Jan Marsalek
Jan Marsalek (nato Maršálek; Vienna, 15 marzo 1980) è un ex dirigente d'azienda austriaco, sospettato di essere una spia della Russia e direttore operativo dal 2010 al 2020 della società tedesca di elaborazione dei pagamenti Wirecard, diventata insolvente e crollata nel 2020. Marsalek era responsabile delle attività di Wirecard in Asia, dove la società ha ammesso che quasi 2 miliardi di euro di contanti che presumibilmente deteneva non esistevano. È latitante dal mese di giugno del 2020, subito dopo l'emersione del cosiddetto scandalo Wirecard[1].
Marsalek e il resto del team esecutivo dell'azienda sono stati licenziati il 18 giugno 2020, dopodiché lui è fuggito dalla Germania. Secondo quanto riferito, ora vive in Russia dopo che l'Interpol ha emesso un mandato di arresto per "avviso rosso" per il suo presunto ruolo nello scandalo Wirecard. Secondo gli investigatori, Marsalek era stato reclutato dall'intelligence russa almeno dal 2010.
Biografia
Jan Marsalek è cresciuto a Klosterneuburg, vicino a Vienna. Suo padre era l'amministratore delegato di un'azienda di lavorazione del legno nella Repubblica Ceca e quindi era spesso assente per lunghi periodi di tempo. Si dice che la madre di Marsalek fosse "praticamente un genitore single".[2] Il nonno di Marsalek, Hans Maršálek, era un membro della resistenza austriaca durante la seconda guerra mondiale[3] e in seguito fu sospettato di essere una spia dell'Unione Sovietica.[4]
Marsalek ha frequentato la scuola superiore in Austria ma ha abbandonato gli studi senza ottenere un diploma.[5] All'età di 19 anni, Jan Marsalek fondò una società di software per il commercio digitale.
Carriera a Wirecard

Marselek ha iniziato a lavorare per Wirecard nel 2000 ed è stato assunto per la sua conoscenza dei sistemi WAP (Wireless Application Protocol).[2] Il 1º febbraio 2010 è diventato direttore operativo dell'azienda ed è anche entrato a far parte del consiglio di amministrazione della società,[6] quotata in Borsa.[7]
Il suo stipendio ha raggiunto i 2,7 milioni di euro[8] e la sua fortuna è stata stimata in alcune centinaia di milioni di euro.[9] A differenza del CEO Markus Braun, Marsalek non possedeva quasi nessuna azione della società, solo nel febbraio 2019 ha acquistato azioni Wirecard per 110.000 euro.[8]
La sua ultima residenza conosciuta prima di diventare un fuggitivo era a Monaco.[10][11]
Lo scandalo Wirecard
Marsalek è considerato uno dei principali sospettati dalle autorità tedesche nello scandalo Wirecard, in cui l'azienda ha gonfiato il proprio bilancio, portando infine al collasso della società nel 2020.[12] Il Financial Times ha inoltre riferito come Marsalek fosse una persona di interesse per vari governi europei a causa di presunti legami con l'intelligence russa.[13] Indagini successive hanno dimostrato come Marsalek aveva recutato e coordinato 5 cittadini bulgari che lavoravano per il Cremlino.[14]
