Joseph Alexandre Picard

Joseph Alexandre Picard (Lavigny, 20 giugno 1813 – Parigi, 17 febbraio 1902) è stato un generale francese.

Biografia

Era figlio di Jean Baptiste Picard (1765-1840), capitano, membro della Legion d'Onore e Cavaliere dell'Impero, e di Pierrette Elisabeth Demonget (1781-1848). Sposò Octavie Emelie Crignon (1828-1887) a Saint Leu nel 1852, dalla quale ebbe tre figli: Alexandre Henri (1854-1906), Gabrielle Elisabeth Julie e Robert (1864-1913).

Studente alla scuola militare di Saint-Cyr nel 1831, raggiunse il grado di sottotenente il 27 dicembre 1833 nel 24° reggimento di fanteria leggera.[1]

Nel 1836 fu inviato in Algeria. Fu promosso tenente il 4 marzo 1838. Si distinse per la prima volta il 20 ottobre 1839, salvando un ufficiale. Il 21 novembre 1839, fu ferito da un colpo di arma da fuoco alla gamba nella battaglia dell'Oued Allegh. Partecipò alla cattura del passo di Mouzaïa il 12 maggio 1840 e fu ferito di nuovo il 3 ottobre 1840, da un colpo di arma da fuoco alla gamba sinistra al passo di Gontas. La sua condotta nella battaglia di Sidi Abd el Kader gli valse un encomio il 7 ottobre 1840. Fu ferito una terza volta, al ginocchio, il 29 ottobre 1840, nella battaglia di Chiffa.[1]

Il 17 luglio 1841 fu promosso capitano. Fu trasferito al 53° reggimento di fanteria e partecipò alle battaglie di Isly e poi di Tiferaa. Fu menzionato nei dispacci e nominato Cavaliere della Legion d'Onore il 27 novembre 1844. Ricevette altre due citazioni, il 29 dicembre 1844, per la sua condotta in una battaglia in Cabilia a Souk El Tleta, e l'11 ottobre 1845, all'Oued Isly in una battaglia contro lo sceicco Boumaza.[1]

Fu promosso comandante di battaglione il 12 settembre 1848 nel 20º reggimento di fanteria dell'Armata delle Alpi. Durante la spedizione romana del 1849, guidò il suo battaglione nei sobborghi della città, contribuendo al successo della battaglia di Villa Panphili, ma fu fatto prigioniero.

Nel settembre 1849, ritornò in Algeria e partecipò alle spedizioni in Cabilia, ottenendo successivamente l'incarico di comandante del distretto di Djidjeli nel 1850.

Battaglia di Solferino

IL1 maggio 1854 fu promosso colonnello del 16° reggimento di fanteria leggera, che divenne il 91° reggimento di fanteria in ottobre, e partecipò alla guerra di Crimea. Il 10 giugno 1855 si distinse respingendo una sortita russa, guadagnandosi il grado di ufficiale della Legion d'onore. Il 18 giugno, durante l'assalto a Malakoff, si distinse nuovamente, ma fu ferito durante l'attacco, nello stesso momento in cui il generale Brunet fu ucciso. Durante l' assalto finale a Malakoff, assunse il comando della brigata e assicurò la difesa del forte, organizzando risolutamente il contrattacco. Durante queste operazioni, subì un'altra ferita.

Fu promosso generale di brigata il 22 settembre 1855. Dopo un soggiorno in Algeria dal 1858 al 1859, partecipò alla Campagna d'Italia al comando della 1ª brigata della divisione del generale Renault (3º corpo). Si distinse nella battaglia di Magenta, poi a Solferino al comando di una brigata di volteggiatori della Guardia Imperiale.[2]

Fu promosso a maggiore generale il 31 dicembre 1859, diventando uno dei generali più giovani dell'esercito. Comandò diverse divisioni in Francia e fu promosso a comandante della Legion d'Onore nel 1861 e poi a grande ufficiale nel 1866.

Nel 1868 comandò la 2ª Divisione di fanteria della Guardia, composta da granatieri e zuavi, con la quale combatté nella guerra franco-prussiana del 1870.

Nel 1873 ricevette il comando del 13° Corpo d'Armata. Fu elevato alla dignità di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'onore il 3 febbraio 1875.

Si ritirò nel 1880. Morì a Parigi il 17 febbraio 1902.

Onorificenze

Onorificenze francesi

Note

  1. 1 2 3 (FR) Joseph Alexandre Picard.
  2. ↑ Henri Roger de Beauvoir, Nos Généraux 1871 - 84, Paris, Berger-Levrault, 1878, p. 437-442.
  3. ↑ (FR) Leonore Archives Nationales.

Bibliografia

Collegamenti esterni