anche una maledizione: nella loro villa sono stati fatti strani ritrovamenti, il nome di Germanico è comparso in diversi posti a cui i servi non avevano accesso, ogni giorno con una lettera di meno, e perfino l’amuleto che lo proteggeva è sparito. In quel momento arriva nella sala Caligola, uno dei figli di Germanico, che racconta alla madre di aver fatto un brutto sogno. Claudio gli propone di andare a dormire nella stessa stanza di suo figlio Drusillo, ma Caligola preferirebbe dormire con sua sorella Drusilla. Antonia lo rimprovera, ma Agrippina interviene in suo favore e lo fa riportare a dormire. La discussione sul processo prosegue: esiste una testimone, Martina, una donna esperta di veleni che è stata spesso vista con Plancina. Castore propone di portarla a Roma per testimoniare ed Erode suggerisce di usare la casa di un suo conoscente per nasconderla. Inoltre, Claudio consiglia di far svolgere il processo non nel tribunale, che Tiberio potrebbe influenzare da dietro le quinte, ma davanti al Senato, in modo che l’imperatore debba fare personalmente da giudice e sia di fatto anche lui sotto processo.

Pisone e Plancina arrivano a Roma e vengono convocati da Tiberio, davanti al quale cercano di affermare la propria innocenza. Pisone, in particolare, è turbato dal fatto che il processo si svolgerà in Senato e che, oltre all’accusa di omicidio, ce ne sia anche una di tradimento. Tiberio è molto cauto nelle sue risposte e, sebbene non sembri dichiaratamente ostile, è chiaro che non nutra nessuna simpatia per Pisone e Plancina. Durante la discussione Tiberio viene chiamato fuori dalla stanza per ricevere un dispaccio urgente. Rimasti da soli, Pisone mostra a Plancina le lettere scritte personalmente da Tiberio che lo esortano a mettere alla prova Germanico e che presentano il suo sigillo. La presenza del sigillo gli impedirà di leggerle pubblicamente durante il processo, ma Pisone è convinto che anche solo accennare alla loro esistenza porterà i Senatori a credere che abbia agito seguendo gli ordini dell’imperatore, garantendogli l’assoluzione per la paura di andare contro il sovrano. Quando torna, Tiberio annuncia che una certa Martina è stata fatta arrivare a Roma e chiede se possa essere un problema per Pisone. Quest’ultimo nega, ma è visibilmente preoccupato.

Erode e Claudio portano Martina nella casa di Gershon, un mercante con cui Erode è in buoni rapporti e che si fa pagare profumatamente per il favore. Il processo in Senato ha inizio e Castore conduce l’accusa di omicidio e tradimento nei confronti di Pisone e Plancina. Nel palazzo, Claudio si imbatte in Caligola che si dimena e cerca di liberarsi dalla stretta di sua nonna Antonia, che accusa di essere una donna germanica. Antonia spiega a Claudio di aver trovato Caligola e sua sorella nudi nella stessa stanza e di voler punire il nipote, che considera un mostro. Claudio intercede per Caligola, promettendo di parlargli e, rimasto da solo con lui, cerca di spiegargli che certi comportamenti non sono appropriati. Proprio in quel momento arriva Erode, che riferisce che la casa di Gherson è stata attaccata e Martina è sparita.

In Senato, Pisone si difende dall’accusa di omicidio dichiarando di trovarsi a Kos al momento della morte di Germanico. Spiega inoltre che i suoi sacrifici celebrativi erano per la nascita di suo nipote e non per la morte di Germanico. Tuttavia, non nega di considerare illegittima la sua deposizione dal ruolo di governatore da parte di Germanico, motivo per cui, dopo la sua morte, è tornato in Siria. Continua a ripetere di aver sempre agito con la massima lealtà nei confronti dell’imperatore e mostra le lettere che gli sono state inviate, che però hanno il sigillo. Uno dei Senatori chiede a Tiberio di poterle leggere, ma lui afferma che non ci sono precedenti di lettere con il sigillo imperiale che siano state lette in pubblico e di non voler essere lui a crearne.

Tornato alla sua villa, Pisone è entusiasta di come sia andato il processo perché è convinto che ora Tiberio sarà costretto a dichiararlo innocente. Plancina invece non è dello stesso parere, perché crede che ricattandolo apertamente Pisone si sia perennemente alienato il supporto dell’imperatore. I due iniziano a discutere e Pisone suggerisce che l’idea di uccidere Germanico sia arrivata da Plancina, mentre gli ordini erano solo di provocarlo per farlo ribellare. Prima che degeneri, la discussione viene interrotta dall’arrivo di Seiano, che è stato inviato da Tiberio proprio per recuperare le lettere incriminate. A questo punto anche Pisone capisce che Plancina aveva ragione.

Seiano torna da Tiberio e gli suggerisce di sacrificare Pisone e Plancina, dal momento che la folla vuole giustizia e li ha già etichettati come colpevoli. Come a confermare questa visione arriva Agrippina con il suo seguito. Agrippina accusa esplicitamente Tiberio di essere responsabile della morte di suo marito e afferma di volere vendetta. A peggiorare la situazione per Tiberio c’è anche la sparizione di Martina che, contrariamente a quello che credono Claudio ed Erode, non è stata presa dagli uomini di Seiano. Martina si trova infatti con Livia, che l’ha intercettata per prima e discute con lei di veleni. Martina le racconta di aver usato su Germanico la belladonna, su richiesta di Plancina, mentre lei avrebbe preferito altri metodi. Inoltre, ad aiutarla è stato anche Caligola, risentito con il padre per averlo lasciato ad Antiochia mentre lui e il resto della famiglia andavano in Egitto. Martina descrive Caligola come completamente folle: il bambino è convinto di essere un dio e lei lo ha sfruttato per convincerlo a spaventare a morte suo padre.

Il processo contro Pisone e Plancina riprende. Il loro avvocato afferma che, dal momento che il testimone principale dell’accusa non è presente, i due vadano assolti, ma Tiberio rifiuta. A questo punto l’avvocato afferma che Plancina vorrebbe essere processata separatamente dal marito. Pisone resta indignato dalla decisione della moglie e, tornato a casa con lei, le spiega di avere ancora un asso nella manica: una lettera di Livia che contiene le stesse istruzioni di Tiberio. Chiede quindi a Plancina, che sarebbe andata da Livia a prescindere, di informarla della lettera e del fatto che, se non gli verrà garantita l’assoluzione, lui la leggerà in Senato. A differenza delle lettere di Tiberio, infatti, quella di Livia non ha alcun sigillo.

Livia parla con Tiberio della situazione, raccontandogli della lettera, ma lui si rifiuta di aiutarla: se Pisone leggerà le sue istruzioni, lui ne prenderà le distanze e darà la colpa alla tarda età della madre. Livia torna quindi da Plancina per annunciarle che il suo colloquio con Tiberio non ha avuto successo. Suggerisce però una via d’uscita per entrambe. Se Plancina convincerà Pisone a togliersi la vita, potrà preservare l’onore e le ricchezze della famiglia e avere l’assoluzione. In cambio, però, Plancina dovrà assicurarsi di far sparire la lettera e qualunque altra prova a carico di Livia. Livia aggiunge inoltre di avere in sua custodia Martina, che parlerà contro Plancina nel caso la lettera venga portata in tribunale.

Plancina torna da Pisone e prova a persuaderlo a togliersi la vita, promettendo di seguirlo. Pisone inizialmente sembra convinto, ma, al momento di tagliarsi le vene, ha un ripensamento e sostiene che quello di Livia e Tiberio sia solo un bluff. Plancina allora gli strappa il pugnale di mano e finge di volersi togliere la vita per prima. Pisone cerca di fermarla, ma lei si gira e lo pugnala. Mentre Pisone cade a terra morto, Plancina prende la lettera di Livia per consegnargliela.

Nel palazzo, Agrippina si lamenta di aver avuto una giustizia solo parziale, perché Plancina resta libera e Tiberio non ha avuto ripercussioni per le sue azioni. Claudio prova a farle notare che una giustizia parziale è meglio di nessuna giustizia, ma proprio in quel momento i servi arrivano ad avvertire che Caligola ha dato fuoco al palazzo.

