Joseph Ettedgui
Joseph Ettedgui, comunemente noto semplicemente come Joseph, (Casablanca, 22 febbraio 1936 – Londra, 18 marzo 2010), è stato uno stilista, imprenditore, designer e commerciante britannico con sede a Londra e fondatore dell'impero commerciale Joseph. Dopo la sua scomparsa, il presidente del British Fashion Council, Harold Tillman, lo ha descritto come: “un grande stilista, commerciante e imprenditore”. Godfrey Deeny, redattore di moda di Le Figaro, lo ha definito “uno dei sei più grandi rivenditori di moda dell'ultimo mezzo secolo”[1][2].
Primi anni e carriera
Nato a Casablanca il 22 febbraio 1936, Joseph Ettedgui era figlio di un commerciante di mobili marocchino ebreo. Il padre di Joseph considerava il commercio al dettaglio una professione poco prestigiosa e desiderava che suo figlio diventasse medico o avvocato.[3][4] Joseph non aveva tali ambizioni e nel 1960 si trasferì a Londra con suo fratello Maurice per diventare parrucchiere. Due anni dopo i fratelli aprirono un salone di parrucchiere (Salon 33) in King's Road, Chelsea, uno dei centri nevralgici della Swinging London. Nel 1964 si unì a loro il fratello Franklin.[5][6] In un'intervista del 1989 al Jewish Chronicle, Joseph dichiarò: “Desideravo davvero diventare architetto, ma sono estremamente impaziente. Decisi di seguire un corso di parrucchiere e mi appassionai; mi piaceva il modo in cui era possibile trasformare una persona in due ore”.[4]
Passaggio al commercio di articoli di moda
Joseph Ettedgui iniziò a recarsi a Parigi per visionare le collezioni prêt-à-porter. Ciò lo portò a incontrare e a stringere una prima collaborazione commerciale con lo stilista giapponese Kenzo Takada. Iniziò a vendere maglioni Kenzo nel Salon 33 e nel 1972 aprì il primo negozio di abbigliamento Joseph sotto il salone di parrucchiere.[7][8] I maglioni Kenzo nella vetrina del negozio furono notati dall'allora redattore di moda del Sunday Times Michael Roberts e utilizzati in un servizio fotografico, una mossa che permise di lanciare contemporaneamente la moda minimalista europea e il marchio Joseph a un pubblico più ampio nel Regno Unito.[9]
Nel 1979 fu aperto un negozio monomarca high-tech progettato da Norman Foster in Sloane Street, Knightsbridge, dopo di che Joseph Ettedgui consolidò la sua posizione di pioniere nel settore della vendita al dettaglio. Durante gli anni '80 furono introdotti capi di maglieria e abbigliamento a marchio proprio. Il marchio Joseph si espanse nel settore della ristorazione (Joe's Café) e dei prodotti per la casa (Joseph Pour la Maison). Furono aperti negozi a Londra e in altri importanti centri della moda, tra cui New York, Parigi e Tokyo.[1][3]
Influenza e retaggio
Joseph Ettedgui ha assistito stilisti emergenti, tra cui Margaret Howell, Katharine Hamnett, John Galliano e Azzedine Alaïa.[6] Ha inoltre sostenuto architetti e interior designer, collaborando con nomi quali David Chipperfield ed Eva Jiřičná. Lo stilista britannico John Richmond lo ha definito “il creatore del retail moderno” e la stilista e imprenditrice italiana Miuccia Prada ha dichiarato che i negozi di Joseph erano “tra i più belli al mondo”.[10][11] Gail Sackloff, direttrice merchandising di Saks Fifth Avenue con sede a Londra, ha ricordato come negli anni '80 i clienti americani che visitavano Londra desiderassero sempre visitare i negozi di Joseph per il modo in cui egli presentava i prodotti.[12]
Progetti successivi
Dopo aver venduto il marchio Joseph al suo licenziatario giapponese nel 2005, Joseph Ettedgui ha rivolto la sua attenzione e il suo patrimonio a Connolly Luxury Goods, una filiale di Connolly Leather, e al ristorante italiano Il Vaporetto Belgravia.[6][13] A novembre 2020, l'attività commerciale di Connolly rimane di proprietà della sua vedova, Isabel.[14]
Note
- 1 2 (EN) Joseph Fashion Label – Designer London Fashion, in London Fashion Review, 2011. URL consultato il 3 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 14 giugno 2012).
- ↑ (EN) Godfrey Deeny, Joseph Ettedgui Dead at 74, in Fashion Wire Daily, New York, 22 marzo 2010. URL consultato il 3 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 7 giugno 2010).
- 1 2 (EN) Joseph Ettedgui - obituary, in The Telegraph, Londra, Londra, 19 marzo 2010. URL consultato il 1º febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 13 gennaio 2013).
- 1 2 (EN) Jessica Elgot, Fashion designer 'Joseph' dies, in Jewish Chronicle, London, 22 marzo 2010. URL consultato il 3 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2021).
- ↑ (EN) Martin Childs, Joseph Ettedgui: Fashion designer and entrepreneur who made his name selling clean-cut styles at affordable prices, in The Independent, Londra, 23 marzo 2010. URL consultato il 3 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 14 dicembre 2015).
- 1 2 3 (EN) Valerie Wade, Joseph Ettedgui obituary, in The Guardian, Londra, 23 marzo 2010. URL consultato il 3 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 16 dicembre 2013).
- ↑ (EN) Laura Craik, Fashion designer Joseph Ettedgui, paragon of good taste, dies at 71, in Evening Standard, Londra, 12 aprile 2012. URL consultato il 3 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2021).
- ↑ (EN) Fashion designer Joseph Ettedgui, paragon of good taste, dies at 71, su www.standard.co.uk, 12 aprile 2012. URL consultato il 3 febbraio 2013.
- ↑ (EN) Tim Blanks, Joseph Ettedgui, R.I.P., su style.com, 19 marzo 2010. URL consultato il 3 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 27 novembre 2012).
- ↑ (EN) Anna Winston, Joseph Ettedgui 1938-2010, in Building Design, Londra, 1º aprile 2010. URL consultato il 3 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
- ↑ (EN) Damien Pearse, Fashion's Joseph dies aged 74, in The Guardian, Londra, 20 marzo 2010. URL consultato il 4 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 20 aprile 2016).
- ↑ (EN) Robert O'Byrne, Annette Worsley-Taylor, Style city: how London became a fashion capital, Londra, Frances Lincoln, 2009, p. 117, ISBN 9780711228955.
- ↑ (EN) Joseph Ettedgui, in Business Week. URL consultato il 2 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2016).
- ↑ (EN) Nick Foulkes, Inside Isabel Ettedgui's 15th-century 'playground', in Financial Times, Londra, 6 novembre 2020. URL consultato il 14 novembre 2021 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2021).
Collegamenti esterni
- (EN) Ana Santi, The Drapers Interview: Joseph Ettedgui, in Drapers, Brentford, 9 agosto 2008. URL consultato il 14 settembre 2025.
- (EN) Design per il retail: Profilo dell'architetto Eva Jiricna, designer dei negozi Joseph, su designcouncil.org.uk, Londra, Design Council. URL consultato il 14 novembre 2021 (archiviato dall'url originale il 27 agosto 2013).
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