Jacques Dodelier
| Jacques Marie Louis Dodelier | |
|---|---|
| Soprannome | James Boulat |
| Nascita | Brest, 10 novembre 1903 |
| Morte | Dire Daua, 16 dicembre 1940 |
| Cause della morte | Morto in combattimento |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Armée de l'air Royal Air Force |
| Specialità | Bombardamento |
| Anni di servizio | 1939-1940 |
| Grado | Capitano |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
| Campagne | Campagna dell'Africa Orientale Italiana |
| Decorazioni | vedi qui |
| Studi militari | École spéciale militaire de Saint-Cyr |
| dati tratti da Jacques Dodelier[1] | |
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Jacques Marie Louis Dodelier (Brest, 10 novembre 1903 – Dire Daua, 16 dicembre 1940) è stato un militare e aviatore francese, particolarmente distintosi nel corso della seconda guerra mondiale. Decorato con la Croce di Cavaliere della Legion d'onore, l'Ordre de la Libération e la Croix de guerre 1939-1945. Mort pour la France[2].
Biografia
Nacque a Brest, nel Finistère, il 10 novembre 1903, figlio di Henri, colonnello dell'esercito.[2] Desideroso di intraprendere la carriera militare, nel 1922 entrò all'École spéciale militaire de Saint-Cyr (promozione "Metz et Strasbourg").[3] Uscito dall'accademia con il grado di sottotenente, frequentò la Ecole de cavalerie di Saumur, divenendo successivamente capitano degli Spahis. Ottenne il brevetto di osservatore dall'aeroplano nel 1926 e tra il 1930 e il 1937 effettuò numerosi voli di ricognizione.[2] Nel 1933 fu insignito della Croce di Cavaliere della Legion d'onore per essersi distinto nella repressione della rivolta in Marocco.[2] All'atto della dichiarazione di guerra alla Germania nazista, il 3 settembre 1939, si trovava in servizio al GAO-586 (Groupement Aérien d’Observation) di stanza a Madjaz-Al-Bab situata a circa 40km a sud-ovest di Tunisi.[2] Nel giugno 1940 fu quindi assegnato al Groupe de bombardement 1/61 a Youks-les-Bains.[4] Al momento della firma dell'armistizio del 22 giugno 1940, prestava servizio Youks-les-Bains, una base situata nei pressi di Tébéssa in Algeria.[4]
Nel pomeriggio del 1º luglio 1940, due bombardieri Martin 167 Maryland del Groupe de bombardement 1/61 decollarono da Youks-les-Bains e si diressero verso est, diretti in Egitto.[2] A bordo vi erano cinque aviatori che si rifiutarono di deporre le armi dopo l'armistizio.[1] Il primo aereo, pilotato dal maresciallo Raymond Rolland, trasportava il capitano Roger Ritoux-Lachaud.[1] Il secondo era pilotato dal maresciallo capo Yves Trécan, accompagnato dal capitano Jacques Dodelier, osservatore, e dal sergente maggiore Robert Cunibil.[1] I due aerei atterrarono a Marsa Matrouh dopo un volo di quattro ore e mezza.[1] Gli aviatori annunciarono la loro intenzione di continuare a combattere a fianco degli inglesi.[1] Due ore dopo, i due bombardieri decollarono nuovamente, e guidati da un piccolo aereo da collegamento britannico, volarono verso il quartier generale della Royal Air Force a Bogush. Il giorno successivo, i due aerei atterrarono a Heliopolis, in Egitto[1]. L'8 luglio, i cinque fuggitivi si unirono alla RAF Volunteer Reserve e, con il rinforzo di una decina di altri dissidenti, tra cui il tenente osservatore Pierre de Maismont e del sergente meccanico René Bauden, formarono la prima di tre piccole unità aeree francesi.[1] Si trattava dell'Escadrille Française Libre de Grande Reconnaissance no 1 (French Bomber Flight no 1) di cui egli assunse il comando, l'Escadrille Française Libre de Chasse no 2 (Free French Flight no 2 capitano Paul Jacquier) e l'Escadrille Française Libre de Liaison no 3 (Free French Flight no 3, maresciallo capo Lornez).[1]
Il 13 luglio, l'unità lasciò Eliopoli per Aden, dove arrivò nella tarda mattinata successiva, giorno della festa nazionale francese, dopo aver trascorso la notte a Port Sudan.[1] Durante il viaggio, il pilota del Martin 167 Maryland Warrant Officer Trécan, con lui e Cunibil a bordo, deviò deliberatamente dalla rotta e sorvolò le città di Massaua e Assab, controllate dagli italiani, per una ricognizione a vista.[1] Questa fu la prima missione di guerra condotta contro il nemico da un equipaggio francese "dissidente".[1]
Assunse il comando della Escadrille quando essa fu assegnata al No.8 RAF Squadron della RAF.[1] Nei cieli dell'Abissinia, effettuò missioni di ricognizione e fornì informazioni sui movimenti delle truppe e sull'attività aerea nemica.[1] Il 16 dicembre 1940, durante una missione di ricognizione fotografica su Dire Daua, il suo aereo fu abbattuto a Mello, 30 chilometri a nord di Dire Daua, da un caccia italiano Fiat C.R.42 Falco.[1] Dei quattro membri dell'equipaggio, lui , il sottufficiale pilota Yves Trécan e il sergente radio Ronan Michel persero la vita, solo Cunibil riuscì a lanciarsi con il paracadute.[2] Fu poi incorporato a titolo postumo nelle Forces aériennes françaises libres (matricola 35.083).[2]
Onorificenze
Note
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 Ordre de la Liberation.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 France Libre.
- ↑ (FR) Jean-Christophe Notin, 1061 compagnons : Histoire des Compagnons de la Libération, Paris, Éditions Perrin, 2000, ISBN 2-262-01606-2.
- 1 2 (FR) Vladimir Trouplin, Dictionnaire des Compagnons de la Libération, Bordeaux, Elytis, 2010, ISBN 2-356-39033-2.
Bibliografia
- (FR) Henry Lafont, Aviateurs de la liberté: Mémorial des Forces Aériennes Françaises Libres, Vincennes, Service historique de l'armée de l'air, 2002, ISBN 2-904521-46-1.
- (FR) Vital Ferry, Croix de Lorraine et Croix du Sud 1940-1942: Aviateurs belges et de la France libre en Afrique, Paris, Editions du Gerfaut, 2006, ISBN 2-914622-92-9.
- (FR) Mémorial des Compagnons 1940-1945: Compagnons morts entre le 18 juin 1940 et le 8 mai 1945, Imprimerie nationale, 1961, ISBN 2-221-09997-4.
- (FR) Jean-Christophe Notin, 1061 Compagnons: histoire des Compagnons de la Libération, Paris, Éditions Perrin, 2000, ISBN 2-262-01606-2.
- Periodici
- (FR) Georges-Didier Rohrbacher, Les French Flights des Escadrilles Françaises su seins de la RAF, in Aéro Journal, n. 33, Agén-Boe, Aéro Éditions, aôut-septembre 2003.
Collegamenti esterni
- (FR) Jacques Dodelier, su Ordre de la Liberation. URL consultato il 24 aprile 2025.
- (FR) Jacques Dodelier, su France Libre. URL consultato il 24 aprile 2025.
- (FR) Dodelier Jacques alias Boulat James, su Absa. URL consultato il 24 aprile 2025.
- (FR) Jacqued Dodelier, su Memoire des Hommes. URL consultato il 24 aprile 2025.