6 - Queen of Heaven

Claudio si trova insieme ad altri membri della corte a un banchetto organizzato dal nobile romano Tito e da sua moglie Lollia. Finito lo spettacolo di danza per intrattenere gli ospiti, Lollia inizia a raccontare di come sua figlia Camilla sia stata convocata da Tiberio nel suo palazzo. Data la situazione, ha deciso di accompagnarla personalmente per vigilare su di lei. Madre e figlia sono state accolte in una stanza piena di disegni osceni e sono state poi raggiunte da Tiberio, che ha cercato di fare violenza a Camilla. Lollia si è allora offerta di prendere il posto della figlia, salvandola da un terribile destino. Ora però non riesce più a vivere con il ricordo della violenza subita e, davanti a tutti i commensali, si toglie la vita pugnalandosi.

Tiberio viene scortato tra le strade di Roma e viene raggiunto da Livia. La madre gli ricorda che tra poco sarà il suo compleanno e gli chiede perché abbia bloccato la proposta di erigerle un tempio in Siria. Tiberio si allontana infastidito e, rientrato a palazzo, decide di consultare il suo astrologo Trasillo per capire quanto ancora vivrà sua madre. Trasillo dice di avere bisogno dell’ora esatta della nascita di Livia, così Tiberio lo manda da lei a chiederglielo, dicendo di spacciarle l’operazione come un regalo di compleanno. Quando Trasillo lascia la stanza, Tiberio inizia a discutere con Seiano. Seiano gli consegna la trascrizione di nuove conversazioni, tra cui una avuta da Silio Cecina, comandante delle armate sul Reno. A quanto pare, Cecina ha affermato che, se non fosse stato per lui, anche le sue coorti si sarebbero ribellate e ora Tiberio non sarebbe più imperatore. Tiberio ha qualche dubbio sul fatto che questo possa essere davvero ritenuto tradimento, ma Seiano riesce a convincerlo. La conversazione viene poi interrotta dall’arrivo di Caligola, che porta a Tiberio un testo pornografico estremamente raro e che ormai condivide tutti i suoi vizi.

Seiano avvicina Varrone e gli ordina di arrestare Silio Cecina con l’accusa di tradimento. Varrone gli fa notare che non ci sono precedenti di una condanna per aver parlato male di Tiberio, tutti i casi hanno sempre riguardato Augusto. Afferma inoltre che Cecina ha amici potenti, tra cui la stessa Agrippina. Seiano tuttavia non vuole sentire ragioni. Arriva poi Castore, che chiede di parlare con suo padre, nonostante l’imperatore abbia dato ordine di non essere disturbato. Castore cerca quindi di convincere suo padre a non fidarsi di Seiano, affermando che non sta lavorando per l’imperatore, ma per sé stesso, e che nutre un’ambizione eccessiva. Tiberio, sordo alle parole del figlio, lo manda via arrabbiato. Deluso dall’esito del colloquio, Castore torna da sua moglie Livilla, con cui continua a discutere della faccenda. I due mandano a dormire la figlia Elena, poi anche Castore si addormenta, colto da un’improvvisa stanchezza. La causa è un sonnifero versato nel suo vino da Livilla, che ha una relazione con Seiano. Livilla cerca di convincere Seiano a restare con lei, ma lui le fa notare la pericolosità della loro relazione e le suggerisce l’idea di avvelenare Castore. Lui invece divorzierà da sua moglie e potranno infine sposarsi.

Claudio riceve un invito a cena da parte di Livia per il suo compleanno, cosa che lo sorprende, perché sua nonna non gli rivolge la parola da sette anni, la notte in cui Caligola ha dato fuoco al palazzo. Claudio si confronta con Castore ed Erode. I due cercano di rassicuralo, ma tutti notano che Castore non ha un bell’aspetto e lui stesso conferma di non sentirsi bene da un po’ di tempo. Erode e Castore assistono poi stupiti all’arresto di Cecina.

Tiberio offre sacrifici ad Augusto per ricevere aiuto nella gestione dell’impero, ma viene interrotto da Agrippina, che lo accusa di ipocrisia: Tiberio venera pubblicamente Augusto, ma poi perseguita lei che ne è la nipote. Lo rimprovera infatti di perseguitare tutti i suoi amici, ultimo dei quali Cecina, e di non apprezzare i suoi figli. Tiberio le assicura di non avere alcun risentimento verso i figli suoi e di Germanico e la congeda.

Claudio raggiunge Livia a cena e la trova già in compagnia di Caligola. Mentre Caligola si prende gioco di Claudio, Livia accenna al suo segreto, che riguarda un certo amuleto indossato da suo padre Germanico, poi lo congeda. Rimasta sola con Claudio, che si è fatto più audace per aver bevuto molto vino, gli rivela il vero motivo per cui lo ha convocato. L’oroscopo di Trasillo sostiene che lei morirà entro un anno. Dati tutti i terribili atti commessi in vita, Livia teme di dover soffrire per l’eternità e intende quindi farsi proclamare una dea per poter sfuggire alla pena. Le profezie affermano che Caligola diventerà imperatore e che Claudio ne vendicherà la morte, così li ha convocati entrambi. Ha già fatto promettere a Caligola di avviare il processo di deificazione e ora chiede a Claudio di assicurarsi che lo porti a termine. Claudio accetta, ma chiede in cambio la verità sulle morti della famiglia. Livia confessa di aver avvelenato Marcello perché l’impero aveva bisogno di Agrippa, per poi uccidere anche lui nello stesso modo. Gaio è stato avvelenato su suo ordine in Oriente, mentre Lucio è stato annegato in un incidente in barca orchestrato da Plauzio. Agrippa Postumo è stato eliminato perché inutile. Infine, anche Augusto è caduto vittima del veleno, che Livia ha personalmente cosparso sui fichi del suo giardino. Tuttavia, Livia nega ogni coinvolgimento nella morte di Druso, realmente ucciso dalla sua ferita, e Germanico, che è stato avvelenato da Plancina di propria iniziativa. Ammette però che erano entrambi nella sua lista perché convinti repubblicani. Claudio afferma di nutrire le stesse convinzioni del padre e del fratello, e Livia gli consegna alcuni versi dei Libri Sibillini che profetizzano che anche lui diventerà imperatore.

La situazione di Castore peggiora e Claudio decide di andare a trovarlo. Lungo la strada viene bloccato da Seiano, che lo informa del fatto che sua moglie è incinta. Dal momento che il figlio non può essere di Claudio, lo invita a divorziare e sposare piuttosto sua sorella. Claudio, preso alla sprovvista, accetta. Nel frattempo, Castore muore, ma ha occasione di vedere sua moglie Livilla e Seiano, capendo di essere stato assassinato.

Claudio, Erode, Antonia e Agrippina si trovano a mangiare e discutere insieme. Dopo la morte di Castore, Erode è costretto a tornare in Giudea. Il suo piano è vedere quale dei suoi tre zii che si sono divisi il regno sia il più propenso ad accoglierlo e sfruttarlo per tornare in patria. Agrippina chiede conferma a Claudio del suo imminente matrimonio e sia lei che Antonia si dichiarano indignate e si sentono tradite. L’unico a difendere Claudio è Erode, che riconosce come il suo amico stia solo cercando di mantenersi vivo. In effetti, il vecchio Claudio constata che tra i presenti in quell’occasione lui è l'unico rimasto.

Livia si trova sul letto di morte dopo un brutto raffreddore che le ha preso i polmoni, e convoca Caligola e Claudio. Caligola le promette che non la dichiarerà mai una dea e che, al contrario, la lascerà soffrire per l’eternità. Infatti ha ricevuto notizia che presto morirà qualcuno che diventerà il più grande dio che la storia abbia mai visto e intende essere lui. Al contrario, Claudio, arrivato subito dopo, promette a sua nonna che si assicurerà la sua divinizzazione. Livia, che sente la fine vicina, gli chiede di metterle in bocca una moneta per il traghettatore e muore subito dopo, rassicurata dalla sua promessa.

