Janet Parker
Janet Parker (Birmingham, marzo 1938 – Catherine-de-Barnes, 11 settembre 1978) è stata una fotografa britannica, considerata l'ultima vittima nota del vaiolo[1].
Le notizie attorno a questa persona sono abbastanza scarse, anche quelle in merito alla sua attività professionale, probabilmente perché sono state offuscate dagli eventi relativi alla sua morte eccezionale, essendo, appunto, l'ultima vittima accertata del vaiolo.
Biografia
Figlia unica di Frederick Witcomb (1907-1978), che lavorava per una piccola azienda a conduzione familiare nel quartiere dei gioielli di Birmingham[2], e di Hilda Linscott[3]. Janet sposò Joseph Parker, un ingegnere delle telecomunicazioni delle Poste[2][4], viveva a Birmingham, vicino alla casa dei genitori[2]. Lavorò come fotografa della polizia della città per molti anni in cui il suo compito era quello di riprendere le scene del crimine, i cadaveri e i vari dettagli utili per le indagini[1], venendo chiamata anche di notte per brutali omicidi, muri macchiati di sangue[2].
A causa degli orari irregolari, nel 1975 iniziò a prendere servizio presso la Facoltà di Medicina dell'Università di Birmingham in cui si conducevano esperimenti sul virus del vaiolo. In particolare la camera oscura del dipartimento si trovava esattamente sopra il laboratorio di microbiologia nel quale ormai da anni il virologo, professor Henry Bedson, lavorava a tali ricerche[1][5]. Parker eseguiva microfotografie di vetrini da microscopio, oltre a fotografie che avevano scopo medico illustrativo. Talvolta, raramente, fotografava anche le scimmie del Dipartimento di Anatomia. Nonostante il suo lavoro si svolgesse nei pressi del laboratorio di Bedson non ci sono prove certe che la donna vi sia mai entrata[6]. Secondo una collega con cui abitualmente pranzava assieme, Glenda Miller, interpellata, Janet studiava per conseguire una laurea presso la Open University[2].
Il contesto dell'infezione
Dalle indagini condotte a posteriori risultò che l'OMS (Organizzazione mondiale della sanità), avesse chiesto al prof. Bedson di distruggere i vaccini in suo possesso entro la scadenza prestabilita, in quanto quel laboratorio non sembrava sufficientemente sicuro, dopo la visita degli stessi ispettori, anche se non avevano l'autorità per ordinarne la chiusura. Bedson decise di proseguire comunque la sperimentazione. Si scoprì in seguito che i virus del vaiolo dal laboratorio presumibilmente assunsero la forma di aerosol, viaggiando nei condotti dell'aria fino alla camera oscura posta al piano superiore[6].
Si venne a sapere che il 26 maggio Bedson incontrò a Londra il virologo Keith Dumbell, esperto di vaiolo presso l'Ospedale di Saint Mary e che questi gli consegnò alcune fiale del virus. Tra queste fiale c'era anche un ceppo particolarmente violento, isolato nel 1970 da due pazienti pakistani: un bambino di tre anni di nome Abid e un ragazzo di 18 anni di nome Taj. Bedson portò le fiale a Birmingham, iniziando a fare ricerche sul ceppo di Abid a partire dalla metà del mese di luglio[2].
La morte della Parker
Janet si ammalò l'11 agosto 1978, sembrava un banale raffreddore, cui seguì una influenza. Ciò pareva strano, in piena estate. Con la comparsa di macchie, alcuni medici parlarono di varicella. Una settimana dopo, il 20 agosto, venne trasferita dall'ospedale di Birmingham a quello di Catherine-de-Barnes e vennero messi in isolamento anche il padre, la madre ed il marito. Il giorno seguente Bedson sospese tutte le ricerche intorno al vaiolo[4].
