John Mair

John Mair (in latino noto anche come Joannes Majoris e Haddingtonus Scoto) (Gleghornie, 1467 – Saint Andrews, 1º maggio 1550) è stato un filosofo scozzese, molto apprezzato ai suoi tempi e con un'influenza riconosciuta su molti grandi pensatori del tempo.
Biografia
Fu un insegnante molto noto e le sue opere ebbero ampia diffusione in tutta Europa. Fra i suoi studenti a Parigi, vi erano Giovanni Calvino, John Knox e Ignazio di Loyola. Successivamente vi furono Francisco de Vitoria e Hector Boece.
Il suo "conservatorismo sano", e il suo approccio scettico e logico per lo studio dei testi, come Aristotele o la Bibbia, erano meno apprezzati nell'epoca di un Umanesimo in cui prevaleva un approccio più impegnato e linguistico-letterario.
La sua influenza nella logica (in particolare l'analisi dei termini), scienza (Impeto e infinitesimi), politica (mettendo il popolo al di sopra dei re), Chiesa (Consigli al di sopra dei Papi), e il diritto internazionale (che stabilisce i diritti umani dei "selvaggi" conquistati dagli spagnoli) possono essere rintracciati attraverso i secoli e sembrano decisamente moderni, ed è solo in epoca moderna che non viene abitualmente respinta in quanto di uno scolastico. Il suo stile latino denso e chiaro, ma non elegante, è di facile comprensione; difatti egli pensava che "è più importante capire bene, e chiaramente per stabilire la verità di ogni questione piuttosto che usare un linguaggio eloquente". Tuttavia, è proprio grazie ai suoi scritti, comprensivi di dediche, a cui dobbiamo molto della nostra conoscenza dei fatti della vita quotidiana di Mair (per esempio siamo a conoscenza della sua "bassa statura"). Era un uomo estremamente curioso e attentissimo, e ha usato la sua esperienza - i terremoti a Paisley, il tuono a Glasgow, le tempeste in mare, il mangiare biscotti d'avena, nel nord dell'Inghilterra - per illustrare le parti più astratte dei suoi scritti logici. Fu professore a Parigi (College de Montaigu e Sorbona, Università di St. Andrews e fu Principal dell'Università di Glasgow. Aveva nostalgia di Parigi - "Quando ero in Scozia, ho spesso pensato a quanto avrei voluto tornare a Parigi e dare lezioni come ho fatto in passato e ascoltare le dispute". Morì nel 1550 (forse il 1º maggio).
Riflessioni sugli Indios
Durante la permanenza a Parigi, Mair è stato il primo intellettuale europeo a riflettere filosoficamente sul rapporto tra gli Indios e i Conquistadores. Alla luce dei suoi studi aristotelici, Mair riprese la teoria della schiavitù naturale contenuta nella Politica per giustificare l'assogettamento delle civiltà precolombiane. Accusando l'arretratezza dei costumi nativi, ne negava la razionalità, ponendo di contro l'evidente superiorità delle società europee. Le sue tesi furono ulteriormente sviluppate nelle opere di Sepúlveda, sostenitore della guerra giusta contro gli Indios.[1][2]
Pubblicazioni
- Lezioni di logica - Lione 1516
- Reportata Parisiensia da Duns Scoto co-curata da Mair - Parigi 1517-1518
- Commento alle Sentenze di Pietro Lombardo (In Libros Sententiarum primum et secundum Commentarium) - Parigi 1519
- Storia della Grande Bretagna (Majoris Historia Britanniae, tam quam Angliae Scotiae) - Parigi 1521
- De Gestis Scotorum - Parigi 1521
- Commento sugli scritti di fisica ed etica di Aristotele - Parigi 1526
- Quaestiones Logicales - Parigi 1528
- Commento ai quattro Vangeli - Parigi 1528
- Disputationes de Potestate Papae et Concilii - (Parigi)
- Commento su Etica Nicomachea di Aristotele (il suo ultimo libro)
Note
- ↑ Sergio Landucci, I filosofi e i selvaggi (1580-1780), Torino, Einaudi, 1972.
- ↑ Remo Bodei, La preistoria del rapporto "Signoria-Servitù", in Revue Internationale de Philosophie, vol. 61, 240(2), 2007, p. 188.
Bibliografia
- Alexander Broadie, A The Circle of John Mair: Logic and Logicians in Pre-Reformation Scotland, Oxford 1985
- Alexander Broadie, A The Tradition of Scottish Philosophy, Edinburgh, Polygon, 1990 ISBN 0-7486-6029-1
- Alexander Broadie, "John Mair," in The Dictionary of Literary Biography, Volume 281: British Rhetoricians and Logicians, 1500-1660, Second Series, Detroit: Gale, 2003, pp. 178–187.
- James H. Burns, "New light on John Mair", in Innes Review, Vol IV, Edinburgh 1954
- John Durkan, "John Major: After 400 Years", Innes Review, vol. 1, 1950, pp. 131–139.
- John Mair, A history of Greater Britain, as well England as Scotland; translated from the original Latin and edited with notes by Archibald Constable, to which is prefixed a life of the author by Aeneas J.G. Mackay. Edinburgh University Press for the Scottish History Society, (1892).
- Augustin Renaudet, Préréforme et Humanisme … Paris pendant les premières guerres d'Italie (1494 -1516), Bibliothèque del l'Institut Francais de Florence (Université de Grenoble, 1st series Volume VI), Edouard Champion, Paris 1916
- Hugh Thomas, Rivers of Gold: the rise of the Spanish Empire, Londra, Weidenfeld and Nicolson, 2003 ISBN 0-297-64563-3
- John Venn, J. & John Archibald Venn, Alumni Cantabrigienses, Cambridge University Press, 10 vols, 1922-1958 (voce "Major, John")
Collegamenti esterni
- (EN) John Mair, su MacTutor, University of St Andrews, Scotland.
- (EN) John Mair, su Mathematics Genealogy Project, North Dakota State University.
- (EN) Opere di John Mair, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) John Mair, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
- (EN) John Mair 1467-1550, su jmair.zahnd.be. URL consultato il 21 giugno 2017. Con un'ampia bibliografia di fonti primarie e secondarie
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