Ivor Abrahams

“Sundial Summer”, 1975, Tate Gallery

Ivor Abrahams, RA (Wigan, 10 gennaio 1935 – Ramsgate, 6 gennaio 2015), è stato uno scultore, ceramista e incisore britannico, noto soprattutto per le sue sculture policrome e le sue stampe stilizzate raffiguranti scene di giardini.[1] La sua costante ricerca, nel corso di tutta la carriera, di nuovi soggetti, tecniche e materiali innovativi ha spinto il suo gallerista, James Mayor, a descriverlo come l’equivalente europeo di Robert Rauschenberg[2].

In cima alle scale, 2001

Biografia

Gli anni della giovinezza

Ivor Abrahams nacque il 10 gennaio 1935 a Wigan, nel Lancashire, da una famiglia ebraica,[3] primogenito di due figli. Entrambi i genitori erano nati nella zona di Manchester, Ray (Rachael), nata Kalisky / Kay, e Harry (Hyman) Abrahams, ma tutti e quattro i nonni provenivano dall’Europa orientale. Studiò scultura alla Saint Martin's School of Art sotto la guida di Frank Martin e Anthony Caro dal 1952 al 1954, e alla Camberwell School of Art sotto la guida di Karel Vogel e Martin Bloch dal 1954 al 1957.[4] Nel 1957 Abrahams divenne apprendista presso la fonderia di bronzo Fiorini[5] e in seguito lavorò come allestitore per Adel Rootstein.

Opere

La sua prima mostra si tenne nel 1960 alla Portal Gallery insieme a Peter Blake. Grazie a Eduardo Paolozzi, Abrahams fu incluso nella storica mostra del 1961 all’ICA intitolata 26 Young Sculptors, insieme a Phillip King e Maurice Agis, amici dai tempi della St Martin’s.[6]

Verso la fine degli anni ’60 Abrahams aveva trovato ispirazione nell’immaginario dei giardini domestici.[1][4] Oltre al bronzo, iniziò a utilizzare nuovi materiali per le sue opere, come la floccatura in nylon, il lattice prevulcanizzato, lo stirene e la plastica.[4] Dopo una mostra personale alla Richard Feigen Gallery di New York nel 1970, consolidò la sua reputazione internazionale con un’importante mostra museale al Kolnisher Kunstverein di Colonia[7] nel 1973. Nel 1975 incontrò James Mayor, che lo invitò a esporre l’anno successivo alla Mayor Gallery, dando così inizio a una collaborazione che proseguì fino alla sua morte.

La produzione grafica di Abrahams comprende la sua serie dedicata ai giardini e le suite in onore di Edmund Burke e Edgar Allan Poe, presentate in una mostra alla Royal Academy nel 2010. La sua produzione di stampe è stata pubblicata da Bernard Jacobson,[1] che esponeva regolarmente le sue opere a Londra e negli Stati Uniti.[4][6] Nel 1982 Bryan Robertson organizzò una mostra delle sue sculture presso il Warwick Arts Trust[8] e nel 1984 fu invitato ad allestire la sua prima retrospettiva scultorea allo Yorkshire Sculpture Park.[1]

Le strutture architettoniche post-cubiste di Abrahams[4] degli anni ’90 portarono a una commissione da parte del Goodwood Sculpture Park[9] e all’acquisto della scultura in bronzo Head of the Stairs da parte del Royal Borough of Kensington & Chelsea.[10][11]

Negli anni 2000 una serie di gufi e galletti, realizzata con varie tecniche, tra cui smalto su acciaio, resina epossidica e decalcomanie, culminò nel 2005 con la mostra A Parliament of Owls alla Mayor Gallery.[4] Nel 2007 si tenne una mini-retrospettiva intitolata The Four Seasons of Ivor Abrahams presso One Canada Square a Canary Wharf.[4] Nel 2008 l’Henry Moore Institute[12] ha allestito una mostra dedicata alle opere giovanili intitolata By Leafy Ways, in cui è stato proiettato l’omonimo film del 1972,[13][14][15] che ha dato impulso a una riscoperta dell’immagine del “Garden”. Nel 2012 una retrospettiva presso la Royal West of England Academy[16] è stata accompagnata da una monografia di Andrew Lambirth: Eden and Other Suburbs, the Life and Work of Ivor Abrahams.[4][17]

