Joe Metheny

Joseph Roy Metheny
NascitaBaltimora, 2 marzo 1955
MorteCumberland, 5 agosto 2017
Vittime accertate2
Vittime sospettate13+
Periodo omicidi1976 - 1996
Luoghi colpitiMaryland
Altri criminiomicidio, stupro, rapimento, presunti atti di cannibalismo
Arresto15 dicembre 1996
ProvvedimentiCondannato a morte dallo Stato del Maryland, pena commutata in ergastolo
Periodo detenzione15 dicembre 1996 - 5 agosto 2017
Joe Metheny
Dati militari
Paese servitoStati Uniti (bandiera) Stati Uniti
Forza armataEsercito degli Stati Uniti
SpecialitàArtiglieria
Anni di servizio1973 - 1977
GradoSpecialista
voci di militari presenti su Wikipedia

Joseph Roy Metheny (Baltimora, 2 marzo 1955 – Cumberland, 5 agosto 2017) è stato un criminale statunitense. Stupratore seriale, sebbene avesse affermato di aver ucciso 13 persone, furono trovate prove sufficienti per condannarlo solo per due omicidi.

Biografia

Gli avvocati di Metheny hanno affermato che sua madre trascurava i suoi sei figli mentre lavorava su doppi turni fuori casa, che suo padre era un alcolizzato che morì in un incidente d'auto quando Metheny aveva sei anni e che soffriva di depressione. Metheny ha affermato che i suoi genitori spesso lo mandavano a vivere con altre famiglie in accordi "simili all'affidamento". Sua madre affermò che doveva svolgere più lavori e che erano finanziariamente poveri, ma aveva garantito ai suoi figli una vita familiare normale e che i bambini non avevano mai sofferto la fame o erano stati messi in case di altre famiglie come aveva affermato Metheny. La madre aggiunse che Metheny era uno studente sopra la media, sempre educato e non cattivo da bambino.

Metheny si arruolò nell'esercito degli Stati Uniti nel 1973. Sua madre disse che aveva prestato servizio in Germania, sebbene lui sostenesse di aver prestato servizio in Vietnam e di essere diventato dipendente dall'eroina mentre era in un'unità di artiglieria. Sua madre disse di non ricordare che avesse prestato servizio in Vietnam, e le circostanze del suo servizio furono riportate come non verificate nei resoconti della stampa. Nel 1973, anno del suo arruolamento, il coinvolgimento degli Stati Uniti in Vietnam era pressoché finito.

Metheny contattò raramente sua madre dopo essersi arruolato nell'esercito. Lei disse: «Continuava ad allontanarsi sempre di più. Credo che la cosa peggiore che gli sia mai capitata sia stata la droga. È una storia triste, molto triste».

Omicidi e confessione

A Metheny fu dato l'ironico soprannome "Tiny" ("piccolo") negli anni '90, poiché era alto 1.85, estremamente obeso. Trascorreva gran parte del suo tempo bevendo nei bar e viveva con gruppi di senzatetto in campi di fortuna nel sud di Baltimora; quasi tutti i suoi soldi venivano spesi in crack, eroina e liquori. Tuttavia, aveva un lavoro fisso come carrellista ed era descritto come intelligente, eloquente e molto educato.

Nel 1994 Metheny uccise Cathy Ann Magaziner, e seppellì il suo corpo in una fossa poco profonda nel sito della fabbrica dove lavorava. In seguito affermò di averla strangolata e di aver dissotterrato il suo scheletro sei mesi dopo, di aver messo la sua testa in una scatola e di averla gettata nella spazzatura.[1]

Fu processato per omicidio in un caso diverso nel 1995 per aver presumibilmente ucciso due senzatetto, Randall Brewer e Randy Piker, con un'ascia in una "tendopoli" sotto l'Hanover Street Bridge di Baltimora. Gruppi rivali di senzatetto erano coinvolti in dispute reciproche e uno di loro, Larry Amos, fu condannato per aver rubato l'arma del delitto e averla poi usata per uccidere Everett Dowell, un altro senzatetto. I corpi di Brewer e Piker furono scoperti il 2 agosto 1995, lo stesso giorno in cui Dowell fu assassinato. Amos fu arrestato, accusato di omicidio di primo grado e si dichiarò colpevole dell'accusa minore di omicidio colposo; fu rilasciato dopo aver scontato un anno e nove mesi di una condanna a otto anni. Una giuria concluse nel luglio 1996 che non vi erano prove sufficienti per condannare Metheny per l'omicidio di Brewer e Piker,[2] ma egli successivamente si attribuì gli omicidi.

Metheny uccise Kimberly Lynn Spicer nella metà di novembre 1996 pugnalandola con un coltello.[3][4] L'8 dicembre 1996 rapì Rita Kemper, e tentò di violentarla.[5] Secondo l'accusa, l'uomo avrebbe condiviso la droga con Kemper nella roulotte in cui viveva, presso la fabbrica di pallet. Lei si rifiutò di fare sesso con lui e corse fuori dalla roulotte, così lui la inseguì, la picchiò, la trascinò di nuovo dentro la roulotte, poi le abbassò i pantaloni e tentò di stuprarla. Kemper dichiarò che l'uomo le avrebbe detto: «Ti ucciderò e ti seppellirò nel bosco con le altre ragazze».[6] La donna riuscì a scappare attraverso una finestra e si rifugiò presso gli agenti di polizia della zona.

