Jean Rapp

Jean Rapp
NascitaColmar, 27 aprile 1771
MorteRheinweiler, 8 novembre 1821
Cause della mortetumore allo stomaco
Dati militari
Paese servito Regno di Francia
Regno dei Francesi
Francia (bandiera) Prima Repubblica francese
Francia (bandiera) Primo Impero francese
Regno di Francia
Forza armata Reale esercito francese
Esercito rivoluzionario francese
Grande Armata
ArmaCavalleria
Anni di servizio1788 – 1816
GradoGenerale di divisione
GuerreGuerre rivoluzionarie francesi
Guerre napoleoniche
CampagneCampagna d'Egitto
Campagna di Russia
BattaglieBattaglia di Sédiman
Battaglia di Marengo
Battaglia di Austerlitz
Battaglia di Jena
Battaglia di Golymin
Battaglia di Aspern-Essling
Battaglia di Borodino
Assedio di Danzica (1813)
Battaglia di La Suffel
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Jean Rapp (Colmar, 27 aprile 1771 – Rheinweiler, 8 novembre 1821) è stato un generale francese.

Rapp fu uno degli ufficiali più importanti dell'esercito francese durante l'epoca napoleonica. Pur non essendo riuscito a raggiungere il grado di maresciallo dell'Impero, Rapp ebbe una carriera militare incredibile. Elevato a conte dell'Impero e ricoperto di onorificenze, fu uno degli uomini in cui Bonaparte riversava la maggior fiducia. Il suo nome è inciso sull'Arco di Trionfo di Parigi.

Biografia

I primi anni e le guerre rivoluzionarie francesi

Jean Rapp nacque a Colmar il 27 aprile 1771.[N 1] Nato in una famiglia protestante, era stato destinato alla vita da pastore, intraprendendo anche diversi studi di carattere teologico.[1] Tuttavia, il suo carattere determinato, la sua intelligenza e il suo naturale coraggio si sposavano molto meglio con la vita militare.[2] Seguendo tali aspirazioni, il 1° marzo 1788 si arruolò nell'esercito reale francese, precisamente nel reggimento di cacciatori delle Cévenne, divenuto in seguito il 10° reggimento di cacciatori a cavallo.[1][2][3][4][5] Nei primi anni della sua carriera, ottenne delle promozioni a quartiermastro di brigata il 1° gennaio 1791 e a maréchal-des-logis il 16 maggio1793. Nel frattempo, la guerra della Prima coalizione aveva avuto inizio e Rapp fu inviato nell'Armata della Mosella.[1][5][6] Fu ferito da un colpo di sciabola al polso sinistro il 18 ottobre e da un colpo di arma da fuoco al volto il 21 novembre dello stesso anno. Sotto il comando del generale Hoche partecipò alla battaglia di Geisberg il 26 dicembre.[1] Le sua azioni gli valsero la promozione a sottotenente il 3 aprile 1794. Fu inviato per un breve periodo nell'Armata delle Alpi, ottenendo lì il grado di tenente il 22 settembre, prima di tornare sul fronte tedesco all'interno dell'Armata del Reno già nel 1795. Ebbe modo di distinguersi durante alcuni scontri nei pressi di Lingenfeld il 28 maggio: alla testa di 100 cacciatori del suo reggimento, riuscì a sbaragliare 800 soldati nemici mentre questi si stavano per impossessare di diversi cannoni francesi, ricevendo diversi colpi di sciabola alla testa e al braccio sinistro.[1][5][6] Partecipò alla difesa di Kehl, dove fu ferito al ginocchio destro da un colpo di proiettile nel dicembre 1796 mentre si trovava all'esterno delle mura della fortezza.[1] Il giorno 16 dello stesso mese, il generale Louis Desaix, dopo aver assistito agli eventi, decise di fare di Rapp uno dei suoi aiutanti di campo, promuovendolo a capitano e aggregandolo al proprio stato maggiore. Tra i due si sviluppò un sincero affetto.[1][2][4][5][6] Nell'anno seguente, Rapp prestò servizio in Germania, ottenendo la conferma del proprio grado dal Direttorio il 18 maggio 1797.[1]

