Jane Dieulafoy

Jane Dieulafoy, circa 1895

Jane Dieulafoy (Tolosa, 29 giugno 1851 – Pompertuzat, 25 maggio 1916) è stata un'archeologa, esploratrice, scrittrice, femminista e giornalista francese.

Poliedrica negli interessi, tra i quali annoverava anche quelli di sceneggiatrice teatrale e di fotografa amatoriale, fu moglie di Marcel-Auguste Dieulafoy, anch'egli archeologo, che affiancò negli scavi dell'antica città persiana di Susa e con il quale condivise varie scoperte alcune delle quali sono esposte al Museo del Louvre.[1][2]

Biografia

Nascita e gioventù

Nata Jeanne Henriette Magre, cresce in una famiglia borghese di ricchi commercianti che abitava in rue Joutx-Aigues (oggi n. 3) a Tolosa. Ancora giovanissima, nel 1862, all'età di 12 anni, si trasferisce a Parigi, per continuare gli studi presso il convento dell'Assomption d'Auteuil di Parigi, dove ricevette un'istruzione classica e dimostrò attitudine per il disegno e la pittura. Nel 1869 lascia il convento e conosce Marcel Dieulafoy, allora venticinquenne, con il quale trova subito un'affinità decidendo di convolare a nozze un anno più tardi, l'11 maggio 1870[3].

Carriera militare

Tenuta di un franco tiratore di Hochfelden, 1870-71.

Jane Dieulafoy dimostra il suo carattere indomito e poco attento alle convenzioni; non esita a indossare l'uniforme da franco tiratore dell'Armée de terre[4] per accompagnare il marito che partecipa alla guerra franco-prussiana, come testimonia il comandante Vergne nel 1921: «Questa donna straordinaria ha fatto coraggiosamente ciò che poche donne hanno fatto. A 18 anni, appena sposata, ha voluto seguire suo marito, condividere i pericoli e tutte le fatiche quando era necessario, dormendo nella neve, rimanendo a cavallo notte e giorno. È così che l'ho conosciuta al campo di Nevers, dove suo marito comandava le truppe del genio»[5]

L'abbigliamento maschile le sarà utile anche per i suoi viaggi in Oriente. Non solo gli abiti da uomo le erano più comodi di quelli da donna, ma le permetteranno anche di passare inosservata nei paesi islamici, la cui arte e cultura appassionano Jane e suo marito.[6]

Carriera archeologica

Fra il 1881 e il 1882 Marcel parte per la Persia, senza una lettera di missione e a proprie spese, alla ricerca delle origini dell'architettura occidentale. Jane e Marcel Dieulafoy si imbarcano poi a Marsiglia per Costantinopoli. Quindi, attraversano il Mar Nero su una nave russa fino al porto georgiano di Poti, a quel tempo Vicereame del Caucaso, parte dell'Impero russo. Percorrono poi l'intero tragitto a cavallo. Da Tbilisi, percorrono le strade della Persia per quattordici mesi, elencando e fotografando tutte le infrastrutture che secondo loro meritavano attenzione, monumenti, moschee, ponti e non solo.

Parlando persiano, Jane teneva un diario in cui registrava le scoperte archeologiche della coppia, ma conteneva anche osservazioni sull'ambiente e la società persiana. Queste osservazioni furono inizialmente pubblicate a puntate sulla rivista Le Tour du monde dal 1883 al 1886. Una monografia sarà pubblicata con il titolo La Perse, la Chaldée, la Susiane nel 1887 edita da Hachette.

Nel suo libro Une amazone en Orient[7], Jane riporta gli incontri ufficiali che la coppia ebbe con i vari rappresentanti dell'autorità e, grazie alla sua abitudine di vestirsi da uomo, riesce anche a integrare i caravanserragli per descrivere ciò che vi osserva. Mescola descrizione, aneddoti e richiami storici.

Il fregio degli arcieri esposto al Museo del Louvre.

Nel 1884 la coppia partì per la Persia per scavare nell'antica città di Susa. Fu allora che scoprirono il fregio dei Leoni, in mattone smaltato policromo, dal Palazzo Apadana, principale residenza invernale di Dario I di Persia e, in seguito, della dinastia achemenide, la balaustra della scala dal palazzo di Artaserse III e il fregio degli arcieri. Le loro scoperte furono riportate in Francia per essere esposte al Museo del Louvre, dove il 20 ottobre 1886, furono inaugurate le due sale Dieulafoy.[8] Nel 1888 pubblicò il suo diario À Suse, journal des fouilles, 1884-1886, in cui raccontava le sue scoperte.

