Italian Joint Force Headquarters

Italian Joint Force Headquarter
Il simbolo dell'ITA-JFHQ
Descrizione generale
NazioneItalia (bandiera) Italia
ServizioStato maggiore della difesa
TipoComando
RuoloOperazioni interforze
SoprannomeITA-JFHQ
Sito internetwww.difesa.it/SMD/COI/IT-JFHQ/
Parte di
Comando Operativo di vertice Interforze (COVI)
Simboli
SimboloGlobo terrestre stilizzato circondato dal nome della struttura da due stellette ai lati e dalla bandiera italiana, con sovraimpressi l'acronimo ed un fulmine
Ministero della difesa
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L'Italian Joint Force Headquarters (ITA-JFHQ) è la struttura di comando militare italiana, interforze e proiettabile che opera alle dipendenze dirette del Comando operativo di vertice interforze dello Stato maggiore della difesa.

Dotato di personale altamente specializzato e contraddistinto da una struttura organizzativa flessibile e snella, si è costituito nel febbraio del 2007 ed è una delle nuove realtà della Difesa italiana. La sua istituzione, in linea con le iniziative intraprese dai Paesi leader della NATO e dell'Unione europea dotati di organizzazioni simili, ha contribuito a collocare l'Italia in una posizione di primo piano nell'ambito dello scenario internazionale.

Il Comando è in grado di pianificare e condurre small scale operations operando sia a terra che dal mare, tramite il COMITMARFOR, imbarcato su vascelli della marina militare, alle dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Difesa oppure, in caso di operazioni congiunte con forze armate di altri Paesi[1].

Storia

L'Italian Joint Force Headquarters (ITA-JFHQ) è un Comando interforze permanentemente attivato, ad alta prontezza operativa, rapidamente schierabile, in grado di immettersi con breve preavviso nelle aree di crisi in tutto il mondo, e di assumere le funzioni di comando e controllo degli assetti terrestri, marittimi ed aerei resi disponibili per l'assolvimento di una missione.

Nascita

L'atto di nascita del Joint force headquarters italiano è stato firmato il 23 febbraio 2007 dall'allora capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola. Una vera e propria rivoluzione del concetto joint, che fino a quel momento aveva trovato applicazione (in termini di comando e controllo): in Italia, con strutture fisse non proiettabili quali lo stato maggiore della Difesa o il Comando operativo di vertice interforze (Coi); in operazioni, nella costituzione di comandi joint di contingenza, sciolti al rientro in Patria al termine dell'esigenza. L'ITA-JFHQ è un comando interforze permanentemente attivato, rapidamente proiettabile e dotato di personale altamente specializzato, a disposizione del capo di Smd per un ampio spettro di missioni.

Generalità

Il Jfhq è un comando interforze a livello brigata, quindi un comando non statico, di facile rischieramento, equipaggiato e addestrato per condurre Small scale operations, cioè tutte quelle task che supportano quello che è stato sancito nel Petersberg missions, quindi in sostanza, copre tutto lo spettro delle asymmetric operations, che vanno dal peacekeeping al humanitarian aid disaster relief. Si tratta di un comando joint con grado di prontezza elevato, a disposizione del capo di stato maggiore della Difesa, anche se in tempo di pace dipendiamo dal comandante del Coi, che copre sia esigenze nazionali sia esigenze multinazionali: Nato, Onu.

Struttura

Ha sede all'interno dell'Aeroporto Militare "Francesco Baracca" di Roma Centocelle[2].

Il Comando conta circa 35 effettivi, con una serie di external augmentees che si addestrano con i membri del ITA-JFHQ ogni qualvolta ci sono grosse esercitazioni per arrivare, a un totale di circa 50 unità. In aggiunta, è stata costituita una compagnia di supporto tattico e logistico che si aggira sui 70 militari, per un totale di 140-150 persone.
Il personale di questo comando è dotato di requisiti particolari.