Marsalek e il resto del team esecutivo di Wirecard sono stati licenziati il 18 giugno 2020. Secondo Bellingcat, un sito web di giornalismo investigativo, Marsalek ha detto ai colleghi che sarebbe andato nelle Filippine per dimostrare la sua innocenza. Poco dopo venne denunciata la scomparsa.[15] Un'altra indagine di Bellingcat, insieme a Der Spiegel e The Insider, ha indicato che era volato a Minsk, in Bielorussia, poche ore dopo essere stato licenziato.[15] Il 19 luglio 2020, il quotidiano tedesco Handelsblatt ha riferito che Marsalek si trovava probabilmente in Russia, dove si credeva vivesse sotto la supervisione del GRU russo in una villa vicino a Mosca.[16] Secondo Die Welt, nel 2020 Marsalek si trovava in un centro di formazione russo dell'FSB a Balašicha, un sobborgo di Mosca.[6]
Su richiesta della Germania, l'Interpol ha emesso un "avviso rosso" per Marsalek nell'agosto 2020. L'avviso era una richiesta formale alle forze dell'ordine di tutto il mondo di localizzarlo e arrestarlo, in attesa di estradizione.[17][18]
Nel maggio 2021, il BND tedesco ha valutato che Marselek continuava a vivere vicino a Mosca. Il governo russo ha invece affermato di non essere a conoscenza di dove si trovasse.[6] Secondo il Dossier Center di Michail Chodorkovskij, Marsalek aveva ricevuto la cittadinanza russa e possedeva almeno due passaporti russi falsi. Stando a quanto riferito, viveva sotto la protezione dell'FSB al castello di Meyendorff.[19]
Vita in Russia
Nel maggio 2021, il servizio di intelligence tedesco BND ha valutato che Marsalek vivesse ancora nei pressi di Mosca. Il governo russo ha dichiarato di non essere a conoscenza della sua posizione.[20] Secondo il Dossier Center di Mikhail Khodorkovsky, Marsalek aveva ottenuto la cittadinanza russa e possedeva almeno due passaporti russi falsi nel 2021. Si sarebbe stabilito sotto la protezione dell’FSB al castello di Meyendorff.[21]
Nel settembre 2025, grazie alla collaborazione tra Der Spiegel (Germania), ZDF (Germania), Der Standard (Austria), PBS Frontline (Stati Uniti) e The Insider (Lettonia), sono state ottenute informazioni dettagliate sulla vita e sulle attività di Marsalek in Russia.[22]
Marsalek era regolarmente accompagnato dall’interprete Tatiana Spiridonova (nata nel 1984), dalla quale ha imparato il russo. Secondo alcuni rapporti, sarebbe una persona a lui vicina con legami con istituzioni statali di Mosca. Si occupava anche di servizi di corriere: nel giugno 2022 ha trasportato a Mosca, passando per Istanbul, smartphone acquistati a Vienna. I registri delle chat documentano la consegna a Spiridonova e il suo rapido viaggio di ritorno.[23]
Il 13 dicembre 2022, Spiridonova ha inoltre ritirato a Istanbul un laptop con crittografia conforme agli standard NATO (“SINA”) e lo ha portato a Mosca la stessa notte. In una chat, Marsalek ha scritto che il dispositivo era “in un’auto diretta alla Lubjanka”. L’episodio è coerente con precedenti segnalazioni secondo cui Marsalek avrebbe fornito alla Russia hardware informatico sensibile.
Sono documentati anche i suoi spostamenti verso la sede del servizio di sicurezza interno russo FSB a Mosca. Secondo le indagini, Marsalek avrebbe utilizzato varie false identità e, dal 2025, un vero passaporto russo. Il rapporto indica che Marsalek sarebbe nato il 22 febbraio 1978 a Riga, allora parte dell’Unione Sovietica; il suo nuovo alias sarebbe Alexander Mikhailovich Nelidov.
