Jean-Jacques Henner

Jean-Jacques Henner (Bernwiller, 5 marzo 1829 – Parigi, 23 luglio 1905) è stato un pittore francese.
Biografia
Primi anni
Figlio di contadini alsaziani (originari del Sundgau),[1] Georges Guillaume Polycarpe Henner e Madeleine Wadel[2], si rifugiò a Parigi nel 1846 per sfuggire alla grave crisi alimentare che colpì l'Alsazia in quegli anni. Entrato all'École des Beaux-Arts nel 1848, frequentò l'atelier di Michel Martin Drolling,[3] e dopo la morte di quest'ultimo frequentò lo studio di François-Édouard Picot, nel 1851.
In questo periodo fece molte copie dei capolavori tizianeschi, raffaelleschi o pussiniani esposti al museo del Louvre. Ingres, Pierre-Paul Prud'hon e Corot erano alcuni dei pittori ottocenteschi che ammirava.[4]
Nel 1858, dopo due tentativi falliti, ottenne il Premio di Roma (Prix de Rome) grazie alla sua tela Adamo ed Eva che scoprono il corpo di Abele[5] e per cinque anni (dal 1859 al 1864) studiò pittura a Villa Medici, a Roma, apprendendo di Raffaello, Melozzo, Michelangelo, Tiziano, Correggio e altri.[6]
Viaggio in Italia
Dopo aver vinto il premio di Roma, Henner partì per la villa Medici nel 1858. Su consiglio di Jean-Victor Schnetz, che era il direttore dell'accademia di Francia a Roma, Henner visitò l'Italia: Roma, Firenze, Venezia, Napoli e altri luoghi. Attirato dal Caravaggio e da Raffaello a Roma, in seguito cominciò a interessarsi al Correggio e a Tiziano dopo aver percorso la parte settentrionale del paese dal giugno all'ottobre del 1860.[7]
Il viaggio in Italia (o Grand Tour) fu molto importante per le sue opere successive, dato che la sua tavolozza divenne più chiara, il suo tratto divenne più fluido e abbandonò la rigidità dei primi tempi. A Roma Henner strinse molti rapporti utili per la sua carriera successiva. Nel 1870 avrebbe creato i Caldarrosti, un gruppo di ex studenti di Roma che si riunivano spesso a Parigi presso Louis Hector Leroux ed Ernest Hébert.
Henner sarebbe tornato in Italia due volte, nel 1888 e nel 1891.[4]
Successo al Salone

Tornato in Francia nel 1864, si stabilì definitivamente a Parigi e nel 1867 si trasferì in uno studio a piazza Pigalle, dove lavorò assieme a Pierre Puvis de Chavannes, stabilitosi nello stesso posto. Quindi egli iniziò con successo la sua carriera al Salone, e gli furono commissionati ritratti e opere che sarebbero state acquistate dallo stato.[8] Al Salone del 1865 Henner venne premiato per l'ultima opera che aveva inviato da Roma, La casta Susanna.[8]
Divenne noto grazie al suo quadro patriottico L'Alsazia. Lei attende, dipinto nel 1871, dopo la sconfitta francese nella guerra franco-prussiana.[9] Ne furono tratte molte incisioni, che impressionarono il pubblico:
Espose con regolarità al Salone degli artisti francesi fino al 1903, due anni prima della morte. A partire dal 1876, i suoi quadri furono apprezzati anche nelle esposizioni del Circolo artistico e letterario della rue Saint-Arnaud, e in seguito della rue Volney a Parigi, dove espose delle opere assieme ad altri artisti ben noti prima dell'apertura del Salone.
Autore di numerose opere, apprezzatissimo ritrattista,[10] rimase sempre appartato dall'evoluzione della pittura nel corso degli anni, rimanendo fedele alla sua concezione accademica dell'arte. Nel 1889 fu eletto membro dell'Académie des beaux-arts.
Morte
Riconosciuto dal mondo dell'arte e dalla società di allora, Henner morì a Parigi il 23 luglio del 1905[6] nella sua abitazione, al n. 41 della rue La Bruyère, dove è ricordato da una targa commemorativa. Venne sepolto il 25 luglio del 1905 al cimitero di Montmartre, nella quinta divisione.
A Parigi, il suo atelier è stato ricostruito nel Museo Jean-Jacques Henner, dedicato alla sua opera e a quella di Édouard Louis Dubufe (1853-1909). Il pittore Many Benner, suo allievo, è stato il primo conservatore.