7 - Reign of Terror

Dopo la morte di Livia, non c’è più nessuno a tenere a freno Tiberio, che si trasferisce a Capri e di fatto lascia che a gestire l’impero in sua vece sia Seiano.

Apicata, l’ex-moglie di Seiano, va a parlare con Antonia e Claudio per chiedere loro di convincere Livilla a lasciarle la custodia dei figli, dal momento che per lei sarebbero solo un peso. Antonia afferma però di essere in pessimi rapporti con la figlia e di disprezzare tutti quanti, Livilla, Seiano e Apicata, che ha deciso di sposarlo pur sapendo che uomo fosse. Apicata allora afferma di avere le prove del fatto che Livilla, su istigazione di Seiano, abbia avvelenato Castore. Antonia la manda via, incredula, ma parlando con Claudio viene a sapere che in effetti sua figlia ha avuto una parte nella condanna di Agrippa Postumo.

Agrippina e il suo figlio maggiore, Nerone, vengono esiliati da Tiberio e questo rompe il fidanzamento tra quest’ultimo ed Elena, la figlia di Livilla e Castore. Mentre Elena si dispera in camera della madre, Antonia la manda via dicendole di smetterla di piangere e pregare piuttosto per la salvezza di Nerone. Rimasta sola con Livilla, Antonia le chiede di lasciare ad Apicata la custodia dei figli suoi e di Seiano, ma lei si rifiuta, dicendo che Seiano li vuole con sé. Antonia se ne va, ma consiglia alla figlia di ripensare alla sua decisione, perché un giorno potrebbe costarle molto cara.

Seiano va a Capri per parlare con Tiberio, a cui consegna altre prove incriminanti contro alcuni nobili romani. Inoltre, chiede all’imperatore il permesso di sposare Livilla, ma lui glielo nega. Crede infatti che, se Seiano dovesse sposarla, sarebbe costretto a conferirgli gli stessi grandi onori che erano stati del padre e del fratello di Livilla, e ciò non sarebbe appropriato. Seiano prova a sostenere che Livilla si accontenterebbe anche di una carica inferiore, ma lui rilancia proponendo che Seiano sposi invece Elena. In questo modo entrerebbe comunque a far parte della famiglia imperiale, ma senza l’obbligo di ascendere a cariche troppo alte. Congedato Seiano, Tiberio convoca Agrippina, a cui annuncia che la farà esiliare sulla stessa isola dove è stata esiliata sua madre Giulia. Suo figlio Nerone, invece, verrà portato a Ponza per subire la stessa sorte. Agrippina non sembra affatto intimorita dalla situazione e, al contrario, accusa Tiberio di essere succube di Seiano, affermando che l’uomo voglia prendere il suo posto. Tiberio si arrabbia al punto da farla frustare.

Terminata la seduta del Senato, Seiano torna a casa, dove si riunisce ai figli. I due bambini gli chiedono quando potranno rivedere la madre e lui, arrabbiato, li manda via. Riceve poi la visita di Livilla, che gli chiede notizie sulla reazione di Tiberio al loro matrimonio. Seiano deve confessare il rifiuto dell’imperatore, ma Livilla sostiene che potrebbero procedere comunque con l’unione. Seiano a questo punto le rivela di aver ricevuto la proposta di sposare sua figlia e Livilla va su tutte le furie. Si sente tradita e ingannata e inizia a pensare che davvero Seiano l’abbia sfruttata per entrare nella famiglia imperiale. Seiano al contrario dice di essere innamorato di lei e le promette che niente cambierà nemmeno dopo il matrimonio con Elena: i tre potranno andare a vivere insieme. Per il momento, però, è meglio che interrompano la relazione, in modo da non causare scandali.

Seiano procede con il suo piano di eliminare uno per uno tutti i nipoti di Tiberio, in modo da diventare il suo successore, e davanti al Senato proclama l’arresto di Druso, secondo figlio di Germanico e Agrippina. Druso viene arrestato e gettato in carcere con la complicità dei Senatori, terrorizzati dall’idea di contrariare Tiberio o Seiano.

Claudio esce dal Senato e si imbatte in Caligola, che è appena tornato dalla villa di Anzio. Claudio cerca di metterlo in guardia contro Tiberio, che ha fatto esiliare i suoi fratelli, ma Caligola sembra molto tranquillo a riguardo, dicendo che Tiberio lo ha invitato a raggiungerlo a Capri. Claudio gli chiede allora di approfittare dell’occasione per parlare in favore di sua madre e dei suoi fratelli. Caligola si dice disposto a intercedere per la madre, ma non nutre alcun interesse per Nerone e Druso.

Tornato a palazzo, Claudio viene raggiunto da sua moglie Elia, la sorella di Seiano. Nonostante il matrimonio, i due conducono vite completamente separate ed Elia è andata da Claudio solo per poter parlare con Livilla. Viene intercettata anche da Antonia. che continua a manifestare la sua ostilità nei confronti di Seiano e della sua famiglia. Nonostante questo, Elia riesce a parlare con Livilla, chiedendole notizie di Elena, che da qualche giorno è molto malata. Elia ricorda a Livilla che Seiano continua ad amarla e che il matrimonio sarà solo una formalità e cerca di convincerla che gli uomini reagiscono alle situazioni in modo molto diverso dalle donne.

Claudio va alla copisteria di Attico, che sta facendo copiare il suo nuovo trattato sulla storia di Cartagine, ma è infastidito dal fatto che l’editore abbia aggiunto delle illustrazioni di elefanti al testo. Chiede quindi di rifare tutta l’edizione, ma ne prende comunque una copia da portare a casa, in attesa che vengano prodotte le altre secondo i suoi dettami. Nello scrittorio Claudio incontra il suo amico Asinio Gallo, che lo coinvolge in una discussione letteraria e gli chiede di accompagnarlo in Senato. Proprio sui gradini d’ingresso, però, Gallio viene arrestato da Sutorio Macrone, il vice di Seiano, davanti agli occhi di uno stupito Claudio. Portato da Seiano, Gallo si rifiuta di firmare una falsa confessione e viene per questo torturato dai soldati fino a perdere i sensi.

Claudio torna a palazzo sconvolto dall’accaduto e trova sua madre intenta a rovistare tra un mucchio di carta. Si tratta delle bozze delle lettere scritte da Livilla a Seiano e consegnate tramite l’aiuto di Elia. Nelle lettere, Livilla confessa di aver avvelenato Castore e pianifica di uccidere anche Tiberio, in modo che lei e Seiano possano subentrargli. Antonia è sconvolta dalla malvagità della figlia e decide che sia ora di avvertire Tiberio. Tuttavia, nessuno riesce ad avvicinarlo senza prima passare da Seiano. Antonia escogita così un piano coinvolgendo Claudio: Claudio dovrà andare a Capri con la scusa di chiedere a Tiberio il permesso di dedicargli la sua storia di Cartagine, ma in mezzo alle pergamene del trattato ci saranno anche le lettere di Livilla e una di Antonia per spiegare la situazione.

Il piano funziona e Claudio riesce a raggiungere Tiberio e consegnargli il messaggio. Anche Caligola, che è ospite di Tiberio, ha occasione di partecipare alla discussione. Tiberio ringrazia Claudio per il suo aiuto, poi inizia a progettare insieme a Caligola come liberarsi di Seiano, dal momento che le guardie gli sono tutte fedeli. In mancanza di uomini fidati, Caligola suggerisce di usare Macrone, il vice di Seiano, promettendogli il suo posto. Tiberio è entusiasta dell’idea, al punto da nominare Caligola suo erede. I due si allontanano iniziando a progettare una lista di sostenitori di Seiano da eliminare e lasciano indietro Claudio.

