Jeanne Paquin

Ritratto di Jeanne Paquin (1915)

Jeanne Paquin, nata Jeanne Marie Charlotte Beckers (Saint-Denis, 1869 – Parigi, 1936), è stata una stilista francese. Paquin viene considerata la prima importante sarta donna e una pioniera del business della moda.[1]

Biografia

Primi anni di vita e formazione

Beckers nacque nel 1869. Aveva quattro fratelli e sorelle e suo padre era un fisico.[1] Beckers iniziò a lavorare durante i primi anni dell'adolescenza e imparò le basi della sartoria al Rouff, una casa di moda di Boulevard Haussmann, a Parigi.[2][3] Fece rapidamente carriera, diventando la responsabile dell'atelier.[1] Nel 1891 sposò René Jacob, anche conosciuto come Paquin. Quest'ultimo possedeva la maison di moda Paquin Lalanne et cie, che era originariamente un negozio di abbigliamento maschile. I due coniugi rinominarono l'attività Paquin e iniziarono a costruire il loro business insieme.[1]

Carriera

Sortie des ouvrières de la Maison Paquin rue de la Paix (1907) di Jean Béraud

Nel 1891, Jeanne e Isidore Paquin aprirono la loro Maison de Couture al numero 3 di Rue de la Paix, a Parigi, che era vicina alla celebre Maison Worth.[1][4]

Dopo i primi design pastello, Jeanne Paquin optò per colori più decisi. Oltre a servirsi del rosso, con il quale realizzò alcuni dei suoi abiti più conosciuti,[1] Paquin lanciò la moda del nero, un colore correlato al lutto, ma che la stilista usò per creare dei capi ricchi di rivestimenti dai colori vivaci e di ricami.[5]

Jeanne Paquin fu la prima couturier a pubblicizzare i suoi abiti presentando a eventi pubblici, come opere e corse di cavalli, modelli vestiti con i suoi abiti.[4][6][7] Paquin collaborò spesso con illustratori e architetti, come, ad esempio, Léon Bakst, George Barbier, Robert Mallet-Stevens e Louis Süe.[1][6] Nel 1913 The New York Times la definì «la più commerciale artista vivente».[1]

Nel 1896 Paquin aprì una succursale della sua attività a Londra; divenne una società a responsabilità limitata lo stesso anno.[8] In tale attività vi lavorò una giovane Madeleine Vionnet.[1] L'azienda si estenderà ulteriormente, aprendo altre succursali a Buenos Aires e Madrid.[9]

Jeanne Paquin fu determinante nell'organizzazione dell'Esposizione di Parigi del 1900 e venne eletta presidente della sezione moda.[4][9] I suoi design vennero messi in bella mostra nel corso della kermesse;[9] per l'occasione, la stilista creò un manichino di se stessa.[1]

il marito Isidore Paquin morì nel 1907, all'età di 45 anni, lasciando Jeanne vedova all'età di 38 anni. Oltre 2.000 persone parteciparono al funerale. A partire da allora, Jeanne iniziò a indossare prevalentemente abiti bianchi e neri.[1]

Nel 1912, Jeanne e il fratellastro aprirono la pellicceria Paquin-Joire, nella Quinta Strada di in New York.[9] Le tavole di Paquin vennero pubblicate sulla Gazette du Bon Ton.[10]

Nel 1913 Jeanne Paquin ottenne la Legion d'onore per i contributi economici al suo paese. Un anno dopo Jeanne mostrò i suoi abiti in tutti gli USA. La sua tournée fece il tutto esaurito nonostante l'alto costo del biglietto, pari a 5 dollari.[9]

Durante la prima guerra mondiale, Paquin fu presidente del Chambre Syndicale de la Couture.[11] Paquin fu la prima donna a rivestire l'incarico di presidente di un sindacato dei lavoratori in Francia.[12]

In un'epoca in cui le case di alta moda impiegavano da 50 a 400 operai, la casa di moda Paquin giunse a impiegare fino a 2.000 persone al suo apice.[11] Le regine di Spagna, Belgio e Portogallo erano tutte clienti di Paquin, nonché cortigiane come La Bella Otero e Liane de Pougy.[1][10]

Paquin cessò la sua attività nel 1920. Il ruolo di stilista della casa di moda verrà ricoperto negli anni seguenti da Madeleine Wallis (1920-1936), Ana de Pombo (1936-1941), Antonio Castillo (1941-1945), Colette Massignac (1945-1949), Lou Claverie (1949-1953) e Alan Graham (1953). La Paquin chiuderà i battenti il primo luglio 1956.[13]

Morte

Jeanne Paquin morì a Parigi nel 1936.

Galleria d'immagini

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 (EN) Brenda Polan, Roger Tredre, The Great Fashion Designers, Berg, 2009, pp. 17.
  2. ↑ (EN) Gilles Lipovetsky, Empire de L'éphémère, Princeton University Press, 2002, p. 57.
  3. ↑ (EN) Akiko Fukai, Fashion: The Collection of the Kyoto Costume Institute: S History from the 18th to the 20th Century, 2002, p. 719.
  4. 1 2 3 (EN) Fashion Drawing and Illustration in the 20th Century, su vam.ac.uk. URL consultato il 30 giugno 2025.
  5. ↑ (EN) Edith Wharton and the Making of Fashion, su books.google.com. URL consultato il 30 giugno 2025.
  6. 1 2 (EN) Dressing the Decades: Twentieth-Century Vintage Style, su books.google.com. URL consultato il 30 giugno 2025.
  7. ↑ (EN) The Art of Couture Sewing, su books.google.com. URL consultato il 30 giugno 2025.
  8. ↑ (EN) Paquin, Limited, su newspapers.com. URL consultato il 30 giugno 2025.
  9. 1 2 3 4 5 (EN) Clothing and Fashion: American Fashion from Head to Toe, su books.google.com. URL consultato il 30 giugno 2025.
  10. 1 2 (EN) Dressing Modern Frenchwomen: Marketing Haute Couture, 1919–1939, su books.google.com. URL consultato il 30 giugno 2025.
  11. 1 2 (EN) Fashion Plates: 150 Years of Style, su books.google.com. URL consultato il 30 giugno 2025.
  12. ↑ (EN) Véronique Pouillard, Managing Fashion Creativity: The History of the Chambre Syndicale de la Couture Parisienne During the Interwar Period, in Economic History Research, 2015.
  13. ↑ (EN) Paquin: Parisian Fashion Designs 1897–1954, su vam.ac.uk. URL consultato il 30 giugno 2025.

Bibliografia

  • (EN) Charles Dawbarn, Makers of New France (Classic Reprint), Forgotten Books, 2019.

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Collegamenti esterni

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