John Vanderlyn

Autoritratto, 1800, Metropolitan Museum of Art

John Vanderlyn (Kingston, 18 ottobre 1775 – Kingston, 23 settembre 1852) è stato un pittore statunitense.

Fu uno dei primi pittori americani a formarsi a Parigi, oltre che uno dei maggiori artefici della diffusione del neoclassicismo negli Stati Uniti[1]

Biografia

Primi anni

Vanderlyn nacque a Kingston, nella provincia di New York, nell'America britannica, ed era il nipote del ritrattista coloniale Pieter Vanderlyn, originario dei Paesi Bassi.

Lavorò presso un venditore di stampe nuovaiorchese e fece i primi passi nel mondo dell'arte grazie ad Archibald Robinson (1765–1835), uno scozzese che in seguito sarebbe stato uno dei direttori dell'accademia americana di belle arti.[2]

Fu notato da giovane da Aaron Burr, che ne sponsorizzò gli studi prima presso il pittore Gilbert Stuart a Filadelfia, dove poté copiare alcuni dei suoi ritratti,[3] e in seguito all'École nationale supérieure des beaux-arts di Parigi, dove studiò presso François-André Vincent.[2]

Carriera

Arianna a Nasso, 1812 (Filadelfia, accademia di Belle Arti della Pennsylvania)

Dopo una nuova parentesi americana (1801-1803), durante la quale dipinse due paesaggi con le cascate del Niagara nel 1802, tornò in Europa dove conobbe la sua stagione migliore: fu lì che espose il suo primo quadro di storia, La morte di Jane McCrea, dipinto per Joel Barlow nel 1804. In seguito Vanderlyn andò a Roma, dove dipinse il Mario fra le rovine di Cartagine, che venne esposto al Salone di Parigi del 1808.[2] Questo successo fece sì che egli rimanesse a Parigi per sette anni, durante i quali ebbe molta fortuna. Nel 1812 espose un'Arianna nuda (della quale Durand fece un'incisione; oggi è nell'accademia di Belle Arti della Pennsylvania), che accrebbe la sua fama.[4] Quando Aaron Burr fuggì a Parigi, Vanderlyn rimase il suo unico sostegno per un certo periodo.[3]

Palazzi e giardini di Versailles, 1818-1819 (3,6 m x 49,5 m; New York, Metropolitan Museum of Art)

Di nuovo negli Stati Uniti a partire dal 1815, si trovò in difficoltà professionali che lo spinsero ad allestire a sue spese un edificio su un terreno datogli in concessione dalla città di New York, nella quale espose il colossale dipinto Palazzi e giardini di Versailles (1818-1819, ora esposto al Metropolitan Museum), nel tentativo di ricrearsi in patria la popolarità avuta in Europa.[5] Nonostante l'ingente investimento di denaro, i ricavi economici rimasero deludenti e per di più la concessione del terreno venne ritirata dopo pochi anni. Si ritirò quindi a Kingston, dove per mantenersi eseguiva ritratti dalla qualità ritenuta piuttosto scadente. Negli ultimi anni della sua vita ottenne comunque due importanti commissioni da parte del Governo: un Ritratto di George Washington (1832) e Lo sbarco di Colombo (1842-44), entrambi conservati al Campidoglio di Washington.[1]

Morì in povertà a Kingston, il 23 settembre del 1852.[3] Venne sepolto nel cimitero rurale della città.[6] Molte sue opere sono esposte al Metropolitan Museum[7].

Note

  1. 1 2 (EN) John Vanderlyn, su britannica.com. URL consultato il 28 febbraio 2015.
  2. 1 2 3 (EN) Albany Institute of History and Art, Albany Institute of History & Art: 200 Years of Collecting, SUNY Press, 1º gennaio 1998, p. 70, ISBN 978-1-55595-101-6. URL consultato il 16 gennaio 2026.
  3. 1 2 3 Chisholm 1911, p. 886.
  4. ↑ (EN) John Vanderlyn, "Ariadne Asleep on the Island of Naxos" (1809-1814) | PAFA - Pennsylvania Academy of the Fine Arts, su www.pafa.org, 28 dicembre 2014. URL consultato il 16 gennaio 2026.
  5. ↑ (EN) John Vanderlyn - Panoramic View of the Palace and Gardens of Versailles - American - The Metropolitan Museum of Art, su www.metmuseum.org. URL consultato il 16 gennaio 2026.
  6. ↑ (EN) INTERRED NOTABLES, su Wiltwyck Cemetery. URL consultato il 16 gennaio 2026.
  7. ↑ (EN) John Vanderlyn, su metmuseum.org. URL consultato il 28 febbraio 2015.

Bibliografia

  • (EN) Hugh Chisholm (ed.), "Vanderlyn, John", in Encyclopædia Britannica, Vol. 27 (11th ed.), Cambridge University Press, 1911.

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