Tiberio comunica a Seiano la sua intenzione di tornare a Roma, ma si ferma fuori dalla città e manda avanti Macrone. Quando Seiano gli chiede spiegazioni, Macrone risponde di avere l’ordine con cui Tiberio nomina Seiano suo successore e di doverlo portare in Senato. Seiano, compiaciuto, lo fa entrare. Macrone esce però dal Senato e cambia le guardie presenti all’esterno. Davanti al Senato, viene letta la lettera di Tiberio che, però, accusa Seiano di tradimento. Il capo delle guardie viene arrestato e ucciso. Inizia poi la caccia ai suoi sostenitori. Persino i suoi figli vengono uccisi, mentre Elia cerca invano di chiedere aiuto a Claudio, supplicandolo. Lui, invece, chiede il divorzio in modo da non essere coinvolto nella purga.

Antonia, che sospetta che Livilla stia avvelenando Elena, la fa chiudere a chiave nella sua stanza e si siede davanti alla porta, con l’ordine che nessuno entri finché sua figlia non sarà morta.

8 - Zeus, by Jove!

Il vecchio Claudio osserva la testa di una statuetta che apparteneva a suo fratello Germanico, ma che si trovava in un baule nella stanza di suo nipote Caligola. Torna quindi a raccontare la storia della sua famiglia, deciso a non omettere niente. Gli ultimi anni di governo di Tiberio sono stati trascurabili: l’imperatore si è ritirato definitivamente a Capri, dove ha continuato a seguire le sue perversioni, finché non è stato stroncato da un infarto.

Tiberio giace sul suo letto e il soldato Macrone controlla che sia morto per riferirlo a Caligola. Caligola si fa subito dare l’anello con il sigillo imperiale ed esce per annunciare ai Senatori che Tiberio è morto e lui è il nuovo imperatore. Tuttavia, mentre Caligola fa il suo discorso un servitore esce dalla stanza di Tiberio dicendo che l’imperatore si è svegliato e ha chiesto di mangiare. Macrone dice ai Senatori che si tratta sicuramente di un fraintendimento e che andrà a controllare con Caligola. I due trovano in effetti Tiberio ancora vivo, così Macrone lo soffoca per assicurare la successione di Caligola. Il nuovo imperatore torna davanti ai Senatori, annunciando ancora una volta la sua ascesa al trono. Molti festeggiano perché si aspettano grandi cose dal figlio di Germanico.

Erode torna a Roma dopo la morte di Tiberio sperando di avere maggiore fortuna con Caligola ed è accolto con gioia sia da Claudio che da sua madre Antonia. Insieme a loro c’è anche Gemello, figlio di Livilla, che Tiberio ha nominato come suo erede nel caso succedesse qualcosa a Caligola, e che tossisce di continuo.

Caligola ringrazia i Senatori per i titoli ricevuti e annuncia che li adotterà tutti, insieme a sua sorella Drusilla. Riceve poi la carica di console, che accetta, e sceglie come suo collega Claudio. Claudio cerca di rifiutare, ma Caligola insiste e gli commissiona due statue dei suoi fratelli, Druso e Nerone, da esporre al mercato a dicembre. Caligola si dimostra insofferente per la tosse di Gemello, poi viene colpito da un forte mal di testa, che gli fa perdere temporaneamente la memoria, tanto che chiede una seconda volta dopo pochi minuti al Senatore Lentulo quanto sia rimasto dell’enorme fortuna accumulata da Tiberio, scoprendo così che i soldi sono quasi finiti. Inizia poi a raccontare di aver avuto molte volte l’idea di uccidere Tiberio. Una notte è entrato nella sua stanza con un pugnale che apparteneva a suo padre Germanico, ma è stato fermato dalla voce di Augusto, che gli ha detto che uccidere Tiberio sarebbe stato un gesto empio e che comunque il vecchio imperatore sarebbe sprofondato all’inferno. Il mal di testa di Caligola peggiora e l’imperatore si accascia a terra agonizzante.

Claudio prende accordi con uno scultore per far realizzare le due statue dei fratelli di Caligola.

I Senatori si radunano vicino alla stanza di Caligola e apprendono da Macrone che, dopo essersi risvegliato, l’imperatore è di nuovo precipitato in un coma profondo. Lentulo prega allora che gli dei prendano la sua vita piuttosto che quella di Caligola e chiede a Macrone di riferirlo all’imperatore, nel caso dovesse svegliarsi.

Mentre si trova con Erode, Claudio riceve la visita di Drusilla, terribilmente agitata, che gli riferisce che Caligola si è svegliato e ha tentato di ucciderla per poi chiedere di Claudio. Claudio quindi entra nella stanza dell’imperatore, che subito lo minaccia con una spada dicendo di aver subito una metamorfosi. Claudio, capendo la situazione, ipotizza che Caligola sia diventato un dio e lui lo conferma. Inizia a sostenere di essere diventato un nuovo Zeus, ma più potente di quello vero: a due anni ha sedato una rivolta dell’esercito di suo padre e a dieci lo ha ucciso facendolo morire di paura perché cercava di frenarlo. Caligola inizia quindi a ricordare insieme a Claudio le storie sugli dei greci, notando che Zeus sposò sua sorella Era e che estrasse Atena dalla pancia della madre Meti per poi divorarla per assicurarsi che non diventasse più potente di lui. Aggiunge che se lui è Zeus, allora Drusilla è Era e che dovrà annunciare a breve il loro matrimonio. Alla fine, Caligola congeda Claudio dicendogli di aver rinunciato all’idea di ucciderlo e gli chiede di mandargli Drusilla. Dopo averle spiegato brevemente la situazione, Claudio manda Drusilla da Caligola e festeggia insieme a Erode: quando il Senato saprà della pazzia dell’imperatore farà restaurare la Repubblica.

Macrone annuncia al Senato la divinizzazione di Caligola e Drusilla. Qualcuno dei Senatori ride, ma Lentulo afferma che non c’è motivo per cui un imperatore non possa essere divinizzato direttamente in vita. Poco dopo la nuova coppia divina fa il suo ingresso. Caligola saluta Lentulo, dicendogli di aver saputo del suo voto durante la sua malattia e gli chiede di renderne conto uccidendosi davvero.

Antonia è sconvolta dalla divinizzazione di Caligola e dal suo matrimonio con Drusilla e si arrabbia con Claudio perché non lo ha contrastato né tantomeno ha provato a ucciderlo. Claudio prova a difendersi sostenendo che, pazzo com'è, Caligola morirà presto o verrà ucciso, ma Antonia si dice delusa da lui.

Caligola porta Drusilla in un tempio di Giove dicendo che quella sarà la loro nuova casa e che sarà lì che riceverà i Senatori. Inizia poi a sfidare apertamente la statua di Giove, minacciando di sfregiarla, e costringe Drusilla a raccontare alla statua di Giunone come sia essere la moglie di Zeus. Drusilla allora rivela di essere incinta e che il figlio suo e di Caligola dominerà l’universo.

Claudio torna dallo scultore per riavere le statue, ma quest’ultimo è riuscito a completarne solo una, quella di Nerone. Claudio litiga con lui e i due minacciano di farsi causa a vicenda. Claudio va poi a informare Caligola della situazione, ma lui sembra preoccupato per un altro motivo. Da quando è diventato un dio, infatti, i suoi sensi si sono acuiti sensibilmente e riesce a sentire ovunque la tosse di Gemello, che lo fa impazzire. Poi, all’improvviso, afferma che il suono è cessato. Claudio lo informa che le statue non saranno pronte per la cerimonia e Caligola si infuria con lui. Poco dopo però arriva Macrone con la testa di Gemello. Claudio scappa via spaventato e Caligola annuncia la sua deposizione dalla carica di console.

Claudio si trova a parlare con Antonia del fatto che Caligola abbia motivato la morte di Gemello con un’accusa di tradimento e che tutti i Senatori si sono detti d’accordo. Visto l’abisso in cui sono sprofondate Roma e la sua famiglia, Antonia decide di togliersi la vita e chiede a Claudio di sistemare i suoi affari e tagliarle le mani per farle seppellire in un luogo diverso, visto che si tratterà di un suicidio. Claudio è disperato, ma non riesce a convincere la madre a cambiare idea. Antonia si toglie la vita e la serva che lo annuncia a Claudio riceve anche l’incombenza di tagliarle le mani, dal momento che la donna non si fida del figlio.