Terminata la guerra in Europa, Desaix decide di imbarcarsi per la spedizione in Egitto progettata da Bonaparte, scegliendo di portare con sé Rapp. Un primo esempio del valore di Rapp si ebbe nel corso della battaglia di Sediman, avvenuta il 7 ottobre 1798:[1][5][6] l'esercito mamelucco aveva rivelato all'improvviso la propria artiglieria, aprendo il fuoco contro le forze repubblicane di Desaix e scatenando il panico. Il comandante, per ripristinare l'ordine, chiese a Rapp di catturare l'artiglieria nemica. Preso il comando di 200 uomini, Rapp si precipitò immediatamente contro l'artiglieria nemica, catturandola, e disperse le forze di cavalleria mamelucche, garantendo la vittoria ai francesi. L'impresa gli valse una promozione provvisoria a caposquadrone, ottenuta lo stesso giorno.[1][2][5][6] Combatté a Girgeh a novembre[1] mentre nel gennaio seguente fu ferito gravemente ad una spalla a Samanhoud, poco lontano da Tebe, da un colpo di sciabola dopo aver scacciato gli avamposti mamelucchi nei pressi del villaggio. Solo l'intervento dei carabinieri del 21° reggimento di cavalleria lo salvò da morte certa. Dopo quest'ultima prova del proprio valore, Napoleone promosse Rapp a chef de brigade il 14 febbraio 1799. Rimase in Egitto al fianco di Desaix fino al 1800, quando questi partì alla volta della Francia per ricongiungersi a Bonaparte.[1][2][5][6] Raggiunta l'Italia, giunse in tempo per prendere parte alla battaglia di Marengo: in tale circostanza assistette alla morte di Desaix e ne riportò le ultime parole a Napoleone. Riconoscente per l'ottimo lavoro svolto nell'Alto Egitto e consapevole dell'intuito di Desaix per gli ufficiali di talento, fece di Rapp uno dei suoi aiutanti di campo il 15 giugno 1800.[1][2][4][5][6] Fu presente all'attentato della machine infernale, dove era presente come membro della scorta del Primo console, uscendone illeso.[7]

Durante il Consolato, Rapp non funse solamente da aiutante di campo e membro della scorta di Napoleone ma assunse anche diversi incarichi di natura politica. Ad esempio nel 1802, dopo la crisi della Stecklikrieg, una rivolta che aveva causato il crollo della Repubblica Elvetica dopo il ritiro delle forze francesi dal territorio svizzero, Rapp fu inviato a Berna per dialogare con gli insorti. Rapp, rappresentando ufficialmente la Francia, chiese l'immediata sospensione delle ostilità, la liberazione di Friburgo e l'accettazione da parte della dieta di Svitto della mediazione di Napoleone. L'anno successivo si diresse a Coira, dove convocò e sciolse il consiglio della municipalità.[1][2][4][5][6] Sempre nel 1803 ricevette i gradi di generale di brigata,[1] accompagnò Bonaparte nel suo viaggio in Belgio e fu inviato nell'Hannover, recentemente occupato dalle truppe francesi, per preparare delle difese contro un'eventuale sbarco inglese lungo le sponde dell'Elba.[1][2][4][5][6] Divenne il comandante di uno squadrone di cavalleria mamelucca della Guardia consolare.[7] Dopo il suo ritorno in Francia, fu ammesso nella Legion d'Onore l'11 dicembre 1803 e fu elevato a Commendatore il 14 giugno seguente.[1][4][5][6]

Primo Impero francese

Nella primavera del 1805, per ordine dell'imperatore, Rapp si sposò con Barbe Rosalie Joséphine Vanlerberghe, figlia di un ricco rifornitore dell'esercito francese.[1][4][5][6] Il matrimonio tra i due non fu felice e la coppia divorziò nel 1811.[8]

Il generale Rapp informa l'Imperatore della sua carica vittoriosa contro la Guardia imperiale russa, durante la battaglia di Austerlitz

Si distingue sul campo durante la battaglia di Austerlitz. Sulle alture di Pratzen, infatti, è lui a vendicare una sconfitta precedente di un battaglione della quarta linea e del 24º reggimento di cavalleria leggera, caduti nelle mani dei nemici a causa degli ordini sbagliati dei loro capi. Dà vita a una carica memorabile ad Austerlitz e prende la testa dei Mamelucchi e dei granatieri, circondando gli Chevalier-Garde della Guardia imperiale russa. Porta il disordine nei ranghi nemici, fa prigioniero il principe Repnin, uno dei colonnelli degli Chevalier-garde, e s'impadronisce dell'artiglieria e di tutto ciò che è posseduto dalle truppe nemiche.