I Dieulafoy, nonostante il loro successo e la loro fama, non riuscirono a ottenere nuovi incarichi. Per sostituirli fu scelto Jacques de Morgan, un archeologo tempestoso che accusò i Dieulafoy di fare spettacolo piuttosto che scavi scientifici. Tuttavia fu lui a danneggiare il sito, utilizzando pietre estratte dai resti di Susa per costruire un grande edificio, il Castello di Susa, che avrebbe dovuto ospitare i risultati degli scavi e le squadre di archeologi.[9]

Dopo essere stati costretti a rinunciare alla Persia con il cuore pesante, per le loro nuove campagne di scavo si rivolgono ai paesi più vicini: tra il 1888 e il 1914 esplorano la Spagna, anno in cui Marcel Dieulafoy fu richiamato in servizio con l'Armée de Terre e, in qualità di colonnello del genio, mobilitato a Rabat, in quel che era stato da poco istituito Protettorato francese del Marocco, dove Jane lo accompagnò.

Monumento ai caduti nel comune di Pompertuzat.

Jane Dieulafoy diresse quindi i lavori di sgombero della Torre di Hassan e progettò di esplorare la città romana di Volubilis. La sua salute peggiorò a seguito di una malattia contratta mentre prestava servizio in ambulanza a Rabat, al seguito della quale fu costretta a tornare in Francia, dove morì il 17 aprile 1945, nella tenuta di famiglia di Langlade. Un monumento ai caduti in suo onore si trova nel comune di Pompertuzat, dove suo marito Marcel fu sindaco fino alla sua morte.

Carriera letteraria

Nel 1890 pubblicò il suo primo romanzo, Parysatis, edito da Alphonse Lemerre, dedicato a Parisatide, regina consorte di Dario II di Persia, insignita del premio Jules Favre dall'Académie française nel 1891. Camille Saint-Saëns compose un'opera sul libretto tratto dal romanzo, che fu rappresentata per la prima volta al teatro dell'Arena di Béziers, il 2 agosto 1902.

Pubblicò anche diversi romanzi e racconti. Dopo l'insuccesso del suo ultimo, Déchéance del 1897, decise di tornare esclusivamente alla letteratura di viaggio e agli studi storici.

Contribuì anche alla creazione del premio della rivista La Vie heureuse nel 1904, di cui fu la prima presidente per due volte nel 1905 e nel 1911, e che sarebbe diventato il Prix Femina.

Impegno politico

Grazie alle esperienze condivise con il marito con l'avvicinarsi della guerra, si batté per l'integrazione delle donne nell'esercito.

Opere

Opere a tema archeologia e sociologia

Opere letterarie

  • (FR) Parysatis, Paris, Lemerre, 1890.
  • (FR) Volontaire 1792-1793, Paris, Colin, 1892.
  • (FR) Rose d'Hatra et l'Oracle, Paris, Colin, 1893.
  • (FR) Frère Pélage, Paris, Lemerre, 1984.
  • (FR) Déchéance, Paris, Lemerre, 1897.
  • (FR) Aragon et Valence, Parysatis: drame lyrique en 3 actes et 1 prologue, Béziers, Théâtre des Arènes, 1902.
  • (FR) Castille et Andalousie, Paris, Hachette, 1908.
  • (FR) L'Œuvre littéraire de Madame Barratin, Paris, Lemerre, 1912.
  • (FR) Isabelle la Grande, Paris, Hachette, 1920.
  • (FR) Luis de León, L'Épouse parfaite, traduzione di Jane Dieulafoy, Paris, Bloud, 1906. - prix Langlois dell'Académie française nel 1907.

Note

  1. ↑ Perrot e Chipiez 1892.
  2. ↑ Álvarez-Mon, Basello, Wicks 2018, p.106-112.
  3. ↑ (FR) Acte de mariage datant du 11 mai 1870, su basededonnees.archives.toulouse.fr. URL consultato il 13 settembre 2025.
  4. ↑ (FR) Ministère des Armées, *Femmes combattantes : Livret biographique*, mars 2024, Direction de la mémoire, de la culture et des archives (DMCA) (PDF), su cheminsdememoire.gouv.fr. URL consultato il 13 settembre 2025.
  5. ↑ Marty 2020.
  6. ↑ (FR) Les chercheuses de nuages, Centre Presse Aveyron, 27 ottobre 2013, p. 4.
  7. ↑ (FR) Jane Dieulafoy, Une amazone en Orient: du Caucase à Persépolis, 1881-1882, Paris, Phébus, 2010, pp. 400, ISBN 978-2-7529-0448-5.
  8. ↑ (FR) Figures du Louvre : Jane et Marcel Dieulafoy. Documentaire sonore, su louvre.fr. URL consultato il 14 settembre 2025.
  9. ↑ Marty 2020, p. 189.

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 88812847 · ISNI (EN) 0000 0001 2102 9345 · SBN LO1V145628 · LCCN (EN) n91048382 · GND (DE) 119025493 · BNF (FR) cb121352407 (data) · J9U (EN, HE) 987007260563505171