Jean-Pierre Piat
| Jean-Pierre Piat | |
|---|---|
![]() | |
| Nascita | Parigi, 6 giugno 1774 |
| Morte | Parigi, 12 aprile 1862 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | |
| Arma | Fanteria |
| Anni di servizio | 1792 - 1824, 1831 - 1848, 1853 - 1862 |
| Grado | Generale di brigata |
| Guerre | Guerre rivoluzionarie francesi Guerre napoleoniche |
| Campagne | Campagna d'Italia (1796-1797) Campagna d'Egitto Campagna di Russia Campagna d'Italia (1813-1814) |
| Battaglie | Battaglia di Sanct-Hermagor |
| voci di militari presenti su Wikipedia | |
Jean-Pierre Piat (Parigi, 6 giugno 1774 – Parigi, 12 aprile 1862) è stato un militare e politico francese.
Biografia
Nacque a Parigi il 6 giugno 1774. Arruolatosi nell'esercito, divenne sottotenente del 2º battaglione del 56º reggimento di fanteria il 10 gennaio 1792. Prestò servizio sotto il generale Dumouriez nell'Armata del Nord tra il 1792 e il 1793, partecipando alla battaglia di Neerwinden, nella quale fu ferito da un colpo d'arma da fuoco alla mano destra. Fu promosso a tenente il 1º ottobre 1793 e trasferito negli ultimi giorni del1794 all'Armata della Sambre e della Mosa, dove rimase per tutto il 1795 ed il 1796. Nel 1797 fu trasferito in Italia assieme alla divisione Bernadotte, prendendo parte alle fasi finali della campagna di Napoleone: durante la battaglia di Valvasone fu promosso a capitano sul campo di battaglia. Rimase sotto il servizio di Bonaparte, arruolandosi nell'Armata d'Oriente e partecipando alla spedizione francese in Egitto. In Africa, prestò servizio nella battaglia di Sediman l'8 ottobre 1798, ottenendo poi il comando di un battaglione della brigata Friant il successivo novembre. Fu colpito da un colpo d'arma da fuoco ai reni nella battaglia di Benehadi l'8 aprile 1799, al viso da una pallotta durante l'assedio del Cairo il 22 aprile 1800 mentre fu ferito ad un ginocchio durante la battaglia di Canopo il 21 marzo 1801. Il generale Menou lo promosse in maniera temporanea a chef de brigade il 27 aprile 1801, poco prima della definitiva resa francese. Rimpatriato, fu assegnato alla guarnigione di Phalsbourg verso la fine del 1801. Venne promosso a maggiore nel novembre 1803[1][2][3] e fu ammesso alla Legion d'Onore il 25 marzo dell'anno seguente.[2]
Prese parte alle campagne in Austria e in Prussia tra il 1805 ed il 1807. Nel febbraio seguente fu inviato in Catalogna, dove occupò il forte di San Fernando de Figuières.[1][2][3] Ricevette la croce di Ufficiale della Legion d'Onore il 15 dicembre 1808[2][3] e nell'aprile seguente fu nominato colonnello dell'85º reggimento di fanteria all'interno della divisione Gudin, impiegata in Germania. Prese parte alla battaglia di Wagram.[1][2][3] Il 16 dicembre 1810 ricevette il titolo di Barone dell'Impero.[1] Partecipò alla campagna di Russia all'interno della divisione Dessaix e poi alla campagna di Sassonia del 1813. Promosso a generale di brigata il 3 aprile 1813, venne spostato in Italia[1][2][3] all'interno della divisione Gratien. Il 18 settembre fu sconfitto dagli austriaci a Sanct-Hermagor.[1] Nelle parti finali della campagna, nell'aprile seguente, si occupò della difesa del Forte Richelieu a Genova,[1][2] sottostando al comando del generale Fresia.[1] Ritornato in Francia, fu messo in servizio a mezza paga, sebbene il 27 novembre gli sia stato concesso il titolo di Cavaliere dell'Ordine di San Luigi.[1][2][3] Durante i Cento Giorni dimostrò la propria fedeltà alla causa napoleonica, arruolandosi nell'Armata del Nord, assieme alla quale combatté a Ligny, rimanendo ferito ad una coscia negli scontri. Restaurata per la seconda volta la monarchia borbonica, Piat fu nuovamente messo in servizio a mezza paga.[1] Rimase in disponibilità sino al 1824, anno in cui ottenne un primo congedo dall'esercito.[1][2][3]
A seguito della Rivoluzione di luglio, Piat fu reintegrato nell'esercito e listato come disponibile per lo stato maggiore dell'esercito nel marzo 1831. Messo a comando del dipartimento del Var,[1][2][3] ricevette il 16 novembre 1832 il titolo di Commendatore della Legion d'Onore.[2] Trasferito al comando del dipartimento delle Alte Alpi nel 1833, vi restò fino al 1837, sebbene l'anno precedente fosse stato ammesso al servizio inattivo.[1][2][3] Trascorse gli anni seguenti in ritiro a Nogent-sur-Marne, pur rimanendo nelle liste della riserva dell'esercito fino al 1848, anno in cui fu ammesso alla pensione.[1][2] Ebbe un ruolo importante nella fondazione di vari giornali bonapartisti nel 1848 e sostenne Luigi Napoleone Bonaparte nelle elezioni del 1848. Nel 1850 fu promosso a Grand'Ufficiale della Legion d'Onore e il 27 marzo 1852 fu eletto senatore della Repubblica francese. L'anno seguente fu tolto dal pensionamento e riammesso nella riserva dello stato maggiore dell'esercito.[4] Morì a Parigi il 12 ottobre 1862.[1]
Onorificenze
Note
Bibliografia
- (FR) A. Lievyns, Jean Maurice Verdot e Pierre Bégat, Fastes de la Légion-d'honneur, vol. 4, Parigi, Bureau de l'administration, 1844.
- (FR) Charles Mullié, Biographie des célébrités militaires des armées de terre et de mer: de 1789 à 1850, vol. 2, Poignavant, 1851.
- (FR) George Six, Dictionnaire biographique des généraux et amiraux français de la Révolution et de l'Empire : 1792-1814, vol. 2, Parigi, Librairie historique et nobiliaire, 1934, p. 153.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Jean-Pierre Piat
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 59073346 · ISNI (EN) 0000 0000 0006 729X · BNF (FR) cb10633584s (data) |
|---|
