Jacques Alexandre Law de Lauriston

Jacques Jean Alexandre Bernard Law de Lauriston
NascitaPondichéry, 1º febbraio 1768
MorteParigi, 11 giugno 1828
Dati militari
Paese servito Regno di Francia
Francia (bandiera) Prima repubblica francese
Impero francese (bandiera) Impero francese
Restaurazione borbonica
Forza armata Reale esercito francese
Esercito rivoluzionario francese
Grande Armata
Reale esercito francese
Anni di servizio1785 - 1796
1800 - 1823
GradoMaresciallo di Francia
GuerreGuerre rivoluzionarie francesi
Guerre napoleoniche
CampagneCampagna d'Italia (1800)
Campagna di Russia
Spedizione di Spagna del 1823
BattaglieBattaglia di Marengo
Battaglia di Wagram
Battaglia di Lützen
Battaglia di Bautzen
battaglia di Lipsia
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Jacques Jean Alexandre Bernard Law de Lauriston (Pondichéry, 1º febbraio 1768 – Parigi, 11 giugno 1828) è stato un generale francese.

Proveniente da una prestigiosa famiglia, Lauriston conobbe Bonaparte nell'Accademia militare, stringendo con lui una forte amicizia. Dopo l'ascesa del generale corso al potere, Lauriston fu chiamato a diventare un suo aiutante di campo. Nel corso degli anni, servì come generale e come diplomatico per contro dell'imperatore francese, sebbene si schierò in favore dei Borbone durante i Cento Giorni. Terminò la propria carriera con il titolo di Maresciallo di Francia. Il suo nome è inciso sul pilastro Est dell'Arco di Trionfo di Parigi.

Biografia

Gli inizi e le guerre rivoluzionarie francesi

Lauriston nacque il 1° febbraio 1768 a Pondichéry, in India, terzo di sei figli. Il padre, ufficiale dell'esercito francese, era il comandante delle truppe francesi in India ed era parente di John Law, un celebre economista scozzese emigrato in Francia. Fece ritorno in Francia e studiò al Collège des Grassins presso l'Università di Parigi. Entrò all'École militaire di Parigi il 1° settembre 1784.[1][2][3] Un mese più tardi conobbe Napoleone Bonaparte, entrato nell'accademia militare il 19 ottobre. Lauriston e Dupont furono due dei pochi studenti con cui il futuro imperatore strinse amicizia.[1][2][4] Lauriston terminò i propri studi il 1° settembre 1785, uscendo dall'accademia con il grado di sottotenente del 2° reggimento di Toul.[1][2][3] Si sposò nel 1789 con Claude-Antoinette Julie Le Duc e dalla coppia nacquero tre figli: Auguste, Coralie e Napoléon Adolphe.[5]

Divenuto capitano in seconda nell'agosto 1791, il 1° giugno dell'anno seguente fu scelto come aiutante di campo del generale Beauvoir, operando nell'Armata del Nord. Tra il gennaio ed il febbraio del 1793 prese parte all'assedio di Maastricht, venendo persino segnalato in un ordine del giorno, mentre nel giugno seguente si distinse nel corso dell'assedio di Valenciennes. Divenuto nel frattempo aiutante di campo del generale Saint-Fief, Lauriston fu trasferito nell'Armata della Sambre e della Mosa nel luglio 1794. Ottenne una promozione a colonnello all'interno del 4° reggimento di artiglieria a cavallo nel febbraio del 1795. Nonostante la sua carriera nell'esercito stesse progredendo, il 4 aprile1796 Lauriston si dimise, lasciando l'esercito.[1][3][4] Fu solo dopo diversi anni che Lauriston riprese la vita dell'esercito: Bonaparte, divenuto da poco Primo Console, lo volle come aiutante di campo nel corso della sua campagna in Italia.[1][3][4][6][7] Tornato nell'esercito con il suo vecchio grado il 5 marzo 1800, il 27 aprile venne ufficialmente nominato aiutante di campo di Bonaparte. Il 14 giugno servì nella battaglia di Marengo,[1][3] nella quale ricevette l'ordine di sciogliere e riformare il 1° reggimento di artiglieria, ammutinatosi.[8] L'anno seguente fu incaricato di una missione particolarmente delicata in Danimarca: la città di Copenhagen era stata bombardata da Nelson poco tempo prima e Lauriston si adoperò per rimettere in sesto le difese della città.[1][3][4][8] Terminato il suo incarico in Danimarca, prese brevemente il comando d'artiglieria a La Fère.[3] Nel 1802, invece gli fu assegnato il compito di portare a Londra la ratifica del trattato di pace di Amiens: il suo arrivo nella capitale inglese fu accolto con giubilo.[1][3][4][8][9] L'entusiasmo nella capitale inglese fu tale che i cittadini locali staccarono i cavalli dalla sua carrozza e trainarono loro stessi il mezzo sino alla sua destinazione.[1][4][8][9] Di ritorno dalla sua spedizione, Lauriston fu nominato generale di brigata.[1][3][4][8]

