John Stuart (generale)

John Stuart
John Stuart in un ritratto inciso da Anthony Cardon
Nascitanella provincia della Georgia, nel 1759
MorteClifton (Bristol), 2 aprile 1815
Dati militari
Paese servito Regno di Gran Bretagna
Regno Unito (bandiera) Regno Unito
Forza armataBritish Army
Anni di servizio1778 - 1815
GradoTenente generale
GuerreGuerra d'indipendenza americana
Guerre rivoluzionarie francesi
Guerre napoleoniche
CampagneTeatro meridionale della guerra d'indipendenza americana
Campagna delle Fiandre
Invasione di Napoli (1806)
Insurrezione calabrese
Spedizione in Sicilia (1810)
BattaglieAssedio di Charleston
Battaglia di Camden
Battaglia di Guilford Court House
Battaglia di Yorktown
Assedio di Valenciennes (1793)
Battaglia di Linselles
Battaglia di Hondschoote
Battaglia di Lannoy (1793)
Assedio di Landrecies (1794)
Battaglia di Tournai
Battaglia di Alessandria
Assedio del Cairo
Assedio di Alessandria d'Egitto (1801)
Battaglia di Maida
Primo assedio di Scilla (1806)
Comandante diTeatro del Mar Mediterraneo
DecorazioniGran Croce dell'Ordine del Bagno
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John Stuart, conte di Maida (Provincia della Georgia, 1759 – Clifton, 2 aprile 1815), è stato un generale britannico delle guerre napoleoniche, nato negli attuali Stati Uniti d'America.

Biografia

Stuart nacque in Georgia, figlio del colonnello John Stuart,[1][2] sovrintendente degli affari indiani nel distretto meridionale e un importante lealista nella guerra d'indipendenza americana. Educato alla Westminster School, il giovane Stuart entrò nel 3rd Foot Guards nel 1778 e quasi immediatamente tornò in America con il suo reggimento. Fu presente all'assedio di Charleston, alle battaglie di Camden e di Guilford Court House e alla resa di Yorktown, tornando con il grado di tenente di reggimento e capitano d'esercito, come era consuetudine allora nelle Guardie.[3]

Dieci anni dopo, come capitano e tenente colonnello, era presente con l'esercito del duca di York nei Paesi Bassi e nella Francia settentrionale. Partecipò agli assedi e alle battaglie della campagna del 1793, come Valenciennes, Linselles, Dunkerque e Lannoy. L'anno seguente, ora a capo del suo battaglione, era presente all'assedio di Landrecies e alla battaglia di Tournai[N 1] e quando la situazione si capovolse a sfavore degli alleati della Prima coalizione, condivise con le sue Guardie i disagi della ritirata. Come generale di brigata prestò servizio in Portogallo nel 1796 e a Minorca nel 1799. Ad Alessandria d'Egitto, nel 1801, la sua gestione della brigata gli valse una speciale lode negli ordini generali, e un anno dopo divenne maggior generale effettivo.[4] In seguito prese parte all'assedio del Cairo e, successivamente, all'azione finale in Egitto con la resa di Alessandria.

Dopo due anni al comando di una brigata nel Kent, Stuart si recò con Sir James Henry Craig nel Mediterraneo. I britannici, insieme ai russi di Maurice de Lacy, erano impiegati nella difesa del Regno di Napoli, ma la battaglia di Austerlitz portò al richiamo del contingente russo e poco dopo i britannici evacuarono l'Italia. Così esposta, Napoli cadde nelle mani delle truppe di Andrea Massena, ma Gaeta resistette ancora per conto di re Ferdinando e il grosso delle forze di Massena rimase bloccato nell'assedio di questa fortezza. Stuart, che aveva assunto il comando temporaneo, si rese conto della debolezza della posizione francese in Calabria e il 1º luglio 1806 sbarcò rapidamente tutte le sue forze disponibili nel golfo di Sant'Eufemia. Il 4 luglio, le forze britanniche, forti di 4 800 uomini, ottennero la celebre vittoria di Maida sull'esercito di Jean Reynier. Dopo questo successo, Stuart marciò verso sud e, dopo una serie di scaramucce minori, tornò in Sicilia poiché riteneva che le sue forze fossero troppo deboli per lanciare un'offensiva su vasta scala contro la testa di ponte di Massena a Napoli. Dopo aver assediato e preso il castello Ruffo di Scilla, le truppe tornarono a Messina. Oltre alla dignità di conte di Maida conferitagli dalla corte di Palermo, Stuart ricevette i ringraziamenti del parlamento e una rendita annua di 1 000 sterline, nonché l'onorificenza di Cavaliere Commendatore dell'Ordine del Bagno (K.C.B.). Sostituito da altri due generali, Henry Edward Fox e John Moore, quest'ultimo più giovane di lui, Stuart tornò a casa nel 1806.[4]

Un anno dopo, ormai tenente generale, ricevette il comando del Mediterraneo, che mantenne fino al 1810. Le sue operazioni si limitarono all'Italia meridionale, dove Gioacchino Murat, re di Napoli, controllava la terraferma, mentre le truppe britanniche e siciliane (insieme ad alcuni esuli napoletani) controllavano la Sicilia per il re Borbone. Tra gli eventi di questo periodo si possono citare il fallimento del tentativo di soccorrere il colonnello Hudson Lowe a Capri, la spedizione contro le cannoniere di Murat nel golfo di Napoli e il secondo assedio di Scilla. I vari tentativi fatti da Murat di attraversare lo stretto fallirono uniformemente, sebbene in un'occasione i napoleonici riuscirono effettivamente a mettere piede sull'isola. Nel 1810 Stuart tornò in Inghilterra.[4] Morì a Clifton il 2 aprile 1815. Due mesi prima aveva ricevuto la Gran Croce dell'Ordine del Bagno (G.C.B.).[4] A. G. Macdonell nel suo libro del 1934 Napoleon and His Marshals descrisse Stuart come "un uomo pigro, incompetente e malvagio".[5]

Onorificenze

Note

Note informative

  1. ↑ Chiamata anche battaglia di Pont-à-Chin la bataille de Pont à Chin ou bataille de Tournai en 1794, su notele.be.

Note bibliografiche

  1. ↑ Chisholm 1911, p. 1047
  2. ↑ Nichols, 1993
  3. ↑ Chisholm 1911, pp. 1047-1048
  4. 1 2 3 4 Chisholm 1911, p. 1048
  5. ↑ Macdonell 1934, p. 209

Bibliografia

Attribuzione

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