Joesmithite

Joesmithite
Classificazione Strunz9.DE.10[1]
Formula chimicaPb2+Ca2(Mg3Fe3+2)(Si6Be2)O22(OH)2[2]
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallinotrimetrico[3]
Sistema cristallinomonoclino[3]
Classe di simmetriaprismatica[4]
Parametri di cellaa = 9,915(2) Å, b = 17,951(4) Å, c = 5,243(1) Å, β = 105,95(2)°, Z = 2,[3] V = 897,25 ų[5]
Gruppo puntuale2/m[4]
Gruppo spazialeP2/a[3]
Proprietà fisiche
Densità misurata3,83(1)[3] g/cm³
Densità calcolata3,91[3] g/cm³
Durezza (Mohs)5,5[6]
Sfaldaturaperfetta secondo {110}[7]
Colorenero, marrone olivastro in frammenti sottili[8]
Lucentezzasemi adamantina[6]
Opacitàtrasparente in frammenti sottili[8]
Strisciomarrone chiaro[7]
Diffusionerara
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La joesmithite (simbolo IMA: Joe[9]) è un minerale molto raro del supergruppo dell'anfibolo, all'interno del quale viene collocato nel "gruppo degli anfiboli con W(OH,F,Cl)-dominante" e da lì al sottogruppo degli anfiboli di calcio dove è in attesa di essere assegnato in via definitiva al "gruppo contenente la radice orneblenda nel nome"; essendo un anfibolo, appartiene agli inosilicati e pertanto alla famiglia minerale dei "silicati", e possiede composizione chimica Pb2+Ca2(Mg3Fe3+2)(Si6Be2)O22(OH)2.[2]

La struttura cristallochimica della joesmithite è quella degli anfiboli ma ha due caratteristiche che lo rendono unico: è l'unico anfibolo contenente piombo nel sito A e berillio nel sito T (in base alla formula chimica generale AB2C5T8O22W); inoltre il gruppo spaziale è P2/a e non C/2m.[10]

Etimologia e storia

La joesmithite prende il nome in onore del professor Joseph ("Joe") Victor Smith (1928 - 2007), mineralogista e petrologo dell'Università di Chicago (in Illinois, Stati Uniti) per i suoi contributi alla geologia lunare, ai feldspati e alle zeoliti.[5]

È stata scoperta analizzando una serie di campioni raccolti nel 1922 a Långban presso Filipstad (nella contea di Värmland in Svezia) etichettati come minerali somiglianti alla pinakiolite e approvata dall'IMA nel 1968[8]. La somiglianza con la pinakiolite è solo nell'aspetto: la paragenesi e la morfologia del cristallo sono differenti e l'analisi con la diffrazione dei raggi X ha rilevato solo qualche somiglianza con gli anfiboli che cristallizzano secondo il sistema monoclino (detti per questo anche "clinoanfiboli").[8]

Classificazione

Nella classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale fino al 2009,[11] elenca la joesmithite nella classe "9. Silicati (germanati)" e nella sottoclasse "9.D Inosilicati"; questa viene ulteriormente suddivisa in base alla struttura cristallina del minerale in modo tale da trovare la joesmithite nella sezione "9.DE Inosilicati con catene doppie di periodo 2, Si4O11; clinoanfiboli" dove forma il sistema n 9.DE.10.[11]

Tale classificazione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org" e chiamata Classificazione Strunz-mindat.[1]

Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la joesmithite si trova nella classe dei "silicati" e nella sottoclasse degli "inosilicati"; qui il minerale è l'unico membro del sistema nº VIII/F.11 all'interno della sezione del "gruppo anfibolo [Si4O11]6- a due bande; anfiboli Pb-Ca".[12]

Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca la joesmithite nella famiglia dei "silicati"; qui si trova nella classe degli "inosilicati: catene doppie non ramificate, W=2" e nella sottoclasse degli "inosilicati: catene doppie non ramificate, configurazione anfibolo W=2", dove è l'unico membro del sistema nº 66.01.04.[13]

Abito cristallino

La joesmithite cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale P2/a con i parametri reticolari a = 9,915(2) Å, b = 17,951(4) Å, c = 5,243(1) Å e β = 105,95(2)°, oltre ad avere 2 unità di formula per cella unitaria.[3]

Origine e giacitura

La joesmithite è un raro minerale trovato in un giacimento metamorfosato di ferro e manganese; la paragenesi è con barite, calcite, ematite, magnetite, egirina ricca di manganese e quarzo.[7]

Più precisamente il minerale è stato trovato nello skarn formato da ematite, magnetite e schefferite come incrostazione delle cavità rimanenti durante l'ultima fase di cristallizzazione e contenente inclusioni pecilitiche di cristalli di magnetite e grani di quarzo.[8]

È stata trovata solo in Svezia: oltre alla sua località tipo, la miniera di "Långban" (59.85538°N 14.2648°E) presso Filipstad,[14] ci sono stati ritrovamenti anche nella miniera di "Harstigen" presso Persberg.[15][16]

Forma in cui si presenta in natura

La joesmithite è stata scoperta sotto forma di cristalli prismatici appiattiti simili a quelli dell'orneblenda lunghi fino a 1 cm.[8] Il minerale è da trasparente a opaco con lucentezza semi adamantina; il colore è nero, mentre quello del suo striscio è marrone chiaro.[5]

Note

  1. 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2025) Classification - Inosilicates with 2-periodic double chains, Si4O11; Clinoamphiboles, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 30 maggio 2025.
  2. 1 2 (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: January 2025 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, marzo 2025. URL consultato il 30 maggio 2025 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2025).
  3. 1 2 3 4 5 6 7 Moore (1993), p. 101.
  4. 1 2 (EN) Joesmithite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 30 maggio 2025.
  5. 1 2 3 (EN) Joesmithite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 30 maggio 2025.
  6. 1 2 (DE) Joesmithit (Joesmithite), su mineralienatlas.de. URL consultato il 30 maggio 2025.
  7. 1 2 3 (EN) Joesmithite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato il 30 maggio 2025.
  8. 1 2 3 4 5 6 Moore (1969), p. 488.
  9. ↑ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 30 maggio 2025 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
  10. ↑ Moore (1993), p. 103.
  11. 1 2 (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 30 maggio 2025 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
  12. ↑ (DE) Lapis Classification - VIII SILIKATE - VIII/F Ketten- und Bandsilikate, su mineralienatlas.de. URL consultato il 30 maggio 2025.
  13. ↑ (EN) Dana Classification 8th edition - Amphiboles - Mg-Fe-Mn-Li subgroup, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 30 maggio 2025.
  14. ↑ (EN) Långban Mine, Långban Ore District, Filipstad, Värmland County, Sweden, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 30 maggio 2025.
  15. ↑ (EN) Localities for Joesmithite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 30 maggio 2025.
  16. ↑ (DE) Joesmithit (Vorkommen), su mineralienatlas.de. URL consultato il 30 maggio 2025.

Bibliografia

Collegamenti esterni

  • (EN) Joesmithite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 30 maggio 2025.
  • (EN) Joesmithite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 30 maggio 2025.