Claudio va a parlare con Drusilla, rimproverandola per non essere stata presente al funerale di sua nonna, ma lei risponde che gli dei non partecipano ai funerali. Claudio le rinfaccia di assecondare Caligola nella sua follia, ma lei risponde che anche lui sta facendo lo stesso interpretando la parte dello stupido. Si compiace poi di avere finalmente qualcosa con cui è lei che può spaventare Caligola: il figlio che porta in grembo, e che diventerà più grande di lui. Claudio si allontana disgustato e poco dopo Drusilla raggiunge Caligola. Lui la lega al letto che ha fatto costruire su un carro, come se fosse tra le nuvole dell’Olimpo, e prende un coltello per aprirle il ventre, estrarre il bambino e divorarlo. Claudio, che sente le urla di Drusilla, prova a entrare, ma la porta è chiusa a chiave. Poco dopo Caligola esce con la bocca sporca di sangue e chiede a Claudio di non entrare nella stanza. Lui guarda comunque dalla porta e resta inorridito.

9 - Hail Who?

Claudio ha lasciato il palazzo imperiale e vive con una ex-prostituta, Calpurnia. Riceve una lettera da Erode che si dice sorpreso della sua situazione e gli invia un set di dadi truccati dicendogli di farne buon uso. Una vecchia serva avverte Claudio che in città sono apparsi diversi volantini che invitano i cittadini più influenti a usare il palazzo imperiale come bordello. Claudio è indignato, soprattutto perché Caligola vuole che lui stia all’ingresso a riscuotere la tassa di ingresso, ma alla fine si presta comunque al gioco dell’imperatore.

Claudio si assicura di riscuotere il pagamento dei nobili romani, che sono costretti a portare le proprie mogli perché partecipino come prostitute. Uno di questi nobili, Sabino, implora Claudio di risparmiare sua moglie, che ha partorito da poco, ma lui non può disobbedire agli ordini dell’imperatore. Tuttavia, quando Marco Vinicio, uno dei partecipanti, si appresta a farle violenza, Claudio interviene cacciandolo via. Subito dopo manda via anche la donna, promettendo di dire a Caligola di essere stato lui a cacciarla perché rovinava l’atmosfera. Caligola stesso fa il suo ingresso poco dopo deplorando la bassezza morale in cui è caduta Roma. Saluta Claudio come Vulcano e lo costringe a recitare dei versi a tema, poi annuncia che intraprenderà una guerra in Germania.

La moglie di Caligola, Cesonia, partorisce una bambina mentre l’imperatore è in Germania per la sua campagna. Claudio arriva per congratularsi con lei e le annuncia che lui e altri due ex-consoli sono stati inviati in Germania per complimentarsi con l’imperatore per aver represso una potenziale rivolta tra le armate del Reno. Caligola ha anche ordinato di portare in Germania i beni di Livia per metterli all’asta. Tutto deve viaggiare su carri, perché ultimamente Caligola è in guerra con Nettuno ed è convinto che il dio affonderebbe eventuali navi. Cesonia confessa a Claudio di amare Caligola, pur essendo consapevole della sua follia.

Claudio raggiunge Caligola in Germania insieme a Marco Vinicio e Lucio Asprenate. Annuncia all’imperatore che i carri con i beni di Livia non sono ancora arrivati perché viaggiano via terra: la delegazione, al contrario, li ha preceduti viaggiando via mare. Caligola, furioso, ordina di gettare Claudio nel fiume, poi accusa Vinicio e Asprenate di aver complottato contro di lui con Nettuno e li mette a morte. Proprio in quel momento torna Claudio, bagnato e sporco di fango, e inizia a declamare versi che convincono Caligola a risparmiare la vita ai due senatori. Caligola dà quindi una parola d’ordine ridicola al capo delle guardie, Cassio, e si ritira per parlare con Claudio in privato. Cassio inizia così a suggerire a Vinicio e Asprenate l’idea che sia necessario ribellarsi all’imperatore prima che sia lui a metterli a morte. Caligola rivela a Claudio che si diverte a mettere in ridicolo Cassio perché non è così valoroso come tutti dicono. Si domanda inoltre perché, nonostante la sua natura divina, non riesca a dormire e sia tormentato dal mal di testa. Claudio lo convince che si tratta di inconvenienti dovuti al fatto che ha adottato un aspetto umano. Caligola sembra soddisfatto della risposta e annuncia che, dopo aver sconfitto i Germani, condurrà una guerra contro Nettuno.

Caligola torna a Roma, in Senato, e si arrabbia con i Senatori perché non gli hanno decretato nessun trionfo. Per dimostrare la grandezza della sua impresa mostra anche il bottino composto di conchiglie, che definisce come le spoglie del mare. Uno dei Senatori prova a giustificarsi dicendo che Caligola stesso non ha ordinato nessun trionfo e, al contrario, ha ordinato loro di non festeggiare. Lui allora si lamenta del fatto che il Senato non abbia saputo leggere attraverso la sua umiltà, ma abbia comunque celebrato l’anniversario della battaglia di Azio, in cui il suo bisnonno Antonio è stato sconfitto. Caligola vorrebbe uccidere i Senatori, ma Claudio e Cesonia intervengono e lo convincono a lasciarli in vita: se li uccidesse, il ricordo della loro morte toglierebbe attenzione nei libri di storia alla sua straordinaria vittoria. Caligola lascia quindi andare i Senatori e confessa a Vinicio che sarebbero stati nei guai anche se non avessero celebrato l’anniversario di Azio, perché in tal caso non avrebbero dato il giusto onore a suo nonno Augusto. Vinicio fa notare che un altro antenato di Caligola che viene onorato nella ricorrenza è Agrippa e lui se ne va indignato, affermando che la sua amicizia con Vinicio è finita. Claudio gli spiega che Agrippa, per quanto valoroso, non era di nascita nobile e ricordare a Caligola che discende anche da lui è un’offesa. Quando anche Claudio si allontana, Cassio ne approfitta per ricordare a Vinicio che, se non può essere amico di Caligola, allora è necessariamente un suo nemico.

Claudio si trova nella casa che divide con Calpurnia quando sente qualcuno bussare alla porta: si tratta di Cassio, che lo informa che Caligola lo ha convocato a palazzo. Claudio si ritrova quindi ad aspettare fino all’alba insieme a Vinicio e Asprenate, senza sapere cosa l’imperatore abbia in serbo per loro. Appena il sole sorge, davanti ai tre Senatori viene rappresentato uno spettacolo sulla dea dell’Aurora, interpretata da Caligola stesso. I tre, sconvolti, applaudono e si dichiarano entusiasti dello spettacolo. Caligola allora fa tornare in scena una delle attrici, Messalina, e la presenta a Claudio, ordinandogli di sposarla il giorno dopo. Claudio accetta, sebbene abbia delle riserve, e Messalina gli confessa di essere molto spaventata, ma che si sentirebbe maggiormente al sicuro se davvero il matrimonio dovesse andare in porto. Il giorno seguente, Claudio sposa Messalina e alla cerimonia partecipa anche il nuovo Senatore appena nominato da Caligola, il cavallo Incitatus.

Cassio complotta con Vinicio, Asprenate e Sabino per uccidere definitivamente Caligola. Il giorno seguente, l’ultimo dei grandi giochi ordinati dall’imperatore, Vinicio e Asprenate dovranno convincere Caligola a uscire dal passaggio sul retro del palco, dove lui e Sabino lo aspetteranno per ucciderlo. Vinicio dovrà camminare subito dietro Caligola e, una volta arrivato alle scale strette che portano al passaggio, dovrà inciampare in modo da rallentare i soldati e dare a Cassio il tempo di chiudere le porte e assassinare l’imperatore senza che i suoi soldati germanici possano intervenire. Vinicio e Asprenate si dicono disposti a collaborare solo se l’unica vittima sarà Caligola. Cassio accetta, ma dice poi a Sabino che intende liberarsi anche del resto della famiglia imperiale.

