Jesse Perchoffer
| Jesse Perchoffer vescovo della Chiesa cattolica | |
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| Incarichi ricoperti |
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| Nascita | 11 ottobre 1604 a Bressanone[1] |
| Ordinazione sacerdotale | 23 dicembre 1628[1] |
| Nomina a vescovo | 4 maggio 1648[1] da papa Innocenzo X |
| Consacrazione a vescovo | 14 giugno 1648[1] dal vescovo Carlo Emanuele Madruzzo |
| Morte | 31 maggio 1681 (76 anni)[1] |
Jesse Perchoffer (anche Iesse e Perkhofer; Bressanone, 11 ottobre 1604 – 31 maggio 1681[1][2]) è stato un vescovo cattolico italiano.[3]
Biografia
Nato a Bressanone l'11 ottobre 1604, studia prima al collegio dei Gesuiti di Ingolstadt e, dal 1622 al 1630, al Collegio Germanico-Ungarico di Roma, dove consegue il dottorato in teologia; viene ordinato sacerdote il 23 dicembre 1628, diventa poi canonico (1635) e decano (1642) del capitolo della cattedrale di Bressanone, quindi presidente del concistoro (1639-1641) e vicario generale (1641-1663)[1][2].
Il 16 luglio 1647 Antonio Crosina Bomporto viene eletto principe vescovo di Bressanone; Jesse Perchoffer gli subentra quindi sia come vescovo titolare di Belle, sia come ausiliare di Bressanone: viene nominato il 4 maggio 1648 e consacrato il successivo 14 giugno a Bressanone dal vescovo di Trento Carlo Emanuele Madruzzo, concelebranti Bernard Gemelich, abate cistercense, e Markus Hauser von Weißenstein, C.R.S.A.[1][3].
Com'era avvenuto anche per Bomporto, Perchoffer viene incarico dal Madruzzo di svolgere le funzioni di suffraganeo anche per la diocesi di Trento: a luglio e agosto del 1649 è nelle valli di Non e Sole, dove consacra le chiese di Sant'Eusebio a Torra, San Michele a Priò, Madonna del Rosario a Vervò, Santa Maria a Tret, San Martino a Fondo, San Bernardo a Bresimo, Santa Maria a Celentino[4] e Sant'Antonio a Cles e dedica anche alcuni altari in San Nicolò a Toss, Sant'Agnese a Tres, San Rocco a Tres (oggi scomparsa), Santa Brigida a Don, San Lorenzo a Sarnonico[5], Santa Tecla a Malosco, San Felice a San Felice, Santa Maria Assunta a Senale, San Martino a Carnalez, Santa Maria a Revò, San Giacomo a Solasna, San Tommaso a Cassana, San Bernardo a Rabbi, Santi Fabiano e Sebastiano a Pizzano, Sant'Antonio a Ossana, San Carlo a Fucine, Santa Lucia a Comasine, San Lorenzo a Cunevo[6] e Sant'Orsola a Tuenno, nonché nella cappella principale del santuario di San Romedio. Di lì torna a Trento, per poi salire in Alto Adige a visitare le pievi di Castelrotto, Chiusa e Sarentino, sottoposte alla diocesi di Bressanone[3]. In diocesi di Trento è nuovamente documentato il 18 settembre 1667, quando consacra la chiesa dei Cappuccini di Lana[3].
Tra il 1662 e il 1663 conferisce gli ordini maggiori a Giovanni Michele Spaur (il 23 settembre 1662 il suddiaconato, il 26 agosto 1663 il diaconato e il 2 settembre 1663 il presbiterato)[2]. Il 4 gennaio 1664 consacra Sigismondo Alfonso Thun come nuovo principe vescovo di Bressanone, e il 24 novembre 1669, come esecutore delle bolle papali, riceve il suo giuramento di fedeltà per la presa di possesso anche della sede di Trento. Dopo la morte del Thun, nel 1678 consacra entrambi i suoi successori: Paulinus Mayr per la sede di Bressanone il 23 ottobre, e Francesco Alberti Poja per quella di Trento il 20 novembre[3][1][2]. Muore il 31 maggio 1681[1][2].
Genealogia episcopale e successione apostolica
La genealogia episcopale è:
- Arcivescovo Filippo Archinto
- Papa Pio IV
- Cardinale Giovanni Antonio Serbelloni
- Vescovo Giacomo Rovellio
- Cardinale Carlo Gaudenzio Madruzzo
- Vescovo Carlo Emanuele Madruzzo
- Vescovo Jesse Perchoffer
La successione apostolica è:
- Vescovo Sigismondo Alfonso Thun (1664)
- Vescovo Paulinus Mayr (1678)
- Vescovo Francesco Alberti Poja (1678)
Note
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 (EN) David Cheney, Bishop Jesse Perchoffer †, su Catholic-Hierarchy.org. URL consultato l'11 dicembre 2025.
- 1 2 3 4 5 Paoli, pp. 109-110, .
- 1 2 3 4 5 Weber, pp. 136-138.
- ↑ (PDF) Parrocchia di Sant'Agostino in Celentino, su Trentino Cultura. URL consultato l'11 dicembre 2025.
- ↑ (PDF) Parrocchia di San Lorenzo in Sarnonico. Inventario dell'archivio storico (1387 - 2008), su Trentino Cultura. URL consultato l'11 dicembre 2025.
- ↑ Chiesa del Santissimo Redentore, Cunevo, - Ente, su Sistema Archivistico Nazionale. URL consultato l'11 dicembre 2025.
Bibliografia
- (PDF) Ugo Paoli (a cura di), I processi informativi per la nomina dei vescovi di Trento nell’Archivio Segreto Vaticano (secoli XVII-XVIII), in Annali dell’Istituto storico italo-germanico in Trento - Fonti, 10, Il Mulino, 2010, ISBN 978-88-15-13998-6. URL consultato l'11 dicembre 2025.
- Simone Weber, I vescovi suffraganei della Chiesa di Trento, Trento, Aor, 1932.
- Studi trentini - Rivista trimestrale della Società per gli studi trentini, 1921.
Collegamenti esterni
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 221152742896227730716 |
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