Jean des Moutis
| Jean Baptiste François Marie des Moutis | |
|---|---|
| Nascita | Saint-Cloud, 11 agosto 1911 |
| Morte | Fontainebleau, 11 gennaio 1965 |
| Cause della morte | carcinoma del polmone |
| Luogo di sepoltura | Cimitero di Saint-Cloud |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Marine nationale Forces navales françaises libres |
| Anni di servizio | 1933-1965 |
| Grado | Capitano di vascello |
| Guerre | Seconda guerra mondiale Guerra d'Indocina |
| Campagne | Campagna del Gabon |
| Battaglie | Operazione Dynamo Battaglia di Dakar Operazione Exporter |
| Decorazioni | vedi qui |
| dati tratti da Moutis (des) Jean[1] | |
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Jean Baptiste François Marie des Moutis (Saint-Cloud, 11 agosto 1911 – Fontainebleau, 11 gennaio 1965) è stato un militare e marinaio francese, particolarmente distintosi nel corso della seconda guerra mondiale. Decorato con la Croce di Ufficiale della Legion d'onore, dell'Ordre de la Libération, della Croix de guerre 1939-1945 con tre palme, della Médaille de la Résistance con rosetta.[1].
Biografia
Nacque a Saint-Cloud (Hauts-de-Seine) l'11 agosto 1911, figlio di Charles François Roberte di Jeanne Alexandrine Marie Magdaleine Terasse.[1][2] Passò la sua infanzia nel castello di Préfontaine, a Lézigné, nella Maine-et-Loire.[2] Conseguì la laurea in Scienze e Lettere e trascorse due anni a prepararsi per l'esame di ammissione all'École navale.[2] Fu ammesso nel luglio 1931, ma non superò l'esame orale, e quindi entrò nella marina mercantile venendo assunto dalla Compagnie Générale Transatlantique (CGT).[1] Divenne tenente di vascello, superando gli esami di teoria nel 1933 e pratica nel 1934.[2] Fu chiamato a prestare servizio nella Marine nationale il 15 ottobre 1933, come marinaio presso il 5° Deposito equipaggi della Flotta a Tolone.[2] Si imbarcò sulla nave scuola Le Rhin (23 ottobre 1933), dove frequentò sei mesi di corsi per cadetti ufficiali di riserva (EOR).[2] Divenne aspirante della riserva nella marina militare imbarcandosi sull'incrociatore pesante Colbert il 15 aprile 1934.[1][2] Promosso alfiere di seconda classe il 15 ottobre 1934, fu assegnato alla 3ª Squadriglia sommergibili a Tolone (Var).[1][2] Posto in congedo il 15 aprile 1935, come tenente di lungo corso ritornò nella marina mercantile, imbarcandosi il 10 maggio sulla petroliera S/S Monique.[2] Tentò una seconda volta di superare l'esame per ufficiali della riserva attiva (ORSA) della Marine nationale, riuscendovi, e rientrando in servizio con una ferma biennale.[2] Il 23 marzo 1936 si imbarcò sulla torpediniera Orage, passando poi sull'Aude nell'ottobre dello stesso anno 1936[2]. Il giorno 20 ottobre 1936 fu trasferito a Brest, per imbarcarsi sulla torpediniera Frondeur, e fu promosso alfiere di prima classe il 26 aprile 1937.[2] Nel gennaio 1938, apprese che sarebbe stato mantenuto in servizio attivo per altri due anni.[2] Rimase sulla Frondeur sino al 15 dicembre 1939, a seconda guerra mondiale già iniziata.[2] Assunse quindi ufficialmente il comando del cacciasommergibili Chasseur 6, allora in fase di allestimento.[2] L'unità giunse a Cherbourg solo il 3 aprile 1940.[2] Operò quindi nel canale della Manica e si distinse in particolare durante le operazioni di evacuazione di Dunkerque, Le Havre e Cherbourg, ottenendo due encomi solenni.[2]
