Isidoro Fagoaga

Isidoro Fagoaga

Isidoro Fagoaga (Navarra, 4 aprile 1893 – San Sebastián, 16 marzo 1976) è stato un tenore spagnolo.

Biografia

All'età di quattordici anni Fagoaga si trasferì in Argentina per vivere con suo zio. Conobbe i cantanti Florencio Constantino e Titta Ruffo a Buenos Aires e, con loro, fece il passo per andare in Italia.[1] Ritornò in patria durante la prima guerra mondiale, ma esordì intorno al 1920 con l'aiuto di Antonio Paoli e Julian Gayarre al Teatro Real di Madrid nel Sansone e Dalila.[2][3]

Era un ottimo tenore drammatico, il suo nome si diffuse in tutto il mondo ed era il cantante principale delle opere di Richard Wagner, mettendosi in evidenza nella La Valchiria al Teatro di San Carlo (1922), nella Tetralogia, nel Tristano e Isotta e nel Parsifal.[3]

Il 15 novembre 1925 debuttò al Teatro alla Scala di Milano come Siegmund in La Valchiria. Nella stagione seguente affronterà per la prima volta il ruolo di Sigfrido nell'omonima opera di Richard Wagner e, negli anni successivi, tornerà al Teatro alla Scala sempre con opere wagneriane, cantate in lingua italiana, come era d'uso all'epoca, quali: Il crepuscolo degli dei, Parsifal e Il vascello fantasma.[4]

Giunto alla ribalta in un periodo prevalentemente scarseggiante di tenori wagneriani, egli venne presto considerato un elemento indispensabile ai teatri italiani per la voce schiettamente drammatica, la quadratura musicale e la prestanza scenica.[3]

Ha iniziato a scrivere nel 1936 e ha promosso le riviste Gernika e Eusko Jakintza a Buenos Aires. Scrisse in spagnolo e si occupò principalmente di questioni basche.

Nel 1937, a causa del bombardamento di Guernica, decise di abbandonare l'Italia e il teatro, e quando si trasferì nei Paesi Baschi Settentrionali, fu arrestato e portato nel campo di concentramento di Gurse. Partì e fu esiliato a Saint-Jean-de-Luz e in Argentina.[5] Il giornalista Rafale Pikabea di Saint-Jean-de-Luz ha creato la rivista Guernica e Fagoaga ha contribuito all'iniziativa fin dall'inizio. Dopo la morte di Pikabea, Fagoaga si occupò di continuare con la rivista. Una volta in Argentina, ha continuato il suo lavoro con la rivista fino al 1953. Nel 1964 tornò nei Paesi Baschi, a San Sebastián.[3]

Discografia

Tra le sue registrazioni discografiche incise per la Columbia di Milano nel 1929, si possono ascoltare brani tratti da: La Valchiria, Andrea Chénier, Otello, Parsifal, Tannhäuser e Il crepuscolo degli dei.

Note

  1. ↑ (EU) Bonbek isildu zuten tenorra, su berria.eus. URL consultato il 30 giugno 2021.
  2. ↑ (EU) Paoli tenor puertoricarra edota Irulegi espiritista nafarra, su eibar.org. URL consultato il 30 giugno 2021.
  3. 1 2 3 4 Fagoaga, Isidoro, in le muse, IV, Novara, De Agostini, 1965, p. 440.
  4. ↑ Carlo Gatti, Il Teatro alla Scala, Ricordi, 1964.
  5. ↑ (ES) El tesoro de 'Sigfrido' Fagoaga, su diariovasco.com. URL consultato il 30 giugno 2021.

Bibliografia

  • (EN) Eduardo Arnosi, Isidoro Fagoaga The Record Collector, in A magazine for collectors of recorded vocal art, Ipswich Suffolk, pp. 60-73.
  • (ES) Miguel Pelay Orozco, Isidoro Fagoaga y el amor al país. Todos los caminos son válidos, in La Gran Enciclopedia Vasca, Bilbao, 1978, pp. 79-92.
  • (ES) Juan Thalamas Labandibar, Isidoro Fagoaga Larrache. Una vida señera de artista y de escritor, in Boletín de la Real Sociedad Vascongada de Amigos del País, XXXII, Donostia, 1976, pp. 343-413.
  • (ES) Martin Ugalde, Isidoro de Fagoaga Ariel, in Hablando con los vascos, Barcellona, Ariel, 1974, pp. 146-178.

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