Per il personale ci sono delle job description abbastanza restrittive: dal punto di vista fisico occorre:

  • l'idoneità all'impiego fuori area,
  • conoscenza linguistica dal punto di vista operativo (si parla e si scrive esclusivamente in inglese perché tutte le procedure sono in lingua).

In più è necessario che ogni militare abbia un buon background di operazioni nel proprio curriculum e che sia propenso al discorso interforze, perché questo è un comando interforze.

Assetti

Per gli assetti impiegati da ogni singola Forza Armata ci si rifà al concetto dell'Nrf (Nato response forces): sei mesi di addestramento e sei mesi in stand by.

Nel contesto nazionale c'è un basket di Forze denominato Joint rapid reaction forces dal quale si attingono assetti terrestri, marittimi e aerei, in funzione della missione assegnata. Precisamente un assetto terrestre a livello battaglione, un assetto marittimo e un assetto aereo. Evidentemente sono ‘task oriented’ cioè, pacchetti di Forze allocati in funzione della missione da svolgere. In sostanza, ciò che ci occorre è attinto da questo canestro e reso disponibile dalle Forze armate. Dal punto di vista addestrativo: le FA forniscono a questi pacchetti l'addestramento specifico di Forza armata; l'ITA-JFHQ svilupperà il successivo addestramento interforze (di circa 6 mesi).

I sei mesi di addestramento joint rappresentano una rivoluzione dal punto di vista del modus operandi, fino a ieri non era mai stato fatto. Successivamente abbiamo altri sei mesi on call, durante i quali, qualora necessario siamo pronti a muovere nell'area di crisi. Questi pacchetti di Forze hanno lo stesso stato di prontezza del comando, che è molto elevato, parliamo di ore/giorni. Questo comando framework è nato per dare/ricevere ordini, equipaggiati per ‘sopravvivere’ da 30 a 120 giorni, quindi con assetti operativi e logistici commisurati alla missione assegnata. Questi equipaggiamenti sono vitali per il nucleo ORLT (Operational recconaissance and liaison team), cioè un team di circa dieci persone che con lo zaino, il fucile e la radio satellitare, sono pronti a partire con brevissimo preavviso in qualsiasi momento del giorno e della notte. Anche la compagnia di supporto tattico e logistico ha equipaggiamenti specifici per assolvere compiti di: force protection del comando; real life / supporto logistico; collegamenti radio / CIS strategici/tattici.

A similitudine della Forza Armata mounting che è l'Esercito è stato acquisito il meglio per esempio: il ‘posto comando’ è costituito da un sistema di tende costruite in Inghilterra su licenza americana che si chiama Drash (Deployable rapid assembly shelters) sono circa 24 tende dove possono essere ricavati un massimo di 70 work stations. Sono tende particolari, con la doppia camera d'aria, facilmente rischierabili, già pallettizzate, possono operare sia in ambiente artico che in ambiente desertico.

Dal punto di vista nazionale, questo è l'unico comando joint deployable, nel passato ne abbiamo avuti altri, per esempio in Albania, in Kurdistan, Timor Est e poi sono stati inattivati una volta rientrati. A livello nazionale si è sentita l'esigenza di creare appunto un assetto molto leggero ‘joint deployable’ che potesse soddisfare queste esigenze. Dal punto di vista multinazionale, si è guardato a livello “Western European countries”, quindi Francia, Germania e Inghilterra, che sono dotate di strutture joint con cui possiamo e dobbiamo, come dire, competere. In particolare, il nostro modello è a riferimento di quello inglese. Il comando inglese somiglia molto dal punto di vista numerico a questo comando, sia come impiego, sia come collocazione, sia come equipaggiamento. Non sono stati adottati i riferimenti strutturali di Francia e Germania, perché sono due comandi estremamente ‘pesanti’, che sicuramente non soddisfacevano la nostra esigenza nazionale.

