Javier de Frutos

Javier de Frutos nel 2015

Javier de Frutos (Caracas, 15 maggio 1976) è un coreografo ed ex ballerino venezuelano con cittadinanza spagnola.

Biografia

Nacque a Caracas nel 1983, da padre spagnolo e madre venezuelana. Si avvicinò alla danza dopo aver visto una rappresentazione di Settimo cielo a New York per la regia di Tommy Tune. Studiò quindi danza al Danza-Teatro de Abelardo Gameche e, successivamente, si perfezionò alla London School of Contemporary Dance e poi allo Studio di Merce Cunningham con Sara Rudner.[1]

Dal 1989 al 1992 danzò con i Laura Dean Dancers di New York e con loro, nel 1990, curò la sua prima coreografia, una nuova versione de La morte del cigno. Nel 1994 si trasferì a Londra e fondò una propria compagnia. Nel 1996 vinse il Prix d'Auteur per il suo balletto E Muoio Disperato. Dopo aver dato il suo addio alle scene a trentanove anni, si dedicò esclusivamente alla coreografia. Nel 2003 creò Elsa canasa per il Ballet Rambert,[2] che gli valse una candidatura al Premio Laurence Olivier per l'eccellenza nella danza e la vittoria del Critics' Cricle National Dance Award.

Nel 2007 i suoi pezzi Los Picadores e Paseillo furono presentati alla Biennale di Venezia. Nel 2006 curò le coreografie di un nuovo allestimento di Cabaret al Savoy Theatre,[3] che gli valse la vittoria del Premio Laurence Olivier. Nel 2011 vinse l'Evening Standard Theatre Award per The Most Incredible Thing, presentato al Teatro Sadler's Wells in collaborazione con i Pet Shop Boys.[4] Negli anni seguenti lavorò come coreografo di altri musical a Londra, come From Here to Eternity (2013). Nel 2023 tornò alla Biennale di Venezia con 98 Días, dedicato ai novantotto giorni trascorsi da Federico García Lorca a Cuba.[5]

Note

  1. ↑ (EN) Laura Barnett, Portrait of the artist: Javier de Frutos, choreographer, in The Guardian, 28 giugno 2010. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  2. ↑ (EN) Judith Mackrell, Rambert, in The Guardian, 27 novembre 2003. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  3. ↑ (EN) David Benedict, Cabaret, su Variety, 15 ottobre 2006. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  4. ↑ (EN) Judith Mackrell, De Frutos and Pet Shop Boys reach for the moon, in The Guardian, 9 marzo 2011. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  5. ↑ Biennale Danza 2023 | Acosta Danza - Ajiaco, su La Biennale di Venezia, 11 aprile 2023. URL consultato il 31 dicembre 2025.

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