Promosso generale di divisione, la campagna di Prussia e Polonia, nel 1807, gli fornisce numerose occasioni per mettersi in mostra. Incaricato di inseguire le truppe in ritirata dopo la battaglia di Jena, il 14 ottobre 1806, è tra i primi a entrare a Weimar. A Naziesk, sconfigge la cavalleria del generale russo Kaminskoi. Infine, il 26 dicembre, durante la difficile battaglia di Golymin, porta avanti ostinatamente una battaglia contro la fanteria nemica, ma ne esce con il braccio sinistro dilaniato da una palla di cannone. Quando ancora non è guarito dalla ferita, rimpiazza il maresciallo François Joseph Lefebvre come governatore di Danzica. Il 23 dicembre viene nominato cavaliere della Corona Ferrea. Per due anni esercita le funzioni di governatore di Danzica; gli abitanti gli consegnano una spada con dei diamanti, e Napoleone, il 1º agosto 1809, lo nomina Conte dell'Impero con una dotazione di 25.000 franchi sul dominio di Hitzacher situato ad Hannover.

La guerra si riaccende, nello stesso anno, nel nord: la Baviera è invasa dagli austriaci. Napoleone accorre per combattere il nemico. L'esercito francese trionfa a Eckmühl, a Ebersberg e si porta rapidamente su Vienna. Mentre Napoleone avanza sulle rive del Danubio, gli austriaci discendono il fiume. Rapp è sempre in prima linea: a Essling, il 20 maggio 1809, è lui a caricare, alla testa della Guardia imperiale e a ristabilire la situazione. A Schönbrunn, il 12 ottobre 1809, Rapp riesce a sventare l'assassinio di Napoleone ad opera di Friedrich Staps.

Tornato a Parigi nel 1810, all'epoca del divorzio di Napoleone da Giuseppina, Rapp non ha paura a biasimare la condotta dell'Imperatore e riceve, in cambio della sua franchezza, l'ordine di tornare a Danzica. Nonostante questo, viene nominato Grand'ufficiale della Legion d'onore il 30 giugno 1811. Dà ancora prova della sua sincerità all'Imperatore, criticando la spedizione prevista al di là del fiume Nemunas, che teme possa avere conseguenze funeste.

Le truppe francesi marciano sul Nemunas, lo superano, sconfiggono i russi a Astroŭna, a Smolensk, e arrivano sulla Moscova, dove l'esercito nemico raccoglie gran parte delle proprie truppe. Viene ferito da quattro palle di cannone durante la battaglia di Borodino. Salva ancora una volta la vita dell'Imperatore respingendo un attacco dei cosacchi a Gorodnia. Viene di nuovo ferito durante la battaglia della Beresina, combattendo in retroguardia al fianco di Michel Ney. Anche grazie a lui, l'artiglieria francese, in quell'occasione, riesce a salvarsi. Anche in questa battaglia viene ferito.

Napoleone, in seguito, lo invia a prendere il comando delle truppe a Danzica, dove dovrà resistere a un assedio dal 12 gennaio 1813 al 29 novembre dello stesso anno quando, infine, deve capitolare. La strenua resistenza con cui i francesi si opposero ai russi è descritta nelle Memorie del generale Rapp, ajutante di campo di Napoleone, scritte da lui medesimo; tra le altre cose, in questa testimonianza appare evidente come fino all'ultimo gli assediati sperassero in un intervento di Napoleone, che potesse volgere al meglio la situazione.[9]

L'Imperatore ricompensa la devozione di Rapp nominandolo comandante in capo del X Corpo d'armata il 12 marzo seguente, e consegnandogli la grand-croix de la Réunion il 3 aprile. Il generale avrebbe potuto resistere alle forze riunite dei russi, comandate dal principe Alessandro Federico di Württemberg, se la fame, un'epidemia e l'inverno non avessero decimato due terzi dell'esercito. Il 27 novembre firma un trattato di resa che gli consente di riportare in Francia il X Corpo con l'artiglieria, le armi e le dotazioni varie. Tutti gli alleati erano usciti da Danzica, quando Rapp apprende che l'imperatore Alessandro ha rifiutato di ratificare la resa e che la guarnigione sarebbe stata condotta in Russia, fino allo scambio definitivo. Rapp protesta con energia, ma è costretto a sottomettersi.