Sotto l'Impero

Poco dopo la proclamazione dell'Impero, Lauriston fu nominato Commendatore della Legion d'Onore e ricevette nell'autunno del 1804 il comando del corpo di spedizione per le Antille, in partenza agli ordini dell'ammiraglio Villeneuve. Fu elevato al grado di generale di divisione nel gennaio successivo. La squadra partì il 30 marzo 1805 e giunse in Martinica a fine maggio.[1][3][4][8][9] Lauriston guidò i suoi uomini alla conquista di Fort Diamant, reputato imprendibile dagli inglesi. Dieci giorni dopo la flotta fece rotta verso l'Europa.[8] La flotta franco-spagnola si scontrò con la flotta inglese presso Capo Finisterre il 22 luglio,[3] ancorandosi di fronte a Cadice pochi giorni.[8] Lauriston ne approfittò per sbarcare a terra e tornare a Parigi. Raggiunse la Francia in tempo per partecipare alla campagna d'Austria del 1805, servendo nuovamente come aiutante di campo di Napoleone.[3][10] Nel corso della campagna ricevette la nomina a governatore di Braunau e della Innviertel. Nel 1806 fu inviato in Dalmazia, dove ebbe l'incarico di governare la città diRagusa e le Bocche di Cattaro. Giunto sul posto a febbraio, ottenne la nomina a governatore nei primi giorni di agosto. Nel frattempo, assieme al generale Molitor, si occupò della difesa della regione dalle truppe russo-montenegrine. In particolare, Lauriston difese Santa Croce dalle truppe della coalizione e il 30 novembre si impadronì del colle di Debilibrich. Combatté anche nella battaglia di Castelnuovo.[10][11][12] Il 19 dicembre 1807 fu nominato governatore generale di Venezia, carica che ricoprì sino al 1808, e al suo arrivo nella città fece traslare il corpo di John Law, suo prozio, nella chiesa di San Moisè.[8][10]

Nominato conte dell'Impero nel giugno, Lauriston accompagnò Napoleone al Congresso di Erfurt e poi nella sua campagna spagnola, dove partecipò attivamente alla presa di Madrid. Richiamato a Parigi a febbraio, fu inviato in Germania,[8][10][11][13][14] dove ricevette il comando di una divisione nel Baden. Dopo aver catturato il passo del Semmering in Austria,[11] Lauriston si unì alle forze dell'Armata d'Italia, partecipando alla battaglia di Raab. Seguendo l'esercito al comando di Eugenio di Beauharnais, si diresse verso Vienna e partecipò alla battaglia di Wagram. In particolare, a Wagram ebbe il comando dell'artiglieria della Guardia reale e quando l'ala destra dei napoleonici affondò nello schieramento nemico, Lauriston alla testa di 100 pezzi d'artiglieria, avanzò rapidamente contro le forze austriache, contribuendo con il fuoco dei suoi cannoni all'esito positivo dello scontro.[8][10][11][13] Raggiunta la pace con l'Austria, Lauriston fu decorato come Gran Cordone dell'Ordine della Corona ferrea il 4 agosto 1809.[8][10] Pochi mesi dopo, fu incaricato di accompagnare l'arciduchessa Maria Luisa, futura moglie di Napoleone, in Francia.[8][10][11][13][14] Tra il 1810 e il 1811 svolse diversi incarichi: per prima cosa fu inviato in Olanda, con il compito di accompagnare in Francia i figli di Luigi Bonaparte; fu incaricato della ricognizione delle miniere di Idria ed infine dell'ispezione delle coste del Mediterraneo.[10][11]

