Jimmy Burke

James Burke

James Burke, detto Jimmy the Gent (New York, 5 luglio 1931 – Buffalo, 13 aprile 1996), è stato un criminale statunitense affiliato alla famiglia Lucchese.

Considerato uno dei più spietati ed efficienti killer della Famiglia Lucchese, benché in quanto irlandese non poté mai aspirare a diventare uomo d'onore, Burke è ritenuto il principale artefice della rapina alla Lufthansa del 11 dicembre 1978 all'aeroporto JFK di New York, considerata all'epoca il più grande furto in contanti della storia degli Stati Uniti. Il colpo, da lui pianificato e coordinato con vari associati della famiglia Lucchese, fruttò circa 5,875 milioni di dollari (equivalenti a oltre 29 milioni di dollari attuali), tra contanti e gioielli.

Nei mesi successivi al colpo, Burke fu sospettato di aver ordinato l'omicidio di numerosi complici – tra cui alcuni suoi stretti collaboratori – per impedire che potessero collegarlo alla rapina o rivendicare una quota del bottino. Nonostante i forti sospetti, non fu mai condannato per questi delitti né per la rapina stessa.

Nel 1982, sulla base delle testimonianze del collaboratore di giustizia Henry Hill, Burke fu condannato per cospirazione e corruzione sportiva nell'ambito dello scandalo delle partite truccate del campionato di basket del Boston College (stagione 1978-79). La pena iniziale fu di 12 anni di reclusione (talvolta riportata come 20 anni in alcune fonti).

Mentre era detenuto, fu processato e riconosciuto colpevole di un ulteriore omicidio, per il quale ricevette una condanna a 20 anni. Burke morì di cancro il 13 aprile 1996 presso il Roswell Park Cancer Institute di Buffalo, New York, mentre era recluso nel Wende Correctional Facility. Al momento della morte gli mancavano ancora dodici anni prima di poter aspirare alla libertà condizionale.

La figura di Burke ha ispirato il personaggio di Jimmy Conway, interpretato da Robert De Niro nel film Quei bravi ragazzi (1990), diretto da Martin Scorsese.[1][2]

Biografia

La giovinezza e l'inizio della carriera criminale

James Burke nacque il 5 luglio 1931 nel Bronx da una relazione extraconiugale tra Frances Conway (nota anche come Jane Conway secondo alcune fonti), una prostituta irlandese, e un padre sconosciuto. Alcune voci dell’epoca indicavano quest’ultimo come un immigrato italiano, ma senza conferme documentali.

All’età di due anni fu affidato a una famiglia adottiva e, nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza, visse in numerose case-famiglia e istituti, dove subì episodi di violenza fisica e abusi sessuali. A tredici anni, un alterco con i genitori affidatari durante un viaggio in automobile provocò un incidente mortale, in cui perse la vita il patrigno.

Burke intraprese molto presto la carriera criminale. Tra i sedici e i ventidue anni trascorse quasi tutto il tempo in carcere o in riformatorio. Negli anni Cinquanta si dedicò a numerose attività illecite, tra cui il contrabbando di sigarette e alcolici non tassati, l’usura, l’estorsione e i furti su commissione. Grazie alla lealtà dimostrata e alle sue capacità organizzative, entrò nell’orbita della famiglia Lucchese, diventando un associato protetto dal caporegime Paul Vario. In quegli anni cominciò a radunare intorno a sé una propria crew, di cui in seguito avrebbero fatto parte figure come Thomas DeSimone, Henry Hill e Angelo Sepe, che Burke prese sotto la sua ala protettiva. Possedeva inoltre il bar Robert’s Lounge a South Ozone Park, nel Queens, che divenne il quartier generale della sua banda.

Nel 1962 sposò la compagna di lunga data Mickey. Il giorno stesso del matrimonio, la polizia rinvenne all’interno dell’automobile di un ex fidanzato della donna – che continuava a molestarla – i resti smembrati dell'uomo in oltre una dozzina di pezzi.

Burke e la moglie ebbero tre figli: Frank James Burke, coinvolto come complice nella rapina alla Lufthansa e assassinato nel 1987; Jesse James Burke; e Catherine Burke, che in seguito sposò Anthony Indelicato, affiliato alla famiglia Bonanno.

Di origine irlandese, Burke non poté mai diventare un membro a pieno titolo della Cosa nostra italoamericana, riservata esclusivamente a uomini di comprovato sangue italiano. Rimase pertanto un semplice associato sotto la protezione di Paul Vario.