Selezione di opere pubbliche

Note

  1. 1 2 3 4 The Telegraph, 2015
  2. ↑ McEwen, 2015
  3. ↑ Rubinstein, Jolles, Rubinstein, 2011, p.10
  4. 1 2 3 4 5 6 7 8 Lambirth, 2012a
  5. ↑ (EN) Fiorini Bronze Foundry, su artsheritage.co.uk.
  6. 1 2 Sinclair, 1994
  7. ↑ (DE) Kölnischer Kunstverein, su koelnischerkunstverein.de. URL consultato il 6 agosto 2026.
  8. ↑ (EN) The Warwick Arts Trust - Charity 276210, su prd-ds-register-of-charities.charitycommission.gov.uk. URL consultato il 6 agosto 2026.
  9. ↑ (EN) Ellen Himelfarb, A new woodland sculpture park lives up to its name at Goodwood, su The Spaces, 5 giugno 2025. URL consultato il 6 agosto 2026.
  10. ↑ (EN) Ivor Abrahams: Head of the Stairs, su Cass Sculpture Foundation. URL consultato il 13 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  11. ↑ (EN) Bronze Sculpture Head of the Stair by Ivor Abrahams RA, su Geograph. URL consultato il 13 febbraio 2016.
  12. ↑ (EN) Henry Moore Institute, su Henry Moore Foundation, 3 agosto 2026. URL consultato il 6 agosto 2026.
  13. ↑ (NL) Fleur Stiels, Post-apocalyptic sci-fi short 'LEAF' is going international!, su Make Way Film, 2 novembre 2023. URL consultato il 6 agosto 2026.
  14. ↑ OUP, 2009
  15. ↑ (EN) By Leafy Ways: Early works by Ivor Abrahams, su Henry Moore Institute. URL consultato il 13 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  16. ↑ (EN) Royal West of England Academy, su Spy Studio. URL consultato il 6 agosto 2026.
  17. ↑ Lambirth, 2012b
  18. ↑ (EN) Maquette, su Art UK. URL consultato il 27 maggio 2026.
  19. ↑ (EN) Abrahams, Ivor, su The Arts Council Collection. URL consultato il 27 maggio 2026.
  20. ↑ (EN) Details for Abrahams, Ivor, su The Fitzwilliam Museum. URL consultato il 27 maggio 2026.
  21. ↑ (EN) Hedge and Grass Model, su Art UK. URL consultato il 27 maggio 2026.
  22. ↑ (EN) Acrobats Double Sided, su Art UK. URL consultato il 27 maggio 2026.
  23. ↑ (EN) Ivor Abrahams 1935–2015, su Tate. URL consultato il 27 maggio 2026.
  24. ↑ (EN) Suburban Shrub I, su Victoria and Albert Museum, 1972. URL consultato il 27 maggio 2026.
  25. ↑ (EN) Ivor Abrahams British, su Metropolitan Museum of Art, 1977. URL consultato il 27 maggio 2026.
  26. ↑ (EN) Ivor Abrahams, su The Museum of Modern Art. URL consultato il 27 maggio 2026.

Bibliografia

  • (EN) James Huntington-Whiteley, Ivor Abrahams, OUP, 2019, 109052.
  • (EN) Andrew Lambirth, Eden and Other Suburbs - The Life and Work of Sculptor Ivor Abrahams, Sansom, 2012a, ISBN 978-1906593810.
  • (EN) Andrew Lambirth, Memorable imagery, in The Spectator, 11 febbraio 2012 (archiviato il 5 marzo 2016).
  • (EN) A Dictionary of Modern and Contemporary Art, 2ª ed., OUP, 2009, ISBN 978-0199239665.
  • (EN) William D Rubinstein, Michael Jolles e Hilary L Rubinstein, The Palgrave Dictionary of Anglo-Jewish History, Palgrave Macmillan, 2011, ISBN 978-1403939104.
  • (EN) Clive Sinclair, Clive Sinclair on Ivor Abrahams, collana Modern British Masters, X, Bernard Jacobson, 1994, ISBN 978-1872784175.
  • (EN) John McEwen, Ivor Abrahams: Maverick artist, in The Independent, 1º febbraio 2015 (archiviato il 4 marzo 2016).
  • (EN) Ivor Abrahams, artist – obituary, in The Telegraph, 19 gennaio 2015 (archiviato il 19 gennaio 2015).

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