Durante i giochi, Caligola si diverte a sfidare a dadi Claudio e Vinicio, ma si lamenta delle perdite. Claudio gli dà allora i dadi truccati di Erode e Caligola comincia a vincere. Vinicio tenta di convincerlo ad andare a mangiare, ma Caligola non sembra affamato. Così Vinicio inventa una scusa per allontanarsi e comunicare le difficoltà a Cassio, che però lo esorta a procedere con il piano. Tornato dall’imperatore, Vinicio annuncia che una compagnia di danzatori greci ha organizzato uno spettacolo per Caligola sul retro e riesce a convincere l’imperatore a uscire dal passaggio sul retro. Il piano organizzato da Cassio ha successo e Caligola viene assassinato. Mentre Cassio si precipita a uccidere Cesonia e la figlia di Caligola, Claudio si nasconde a palazzo. Un gruppo di pretoriani lo trova e decide di acclamarlo imperatore. Claudio esprime chiaramente il suo dissenso e dichiara di voler restaurare la Repubblica, ma il capo dei pretoriani lo avverte che se dovesse farlo i soldati germanici di Caligola lo ucciderebbero. Così, sotto lo sguardo frustrato di Cassio, Claudio diventa imperatore.

10 - Fool's Luck

Il vecchio Claudio guarda la sua corona e ripensa ai tempi della sua ascesa al trono. Dopo la notizia della morte di Caligola, i Senatori, guidati da Appio Giunio Silano, festeggiano il ritorno della Repubblica e restano particolarmente colpiti quando viene annunciato che i pretoriani hanno nominato Claudio imperatore. Claudio, da parte sua, continua a ripetere di non voler essere imperatore e di preferire il ritorno della Repubblica. I pretoriani provano a farlo ragionare, dicendo che dal suo titolo dipende il loro ingaggio, ma Claudio sembra irremovibile. Poco dopo riceve la visita di Erode, che cerca immediatamente di persuaderlo ad accettare la nomina, almeno per il momento: se rifiutasse, scoppierebbe la guerra civile perché diversi Senatori inizierebbero a lottare fra loro per diventare imperatori. Inoltre, lui stesso sarebbe in pericolo di vita. Così, quando arriva una delegazione dal Senato, Claudio rifiuta di seguire gli inviati e ordina loro di riferire che al momento non è nelle condizioni di presentarsi davanti all’assemblea.

Tempo dopo Claudio si presenta al Senato circondato da pretoriani. Alcuni dei Senatori fanno notare che l’elezione è illegale perché la carica di imperatore può essere conferita solo dal Senato stesso e Claudio risponde che l’assassinio di Caligola era altrettanto illegale. Risponde poi all’accusa di essere mentalmente inadatto a governare dicendo che lo era anche Caligola, ma che, a differenza sua, lui non è crudele e che in realtà proprio la sua cosiddetta follia gli ha permesso di sopravvivere tra i numerosi intrighi della famiglia imperiale. Sostiene poi di non avere alcun desiderio di governare, ma che i pretoriani non sono dello stesso parere e che se si vuole la Repubblica bisognerebbe prima convincere loro. Alla fine fa andare via tutti i Senatori tranne Vinicio, Asprenate e Sabino e fa convocare Cassio. Sabino si è già tolto la vita, mentre gli altri tre vengono portati al cospetto di Claudio. L’imperatore decide di punire solo Cassio, non per l’omicidio di Caligola, ma per quelli di Cesonia e sua figlia. Vinicio e Asprenate, invece, vengono lasciati liberi di andare.

Claudio mostra orgoglioso il figlio neonato al popolo e si dimostra sorpreso quando Messalina annuncia di non volerlo allattare personalmente. Lei si giustifica dicendo di volerlo aiutare a gestire l’impero, proprio come Livia faceva con Augusto, e lo convince a darle maggiore autonomia. Quando Claudio lascia la stanza, la madre di Messalina si dichiara stupita della fortuna della figlia, che ha un marito tanto comprensivo. Messalina propone alla madre di risposarsi e le fa il nome di Silano, per cui aveva un debole quando lei era bambina.

Erode commenta con Claudio la deificazione di Livia. Claudio si dice felice di aver adempiuto alla promessa fattale anni prima e Messalina annuncia di aspettare un secondo figlio. Dal momento che Erode sta per lasciare Roma, Messalina propone a Claudio di usare come nuovo consigliere Silano e di farlo sposare con sua madre. Erode ricorda a Claudio le simpatie repubblicane di Silano, ma lui decide che non si tratta di un fattore importante: come Augusto, anche lui intende lasciare ai suoi sudditi la libertà di avere le proprie idee. Messalina lascia la stanza per andare a riposare e Claudio ha occasione di parlare privatamente con Erode. Gli confessa di voler scrivere un libro in cui racconta tutta la verità sulla sua famiglia. Quando Erode gliene chiede il motivo, Claudio risponde di doverlo a Postumo e Germanico, che considera i suoi unici amici oltre a Erode stesso. Erode gli spiega allora che, ora che è diventato imperatore, Claudio non dovrebbe fidarsi più di nessuno, né della sua famiglia, né di sua moglie e nemmeno di lui.

Messalina partorisce una bambina e la notizia viene riportata a Claudio mentre sta discutendo con Narciso e Pallante della costruzione di un nuovo porto a Ostia. Quando l’imperatore lascia la stanza, i due liberti iniziano a discutere sulla possibilità di truccare i costi e le tempistiche del progetto per scoraggiare Caudio dal portarlo a termine: se infatti il nuovo porto venisse costruito, loro e tutti gli altri che commerciano in grano perderebbero molti soldi perché la maggiore disponibilità di grano ne abbasserebbe il prezzo.

Claudio lavora senza pause e la fatica inizia ad avere ripercussioni sulla sua salute. Messalina approfitta di un momento in cui Claudio sta riposando per proporgli di dormire in camere separate, dicendo di non voler restare di nuovo incinta e che la separazione temporanea gioverà al loro matrimonio. Claudio è dispiaciuto dalla decisione della moglie, ma alla fine accetta la sua decisione: Messalina si trasferirà temporaneamente nel nuovo palazzo dove andranno a vivere anche sua madre e Silano.

Claudio si fa visitare da un medico greco consigliato da Erode che, come i suoi predecessori, conferma che i problemi di salute dell’imperatore sono dovuti al lavoro eccessivo e gli consiglia di riposarsi.

Messalina manda a chiamare Silano e gli confessa di essere innamorata di lui da quando, anni prima, frequentava la sua casa. Rivela di aver organizzato il matrimonio con sua madre come copertura e, di fronte alla resistenza di Silano, afferma che anche Claudio è d’accordo: mentre lui sfoga altrove le sue perversioni, Silano dovrà tenere compagnia a Messalina. Silano capisce che Messalina sta mentendo e si rifiuta di avere una relazione con lei, che quindi lo minaccia di dire a Claudio che lui ha provato a farle violenza.

Claudio discute la proposta del nuovo porto di Ostia con Narciso, Pallante e l’ingegnere capo. Mostra ai tre dei vecchi progetti risalenti all’epoca di Augusto, che prevedevano la metà della durata e un costo nettamente inferiore, che non si può spiegare nemmeno con l’inflazione. Claudio rivela di aver capito che il preventivo è stato modificato dai commercianti di granaglie e decide di autorizzare il vecchio progetto di Augusto finanziandolo proprio con i loro soldi: in cambio, non avvierà contro di loro nessuna inchiesta per corruzione. Silano, che era presente durante la discussione ma molto distratto, chiede a Claudio di potergli parlare in privato. Rimasto solo con lui tenta di assassinarlo, ma Claudio riesce a sfuggirgli e a chiamare le guardie. Prima che i soldati uccidano Silano, Claudio gli chiede il motivo del suo gesto, dato che non gli ha mai fatto alcun torto. Silano riferisce allora la storia raccontatagli da Messalina. Claudio, furioso perché crede che Silano stia mentendo, fa chiamare Messalina e sua madre. Messalina si finge disperata e dice che Silano ha provato a sedurla ed è diventato violento dopo il suo rifiuto. Implora però il marito di non ucciderlo, perché non vuole che Silano muoia a causa dell’amore che prova per lei. Claudio vorrebbe accontentarla, ma i pretoriani gli fanno notare che trattare con clemenza un tentativo di omicidio ne incentiverebbe degli altri. Di conseguenza, Silano viene condannato a morte.