Missioni

Esso è stato impiegato in occasione della seguenti crisi:

  1. 2008 GEORGIA EUMM
  2. 2009 SISMA Abruzzo
  3. 2009 G8
  4. 2010 SISMA Haiti
  5. 2010 NEO Costa d'Avorio
  6. 2011 NEO LIBIA.
  7. 2011/12CIRENE LIBIA (ADD. FA LIBICHE)
  8. 2013 IOLANDA FILIPPINE (HADR)
  9. 2013 NEO SUD SUDAN
  10. 2014/15 PRIMA PARTHICA IRAQ
  11. 2015 NEO LIBIA
  12. 2015 NEO NEPAL (HADR) / SOMALIA (EUTM)
  13. 2015 KUWAIT (PRIMA PARTHICA)
  14. 2016 TUNISIA (OLRT UNSMIL)
  15. 2016 PRIMA PARTHICA IRAQ
  16. 2016 NEO SUD SUDAN
  17. 2016 BANGLADESH (REC. VITTIME)
  18. 2016 NIZZA (REC. VITTIME)
  19. 2017 BARCELLONA (REC. VITTIME)
  20. 2016/17 LIBIA (IPPOCRATE)
  21. 2018/19 NIGER (MISIN)
  22. 2019 LIBIA ASSISTENZA SANITARIA
  23. 2021 CONGO (RECUPERO VITTIME)
  24. 2021 NEO AFGHANISTAN (AQUILA OMMNIA)
  25. 2022 UCRAINA
  26. 2023 NEO SUDAN
  27. 2023 NEO NIGER
  28. Note

Ricognizioni

  1. 2008 ALGERIA/CHAD
  2. 2008 BOLIVIA
  3. 2008 UGANDA/RUANDA/BURUNDI
  4. 2009 SRIL ANKA/INDONESIA
  5. 2010 ISRAELE
  6. 2010 SUDAN
  7. 2011 YEMEN/BAHREIN
  8. 2012 SENEGAL/GABON/CHAD/DJIBOUTI/NIGER
  9. 2013 GIORDANIA
  10. 2013 LIBANO / LIBIA
  11. 2014 REP. CENTRAFRICANA/IRAQ
  12. 2015 TUNISIA
  13. 2015 LIBANO/CIPRO
  14. 2017 REPUBBLICA DEL CONGO
  15. 2017 NIGER
  16. 2018 COREA DEL SUD
  17. 2018 REP. DEM. CONGO
  18. 2019 LIBANO
  19. 2021/23 LIBANO
  20. 2021 ETIOPIA
  21. 2022 ETIOPIA – BURKINA FASO
  22. 2023 NIGER – BURKINA FASO
  23. 2023 MOZAMBICO/BENIN/GIBUTI
  24. 2023 TAIWAN
  25. 2023 STRISCIA DI GAZA PER FH
  26. 2024 SENEGAL
  27. 2024 LIBANO
  28. 2024 GERUSALEMME-GERICO

Esercitazioni

  1. 2007 EGITTO
  2. 2008 CHAD
  3. 2009 FILIPPINE
  4. 2009 NEPAL
  5. 2010 SINGAPORE
  6. 2011/18 MONGOLIA
  7. 2011/12 TAILANDIA
  8. 2013 NUOVA ZELANDA
  9. 2013/15 GRAN BRETAGNA
  10. 2015 QATAR/CIPRO
  11. 2016 MAROCCO/CIPRO
  12. 2016 GERMANIA
  13. 2017/18/19 ISRAELE/CIPRO
  14. 2017/18 COREA DEL SUD
  15. 2018 GERMANIA
  16. 2019 POLONIA
  17. 2019 GIORDANIA
  18. 2022/23 GEORGIA
  19. 2023 COREA DEL SUD
  20. 2023 ISRAELE/CIPRO
  21. 2023 NUOVA ZELANDA
  22. 2023 MAROCCO
  23. 2024 MONGOLIA
  24. 2024 COREA DEL SUD
  25. 2024 MAROCCO

Voci correlate