Ioan Sandu
| Ioan V. Sandu | |
|---|---|
| Nascita | Ionășeni, 19 febbraio 1900 |
| Morte | Ștefăneștii de Jos, 23 giugno 1944 |
| Cause della morte | Morto in combattimento |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Forțele Aeriene Regale ale României |
| Specialità | Pilota da caccia |
| Grado | căpitan comandor |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
| Campagne | Fronte orientale (1941-1945) |
| Battaglie | Battaglia di Odessa |
| Decorazioni | vedi qui |
| dati tratti da Capitan comandor Sandu V. Ion[1] | |
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Ioan Sandu (Ionășeni, 19 febbraio 1900 – Ștefăneștii de Jos, 23 giugno 1944) è stato un militare e aviatore rumeno, che fu comandante del Grupul 3 vânătoare e del Grupul 1 vânătoare della Forțele Aeriene Regale ale României durante la seconda guerra mondiale, conseguendo 9 vittorie aeree confermate. Fu il pilota rumeno più alto in grado ad essere ucciso in combattimento nel corso del conflitto[2][3].
Biografia
Nacque a Ionășeni, distretto di Botoșani, il 22 febbraio 1900.[1] Proveniente dalla fanteria entrò nella Scuola d'aviazione della Forțele Aeriene Regale ale României, con il grado di sottotenente e conseguendo il brevetto di pilota nel 1923.[1] L'anno successivo fu promosso tenente e ottenne il brevetto di osservatore dall'aeroplano.[1] Frequentò successivamente la Scuola caccia di Buzău, dove volò sui Morane-Saulnier MS.129, sugli Blériot-SPAD S.61 e sui Fokker.[1] Effettuò esercitazioni di tiro a Mamaia, partecipò alla grandi manovre militari del 1930, e l'anno successivo ottenne il brevetto di istruttore di volo.[1] Tra il 1937 e il 1938 prestò servizio presso il comando della FARR, lavorando parallelamente presso la Sezione aeronautica della Scuola Politecnica.[1] Il 1 aprile 1939 fu nominato ufficiale di stato maggiore continuando nel contempo a volare sui caccia PZL P.11B.[1] Fino all'inizio della campagna per la riconquista della Bessarabia prestò servizio come comandante dell'Ufficio di intelligence dove furono sviluppati i piani operativi per le prime azioni aeree sul fronte orientale.[1] Su sua richiesta fu trasferito ai reparti di volo, assegnato come comandante al Grupul 3 vânătoare della Flotila 3 vânătoare.[1] Questo gruppo caccia, formato da giovani piloti senza esperienza e dotato di equipaggiamento obsoleto, partì il 18 giugno 1941 per schierarsi presso il campo d'aviazione di Vaslui.[1] A partire dal 22 giugno prese parte alle operazioni belliche contro l'Unione Sovietica, Operazione Barbarossa, raggiungendo Odessa da dove effettuò missioni di protezione e sorveglianza delle coste del Mar Nero.[1] Suddivise il gruppo schierando una squadriglia a Odessa, una a Jibrieni e una a Cetatea Albă rendendo così possibile coprire e proteggere i convogli di navi che transitavano lungo la costa della Bessarabia e della Dobrugia.[1] In quel periodo curò anche la transizione del gruppo caccia dai PZL P.11 ai più moderni IAR 80.[1] Il 1 gennaio 1942 fu nominato comandante della base aerea di Târgșor e in seguito assistente tattico del comandante del 2° Stormo caccia (Fotilei 2 vânătoare).[1] Alla fine del 1943 aveva totalizzato 1.020 ore di volo e fu mandato a comandare il neocostotuito Grupul 1 vânătoare, costituitosi nel dicembre 1943 a Roșiorii de Vede.[1] In pochi mesi addestrò il reparto che, a partire dal 4 aprile 1944, fu impegnato in combattimento contro gli aerei dell'USAAF.[1] Dopo una breve interruzione degli attacchi aerei sulla Romania essi ripresero il 23 giugno quando 500 aerei nemici furono avvistati alle 9:02 sul Danubio.[1] Il suo gruppo caccia era già in stato di massima allerta dalle 7:50 al fine di dare modo a tutti i velivoli posti a difesa del territorio nazionale di alzarsi in volo entrò 60 minuti.[1]
Duecentotrenta aerei nemici arrivarono su Ploiești in tre ondate successive, provenienti da sud-nord, a una quota di 6.500-7.000 metri accompagnati dai caccia di scorta che volavano a quote varie, superiori o inferiori.[1] Tra caccia North American P-51 Mustang, volando a un'altezza inferiore ai 100 m, attaccarono l'aeroporto di Târgșor utilizzando le armi di bordo.[1] A causa della presenza della nebbia artificiale i bombardieri non riuscirono a colpire gli obiettivi loro assegnati, le raffinerie di petrolio, colpendo però la Stazione Ferroviaria Sud e la fabbrica Concordia, incendiarono un oleodotto vicino alla stazione ferroviaria di Dâmbu e un'autocisterna piena di benzina.[1] Il Grupul 1 vânătoare decollò con 19 aerei, mentre l'artiglieria contraerea rumena e tedesca sparava a pieno regime tanto da abbattere sei aerei.[1] I velivoli del Grupul 1 vânătoare, impegnarono combattimento ed egli riuscì a conseguire una vittoria prima che il suo IAR 81C fosse a sua volta colpito precipitando in fiamme.[4] Lanciatosi con il paracadute fu ucciso mentre scendeva verso terra da un pilota americano.[4]
Onorificenze
Note
Annotazioni
Fonti
Bibliografia
- (EN) Dénes Bernád, Rumanian Aces of World War 2, Botley, Οsprey Publishing, 2003.
- (EN) Teodor Liviu Morosanu e Dan Alexandru Melinte, Romanian Fighter Colours, 1941-1945, Mushroom Model, 2009.
Voci correlate
- Ioan Di Cesare
- Alexandru Şerbănescu
Collegamenti esterni
- (RO) Cpt. cdor. av. Ioan Sandu, su Worldwar2. URL consultato il 12 febbraio 2025.
- (RO) Vasile Tudor, Capitan comandor Sandu V. Ion, su Iar80flyagain. URL consultato il 12 febbraio 2025.