Analisi dei dati documentano inoltre viaggi di Marsalek nella zona di guerra dell’Ucraina orientale e a Mariupol, sotto occupazione russa. Secondo informatori a Mosca, avrebbe partecipato a operazioni dietro le linee del fronte. I timbri sul passaporto e i dati di viaggio mostrano che ha visitato più volte la Crimea occupata dai russi.[22]
La rete di spie bulgare (2020–2023)
Nel settembre 2023 La Stampa rivelò che Marsalek era il coordinatore di una rete composta da sei cittadini bulgari residenti nel Regno Unito, che tra il 2020 e il 2023 aveva condotto operazioni di sorveglianza su giornalisti investigativi, diplomatici, militari ucraini e oppositori del Cremlino in Gran Bretagna, Germania, Austria, Spagna e Montenegro.[24] La cellula era guidata da Orlin Roussev, 47 anni, un ex dipendente dell'amministrazione comunale, che rispondeva direttamente a Marsalek: sul telefono di Roussev, confiscato dalla polizia, furono rinvenuti oltre 100.000 messaggi di chat che documentavano i rapporti tra i due.[25]
Nel marzo 2025 tre componenti della rete — Katrin Ivanova, Vanya Gaberova e Tihomir Ivanchev — furono dichiarati colpevoli di spionaggio per la Russia dall'Alta Corte di Londra; altri tre membri, tra cui Roussev e Biser Dzhambazov, avevano già in precedenza patteggiato o confessato.[26] Nel maggio 2025 i sei furono condannati a pene comprese tra sei e dieci anni e otto mesi di reclusione: Roussev ricevette la pena più alta, dieci anni e otto mesi.[27] Durante il processo fu accertato che la rete aveva discusso anche di rapimenti e assassinii di oppositori russi all'estero.[28] Il comandante Dominic Murphy, capo dell'antiterrorismo della polizia metropolitana di Londra, definì l'operazione "spionaggio su scala industriale per conto della Russia".[29]
Procedimenti giudiziari
Wirecard gestiva tramite società partner con sede a Singapore una parte significativa delle operazioni asiatiche che si sono poi rivelate fraudolente. Diversi soggetti coinvolti in tali operazioni sono stati perseguiti dalla magistratura singaporiana.
Nel giugno 2023 James Wardhana, cittadino indonesiano ed ex manager dei processi finanziari internazionali di Wirecard Asia, fu condannato a 21 mesi di carcere.[30]
Il 22 settembre 2025, al termine di un processo durato due anni, il Tribunale distrettuale di Singapore dichiarò colpevoli R. Shanmugaratnam (detto Rajaratnam), 59 anni, cittadino singaporiano, e James Henry O'Sullivan, 51 anni, cittadino britannico, per falsificazione di conti in relazione allo scandalo Wirecard.[31] Il tribunale accertò che Rajaratnam aveva ricevuto istruzioni e bozze di testo direttamente da Marsalek per creare accordi fittizi di deposito a garanzia, inducendo il revisore EY a credere che Wirecard detenesse centinaia di milioni di euro in conti bancari asiatici.[31] Il 6 gennaio 2026 i due furono condannati rispettivamente a 10 anni e a 6 anni e mezzo di reclusione — le pene più severe finora irrogate nell'ambito dello scandalo Wirecard.[32] Entrambi hanno annunciato ricorso.[31]
Note
- ↑ Scandalo Wirecard, gli 007 tedeschi rifiutano l'incontro a Mosca con il latitante Marsalek, in la Repubblica, 14 aprile 2022. URL consultato il 23 luglio 2023.
- 1 2 (DE) Tim Bartz, Sven Becker, Rafael Buschmann e al., Auf der Jagd nach Dr. No, in Der Spiegel, n. 30, 2020.
- ↑ (DE) Bettina Weiguny e Georg Meck, Wirecard. Das Psychogramm eines Jahrhundertskandals, München, Goldmann Verlag, 2021, p. 50, ISBN 978-3-442-31631-1.
- ↑ (EN) Wirecard fraudster Jan Marsalek's grandfather was suspected Russian spy, in Financial Times, 20 marzo 2023. URL consultato il 20 marzo 2023.
- ↑ (DE) Martina Bachler, Jan Maršálek - Der meistgesuchte Österreicher der Welt, su trend.at, 17 luglio 2020 (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2023).
- 1 2 3 (EN) Ex-Wirecard Exec Still in Moscow After Year On the Run – Reports, in The Moscow Times, 15 giugno 2021. URL consultato il 26 febbraio 2023.
- ↑ (DE) Jan Marsalek Net Worth, in Wallmine. URL consultato il 21 luglio 2020.
- 1 2 (DE) Bernhard Ecker e Martina Bachler, Jan Maršálek – Der meistgesuchte Österreicher der Welt, in Trend (Zeitschrift), n. 29, 17 luglio 2020. URL consultato il 26 luglio 2020.
- ↑ (DE) Jan Marsalek: Partys und Betrug – das skurrile Leben des Wirecard-Ex-Vorstands, in Focus Online, 6 luglio 2020. URL consultato il 6 luglio 2020.