Un suo ritratto è stato dipinto da Jean Benner, pittore alsaziano, che era un suo amico.
Alcune opere
- Adamo ed Eva che scoprono il corpo di Abele, 1858. (Museo Jean-Jacques Henner)
- Paul Henner à la médaille, 1865. (Museo Jean-Jacques Henner)
- La casta Susanna, 1865. (Museo d'Orsay)
- La Biblis changée en Source, 1867. (Museo di belle arti di Digione)
- La Femme au parapluie, 1874. (Museo Jean-Jacques Henner)
- Naïade, 1875.
- Le Naiadi, 1877.
- La Femme à la fontaine, 1880. (Museo Jean-Jacques Henner)
- Une baigneuse, 1881. (Museo Jean-Jacques Henner)
- Bara, 1882. (Petit Palais)
- La liseuse, 1883. (Museo del Louvre)
- Portrait de Madame Kessler, 1886. (Museo Jean-Jacques Henner)
- Erodiade, 1887.
- San Sebastiano, 1888. (Museo Jean-Jacques Henner)
- Fabiola, seconda metà del XIX secolo (Museo Jean-Jacques Henner)
- Madeleine pleurant, (Museo Jean-Jacques Henner)
- Rêverie, 1904-1905. (Musée du Petit Palais)
- Solitude, 1886. (Museo Jean-Jacques Henner)
Galleria d'immagini
La donna in rosso
La casta Susanna
Museo d'Orsay, Parigi.
La lettrice
Museo d'Orsay, Parigi.
Donna sul divano nero
Musée des Beaux-Arts, Mulhouse.
Solitudine
Collezione privata.
Idillio
Museo d'Orsay, Parigi.
Ragazza alsaziana
National Gallery of Art, Washington, D.C.
Ritratto di donna o Una bellezza rossa
Mulhouse, Musée des beaux-arts.
Il risveglio del bambino
Museo di belle arti, Digione.
Gesù nella tomba
Museo d'Orsay, Parigi.
Note
- ↑ Rocheblave 1906, p. 162.
- ↑ Genealogia di Jean-Jacques Henner (1), su Geneanet. URL consultato il 17 luglio 2025.
- ↑ Rocheblave 1906, p. 169.
- 1 2 Rapetti, Marchesseau et alii 2007, p. 155.
- ↑ (FR) Pierre-Alexis Muenier, La Vie et l'œuvre de Jean-Jacques Henner Peintures et dessins, Paris, Flammarion, 1927, p. 19.
- 1 2 Rocheblave 1906, p. 161.
- ↑ Rocheblave 1906, p. 275.
- 1 2 Rocheblave 1911, p. 82.
- ↑ (FR) L'Alsace. Elle attend, su musee-henner.fr. URL consultato il 30 gennaio 2026.
- ↑ Rocheblave 1911, p. 85.
Bibliografia
- (FR) J.J. Henner. La Jeunesse d'un peintre. De 1847 à 1864: Du Sundgau à la Villa Médicis, Musée des Beaux-Arts de Mulhouse, éditions du Rhin, 1989. ISBN 2863390597
- (FR) Rodolphe Rapetti, Daniel Marchesseau, Isabelle Delannoy, Claire Bessède, Isabelle Collet, Émilie Vanhaesbroucke, Face à l'impressionnisme, Jean-Jacques Henner, le dernier des romantiques, Parigi 2007.
- (FR) Samuel Rocheblave, "La jeunesse d'Henner", in La Revue de l'art ancien et moderne, 1906, pp. 161-176, 273-290.
- (FR) Samuel Rocheblave, "Biographie alsacienne XXVIII-Jean-Jacques Henner", in Revue alsacienne illustrée, vol. XIII, n. 3, 1911, pp. 65-96.
- (FR) Claude Vento (pseudonimo di Alice de Laincel), Les Peintres de la femme, Paris, F. Dentu, 1888.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Jean-Jacques Henner
Collegamenti esterni
- Jean-Jacques Henner in Artcyclopedia, su artcyclopedia.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 66503566 · ISNI (EN) 0000 0000 7689 8452 · CERL cnp01327201 · Europeana agent/base/152331 · ULAN (EN) 500026774 · LCCN (EN) n85002180 · GND (DE) 119107856 · BNE (ES) XX5572423 (data) · BNF (FR) cb121428573 (data) · J9U (EN, HE) 987007280182305171 |
|---|