Nel novembre 1972, Burke e Henry Hill furono arrestati a Tampa, in Florida, per aver pestato Gaspar Ciaccio, un uomo accusato di avere un grosso debito di gioco nei confronti del loro amico, il sindacalista locale Casey Rosado. Entrambi furono condannati per estorsione e incarcerati nel penitenziario federale di Lewisburg con una pena di dieci anni. Burke fu rilasciato sulla parola dopo sei anni e tornò immediatamente alla sua attività criminale, così come Hill, uscito due anni prima.

Una volta liberi, Burke e Hill iniziarono a trafficare stupefacenti, violando esplicitamente il divieto imposto dalla famiglia Lucchese, che temeva – a ragione – che un eventuale arresto potesse spingere gli affiliati a collaborare con le autorità. Proprio Henry Hill divenne infatti collaboratore di giustizia nel 1980.

Omicidio di William "Billy Batts" Bentvena

Burke in una foto dei primi anni 70

Nel libro Wiseguy, Henry Hill racconta che nel 1970, dopo il rilascio dal carcere di William "Billy Batts" Bentvena, fu organizzata una festa di bentornato presso il Robert's Lounge, il locale di proprietà di James Burke. Durante la serata, Bentvena vide Tommy DeSimone e, scherzando, gli chiese se lucidasse ancora le scarpe. DeSimone interpretò la battuta come un'offesa personale e, rivolgendosi a Hill e Burke, sussurrò:

Lo ammazzo, quel bastardo.[3]

Due settimane dopo, l'11 giugno 1970, Bentvena si trovava al The Suite, un night club di proprietà di Hill. A tarda notte, con il locale quasi vuoto, DeSimone lo colpì brutalmente con la pistola. Secondo Hill, prima di iniziare a picchiarlo, DeSimone gridò:

Lucida queste fottute scarpe![3]

Credendo Bentvena morto dopo il pestaggio, DeSimone, Burke e Hill misero il corpo nel bagagliaio dell’auto di Hill e si fermarono a casa della madre di DeSimone per recuperare una pala e della calce. Mentre erano in macchina, sentirono dei rumori provenire dal baule: Bentvena era ancora vivo. Allora fermarono l’auto e lo finirono a colpi di pala e chiave a croce. Burke poi si servì di un amico proprietario di un canile nello Stato di New York per seppellire il cadavere lì.[3]

Circa tre mesi dopo, l’amico di Burke vendette il canile a dei costruttori edilizi, perciò Burke ordinò a Hill e DeSimone di dissotterrare il corpo e sbarazzarsene altrove.[3] Hill dichiarò che il cadavere fu infine distrutto in un compattatore di rottami in un deposito nel New Jersey, gestito da Clyde Brooks. Tuttavia, nei commenti al film Quei bravi ragazzi, Hill affermò che il corpo era stato inizialmente sepolto nel seminterrato del Robert’s Lounge, e solo in seguito trasferito nel compattatore.

Colpo alla Lufthansa

La rapina alla Lufthansa fu ideata da James Burke e messa in atto con l’aiuto di diversi suoi collaboratori. Il piano prese forma quando il bookmaker Martin Krugman informò Henry Hill che presso il terminal cargo della compagnia aerea Lufthansa, all’aeroporto JFK di New York, arrivavano regolarmente spedizioni di denaro contante.[4] La soffiata proveniva da Louis Werner, un dipendente dell’aeroporto con un debito di gioco di 20.000 dollari nei confronti di Krugman (equivalenti a circa 104.000 dollari nel 2024), e dal suo collega Peter Gruenwald.[3]

Burke scelse personalmente i membri del gruppo operativo: Tommy DeSimone, Angelo Sepe, Louis Cafora, Joe Manri, Paolo LiCastri e Robert McMahon.[5] Il figlio di Burke, Frank, guidava uno dei veicoli di supporto, mentre a Parnell “Stacks” Edwards fu affidato il compito di far sparire il furgone utilizzato per la rapina.[5] In base al ruolo ricoperto, ogni partecipante avrebbe dovuto ricevere tra i 10.000 e i 50.000 dollari. Tuttavia, le cifre si basavano su una stima iniziale del bottino di circa 2 milioni di dollari, ben inferiore all’ammontare reale. Louis Werner avrebbe dovuto ricevere il 10% fisso del totale.[5]

L’11 dicembre 1978, il colpo fu messo a segno: vennero sottratti circa 5,875 milioni di dollari (equivalenti a 28,3 milioni nel 2024), di cui 5 milioni in contanti e 875.000 in gioielli, rendendola la più grande rapina in contanti mai avvenuta negli Stati Uniti fino a quel momento.[6]

