John Niel Randle

John Niel Randle
NascitaBenares, 22 dicembre 1917
MorteKohima, 6 maggio 1944
Cause della morteMorto in combattimento
Luogo di sepolturacimitero di guerra di Kohima
Dati militari
Paese servitoRegno Unito (bandiera) Regno Unito
Forza armataBritish Army
ArmaFanteria
RepartoRoyal Norfolk Regiment
Anni di servizio1940-1944
GradoCapitano
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneCampagna della Birmania
BattaglieOperazione U-Go
Battaglia di Kohima
Decorazionivedi qui
dati tratti da John Niel Randle VC[1]
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John Niel Randle (Benares, 22 dicembre 1917 – Kohima, 6 maggio 1944) è stato un militare britannico, decorato con la Victoria Cross nel corso della seconda guerra mondiale[2][3].

Biografia

Targa commemorativa presso la St Peter's Church a Petersham.

Nacque a Benares, in India, il 22 dicembre 1917, figlio di Herbert Niel e di Edith Randle Whitby.[1][4] Studiò alla Dragon School, dove conobbe il suo migliore amico, Leonard Cheshire, poi al Marlborough College e infine al Merton College dell'Università di Oxford dove si laureò in giurisprudenza nel 1939.[5] In quello stesso anno, con lo scoppio della seconda guerra mondiale, fu arruolato nel British Army in forza al 2/6° Battaglione del Surrey Regiment come soldato semplice assegnato a lavori d'ufficio.[1]

Il 18 maggio del 1940 fu nominato sottotenente nel Royal Norfolk Regiment e il 14 giugno assegnato al 2° Battaglione di stanza a Bradford, che stava ricostituendosi dopo l'evacuazione di Dunkerque (Operazione Dynamo).[1] Promosso tenente il 18 novembre 1941 e capitano a titolo temporaneo il 20 gennaio 1942.[6][1] Trasferito in India, nei primi mesi del 1944 il suo reparto fu attivamente coinvolto nella battaglia di Kohima.[2]

Il 4 maggio 1944, a Kohima, in Assam, il suo battaglione attaccò le posizioni giapponesi poste su una cresta vicina.[2] Assunse il comando della compagnia che guidava l'attacco quando il suo comandante rimase gravemente ferito.[2] Di fronte a un fuoco pesante, sebbene ferito al ginocchio da schegge di granata, continuò a comandare i suoi uomini finché la compagnia non conquistò l'obiettivo e consolidò la posizione.[2] Poi avanzò e radunò tutti i feriti che giacevano fuori dal perimetro.[2] Nonostante la ferita rifiutò di essere evacuato ed eseguì personalmente una ricognizione alla luce della luna piena prima di effettuare un ulteriore attacco alla posizione in cui il nemico si era ritirato.[2] All'alba del 6 maggio iniziò l'attacco, da lui condotto, e uno dei plotoni riuscì a raggiungere la cresta della collina occupata dal nemico.[2] Un altro plotone, tuttavia, si imbatté nel pesante fuoco di una mitragliatrice sita un bunker sul pendio opposto del rilievo.[2] Capita immediatamente la pericolosa situazione, caricò la postazione della mitragliatrice giapponese da solo con fucile e baionetta.[2] Sebbene sanguinante al volto e ferito a morte da numerose raffiche di mitragliatrice, raggiunse il bunker e mise a tacere l'arma con una granata lanciata attraverso la feritoia del bunker.[2] Poi gettò il suo corpo attraverso la fessura in modo che l'apertura fosse completamente sigillata.[2]

Il suo corpo fu recuperato sul luogo dell'azione e sepolto nel cimitero di guerra di Kohima.[2] L'8 dicembre 1944 fu insignito della Victoria Cross alla memoria.[2]

Randle era cognato dell'ufficiale aviatore britannico Leslie Thomas Manser, al quale fu conferita postuma la Victoria Cross nel 1942.[2]

La sua Victoria Cross è esposta nella Lord Ashcroft Gallery dell'Imperial War Museum di Londra.[2]

Onorificenze

Victoria Cross - nastrino per uniforme ordinaria
«Il 4 maggio 1944, a Kohima, in Assam, un battaglione del Royal Norfolk Regiment attaccò le posizioni giapponesi su una cresta vicina. Il capitano Randle assunse il comando della Compagnia che guidava l'attacco quando il comandante della Compagnia fu gravemente ferito. La sua gestione di una situazione difficile di fronte al fuoco pesante fu magistrale e, sebbene ferito al ginocchio da schegge di granata, continuò a ispirare i suoi uomini con la sua iniziativa, il suo coraggio e la sua straordinaria leadership finché la Compagnia non ebbe catturato il suo obiettivo e consolidato la sua posizione. Quindi avanzò e radunò tutti i feriti che giacevano fuori dal perimetro. Nonostante la dolorosa ferita, il capitano Randle si rifiutò di essere evacuato e insistette per effettuare una ricognizione personale con grande audacia alla luce della luna prima di un ulteriore attacco della sua Compagnia alla posizione in cui il nemico si era ritirato. All'alba del 6 maggio l'attacco iniziò, guidato dal capitano Randle, e uno dei plotoni riuscì a raggiungere la cresta della collina tenuta dai giapponesi. Un altro plotone, tuttavia, si imbatté nel fuoco intenso di una mitragliatrice media proveniente da un bunker sul pendio opposto del pendio. Il capitano Randle comprese immediatamente che questo particolare bunker copriva non solo la parte posteriore della sua nuova posizione, ma anche la linea di comunicazione del battaglione e che quindi la distruzione della postazione nemica era imperativa per il successo dell'operazione. Con assoluta indifferenza per l'evidente pericolo per sé stesso, il capitano Randle caricò la postazione della mitragliatrice giapponese da solo, con fucile e baionetta. Sebbene sanguinante al volto e ferito a morte da numerose raffiche di mitragliatrice, raggiunse il bunker e fece tacere la mitragliatrice con una granata lanciata attraverso la feritoia del bunker. Poi si lanciò attraverso la feritoia in modo che l'apertura fosse completamente sigillata. Il coraggio dimostrato da questo ufficiale non poteva essere superato e con il suo sacrificio salvò la vita a molti dei suoi uomini e permise non solo alla sua Compagnia, ma all'intero Battaglione, di raggiungere il suo obiettivo e ottenere una vittoria decisiva sul nemico.»
— 8 dicembre 1944.[7]
1939-1945 Star - nastrino per uniforme ordinaria
— [1] Air Crew Europe Star

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Victoria Cross & George Cross Association.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 Victoria Cross Online.
  3. ↑ Brazier 2015, p. 330–331.
  4. ↑ Findagrave.
  5. ↑ Levens 1964, p. 277.
  6. ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 34855, 21 May 1940.
  7. ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 36833, 8 December 1944.

Bibliografia

  • (EN) Kevin Brazier, The Complete Victoria Cross, Barnsley, Pen and Sword, 2015, ISBN 978-1-47384-351-6..
  • (EN) R.G.C. Levens, Merton College Register 1900–1964, Oxford, Basil Blackwel, 1964, ISBN 0-7509-1026-7.

Voci correlate

Collegamenti esterni