Al comando della sua unità lasciò Cherbourg con il 18 giugno 1940, due ore prima dell'ingresso dei tedeschi, prendendo a bordo l'intero commissariato navale e dirigendosi verso Portsmouth, dove arrivò alle 8:00, proprio il giorno in cui il generale Charles de Gaulle lanciò lo storico appello alla BBC, che sancì la fondazione della Francia Libera.[2] Il Chasseur 6 era accompagnato in particolare dal Chasseur 5 (comandato da Robert Détroyat) e dal Chasseur 41 (comandato da Élie France Touchaleaume).[2] Il 3 luglio si arruolò a Londra nella Forces navales françaises libres (FNFL), nominato vicecomandante del 1° Battaglione fucilieri di marina (1er BFM), con il grado di tenente di vascello ricevuto il 25 luglio.[2] Prese parte alle operazioni di formazione e di addestramento del battaglione.[2] A bordo del Commandant Duboc con un distaccamento del 1° BFM, prese parte alla spedizione di Dakar e al tentativo di sbarco a Rufisque, Senegal, dal 23 al 25 settembre 1940.[2] Nel novembre di quell'anno prestò servizio come ufficiale di spiaggia per le truppe del colonnello Philippe Leclerc de Hauteclocque e partecipò alle operazioni della campagna del Gabon.[2] Durante questo periodo, gli fu affidato il comando e la riorganizzazione della Marina territoriale del Gabon.[2] Nel giugno 1941 partecipò alla campagna in Siria contro le forze fedeli al governo di Vichy, distinguendosi a Djeidet-Artouz e Mezzé, prima di assumere, ad interim, il comando del 1er BFM, dopo la morte del suo comandante Robert Détroyat, ucciso di fronte a Damasco.[N 1][2]
Promosso capitano di corvetta per merito di guerra il 20 agosto, fu richiamato in Inghilterra nel settembre 1941 per prestare servizio nella Commissione nazionale per la Marina e la Marina mercantile.[2] Il 24 dicembre 1941 partecipò alla liberazione di Saint-Pierre e Miquelon, dove organizzò le operazioni navali antisommergibile dal giugno al dicembre 1942.[3] Tornato in Gran Bretagna, si unì allo Stato maggiore della FNFL a Londra.[3] Il 20 gennaio 1943 apprese di essere stato radiato dai ruoli della riserva dal governo di Vichy, e condannato a morte in contumacia dal Tribunale marittimo di Tolone.[3] Nel maggio 1943 assunse il comando dell'avviso Commandant Dominé, che effettuò numerose missioni di scorta ai convogli nell'Oceano Indiano, nel Mar Rosso e nel Mediterraneo, in particolare durante le operazioni nel Dodecaneso italiano nel novembre 1943.[3] Lasciò il comando del Commandant Dominé il 25 luglio 1944 per prestare servizio come capo di stato maggiore della marina in Madagascar fino al 20 luglio 1945.[3] Dopo il suo ritorno dal Madagascar, fu assegnato al SAT di Tolone (Var) dal 20 luglio al 1° ottobre 1945, e poi al quartier generale della Marine nationale a Parigi fino al 30 novembre 1946.[3] Fu poi assegnato alla Nuova Caledonia per allestire la base di Chaleix a Numea, rimasta sul territorio dopo la partenza delle forze americane.[N 2][3] Oltre a dirigere la base di Chaleix ricoprì anche l'incarico di comandante della forze navali francesi in Nuova Caledonia, ricoprendo i due incarichi fino al 23 maggio 1949.[3]
Ritornato alla SAT di Tolone partecipò poi alle campagne d'Indocina e del Pacifico, e il 3 aprile 1950 si imbarcò sull'incrociatore leggero Gloire.[3] Promosso capitano di fregata il 1 gennaio 1952, fu assegnato alla sezione "Affari Alleati" nello staff del viceammiraglio di squadra, al comando delle forze marittime in Estremo Oriente dal 31 luglio 1951.[3][4] Nonostante i gravosi compiti del suo incarico, insistette nel partecipare a missioni operative, in particolare a bordo di un aereo d'assalto imbarcato sulla portaerei Arromanches il 26 febbraio 1952 nella regione di Camau e, dal 12 al 15 aprile 1952, con la Divisione d'assalto navale n. 6, effettuando il bombardamento delle installazioni ribelli nella regione di Cao Lanh sul Mekong.