Burke è sospettato di aver ordinato o compiuto personalmente l’uccisione di diversi membri della banda, nel timore che potessero tradirlo o attirare l’attenzione delle autorità. La prima vittima fu Edwards, assassinato il 18 dicembre per non aver eliminato il furgone usato nella rapina. Nonostante i numerosi sospetti, Burke non fu mai formalmente incriminato per il colpo, e né il denaro né i gioielli rubati vennero mai recuperati.[7][8]

La condanna al carcere e la morte

Foto segnaletica di Jimmy Burke risalente a un anno prima della sua morte

Nel 1980, James Burke fu arrestato per violazione della libertà vigilata.[9] Due anni dopo, nel 1982, fu condannato a 12 anni di carcere per cospirazione, in relazione allo scandalo delle partite truccate del campionato di basket del Boston College (1978-79).[10] La condanna si basava in gran parte sulla testimonianza dell’ex affiliato Henry Hill. Le dichiarazioni di Hill portarono a un totale di cinquanta condanne in vari procedimenti, tra cui quelle di Burke e del loro superiore, il caporegime Paul Vario.

Durante l’espiazione di quella pena, Burke fu incriminato per l’omicidio del trafficante di droga Richard Eaton, avvenuto nel 1979. Anche in questo caso, Hill testimoniò contro di lui. Burke fu giudicato colpevole e, nel 1985, condannato a una pena aggiuntiva da 20 anni all’ergastolo.[11][12]

Il figlio di Burke, Frank James Burke, spacciatore di cocaina e affiliato alla famiglia mafiosa Gambino, fu ucciso a colpi di pistola all’età di 26 anni, il 18 maggio 1987. L’omicidio avvenne fuori dal Suncrest Tavern, su Liberty Avenue, a East New York, Brooklyn, in seguito a un alterco con due uomini. Il responsabile fu identificato come Tito Ortiz, un altro spacciatore di droga.[13][14][15][16]

James Burke stava scontando la sua pena presso il carcere di massima sicurezza di Wende, ad Alden, nello Stato di New York, quando gli fu diagnosticato un cancro. Morì il 13 aprile 1996, mentre era in cura al Roswell Park Comprehensive Cancer Center di Buffalo.[9]

Se fosse sopravvissuto, avrebbe potuto presentare richiesta di libertà condizionale a partire dal 3 novembre 2008.[17] È sepolto al Saint Charles Cemetery di East Farmingdale, New York.[12]

Personalità

James Burke è stato spesso descritto come una figura dalla personalità duplice, capace di un comportamento esternamente affabile ma associato a una spiccata predisposizione alla violenza calcolata. La sua infanzia travagliata, segnata da ripetuti maltrattamenti in orfanotrofi e famiglie affidatarie, è indicata da diversi studiosi come un elemento formativo di una natura profondamente diffidente e priva di empatia.

Durante gli anni in cui dirottava i camion merci si guadagnò il soprannome “Jimmy the Gent”, dovuto ai modi apparentemente cortesi con cui trattava interlocutori e vittime, tuttavia tali atteggiamenti avevano un carattere eminentemente strumentale e non mancava comunque un fondo di intimidazione (come correttamente rappresentato nel film Quei Bravi Ragazzi, quando fermava un autista di camion gli allungava 50$ ma al contempo gli prendeva la patente dicendogli "tu non sai chi siamo, ma noi sappiamo chi sei tu e dove trovarti"). Burke esercitava un controllo rigoroso sulle proprie attività e considerava la violenza preventiva un mezzo legittimo per tutelare la propria posizione. Le uccisioni successive al colpo Lufthansa del 1978 sono spesso citate come esempio paradigmatico della sua logica utilitaristica.

Testimonianze dirette sottolineano questa contraddizione. Henry Hill, che collaborò a lungo con lui, lo descrisse come un individuo capace di passare con naturalezza dalla cordialità all’omicidio, affermando nel documentario The Real Goodfella: "Era un fottuto pazzo, e le persone lo sapevano. C'era una linea che non potevano oltrepassare, Se la oltrepassavi eri morto e non avresti avuto una seconda possibilità. Se decideva che eri morto prima ti portava a cena, e dopo il dessert potevi stare sicuro che eri morto”[18]. Tale rappresentazione sintetizza la combinazione di autocontrollo, carisma e violenza metodica che caratterizzava la sua figura.

