Jalantzia
| Jalantzia | |
|---|---|
![]() | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superasteridi |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi |
| (clade) | Campanulidi |
| Ordine | Asterales |
| Famiglia | Asteraceae |
| Sottofamiglia | Asteroideae |
| Tribù | Athroismeae |
| Sottotribù | Jalantziinae Bengston & Razafim., 2024 |
| Genere | Jalantzia D.J.N.Hind, 2024 |
| Classificazione Cronquist | |
| Specie | |
Jalantzia D.J.N.Hind, 2024 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee. È l'unico genere della sottotribù Jalantziinae Bengston & Razafim., 2024 (sottofamiglia Asteroideae, tribù Athroismeae).[1][2][3]
Etimologia
Il nome del genere onora Jean Auguste Lantz (1828–1893), il presunto raccoglitore della collezione tipo di Vernonia caudata.[3]
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico David John Nicholas Hind (1957-) nella pubblicazione "Botanical Magazine; or, Flower-Garden Displayed ... London" (Bot. Mag. 40(4): 410) del 2024.[4] Il nome scientifico della sottotribù è stato definito dai botanici Annika Bengtson e Sylvain G. Razafimandimbison nella pubblicazione "Willdenowia. Mitteilungen aus dem Botanischen Garten und Museum Berlin-Dahlem. Berlin-Dahlem", (Willdenowia 54(1): 111) del 2024.[5]
Descrizione
Portamento. Le specie di questo genere hanno un habitus di tipo arbustivo o arboreo. Le superfici sono ricoperte di setole pelose.[6][7][8][9][10]
Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o moderatamente ramosa. Altezza media: 1-8 metri.
Foglie. Le foglie in genere sono disposte in modo alternato con picciolo. La lamina è semplice con bordi interi, forme oblanceolate con base cuneata e apice arrotondato. La consistenza è coriacea. Le superfici sono glabre con venature pennate.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da diversi capolini raccolti in dense formazioni corimbose. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino terminale peduncolato di tipo discoide con fiori eterogami. I capolini sono formati da un involucro, con forme strettamente cilindriche, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio (qui mancanti) e fiori del disco. Le brattee, con forme da ovate a lineari-lanceolate, brevemente acute e a consistenza erbacea e lisce esternamente, sono disposte in modo più o meno embricato e fortemente scalato su 4 - 5 serie. Il ricettacolo in genere è nudo ossia senza pagliette a protezione della base dei fiori; la forma è piatta o da convessa a conica.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
- fiori del raggio (esterni): sono assenti;
- fiori del disco (centrali) da 1 a 4 per capolino: hanno forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi.
- */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[11]
- Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
- Corolla: la forma della corolla alla base è più o meno imbutiforme con 5 (raramente 4) lobi improvvisamente dilatati; i lobi, da patenti a riflessi, hanno una forma lineare-lanceolata. I colori della corolla sono bianco e sfumature.
- Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo; le teche (produttrici del polline) alla base sono caudate; le appendici apicali delle antere hanno delle forme piatte e lanceolate; il tessuto endoteciale (rivestimento interno dell'antera) è quasi sempre polarizzato (con due superfici distinte: una verso l'esterno e una verso l'interno). Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).[10][12]
- Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli.[6] Lo stilo (il recettore del polline), alla base con forme da bulbo, è profondamente bifido (con due stigmi divergenti) e con le linee stigmatiche marginali separate.[8] I due bracci dello stilo hanno una forma deltoide e possono essere papillosi o ricoperti da ciuffi di peli. Lo stilo dei fiori del raggio è supinato.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo; in alcune specie è presente un certo dimorfismo (gli acheni dei fiori del raggio differiscono dagli acheni dei fiori del disco);
- achenio: gli acheni, con forme cilindriche, possono essere lateralmente compressi con 10 nervature laterali; la superficie è glabra; la parete dell'achenio è formata da celle contenenti rafidi ma prive di fitomelanina; il carpoforo normalmente è anulare; le setole con punte a forma di ancora non sono presenti;
- pappo: il pappo, persistente, è formato da alcune serie di setole scabre, connate alla base in un anello. Le serie interne sono più lunghe, quelle esterne progressivamente più corte.