Il fatto fu che Bedson conosceva molto bene quali fossero i limiti del suo laboratorio, il quale non era dotato delle misure di sicurezza necessarie, dove egli stava manipolando virus altamente pericolosi. Lui, gli altri medici e i collaboratori erano protetti dal vaccino che veniva ripetuto ogni due anni[1]. Il laboratorio infatti era inadeguato ai requisiti di sicurezza: senza docce separate, senza indumenti speciali per prevenire la contaminazione, senza sistemi di aerazione speciale e senza sistemi di decontaminazione[7]. Nonostante le disposizioni che lo imponevano per tutti coloro che operavano all'interno dell'ospedale ed anche nelle strutture adiacenti, Janet Parker restò esclusa da tale disposizione, il cui ultimo richiamo vaccinale risaliva al 1966[1].
Resosi conto della situazione e soprattutto di ciò che potenzialmente potesse aver provocato la sua negligenza, il 1º settembre 1978 il dr. Bedson venne trovato nel capanno del suo giardino con la gola tagliata con un biglietto nel quale scrisse: "Mi dispiace di aver smarrito la fiducia che tanti miei amici e colleghi avevano riposto in me e nel mio lavoro. Mi rendo conto che questo atto è l’ultima cosa sensata che potessi fare per poter permettere loro di ottenere un po' di pace". Morirà sei giorni dopo[7][4].
Il giorno prima, il 5 settembre, per infarto era morto il padre di Janet che pare non fosse infettato, anche se per paura del virus non fu eseguita alcuna autopsia. Negli stessi giorni venne rilasciato il marito dopo accurate analisi. Anche la madre fu colpita dal virus del vaiolo, sebbene in maniera lieve, riuscendo a sopravvivere. L'11 settembre Janet morì[4]alle 3:50 del mattino, l'ultima persona al mondo a morire di vaiolo[2]. Il suo corpo, trasportato con una scorta della polizia dall'ospedale degli infetti nel luogo ove avvenivano le cremazioni, fu bruciato. L'inchiesta successivamente stabilì che Parker fu infettata dal ceppo del virus del vaiolo chiamato Abid[1][2].
Con una risoluzione l'Assemblea mondiale della sanità dell'Organizzazione Mondiale della Sanità l'otto maggio 1980 ha dichiarato che il vaiolo è stato definitivamente debellato e distrutto[8].
Note
- 1 2 3 4 5 6 Piera Serusi, Janet Parker, l'ultima vittima del vaiolo, in L'Unione Sarda, 9 maggio 2020. URL consultato il 4 dicembre 2025.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Sally Williams, ‘It was a total invasion’: the virus that came back from the dead, in The Guardian, 21 novembre 2020. URL consultato il 5 dicembre 2025.
- ↑ Frederick Witcomb, in My Heritage. URL consultato il 4 dicembre 2025.
- 1 2 3 4 (EN) Campbell Docherty, Caroline Foulkes, Toxic SHOCK; Twenty five years ago a disease that many thought was dead and gone reared its head in Birmingham: smallpox. Campbell Docherty and Caroline Foulkes look back at the 1978 outbreak and ask if it could ever happen again, in MGN Ltd., 2003. URL consultato il 4 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Ian Glynn, The life and death of smallpox, in Cambridge Univ. Press, 2004, p. 227. URL consultato il 4 dicembre 2025.
- 1 2 (EN) David Ennals, Report of the Investigation into the cause of the 1978 Birmingham smallpox occurrence (PDF), in Her Majesty's Stationery Office Londra, 22 luglio 1980, p. 2. URL consultato il 4 dicembre 2025.
- 1 2 Matteo Rubboli, La drammatica storia di Janet Parker: l'ultimo essere umano a morire di Vaiolo, in Vanilla Magazine, 8 febbraio 2020. URL consultato il 4 dicembre 2025.
- ↑ MORIVA 40 ANNI FA L’ULTIMA PAZIENTE AFFETTA DA VAIOLO: LA DRAMMATICA STORIA DI JANET PARKER, in Storia della Medicina, 3 settembre 2018. URL consultato il 4 dicembre 2025.
Voci correlate
Bibliografia
- Mark Pallen, The Last Days of Smallpox: Tragedy in Birmingham, Kindle Edition, 2018
Collegamenti esterni
- Per conoscere l'intera vicenda di Janet Parker, su theguardian.com.
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