Josef Weiss (compositore)

Josef Weiss (o Weiß; Košice, 5 novembre 1864 – Ghetto di Budapest, 1945) è stato un compositore e pianista ungherese.

Cominciò la sua carriera come pianista concertista nel 1877 all'età di 13 anni, esibendosi in sale da concerto internazionali sino al 1924 e venendo particolarmente ammirato per le sue interpetrazioni di lavori di Johannes Brahms, Frédéric Chopin e Franz Liszt, il quale fu suo insegnante. Weiss incise inoltre diverse registrazioni per la Anker-Record, una casa discografica con sede a Berlino, e pubblicò diverse sue composizioni grazie all'editore Carl Simon. Fu il primo compositore cinematografico degno di nota per una pellicola in tedesco, scrivendo una colonna sonora pianistica per la prima de Lo studente di Praga nel 1913 (la musica verrà poi orchestrata per essere presentata con il film a varî festivali musicali internazionali nel 2013). Vittima dell'Olocausto, morì durante il suo internamento presso il ghetto di Budapest nel 1945[1].

Weiss era un musicista di talento che suonava in maniera migliore quando era in situazioni meno pressanti; i casi di alto stress influivano infatti negativamente sia sulle sue prestazioni che sul suo temperamento[2]. Nel 1910 un incidente di gran lunga pubblicizzato accadde tra lui ed il direttore d'orchestra Gustav Mahler, durante una prova presso la Carnegie Hall assieme alla New York Philharmonic. Diverse fonti affermano che Weiss attaccò il collega durante una più o meno accesa discussione con la propria partitura[3], mentre altre sostennero che si limitò a gettare il suo spartito a terra[4] o a sbattere il pianoforte[5]. Tutta la documentazione però è d'accordo sul fatto che il pianista lasciò la prova e che l'orchestra fu costretta a trovare un altro suonatore all'ultimo minuto per il loro imminente concerto[3][4][5][6]. Questo evento - come già detto sopra - ampiamente pubblicizzato ebbe un impatto negativo sulla reputazione di Weiss, sebbene Mahler continuò a stimarlo molto come pianista concertista mantenendo a parte tutto l'amicizia con lui anche dopo questo avvenimento[6].

Biografia

Primi anni e formazione

Nato a Košice, Joseph Weiss fu figlio degli ebrei ungheresi Emil e Charlotte Weiss. Bambino prodigio, cominciò la sua carriera da pianista concertista all'età di 13 anni[1], e come suo fratello, il compositore Henri Berény, fu un pupillo di Franz Liszt al presso l'omonima accademia musicale[7]. I suoi altri due insegnanti furono Ferenc Erkel e Robert Volkmann. Dopo questo periodo di iniziale formazione, Weiss studiò prima composizione musicale all'Università per la musica e le arti intepetrative di Vienna, ove fu inoltre compagno e amico di Leoš Janáček[1], e successivamente pianoforte in Germania sotto la guida di Moritz Moszkowski[8].

Carriera da pianista, compositore ed insegnante

Disco fonografico del 1911 della Anker-Record con un'interpetrazione di Weiss di una composizione musicale di Chopin

Come molti compositori e musicisti della sua epoca, Weiss divideva il suo tempo tra l'esecuzione, la composizione e l'insegnamento. Dopo essersi diplomato al Conservatorio di Vienna, entrò a far parte del corpo docente della scuola di musica di Theodor Kullak, la Neue Akademie der Tonkunst[9]. Il suo primo successo come compositore fu il Concerto per pianoforte, Op. 13, per il quale fu solista al pianoforte nella sua prima esecuzione con l'Orchestra Filarmonica di Berlino (precursore della Filarmonica di Berlino) il 30 dicembre 1890. Eseguì nuovamente quest'opera a Weimar sotto la direzione di Richard Strauss l'anno successivo[1].

Nel 1891 fu invitato da Anton Rubinstein a unirsi alla facoltà del Conservatorio di San Pietroburgo, ove insegnò fino al 1893[1]. Tenne poi una serie di recital a New York alla Mendelssohn Hall nel 1898-1899, ricevendo particolari elogi dalla critica per la sua interpretazione delle opere di Brahms[10]. Weiss tornò periodicamente nella capitale dello Stato di New York, in particolare come accompagnatore di Emma Nevada per le esibizioni al Metropolitan Opera[1]. Tenne inoltre una serie di concerti per pianoforte in tutti gli Stati Uniti promossi da Steinway & Sons[11].

Il pianista stabilì la sua dimora in Germania, vivendo sia a Lipsia[11] che a Berlino[1]. Come compositore, le sue opere furono scritte interamente per pianoforte[12]. Diverse sue composizioni furono pubblicate dall'editore musicale berlinese Carl Simon, e realizzò anche diverse registrazioni con la casa discografica della stessa città Anker-Record. Weiss si guadagnò così la reputazione di grande interprete delle opere di Johannes Brahms, Frédéric Chopin e Liszt[1], tanto che le sue interpretazioni inventive delle Rapsodie ungheresi di quest'ultimo, registrate sempre per la Anker-Record nel 1910, sono state di particolare interesse per gli storici della musica ed i collezionisti di dischi[13].