- ↑ (DE) Bettina Weiguny, Wirecard-Skandal: Polizei räumt Villa von Jan Marsalek, in FAZ.NET. URL consultato il 26 febbraio 2023.
- ↑ (EN) Jörg Diehl, Roman Dobrokhotov e Christo Grozev, Jan Marsalek an Agent for Russia? The Double Life of the former Wirecard Executive, in Der Spiegel, 5 marzo 2024. URL consultato l'8 aprile 2024.
- ↑ Scandalo Wirecard, l’uomo chiave dietro alla truffa è scomparso, su Money.it, 10 novembre 2020. URL consultato il 24 luglio 2023.
- ↑ (EN) From payments to armaments: the double life of Wirecard’s Jan Marsalek, in Financial Times, 10 luglio 2020. URL consultato il 26 febbraio 2023.
- ↑ Era Jan Marsalek, il direttore del crac Wirecard, a gestire una rete di spie bulgare per la Russia, che avevano penetrato Londra, Europa e Italia, in La Stampa, 26 settembre 2023. URL consultato l'8 aprile 2024.
- 1 2 (EN) Christo Grozev, World's Most Wanted Man Jan Marsalek Located in Belarus; Data Points to Russian Intel Links, su bellingcat, 18 luglio 2020. URL consultato il 26 febbraio 2023.
- ↑ (DE) Ex-Wirecard-Manager auf der Flucht: Marsalek soll sich nahe Moskau aufhalten, in Der Tagesspiegel Online. URL consultato il 26 febbraio 2023.
- ↑ (EN) Wirecard’s Jan Marsalek Added to Interpol’s Most Wanted List, in BNN Bloomberg, 13 agosto 2020. URL consultato il 26 febbraio 2023.
- ↑ La polizia tedesca non riesce a trovare quest'uomo, su Il Post, 14 agosto 2020. URL consultato il 23 luglio 2023.
- ↑ (EN) Fugitive Ex-Wirecard Exec Obtains Russian Passport – Reports, in Moscow Times, 26 luglio 2022. URL consultato il 17 agosto 2023.
- ↑ Ex-Wirecard Exec Still in Moscow After Year On the Run – Reports, su themoscowtimes.com.
- ↑ Fugitive Ex-Wirecard Exec Obtains Russian Passport – Reports, su themoscowtimes.com.
- 1 2 ZDF-"frontal": Exklusive Daten zum geheimen Leben des Jan Marsalek, su presseportal.zdf.de.
- ↑ Rechercheteam findet Jan Marsalek in Moskau: Hunderte Handy-Ortungen nahe FSB-Zentrale, su berliner-zeitung.de.
- ↑ Era Jan Marsalek a gestire una rete di spie bulgare per la Russia, su lastampa.it, La Stampa, 26 settembre 2023. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ Our Jan in Moscow: The secret Russian life of Europe's most notorious fugitive-turned-spy, su theins.ru, The Insider, settembre 2025. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ Cellula di spie bulgare del Cremlino scoperta a Londra, su ilfattoquotidiano.it, Il Fatto Quotidiano, 8 marzo 2025. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ Nel Regno Unito sei persone bulgare sono state condannate per aver spiato per conto della Russia, su ilpost.it, Il Post, 12 maggio 2025. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ Spie bulgare al soldo della Russia condannate in Gran Bretagna, su ilmessaggero.it, Il Messaggero, 7 marzo 2025. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ Londra, condannati due bulgari: spiavano per la Russia, su it.euronews.com, Euronews Italia, 13 maggio 2025. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ Two Individuals Convicted And Sentenced For Falsification Of Accounts In Relation To Wirecard, su police.gov.sg, Singapore Police Force, 8 gennaio 2026. URL consultato il 17 maggio 2026.
- 1 2 3 Two Individuals Convicted And Sentenced For Falsification Of Accounts In Relation To Wirecard, su police.gov.sg, Singapore Police Force, 8 gennaio 2026. URL consultato il 17 maggio 2026.
- ↑ Singapore Hands Down Record Sentences in Wirecard Fraud Trial, su europeanbusinessmagazine.com, European Business Magazine, gennaio 2026. URL consultato il 17 maggio 2026.
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