Jack Clayton

Jack Clayton (East Sussex, 1º marzo 1921 – Berkshire, 26 febbraio 1995) è stato un regista e produttore cinematografico britannico.

Biografia

Jack Clayton fu assunto in giovane età dal produttore Alexander Korda, che lo impiegò presso gli studi cinematografici Denham fino a farlo diventare aiuto regista.[1] Dopo una breve esperienza al montaggio presso la Warner Bros., Clayton prestò servizio durante la seconda guerra mondiale nella RAF, dove lavorò nella sezione documentari[1] e diresse il cortometraggio Naples Is a Battlefield.[2] Nel dopoguerra tornò agli studi Denham e collaborò per un breve periodo con il regista Anthony Asquith, per poi diventare produttore associato di film quali L'età della violenza (1954), La donna è un male necessario (1955) e La storia di Esther Costello (1957).[1] Nel 1955 diresse The Beskope Overcoat, che vinse l'Oscar al miglior cortometraggio.[1]

Nel 1959 Clayton diresse il suo primo lungometraggio, La strada dei quartieri alti, che inaugurò un nuovo tipo di realismo cinematografico nel ritrarre i conflitti di classe, le frustrazioni della classe operaia e l'arrivismo nella società britannica.[2][3][4] Interpretato da Laurence Harvey e Simone Signoret, il film descrive in modo realistico la relazione tra un egoista arrampicatore sociale e una donna sposata[3] e valse a Clayton la candidatura all'Oscar al miglior regista, rivelando al pubblico il suo originale e audace talento, che tuttavia riemerse raramente nelle opere seguenti.[5] Nel successivo thriller Suspense (1961), adattamento del romanzo Giro di vite di Henry James, il regista portò in scena lo scontro tra innocenza infantile e corruzione, ma il film, pur apprezzato per il montaggio, fu ritenuto poco avvincente.[3] In Frenesia del piacere (1964) Clayton si avvalse con successo della collaborazione del drammaturgo Harold Pinter alla sceneggiatura e realizzò un'opera raffinata sui temi dell'insoddisfazione sessuale e della discriminazione, dirigendo un cast di valenti interpreti quali Anne Bancroft, Maggie Smith, James Mason e Peter Finch.[3]

Tornò sul tema della perdita di innocenza del bambino nel drammatico Tutte le sere alle nove (1967) e ripropose il suo stile sofisticato, con vistosi costumi e ambientazione, nella versione de Il grande Gatsby realizzata nel 1974 negli Stati Uniti.[1] Successivamente diresse Qualcosa di sinistro sta per accadere (1983), tratto dal romanzo Il popolo dell'autunno di Ray Bradbury, che fu uno dei primi film della Walt Disney Pictures a presentare un'ambientazione horror.[6] Nel 1987 tornò a lavorare con Maggie Smith ne La segreta passione di Judith Hearne, riconfermando il proprio talento nella direzione degli attori.[2]

Morì nel 1995.

Vita privata

Fu sposato con l'attrice israeliana Haya Harareet, nota per il ruolo di Esther nel kolossal Ben-Hur (1959).[7]

Filmografia

Regista

Aiuto regista

Produttore

Note

  1. 1 2 3 4 5 Il chi è del cinema, De Agostini, 1984, Vol. I, p. 101
  2. 1 2 3 Le Garzantine - Cinema, Garzanti, 2002, p. 220
  3. 1 2 3 4 Steven Jay Schneider, 2009, p. 246.
  4. ↑ (EN) Kitchen sink realism: Britain as it really is?, in The Telegraph, 31 agosto 2015. URL consultato il 25 novembre 2025.
  5. ↑ Jerry Vermilye, The Great British Films, The Citadel Press, 1978, p. 180
  6. ↑ Walt Disney e l'horror: storia degli unici 2 film da brivido firmati Disney, su SilenzioinSala.com. URL consultato il 25 novembre 2025.
  7. ↑ È morta Haya Harareet, l’ultima star vivente del kolossal «Ben Hur», su https://www.corriere.it/, 4 febbraio 2021. URL consultato il 25 novembre 2025.

Bibliografia

  • Steven Jay Schneider (a cura di), Cinquecentouno grandi registi, traduzione di G. Colapaoli, F. Comunale, Bologna, Atlante Edizioni, 2009, ISBN 978-88-7455-036-4.

Collegamenti esterni

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