Nel 1914 Weiss entrò a far parte della facoltà del Conservatorio Stern di Berlino. Dal 1920 al 1924 si esibì in numerose tournée come pianista concertista tenendo concerti a Parigi, Chicago, Londra, Lipsia, Budapest, Vienna e New York, tra le altre città, pur mantenendo una residenza a Berlino[1][12].

Reputazione

Ritaglio di giornale del 31 gennaio 1910 che riporta l'incidente tra Weiss (a sinistra) e Mahler (a destra).

La reputazione di Weiss come pianista fu offuscata da problemi personali legati sia al nervosismo che al temperamento. Ernő Dohnányi si lamentò del fatto che l'incapacità di Weiss di controllare l'irritabilità fosse un danno per la sua esecuzione. Egli considerava Weiss il "più grande pianista del mondo" quando suonava in concerti a bassa pressione, ma notava che in situazioni difficili il nervosismo del collega rendeva la sua esecuzione "esagerata e distorta"[2]. A volte, il suo comportamento nei concerti mostrava un comportamento eccentrico e imprevedibile che lo storico Gregor Benko considerava simile, ma più aggressivo, a quello del pianista concertista Vladimir de Pachmann, un altro pianista di quel periodo noto per un comportamento bizzarro nei concerti[3].

Ultimi anni e morte

Con l'ascesa della Germania nazista, Weiss fuggì da Berlino nel 1936 e raggiunse la città di Košice. Non potendo portare con sé molto più di quello che poteva contenere in una valigia, aveva poche risorse ed era senza fissa dimora. Condusse un'esistenza nomade nei successivi anni, trascorrendo del tempo prima in Italia e poi in Svizzera prima di tornare in Ungheria nel 1939, dove si stabilì a Budapest[1].

Fu vittima dell'Olocausto. Internato contro la sua volontà nel ghetto di Budapest ed una delle prime 80 persone rinchiuse in quel ghetto nazista nel novembre del 1944, morì nello stesso loco nel 1945 in circostanze sconosciute, possibilmente svolgendo lavori forzati o partecipando a una marcia della morte[1].

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 (SK) Agata Schindler, Košickí bratia Weiss a Berény v Berlíne, New Yorku, Paríži a Budapešti, su Opera Slovakia, 25 novembre 2020. URL consultato il 18 aprile 2026.
  2. 1 2 Ernst von Dohnányi: a song of life, Indiana University Press, 2002, ISBN 978-0-253-10928-6.
  3. 1 2 3 Edward Blickstein e Gregor Benko, Chopin's prophet: the life of pianist Vladimir de Pachmann, Scarecrow Press, 2013, ISBN 978-0-8108-8496-0.
  4. 1 2 Internet Archive, On Mahler and Britten : essays in honour of Donald Mitchell on his seventieth birthday, Woodbridge, Suffolk : Boydell Press ; Aldeburgh : Britten-Pears Library, 1995, ISBN 978-0-85115-382-7. URL consultato il 18 aprile 2026.
  5. 1 2 (EN) PIANIST LOST HIS TEMPER.; Josef Weiss and Mr. Mahler Had a Row and a New Player Was Recruited, in The New York Times, 31 gennaio 1910. URL consultato il 18 aprile 2026.
  6. 1 2 (EN) Gustav Mahler, Gustav Mahler's American Years, 1907-1911: A Documentary History, Pendragon Press, 1989, ISBN 978-0-918728-73-9. URL consultato il 18 aprile 2026.
  7. ↑ Kurt Internet Archive, The encyclopedia of the musical theatre, New York : Schirmer Books, 1994, ISBN 978-0-02-871445-5. URL consultato il 21 aprile 2026.
  8. ↑ ВЕЙС, Йозеф (Josef Weiß) (1864–1945) | Drupal, su www.conservatory.ru. URL consultato il 21 aprile 2026.
  9. ↑ ВЕЙС, Йозеф (Josef Weiß) (1864–1945) | Drupal, su www.conservatory.ru. URL consultato il 25 aprile 2026.
  10. ↑ "MUSICAL AND DRAMATIC: A Notable Performance of "Les Huguenots" at the Opera. JOSEF WEISS'S PIANO RECITAL "Mignon" Sung in English at the American Theatre — New Bills Elsewhere", in The New York Times, 21 febbraio 1899, p. 6.
  11. 1 2 "Berlin; Josef Weiss, the distinguished pianist and Brahms interpreter", in The Musical Courier, n. 6, 21 giugno 1905.
  12. 1 2 (EN) Oscar Thompson, "WEISS, Joseph ( b . Kaschau, 1864 )", collana The International Cyclopedia of Music and Musicians, Dodd, Mead & Co., 1943, p. 2039.
  13. ↑ "Robert Matthew-Walker On Some Recent Discoveries", in Musical Opinion, n. 117, 1994, p. 283.

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