La Restaurazione, i Cento Giorni e gli ultimi anni

A Kiev, in Ucraina, viene a sapere degli eventi del 1814. Torna a Parigi nel mese di luglio e viene accolto favorevolmente da Luigi XVIII. Il 3 agosto diviene cavaliere dell'Ordine di San Luigi; il 23 agosto ottiene la gran fascia della Legion d'onore. Dopo aver superato una certa ritrosia a tornare fedele a Napoleone durante i Cento Giorni, Jean Rapp è eletto deputato dell'Alto Reno. Nel marzo 1815, Rapp torna sotto l'egida del suo vecchio sovrano, che il 16 aprile lo nomina comandante in capo dell'armata del Reno, e Pari di Francia il 2 giugno successivo. L'esercito del quale prende il comando deve difendere, assieme ai corpi dell'Alto Reno e della Mosella, i Vosgi, da Belfort fino a Bitche. La sconfitta di Waterloo rende inutili i suoi sforzi. Quando i soldati vengono a sapere della sconfitta dell'esercito del nord, e dell'abdicazione di Napoleone, vengono fortemente demoralizzati.

Dopo Waterloo, Rapp è tenuto al margine per qualche tempo, per aver resistito agli assalti nemici nel luglio 1815. Dopo la rimozione, il generale Rapp si ritira nel Canton Argovia dove, nel 1816, acquisisce il castello di Wildenstein. Terminato il timore di ritorsioni, torna a Parigi nel 1817. Un'ordinanza reale del 22 luglio 1818 lo reintegra. Nel 1819 diviene tesoriere del re. Nominato Pari di Francia da Luigi XVIII il 5 marzo dello stesso anno, diviene, qualche tempo dopo, primo ciambellano e maître de la garde-robe nel 1820.

Muore l'8 novembre a Rheinweiler, per un tumore allo stomaco.

Onorificenze

Onorificenze francesi

Onorificenze estere

Araldica

Stemma Descrizione Blasonatura
Jean Rapp

Conte dell'Impero francese

Inquartato: nel 1º, dei conti militari dell'Impero; nel 2º, di rosso, al volo spiegato d'oro, sormontato da tre stelle d'argento ordinate 2 e 1; nel 3º, di rosso, al cavaliere montato, armato, corazzato e cimato all'antica d'oro, sostenuto da una campagna di verde e sormontato da un capo d'oro caricato di un leone passante di nero, linguato di rosso; nel 4º, d'azzurro, alla palma d'oro, terrazzata di nero, attraversante su un coccodrillo passante d'argento e accompagnata da un ibis d'oro che tiene nel becco un serpente dello stesso.[10]
Jean Rapp

Conte, barone-pari di Francia

Inquartato: nel 1º, d'azzurro, alla spada d'argento posta in palo, guarnita d'oro; nel 2º, di rosso, al volo spiegato d'oro, sormontato da tre stelle d'argento ordinate 2 e 1; nel 3º, di rosso, al cavaliere montato, armato, corazzato e cimato all'antica d'oro, sostenuto da una campagna di verde e sormontato da un capo d'oro caricato di un leone passante di nero, linguato di rosso; nel 4º, d'azzurro, alla palma d'oro, terrazzata di nero, attraversante su un coccodrillo passante d'argento e accompagnata da un ibis d'oro che tiene nel becco un serpente dello stesso.[11]

Note

Note esplicative

  1. ↑ Sebbene le biografie più moderne indichino il 1771 come anno di nascita del generale (cfr. Six, p. 347), molte fonti ottocentesche pongono la data di nascita di Rapp tra il 26 e il 27 aprile 1772 (ad esempio, cfr. Rabbe, p. 1055, e Mullié, p. 490).

Note bibliografiche

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 Six, p. 347.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 Rabbe, p. 1055.
  3. ↑ Mullié, pp. 490-491.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 Arnault, p. 247.
  5. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Lievyns, p. 507.
  6. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Mullié, p. 491.
  7. 1 2 Jean Rapp (1771-1821), su www.frenchempire.net. URL consultato il 27 luglio 2026.
  8. ↑ (EN) Family tree of Barbe Rosalie Joséphine VANLERBERGHE, su Geneanet. URL consultato il 27 luglio 2026.
  9. ↑ L'assedio di Danzica del 1813 in Studi Napoleonici-Fonti Documenti Ricerche, su studinapoleonici.altervista.org.
  10. ↑ (EN) François Velde, Armory of the French Hereditary Peerage (1814–1830), su Heraldica.org, 27 settembre 2005. URL consultato il 18 giugno 2011.
  11. ↑ Registri di trascrizione delle lettere patenti di concessione o conferma dei titoli. 24 aprile 1808 – 30 ottobre 1830. BB/29/966, p. 312, in Archives nationales, Centre historique des Archives nationales. URL consultato il 4 giugno 2011.
    «Titolo di conte concesso a Jean Rapp con decreto del 19 marzo 1808; lettere patenti emanate a Parigi il 28 gennaio 1809.»

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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