11 - A God in Colchester

Mentre Claudio è in Britannia per riconquistare la provincia, Messalina intrattiene una relazione con l’attore greco Mnestere. Dopo un incontro, Mnestere propone scherzosamente a Messalina di organizzare una gara tra lei e una campionessa della gilda delle prostitute per vedere quale delle due è in grado di avere più uomini di seguito. Da scherzo, l’idea diventa sempre più seria e alla fine viene realmente organizzato un incontro con Scilla, che è a capo della gilda. Messalina vince facilmente la sfida, che avviene davanti a tutta Roma. Pallante e Narciso, i liberti di Claudio, non hanno il coraggio di avvertire l’imperatore, che è completamente succube della moglie. Uno dei soldati, Giusto, scandalizzato dall’accaduto, va a lamentarsi con Narcisso dicendogli di aver riferito tutto al suo comandante, Rufrio, ma che quest’ultimo non ha fatto niente. Narcisso gli fa notare che Rufrio è parte del circolo delle amicizie più strette di Messalina e che, quindi, lei avrà già scritto a Claudio per lamentarsi di lui.

Claudio torna vittorioso dalla Britannia e il Senato gli decreta il trionfo. Tuttavia, la gioia del momento viene turbata dalla relazione di Vibio Marso, governatore della Siria, che rivela che Erode Agrippa, grande amico di Claudio, sta complottando contro di lui con gli altri re orientali. A quanto pare, sembra che Erode si sia proclamato Messia degli Ebrei. Claudio, deluso, chiede a Vibio di indagare maggiormente sulla faccenda perché vuole sapere le ragioni che hanno spinto il suo amico al tradimento. Inoltre, ricorda che anche Caligola era convinto di essere il Messia, tuttavia, pur soddisfacendo alcuni requisiti, non è morto nell’anno previsto da Trasillo, l’indovino di Tiberio.

Il colloquio con Vibio viene interrotto dall’arrivo di Messalina che, convinta di poter manipolare il marito come meglio crede, si comporta con lui come se niente fosse e si dichiara gelosa della sua amante Calpurnia. Claudio la rassicura e la ringrazia per averlo informato del tradimento di Giusto. Inoltre, si lamenta di Mnestere, che ultimamente è diventato insolente e si rifiuta di obbedire ai suoi ordini. Così, Claudio convoca Mnestere e gli intima di obbedire in tutto e per tutto a Messalina. Messalina sfrutta la situazione per costringere Mnestere ad avvicinarla a Gaio Silio, cosa che l’attore si era rifiutato di fare per rispetto della moglie di Silio. Messalina inizia a parlare con Silio di politica, poi passa a sfogarsi delle crudeltà del marito, giocando sul fatto che il padre di Silio è stato giustiziato da Tiberio, e in breve tempo lo convince a diventare suo amante.

Vibio arriva con il suo rapporto sul Messia, che, secondo Filone, dovrebbe liberare il popolo ebraico e purificarlo dai suoi peccati. Ci sono già state diverse persone che hanno provato a proporsi come Messia. Tra di loro, un certo Gesù di Nazareth ha raccolto diversi seguaci, ma non sembra che Erode sia uno di loro, dal momento che ne ha fatto giustiziare uno, Giacomo, e ne sta cercando un altro, Pietro. Parte delle informazioni riferite da Filone riguarda la città natale del Messia, Betlemme, che, nota Claudio, è la stessa dove è nato Erode. Claudio capisce quindi che Erode intende sfruttare questo fatto per raccogliere un seguito in Oriente, allearsi con gli altri re del posto e sfidare Roma: occorre agire il prima possibile.

Messalina fa prendere una sua scultura regalatale da Claudio per donarla a Silio, nonostante il parere contrario della madre, che cerca di metterla in guardia. Tuttavia, Messalina è convinta di avere la situazione sotto controllo e di poter fare ciò che vuole.

Claudio, che è l’unico all’oscuro delle trame e dei tradimenti della moglie, riceve un nuovo rapporto da Vibio. Erode ha organizzato grandi festeggiamenti a Gerusalemme come copertura per incontrare gli altri re orientali. I rappresentanti di Tiro e Sidone lo hanno salutato come il Messia e lui ha concesso loro il perdono. Poi, prima del culmine della cerimonia, un gufo si è posato sul suo trono e poco dopo Erode ha iniziato a sentirsi male, morendo dopo cinque giorni. La ribellione delle province orientali è finita prima ancora di cominciare. Rimasto solo, Claudio legge la lettera che Erode gli ha scritto in punto di morte: gli chiede perdono per la sua ribellione e ribadisce la sua amicizia. Infine, ammette che la sua morte è la giusta punizione per aver sfidato Dio. Claudio si rende conto di essere rimasto solo: tutti i suoi amici sono morti e l’unica persona su cui può contare è Messalina.

La relazione tra Messalina e Silio prosegue indisturbata, specialmente dopo che lui divorzia dalla moglie. tuttavia, Silio inizia a temere per la sua vita nel caso la faccenda dovesse arrivare alle orecchie dell’imperatore e propone a Messalina che anche lei divorzi da Claudio, in modo da poterla sposare. Una volta insieme, i due useranno la loro influenza tra i nobili romani per ribellarsi a Claudio e restaurare la Repubblica. Messalina accetta di inviare il giorno stesso un liberto a Claudio per notificargli il divorzio. Tuttavia, sa bene che Claudio si trova a Ostia per visionare i lavori del porto e che non avrà modo di ricevere il messaggio. Nonostante ciò, sposa pubblicamente Silio. Pallante e Narciso decidono che la situazione si è spinta troppo oltre: il tradimento di Messalina con un console eletto mette a rischio l’impero, la vita di Claudio e, di conseguenza, la loro. Decidono così di avvertire l’imperatore, ma nessuno dei due vuole rischiare di incorrere nella sua furia. Ricorrono quindi a Calpurnia, che convoca Claudio urgentemente da Ostia. Claudio la raggiunge e, quando lei gli rivela la verità su Messalina, si rifiuta di crederle. Intervengono allora Pallante e Narciso, che confermano le parole di Calpurnia e riferiscono che la sua festa di nozze è ancora in corso. Claudio manda allora le guardie ad arrestare tutti i presenti.

I soldati irrompono al matrimonio e, sebbene qualcuno riesca fuggire, Messalina viene catturata e tenuta a palazzo. Pallante e Narciso ordinano espressamente che non le sia concesso di parlare con Claudio, nel timore che possa convincerlo a perdonarla. Poi, mentre l’imperatore è ubriaco, gli fanno firmare l’ordine per la sua messa a morte. Messalina, rinchiusa insieme a sua madre, manda i suoi figli da Claudio con un messaggio e, quando le guardie arrivano a bussare alla porta, crede che suo marito sia venuto a parlare con lei. Al contrario, i soldati appena arrivati le intimano di togliersi la vita, o saranno loro stessi a decapitarla. Messalina, incoraggiata dalla madre, prova a pugnalarsi, ma non ci riesce, così uno dei soldati le taglia la testa.

La mattina seguente, Claudio chiede a Pallante e Narciso di vedere sua moglie, ma loro gli riferiscono che è stata giustiziata e mostrano l’ordine firmato. Claudio, sconvolto, non riesce a proferire parola. I due liberti vanno quindi avanti con i rapporti del giorno, annunciando che i Britanni hanno rifiutato di dedicare un tempio a Colechester ad Augusto, dal momento che non hanno alcun legame con lui, e hanno deciso piuttosto di dedicarlo a Claudio.

12 - Old King Log

Agrippinilla e Nerone si accertano della morte di Claudio e, prima di annunciarla pubblicamente, entrano nel suo studio per trovare il testamento. Cercando tra i vari rotoli di pergamena, ne trovano uno che appartiene alla storia di famiglia scritta proprio da Claudio e, mossi dalla curiosità, iniziano a leggere dalla morte di Messalina.