Biologia
Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).[7][8]
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Distribuzione e habitat
Le specie di questo genere sono endemiche del Madagascar.[2]
Tassonomia
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1720 generi.[13] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][9][10]
Filogenesi
Il gruppo di questa voce è descritto nella sottotribù Jalantziinae (tribù Athroismeae). La tribù Athroismeae, una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae, fa parte del supergruppo (o sottofamiglia) "Asteroideae grade"; l'altro è il supergruppo "Non-Asteroideae".[9] In base alle ultime ricerche nella tribù sono stati individuate 5 sottotribù. La sottotribù Jalantziinae si trova, da un punto di vista filogenetico ed evolutivo, in una posizione centrale della tribù, e insieme alla sottotribù Lowryanthinae forma un "gruppo fratello".[3]
In precedenti trattazioni Jalantzia era conosciuta come Vernoniopsis.[10] Secondo lo studio citato, Jalantzia è stata analizzata attraverso dati di sequenziamento del DNA del plastidio e si è rivelata "sorella" della sottotribù Lowryanthinae, il che ha portato alla sua ricollocazione nella tribù Athroismeae. Per accogliere questa nuova classificazione, è stata descritta una nuova sottotribù chiamata Jalantziinae. Questo suggerisce che Jalantzia non appartiene più alla tribù Astereae, ma si inserisce tra i membri della tribù Athroismeae.[3]
I caratteri distintivi del genere sono:[3]
- i capolini, in sinflorescenze sono densamente corimbose, sono discoidi e omogami con pochi fiori;
- la base dello stilo è a forma di bulbo;
- i pappi hanno delle setole scabre.
Specie
Questo genere comprende XX specie:[2]
- Jalantzia caudata (Drake) D.J.N.Hind
- Jalantzia lokohensis (Humbert) D.J.N.Hind
Sinonimi
Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:[2]
- Vernoniopsis Humbert
Note
- 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
- 1 2 3 4 (EN) Jalantzia, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens KEW. URL consultato il 18 giugno 2025.
- 1 2 3 4 5 Bengtson et al. 2025
- ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 18 giugno 2025.
- ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 18 giugno 2025.
- 1 2 Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1
- 1 2 Strasburger 2007, pag. 860
- 1 2 3 Judd 2007, pag. 517
- 1 2 3 Funk & Susanna 2009, pag. 681.
- 1 2 3 4 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 290.
- ↑ Judd 2007, pag. 520.
- ↑ (EN) eFloras, su Flora of North America. URL consultato il 15 febbraio 2012.
- ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 25 novembre 2025.
Bibliografia
- (EN) Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales, Berlin, Heidelberg, 2007.
- (EN) Vicki Ann Funk, Alfonso Susanna, Tod F. Stuessy e Randall J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae (PDF), Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, ISBN 978-3-9501754-3-1 (archiviato il 17 agosto 2025).
- Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Seconda edizione, Bologna, Edagricole, 2018.
- Alfonso Susanna et al., The classification of the Compositae: A tribute to Vicki Ann Funk (1947–2019), in Taxon, vol. 69, n. 4, 2020, pp. 807-814.
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
- (EN) Jennifer R. Mandel, Rebecca B. Dikow, Carolina M. Siniscalchi, Ramhari Thapa, Linda E. Watson e Vicki A. Funk, A fully resolved backbone phylogeny reveals numerous dispersals and explosive diversifications throughout the history of Asteraceae, in PNAS - Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 116, n. 28, 17 giugno 2019, pp. 14083-14088 (archiviato il 26 gennaio 2025).
- (EN) Caifei Zhang, Chien-Hsun Huang, Mian Liu, Yi Hu, Jose L. Panero, Federico Luebert, Tiangang Gao e Hong Ma, Phylotranscriptomic insights into Asteraceae diversity, polyploidy, and morphological innovation (abstract), in (JIPB), vol. 63, n. 7, 2021, pp. 1273-1293 (archiviato il 15 giugno 2025).
- (EN) Annika Bengtson & Sylvain G. Razafimandimbison, New subtribal and generic limits in the tribe Athroismeae (Asteraceae) and further disintegration of the subtribe Madagasterinae of the tribe Astereae, in Willdenowia, vol. 54, n. 1, 2025, pp. 103-116.
Voci correlate
Altri progetti
Wikispecies contiene informazioni su Vernoniopsis
Collegamenti esterni
- Jalantzia Royal Botanic Gardens KEW - Database