Metheny chiese quindi a un amico di aiutarlo a seppellire il corpo di Spicer, che aveva nascosto nel sito della fabbrica dopo averla uccisa un mese prima. L'amico denunciò l'accaduto alla polizia il 15 dicembre 1996 e Metheny fu arrestato e accusato dell'omicidio lo stesso giorno. Il proprietario dell'attività fu arrestato con Metheny mentre uscivano da una festa di Natale e fu accusato di complicità dopo il fatto per presunta distruzione di prove. Metheny iniziò a confessare altri omicidi, oltre a quello di Spicer. Condusse la polizia alla fossa comune dove aveva riseppellito i resti decapitati di Magaziner.[4][7] Gran parte del cranio era mancante, ma la polizia riuscì a identificare Magaziner grazie alle impronte dentali.

La polizia dichiarò che lui sceglieva come vittime giovani prostitute bianche dipendenti da eroina e cocaina. Gli omicidi comprendevano anche brutali aggressioni sessuali. Metheny fu incriminato per l'omicidio di Toni Lynn Ingrassia, 28 anni, ma tali accuse furono successivamente ritirate per mancanza di prove. Egli affermò di avere ucciso anche altre tre prostitute lungo Washington Boulevard a Baltimora, sebbene non ci siano prove della maggior parte di quei crimini oltre alla sua confessione.

Disse inoltre di avere gettato i corpi nel fiume Patapsco ma i cadaveri non furono mai rinvenuti. Nel 1997 il The Baltimore Sun riportò la notizia che non era chiaro quanto fossero veritiere le sue affermazioni sul numero di persone che aveva ucciso, sebbene avesse affermato di aver ucciso fino a 10 persone.[3] Il suo avvocato ha detto che Metheny si era detto pentito e che la droga e l'alcol avevano cambiato la sua personalità e lo avevano reso violento.

Condanna

Fu processato nel 1997 nel caso Kemper e condannato a 50 anni di carcere per rapimento e tentata violenza sessuale. Fu assolto dall'accusa di tentato omicidio. Nel 1998 fu invece condannato a morte per l'omicidio di Spicer.[8] Durante l'udienza per la condanna, Metheny affermò di aver commesso gli omicidi perché "gli piaceva".[9]

Nell'agosto 1998, si dichiarò colpevole di aver ucciso e derubato Magaziner, e i pubblici ministeri chiesero la pena di morte anche in quel caso. Ricevette una condanna a morte. La sua condanna a morte fu annullata nel 2001 e la condanna per l'omicidio di Spicer fu ridotta all'ergastolo senza possibilità di libertà condizionata. La motivazione della pena di morte era che l'omicidio era stato commesso durante una rapina, ma le prove indicavano che la rapina non era la sua motivazione primaria.

Morte

Metheny fu trovato morto nella sua cella nella prigione Western Correctional Institution di Cumberland, Maryland, il 5 agosto 2017, all'età di 62 anni.[9]

Note

  1. ↑ Joan Jacobson, Metheny sentencing testimony begins; Jurors hear man confess to strangling prostitute, su The Baltimore Sun, 10 novembre 1998. URL consultato il 17 aprile 2019.
  2. ↑ Peter Hermann, Suspect in slaying says he killed 2 others; Police searches yield no evidence for claims, su The Baltimore Sun, 18 dicembre 1996. URL consultato il 17 aprile 2019.
  3. 1 2 Michael James, As police sift claims, families seek solace; Serial killings suspect might have slain 10, su The Baltimore Sun, 13 gennaio 1997. URL consultato il 16 aprile 2019.
  4. 1 2 Sarah Pekkanen, Suspect's confession to killing played in court; Detective testifies Metheny was alert, cooperative, su The Baltimore Sun, 10 dicembre 1998. URL consultato il 16 aprile 2019.
  5. ↑ Ivan Penn, Slaying suspect on trial in attempted murder, su The Baltimore Sun, 6 novembre 1997. URL consultato il 17 aprile 2019.
  6. ↑ Ivan Penn, Woman describes night of attack; She testifies that she feared she would die at hands of Metheny, su The Baltimore Sun, 7 novembre 1997. URL consultato il 16 aprile 2019.
  7. ↑ Kate Shatzkin, Death penalty to be sought in slayings of 2, su The Baltimore Sun, 21 marzo 1997. URL consultato il 17 aprile 2019.
  8. ↑ (EN) Fredrick Kunkle, Md. High Court Lets Serial Killer Live, su The Washington Post, 25 luglio 2000, ISSN 0190-8286. URL consultato il 17 aprile 2018.
  9. 1 2 (EN) Tim Prudente, Convicted Baltimore killer Joseph Metheny found dead in prison cell, su The Baltimore Sun, 7 agosto 2017. URL consultato il 2 febbraio 2019.