Irene Lisboa
Irene do Céu Vieira Lisboa (Vila Franca de Xira, 25 dicembre 1892 – Lisbona, 25 novembre 1958) è stata una scrittrice, poetessa e pedagogista portoghese.
Biografia
Irene Lisboa nacque il giorno di Natale del 1892 nella tenuta di famiglia, Casal da Muzinheira,[1] nei pressi di Vila Franca de Xira. Figlia illegittima di Luís Emílio Vieira Lisboa e della serva Maria Joaquina, fu battezzata solo nel 1898. Dopo aver insegnato all'Escola Normal Primeira de Lisboa tra il 1910 e il 1914, lavorò come insegnante in una scuola a Beato. La vittoria di una borsa di studio (1929-1934) dell'Instituto Nacional de Educação le permise di proseguire con gli studi di pedagogia in Belgio, Francia e Svizzera, dove si formò con Édouard Claparède a Ginevra. Di ritorno in patria, dal 1932 lavorò come ispettrice scolastica, prima di essere assunta dall'Instituto para a Alta Cultura. La sua linea pedagogica innovativa finì per portarla in contrasto con la direzione[2] e nel 1940 scelse il pensionamento anticipato per dedicarsi interamente alla scrittura.
Scrittrice modernista ed esponente del Saudosismo, fu autrice di innumerevoli saggi e articoli di pedagogia, ma anche di tre raccolte di racconti per bambini, tre diari, una silloge e tre romanzi, editi tra il 1940 e il 1958. Apprezzata per la vivida fantasia e le capacità descrittive, si impegnò contro l'isolamento e la chiusura degli ambienti provinciali.[3] La sua scrittura è stata paragonata a quella di Katherine Mansfield e Virginia Woolf.[4][5] Per sfuggire alla censura dell'Estado Novo pubblicò quasi sempre sotto pseudonimo ("João Falco", "Manuel Soares" e "Maria Moira").[6]
Morì a Lisbona nel 1958, un mese prima del suo sessantaseiesimo compleanno.
Opere (parziale)
- 13 contarelos (1926)
- Começa uma vida (1940)
- Esta cidade! (1942)
- Apontamentos (1943)
- Uma mão cheia de nada, outra de coisa nenhuma (1955)
- O pouco e o muito (1956)
- Crónicas da serra (1958)
- Título qualquer serve (1958)
- Solidão (1964)
Onorificenze
Note
- ↑ (PT) Quinta onde nasceu Irene Lisboa votada ao abandono, su PÚBLICO, 23 agosto 2007. URL consultato il 17 agosto 2025.
- ↑ (PT) Rogério Fernandes, Biografia de Irene Lisboa, su www.iil.pt. URL consultato il 17 agosto 2025 (archiviato dall'url originale il 15 febbraio 2020).
- ↑ Lisboa, Irene do Céu Vieira - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 17 agosto 2025.
- ↑ (EN) Mary Ann Caws e Nicola Luckhurst, The Reception of Virginia Woolf in Europe, A&C Black, 2008, p. 318, ISBN 978-1-84706-433-2.
- ↑ (EN) Maria Irene Ramalho De Sousa Santos, Re-inventing Orpheus: Women and Poetry Today, in Portuguese Studies, vol. 14, 1998, pp. 122–137.
- ↑ (PT) Figuras da Cultura Portuguesa, su cvc.instituto-camoes.pt. URL consultato il 17 agosto 2025.
- ↑ (PT) ENTIDADES NACIONAIS AGRACIADAS COM ORDENS PORTUGUESAS - Página Oficial das Ordens Honoríficas Portuguesas, su www.ordens.presidencia.pt. URL consultato il 17 agosto 2025.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Lisboa, Irene do Céu Vieira, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- (EN) Opere di Irene Lisboa, su Open Library, Internet Archive.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 4952415 · ISNI (EN) 0000 0000 6970 631X · LCCN (EN) n87842057 · GND (DE) 118918893 · BNE (ES) XX1000855 (data) · BNF (FR) cb120659847 (data) · J9U (EN, HE) 987007443905205171 · CONOR.SI (SL) 39862883 |
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