Ivo Bitetti
| Ivo Bitetti | |||||||
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| Nazionalità | |||||||
| Altezza | 185 cm | ||||||
| Pallanuoto | |||||||
| Ruolo | Attaccante | ||||||
| Carriera | |||||||
| Squadre di club1 | |||||||
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| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | |||||||
| Rugby | |||||||
| Ruolo | Avanti | ||||||
| Carriera | |||||||
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Ivo Bitetti (Ascoli Piceno, 11 febbraio 1919 – Roma, 12 febbraio 2004) è stato un rugbista a 15 e pallanuotista italiano.
Il suo nome è ricordato soprattutto perché fu tra coloro che riconobbero Mussolini su un convoglio tedesco durante la sua fuga il 27 aprile 1945.[1][2]
Biografia
Era figlio di Olindo Bitetti, uno dei padri fondatori della Società Sportiva Lazio.[2] Discendeva tramite la nonna materna alla casata borbonica dei De' Sivo.[3] Sportivo a tutto tondo, oltre a giocare a pallanuoto e rugby, praticò sin dalla gioventù canottaggio con il padre Olindo, cosa che gli valse il titolo di socio emerito del Circolo Canottieri Lazio.[2]
Nel 1940 evitò la chiamata alle armi a causa di una pleurite.[3] Dopo l'armistizio si spostò nelle campagne di Biella, località di origine della madre Zoe, ritenendole più sicure di Roma.[3]
Come egli stesso ha raccontato il mattino del 27 aprile 1945 fu chiamato come traduttore dai partigiani presso Dongo, ove avevano fermato una colonna di tedeschi e repubblichini che di raggiungere la Svizzera.[2] Bitetti fu tra i primi od addirittura il primo a riconoscere il fuggiasco Mussolini vestito da soldato tedesco, su indicazione, come egli raccontò, di uno degli autisti del mezzo sul quale aveva trovato rifugio, forse addirittura il gerarca Oreste Bombacci.[2] Bitetti ha preferito mantenere la partecipazione a questi eventi segreta sino alla morte, chiedendo al giornalista che aveva raccolto la sua testimonianza, Marco Impiglia, di renderla pubblica solo dopo la morte nel timore di avere problemi con i neofascisti.[2]
Carriera
Pallanuoto
Ha giocato a cavallo della seconda guerra mondiale nella Lazio, con cui ha vinto il campionato 1945, giocando in attacco in coppia con Aldo Ghira, lui destro mentre Ghira a era sinistro.[2][3] Data la posizione del padre nella federazione, era uno dei candidati a far parte della spedizione azzurra alle Olimpiadi di Tokyo, poi annullate per lo scoppio della seconda guerra mondiale.[3]
Rugby
Bitetti si dedicò anche al rugby, in forza al Rugby Roma, nel ruolo di avanti, vincendo con i capitolini il campionato 1947-1948 ed quello seguente.[2] Lasciò il rugby nel 1950, non trovando più spazio in prima squadra.[3]
Palmarès
Pallanuoto
- Lazio: 1945
Rugby a 15
Note
- ↑ Chi era Ivo Bitetti, l’eroe antifascista infangato dagli striscioni di Lazio e Roma, su il-catenaccio.it. URL consultato il 6 maggio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 Era un rugbista romano l'uomo che scoprì e catturò Mussolini in fuga a Dongo, su repubblica.it. URL consultato il 6 maggio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 UN EX CALCIATORE E UN PALLANUOTISTA-RUGBISTA CATTURARONO E UCCISERO BENITO MUSSOLINI (PDF), su storiasport.com. URL consultato il 6 maggio 2026.