[4] Il 22 dicembre 1955, sul Le Calédonien, arrivò con la sua famiglia[N 3] a Nouméa, in Nuova Caledonia, come comandante delle locali forze navali francesi.[4] Nel settembre 1956 ricevette il generale de Gaulle in visita a Numea, e tra il 1955 al 1957 ricoprì l'incarico di addetto navale per l'Australia e la Nuova Zelanda.[4] Vale anche la pena ricordare la missione di ricerca del dragamine stazionario Tiaré, sulle orme di Monsieur de La Pérouse a Vanikoro (Isole Salomone) nel giugno 1959.[4] La nave riportò in Patria, in particolare, un'acquasantiera di grandi dimensioni, donata a lui e ancora oggi conservata dalla famiglia.[4] Lasciò definitivamente la Nuova Caledonia a bordo del Tahitian il 31 dicembre 1957 per essere assegnato al quartier generale della NATO a Fontainebleau.[4] Capitano di vascello dal 1 aprile 1959, fu revisore dei conti e poi istruttore presso il Centro di Alti Studi Militari (CHEM).[4] Il 1° novembre 1963, arrivò a Cherbourg per assumere l'incarico di capo di stato maggiore dell'ammiraglio La Haye presso la prefettura marittima. Malato di un carcinoma del polmone, si spense a Fontainebleau l'11 gennaio 1965, e fu sepolto nel cimitero di Saint-Cloud.[4]
Onorificenze
Onorificenze estere
Note
Annotazioni
- ↑ Robert Dètroyat, Hubert Amyot d'Inville, Élie-France Touchaleaume, Jean des Moutis e Pierre de Morsier del 1er BFM furono tutti insignito dell'Ordre de la Libération.
- ↑ Gli americani l'avevano occupata dal 12 marzo 1942, data del loro arrivo, fino al 1946, dove 4.000 soldati assicuravano lo smantellamento e la rivendita dei beni militari. Anche la compagnia aerea TRAPAS (Transports aériens du Pacifique Sud), creata dal 1946 al 1951 da Henri Dewez, aveva la sua base lì, con alcuni idrovolanti Consolidated PBY Catalina.
- ↑ La moglie se Pauline Mary Wilms e i figli Marie-France, Robert-Philippe, i gemelli Gilles e Caroline, e Jacques. Ad essi si aggiunse Isabelle nata a Nouméa il 31 agosto 1956
Fonti
Bibliografia
- (FR) Éric Brothé, Aventuriers de la France libre: quatre garçons pour l'honneur de la Marine, Paris, l'Harmattan, 2012, ISBN 978-2-296-99150-7.
- (FR) Étienne Taillemite, Dictionnaire des marins français, Paris, Tallandier, 2002, pp. 14-15, ISBN 978-2-84734-008-2.
- (FR) Jean-Christophe Notin, 1061 Compagnons: histoire des Compagnons de la Libération, Paris, Éditions Perrin, 2000, ISBN 2-262-01606-2.
- (FR) Vladimir Trouplin, Dictionnaire des Compagnons de la Libération, Bordeaux, Elytis, 2010, ISBN 2-35639-033-2.
- (FR) Hubert Granier, Histoire des marins français: la 2e Guerre mondiale et les premières révoltes dans l'Empire, 1940-1945, Rennes, Marines Editions, 2008, ISBN 978-2-296-99150-7.
- (FR) Pierre de Longuemar, Mémorial 1939-1945: l'engagement des membres de la noblesse et de leurs alliés, Paris, Ehret, 2001.
- Periodici
- (FR) Jean-Yves Meunier, Le capitaine de vaisseau Jean des Moutis Officier de la Légion d’honneur et Compagnon de la Libération, in Revue d'information trimestrielle de la Fondation de la France Libre, n. 82, Paris, Fondation de la France Libre, mars 2022, pp. 9-11, ISSN 1630-5078.
Collegamenti esterni
- (FR) Moutis (des) Jean, su Ordre de la Liberation. URL consultato il 24 aprile 2025.}
- (FR) Jean-Baptiste Tomachevsky, In memoriam – Jean des Moutis, compagnon de la Libération (décédé le 11 janvier 1965), su Theatrum Belli. URL consultato il 24 aprile 2025.
- (FR) Jean-Yves MEUNIER. « Capitaine de Vasseau Jean des Moutis » (vidéo de la conférence), su Fondation de la France Libre. URL consultato il 24 aprile 2025.