Lauriston al cospetto di Kutuzov il 5 ottobre 1812

Il 5 febbraio 1811 sostituì Calaincourt come ambasciatore in Russia. Si riunì all'esercito francese nei pressi di Smolensk il 16 agosto 1812 e riprese le proprie funzioni ai aiutante di campo di Napoleone a settembre. Incaricato di recapitare le proposte di pace allo zar, non trovò mai risposta da parte dei russi. Nel corso della ritirata, fu messo a capo della retroguardia, dimostrando il proprio talento come generale. [8][10][11][13][14] Al suo ritorno in Germania nel gennaio 1813 fu messo a capo del Corpo di Osservazione dell'Elba e poco tempo dopo fu messo a disposizione di Eugenio, comandante generale dell'esercito in assenza di Napoleone. Il 31 marzo dello stesso anno fu nominato comandante del V Corpo della Grande Armée e con esso prese parte a numerosi scontri della campagna di Germania: ad esempio combatté a Möckern, a Weissig, a Bautzen e si impadronì delle città di Lipsia e di Breslavia.[11][13][15][16][17] Dopo la ripresa delle ostilità, prestò servizio nella battaglie del Katzbach e di Goldberg. Combatté anche a Lipsia: rimasto sulla sponda destra dell'Elster Bianco dopo l'esplosione del ponte, fu catturato al termine della battaglia e portato a Berlino. Rimase nella capitale prussiana sino al termine della guerra.[11][13][18][19][20] Le Moniteur universel ne annunciò la morte erroneamente.[18]

La Restaurazione e gli ultimi anni

Rientrò in Francia solo nel 1814. Luigi XVIII lo nominò aiutante di campo del conte d'Artois verso la fine dell'aprile 1814, cavaliere di San Luigi il 1° giugno, Gran Cordone della Legion d'Onore il 29 luglio e capitano della 1ª compagnia dei moschettieri grigi, ossia la guardia personale del sovrano, il 20 febbraio dell'anno seguente. Rimasto fedele alla dinastia borbonica durante i Cento giorni, accompagnò Luigi XVIII in partenza per l'esilio sino a Béthune, tornò a Parigi e si ritirò nelle proprie terre di Richecourt, vicino a La Fère, rimanendo del tutto estraneo al conflitto. Al ritorno in Francia del re, Lauriston lo andò ad accogliere a Cambrai. Fu poi inviato a Laon per presiedere il collegio elettorale dell'Aisne. Creato pari di Francia il 17 agosto 1815, ebbe poi il comando della 1ª divisione di fanteria della Guardia reale e, in quanto membro della Camera dei Pari, fu chiamato ad esprimersi nel processo al maresciallo Ney, votando per la sua condanna a morte. Nel 1816 presiedette il consiglio di guerra formato per giudicare l'ammiraglio Linois, il barone Boyer de Peyreleau e il generale Delaborde.[11][13][18][19][20] Lo stesso anno il sovrano gli concesse la croce di commendatore dell'Ordine di San Luigi e il titolo di marchese. Nel 1820 ebbe il comando della 12ª e 13ª divisione militare, presiedette al collegio elettorale della Loira inferiore, entrò nel governo come ministro della Real Casa e ricevette il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Luigi.[11][18][20]

Il 6 giugno 1823 fu elevato alla dignità di maresciallo di Francia. Ricevette il comando in capo del II Corpo di riserva dell'Armata dei Pirenei: entrò in Spagna durante la spedizione del 1823, prese d'assedio e conquistò Pamplona il 17 settembre.[11][13][18][20] Fu nominato Cavaliere dell'Ordine dello Spirito Santo dal re di Francia e cavaliere dell'Ordine spagnolo del Toson d'oro dal re di Spagna.[18][20] Al ritorno in Francia fu nominato Grand veneur de France. Lasciò il governo il 4 agosto 1824 e fu nominato ministro di Stato.[11][18][20] Morì a Parigi di un ictus l'11 giugno 1828, fra le braccia della ballerina Amélie Legallois, sua amante.[18][20]

Onorificenze

Onorificenze francesi

Onorificenze straniere

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Lievyns, p. 324.
  2. 1 2 3 Mullié, p. 194.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Six, p. 72.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 8 Rabbe, p. 187.
  5. ↑ Genealogia di Jacques Alexandre Bernard LAW de LAURISTON, su Geneanet. URL consultato il 21 gennaio 2026.
  6. ↑ Arnault, p. 121.
  7. ↑ Mullié, pp. 194-195.
  8. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 Mullié, p. 195.
  9. 1 2 3 Arnault, p. 122.
  10. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Lievyns, p. 325.
  11. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 Six, p. 73.
  12. ↑ Rabbe, pp. 187-188.
  13. 1 2 3 4 5 6 7 8 Rabbe, p. 188.
  14. 1 2 3 Arnault, p. 123.
  15. ↑ Mullié, pp. 195-196.
  16. ↑ Lievyns, pp. 325-326.
  17. ↑ Arnault, pp. 123-124.
  18. 1 2 3 4 5 6 7 8 Mullié, p. 196.
  19. 1 2 Arnault, p. 124.
  20. 1 2 3 4 5 6 7 Lievyns, p. 326.

Bibliografia

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