Nella cultura di massa

Quei Bravi Ragazzi (1990)

Nel film Quei bravi ragazzi (1990) di Martin Scorsese, tratto dal libro Il delitto paga bene di Nicholas Pileggi, il personaggio ispirato a James Burke è interpretato da Robert De Niro. Per ragioni legali – Burke era ancora vivo all’epoca delle riprese – il nome fu cambiato in Jimmy Conway, cognome peraltro della madre dell’uomo.

Henry Hill, consulente della produzione, raccontò in seguito che De Niro si preparò al ruolo con straordinaria cura. L’attore lo chiamava più volte al giorno per chiedergli anche i dettagli più minuti del comportamento di Burke: come teneva la sigaretta tra le dita, come faceva roteare la bottiglia di ketchup prima di usarla, e altri piccoli tic che rendono la sua interpretazione così vivida.

Il Furto del Secolo (1991) e Il Colpo (2001)

Nel film per la TV Il furto del secolo del 1991, Burke venne interpretato da John Mahoney.

Nel 2001, Donald Sutherland lo ritrasse nel film per la TV Il colpo.

Nell’ottobre del 2014, il suo coinvolgimento nello scandalo delle partite truccate del Boston College fu approfondito nell’episodio Playing for the Mob della serie documentaristica 30 for 30 di ESPN. La voce narrante del documentario è di Ray Liotta.

Note

  1. ↑ (EN) Good night to a goodfella: the death of Henry Hill is the end of a, su The Independent, 14 giugno 2012. URL consultato il 20 giugno 2025.
  2. ↑ (EN) The Atlanta Federal Penitentiary’s Hollywood connections, in myajc. URL consultato il 20 giugno 2025.
  3. 1 2 3 4 5 Nicholas Pileggi, Wiseguy: Life in a Mafia Family, Simon & Schuster, 1986, ISBN 9780671447342.
  4. ↑ (EN) Selim Algar, Pals so mad at ‘Goodfellas’ turncoat they skipped his wake, su nypost.com, 24 ottobre 2015. URL consultato il 20 giugno 2025.
  5. 1 2 3 The Lufthansa Heist Revisited - Crime Library on truTV.com, su www.trutv.com. URL consultato il 20 giugno 2025 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2008).
  6. ↑ (EN) Airport Cash Loot Was $5 Million; Bandits' Van Is Found in Canarsie; Declared Value Very Low Kennedy Bandits Stole $5 Million $850,628 Listed for Jewelry Least Expensive Way, in The New York Times. URL consultato il 20 giugno 2025.
  7. ↑ (EN) Detectives searched for clues Thursday in the slaying of... - UPI Archives, su UPI. URL consultato il 20 giugno 2025.
  8. ↑ Henry Hill, Gangsters and Goodfellas, Rowman & Littlefield, 2007, ISBN 9781590771297.
  9. 1 2 (EN) The Associated Press, James (Jimmy the Gent) Burke, Gangster, 64, of 'Wiseguy' Fame, in The New York Times, 17 aprile 1996. URL consultato il 20 giugno 2025.
  10. ↑ (EN) Bart Barnes, Kuhn Gets 10-Year Sentence In BC Point-Shaving Case, in The Washington Post, 6 febbraio 1982. URL consultato il 20 giugno 2025.
  11. ↑ (EN) FBI finds possible human remains at former home of late gangster James, in The Independent. URL consultato il 20 giugno 2025.
  12. 1 2 Anthony DeStefano, The Big Heist: The Real Story of the Lufthansa Heist, the Mafia, and Murder, Citadel, 2017, ISBN 9780786040834.
  13. ↑ (EN) The drug dealer son of imprisoned mobster James 'Jimmy... - UPI Archives, su UPI. URL consultato il 20 giugno 2025.
  14. ↑ (EN) Son of a Mob Figure Is Found Shot to Death, in The New York Times, 19 maggio 1987. URL consultato il 20 giugno 2025.
  15. ↑ Burkes son, in Daily News, 20 maggio 1987, pp. 66. URL consultato il 20 giugno 2025.
  16. ↑ (EN) Convicted Drug Dealer Held In Death of Mob Figure's Son, in The New York Times, 20 maggio 1987. URL consultato il 20 giugno 2025.
  17. ↑ NYS Department of Corrections and Community Supervision, in nysdoccslookup.doccs.ny.gov, 16 ottobre 2014.
  18. ↑ Phil's Quick Capsule Review, The Real Goodfella Henry Hill documentary 2006, 19 gennaio 2014. URL consultato il 17 novembre 2025.