Dopo la morte della moglie, Claudio non sembra più essere capace di reagire a ciò che lo circonda. I suoi liberti Pallante e Narciso cercano di smuoverlo in tutti i modi e insistono perché si sposi di nuovo. Pallante, in particolare, propone che Claudio sposi Agrippinilla, figlia di suo fratello Germanico, mentre Narciso si dichiara contrario affermando che il matrimonio sarebbe incestuoso. I due iniziano a litigare e Narciso ricorda la perversione di Agrippinilla, che era riconosciuta perfino da Caligola. Pallante si dichiara allora offeso e annuncia di voler rompere la loro amicizia. A questo punto Claudio, che prima non ha preso parola, annuncia che accetterà la proposta di Pallante e sposerà Agrippinilla.

Pallante viene mandato a chiamare Agrippinilla, con cui ha una relazione, per annunciarle che l’imperatore ha accettato la sua proposta senza muovere obiezioni. Lei, attribuendo tale atteggiamento alla depravazione di Claudio, si presenta subito da lui. L’imperatore prima le rinfaccia l’incesto commesso ai tempi di Caligola, poi le spiega che il loro matrimonio sarà esclusivamente politico: a interessargli è la sua capacità di aiutarlo a gestire l’impero. Agrippinilla riferisce a Pallante il contenuto della conversazione e si dichiara preoccupata dalla stranezza di Claudio.

Dopo anni di sforzi, la campagna di Britannia giunge al termine con la cattura del re Caractaco, che viene portato davanti al Senato. Qui il sovrano fa un discorso pieno di orgoglio nazionale che muove i Senatori in suo favore: invece di giustiziarlo, decretano che gli vengano dati un palazzo e una pensione perché possa vivere liberamente con la sua famiglia.

Durante una cena, Britannico, il figlio di Claudio, viene accusato da Agrippinilla di aver mancato di rispetto a Nerone chiamandolo con il suo vecchio nome, Lucio Domizio. Agrippinilla insiste perché Britannico si scusi, ma lui si rifiuta. Chiamato a intervenire, Claudio si schiera dalla parte di Agrippinilla e Nerone e Britannico, offeso e ferito dal comportamento di suo padre, lascia la stanza. Nerone lo segue insieme a Ottavia, sorella di Britannico, per cercare di riappacificarsi. Rimasta da sola con Claudio, Agrippinilla prova a suggerire di far sposare Nerone e Ottavia, dal momento che sembrano andare molto d’accordo, ma Claudio le dà il consenso prima ancora che lei possa formulare la richiesta. Fa lo stesso quando lei vorrebbe suggerirgli di adottare ufficialmente Nerone e renderlo co-erede dell’impero insieme a Britannico.

Narciso, sconvolto dalla decisione di Claudio, va a parlargli in privato spiegando che accontentando tutte le richieste di Agrippinilla l’imperatore ha di fatto firmato la sua condanna a morte. Claudio spiega di aver trovato tra le carte di Livia e Augusto una profezia che ha correttamente predetto il regno di Caligola e il suo. In base alla profezia, il prossimo imperatore sarà proprio Nerone. Claudio non intende opporsi al destino, ma chiede aiuto a Narciso per mettere in atto un piano che tenga al sicuro suo figlio Britannico. Così facendo, farà in modo che la follia di Nerone distrugga l’impero dall’interno e che Britannico possa restaurare la Repubblica.

Come previsto da Narciso, Agrippinilla e Pallante complottano per assassinare Claudio e si lamentano del fatto che tutto il suo cibo sia sempre controllato dagli assaggiatori. La discussione viene interrotta dall’arrivo di Nerone, che costringe Pallante ad andarsene. Nerone afferma che Pallante non gli piace e che prenderà provvedimenti contro di lui una volta diventato imperatore. Si lamenta poi con la madre del fatto che Ottavia lo abbia chiuso fuori dalla loro camera. Agrippinilla prima lo consola, poi decide di confortarlo al posto della moglie per assicurarsi di non perdere la sua influenza su di lui.

Claudio tiene il suo ultimo discorso in Senato, annunciando di essere troppo vecchio e stanco per continuare a regnare. I Senatori esprimono tutto il loro disappunto, perché il suo regno giusto e rispettoso li ha ormai abituati ad avere un monarca. Proprio durante il discorso, Claudio inizia ad avere delle allucinazioni e vede i membri morti della famiglia imperiale, tra cui Augusto, Livia, Antonia, Tiberio e Caligola. Una volta ripresosi, Claudio lascia il Senato, che continua con le discussioni del giorno.

Durante la notte, Claudio manda Narciso a chiamare Britannico per potergli parlare in privato. Gli confessa di essere sempre stato freddo con lui perché sospetta che non sia figlio suo, ma di Caligola. Tuttavia, afferma che Britannico è sicuramente un uomo migliore di Caligola e che ormai lo considera suo figlio a tutti gli effetti e gli vuole bene più che a chiunque altro. Gli rivela quindi il suo piano. Come profetizzato dalla Sibilla, lascerà il trono a Nerone e manderà Britannico lontano da Roma, prima in Britannia, con l’aiuto di Caractaco, e poi fuori dai confini dell’impero. Una volta che Nerone avrà distrutto la monarchia con la sua follia, Britannico potrà fare ritorno e restaurare la Repubblica. Britannico, che non ha mai perdonato Claudio per la morte di sua madre e per il trattamento di favore riservato costantemente a Nerone, rifiuta di andare a nascondersi tra i barbari: preferisce sfidare apertamente Nerone e governare l’impero con giustizia e rettitudine. La Repubblica è un sogno a cui ormai crede solo Claudio e lui non intende restaurarla. Claudio non riesce a far cambiare idea a suo figlio nemmeno quando lo avverte che Nerone proverà a ucciderlo, così decide di lasciarlo andare per la sua strada.

Qui termina la storia scritta da Claudio. Agrippinilla dice a Nerone di trovare gli altri volumi e bruciare tutto, mentre lei cerca il testamento.

Narciso porta Britannico davanti al corpo di suo padre e gli racconta come è stato assassinato. Agrippinilla ha avvelenato uno dei funghi nel suo piatto e lo ha poi offerto a Claudio quando i suoi sono finiti. In quel momento, sia Claudio che Narciso hanno capito cosa stava succedendo. Tuttavia, vedendo lo sguardo di accettazione negli occhi dell’imperatore, Narciso ha deciso di non agire. La notte, Claudio ha fatto uscire tutti dalla sua stanza perché nessuno lo vedesse morire. Ora che però l’imperatore è morto, Narcisso invita Britannico a fuggire, ma lui si rifiuta, dicendo di essere in grado di badare a sé stesso.

Appena Britannico e Narcisso escono dalla stanza, Claudio apre gli occhi e inizia a ridere perché è riuscito a convincere tutti di essere morto. Gli appare allora la Sibilla, che annuncia che lui è davvero morto. Gli rivela che Britannico verrà ucciso da Nerone e Narciso da Agrippinilla, ma che poi Nerone ucciderà anche lei. Nerone sarà l'ultimo imperatore dei Claudi, ma l’impero proseguirà, principalmente con sovrani migliori di lui. Infine, Claudio e la Sibilla ridono perché Nerone e Agrippinilla non sanno che esiste un’altra copia della storia di famiglia che è stata nascosta.

Personaggi e interpreti

Produzione

La miniserie fu prodotta da British Broadcasting Corporation in associazione con London Film Productions.

Distribuzione

La miniserie fu trasmessa nel Regno Unito dal 20 settembre 1976 al 6 dicembre 1976[1][2] sulla rete televisiva BBC Two con il titolo I, Claudius. In Italia è stata trasmessa con il titolo Io Claudio imperatore.[3]

Alcune delle uscite internazionali sono state:

Accoglienza

Note

  1. ↑ Io Claudio imperatore - tv.com - Elenco degli episodi, su tv.com. URL consultato il 26 novembre 2012 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2014).
  2. ↑ Io Claudio imperatore - TVRage - Elenco degli episodi, su tvrage.com. URL consultato il 26 novembre 2012 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2014).
  3. ↑ Io Claudio imperatore - MYmovies, su mymovies.it. URL consultato il 26 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2014).

Collegamenti esterni