Josip Stritar

Josip Stritar (Velike Lašče, 6 marzo 1836 – Rogaška Slatina, 25 novembre 1923) è stato uno scrittore sloveno.
Autore di prosa e di poesia, fu il primo a studiare l'opera di France Prešeren.[1]
Biografia
Josip Stritar era l'ultimo di sei figli di una famiglia di agricoltori. Frequentò le scuole nel suo paese natale e a Lubiana. Qui conobbe coloro che avrebbero fondato il giornale studentesco Vaje, anche se egli non vi scrisse mai. La sua dedizione agli studi venne premiata con l'iscrizione al Seminario Alojzijevisce, che tuttavia avrebbe abbandonato al settimo anno, una volta resosi conto di non sentire alcuna vocazione religiosa.[1]
Il giovane si trasferì quindi a Vienna per iscriversi alla facoltà di filologia classica, grazie al supporto finanziario dello zio Janez e del fratello Andrej, entrambi sacerdoti. Venne plasmato dall'ambiente liberale e dalla filosofia di Schopenhauer, il ché lo stimolò a livello intellettuale tanto da viaggiare in Belgio, Svizzera, Francia e Germania, desideroso di approfondire la conoscenza della letteratura europea.[1] Terminati gli studi, superò l'esame di abilitazione all'insegnamento nel 1878. Insegnò lingue classiche, francese, tedesco e belle arti al Liceo di Vienna fino al pensionamento nel 1901.[2]
Nel 1873 sposò una contadina di Aspang, vicino a Vienna. Non visse praticamente mai nella sua terra natale, tuttavia mantenne con essa un contatto considerevole. Nel 1866 scrisse un'importante introduzione alla nuova edizione delle Poesie di France Prešeren, rivelandone il valore artistico e stabilendo i presupposti fondamentali di una nuova interpretazione della letteratura. Negli anni 1867-1868 pubblicò sullo Slovenski glasnik alcune riflessioni sulla comprensione della letteratura slovena e collaborò intensamente con Josip Jurčič e Fran Levstik, con i quali ad esempio pubblicò la raccolta di poesie e prosa Klasje.[1]
Nel 1870 iniziò a scrivere per la rivista Zvon, che ebbe vita breve per via dell'ostracismo della rivista Pavliha di Levstik. Tuttavia la rivista rinacque poco dopo e dagli articoli ivi pubblicati si evince la grande distanza culturale in merito alla visione del mondo tra Stritar e il pubblico sloveno, dovuta al fatto che lo scrittore non era a conoscenza della realtà nella sua nazione.[1] Ad esempio, Stritar rifiutava la concezione utilitaristica della letteratura formulata da Janez Bleiweis, pensiero fortemente sostenuto dalla classe intellettuale slovena, specie negli anni del realismo sociale a metà Novecento.[3] In quegli anni tuttavia il giornale divenne il principale quotidiano letterario in lingua slovena e vide la pubblicazione delle principali opere di Stritar. Nel 1880 Zvon cessò le pubblicazioni e due anni dopo Stritar divenne comproprietario del Ljubljanski zvon, ma a quel punto la sua attività creativa si era già notevolmente ridotta.[1] Ciò si può spiegare anche con il fatto che il Ljubljanski zvon era stato fondato dai Giovani Sloveni (Mladoslovenci), a cui inizialmente Stritar aveva aderito ma da cui avrebbe poi preso le distanze per il suo animo liberale che non si allineava alla deriva radicale del partito propugnata da Ivan Tavčar. Stritar venne quindi emarginato per aver ostacolato la diffusione del realismo letterario.[3]
Stritar contribuì alla diffusione della lingua e della cultura slovena ed è considerato la figura più importante della vita culturale slovena nella seconda metà del XIX secolo. Per questi meriti, nel 1919 venne eletto membro onorario dell'Accademia jugoslava delle scienze e delle arti (oggi Accademia croata delle scienze e delle arti).[2]
Durante la prima guerra mondiale divenne sordo e ipovedente.[3] Nel 1923 tornò in patria e si stabilì a Rogaška Slatina, dove trovò la morte.[1] Venne sepolto nel parco commemorativo Navje di Lubiana.[2]
Vita privata
Dall'unione con Theresa Hochreiter ebbe una figlia che morì poco dopo e un figlio, Milan Jožev, che fu professore di chimica all'Istituto agrario di Vienna.[3]
L'opera
Stritar si cimentò in tutti i generi e le forme letterarie, dedicandosi alla poesia, ai racconti, al teatro, alla letteratura per ragazzi, alla satira, alla critica letteraria e alla saggistica. La sua raccolta poetica più nota è Dunajski soneti ("Sonetti viennesi", 1872), mentre per quanto riguarda la prosa si menzionano i racconti Svetino Metka e Rosana, nonché i romanzi Sodnikovi, Zorin e Gospod Mirodolski.[2] A fine Ottocento si dedicò soprattutto alla letteratura per ragazzi, pubblicando quattro libri: Pod lipo (1895), Jagode (1899), Zimski večeri (1902) e Lešniki (1906).[2] Scrisse anche un'opera teatrale, Logarjevi.[2]
Per quanto riguarda la saggistica, le opere Kritična pisma e Literarni pogovori gettarono le basi per l'analisi critica della letteratura in Slovenia. La sua introduzine all'edizione delle Poesie di Prešeren del 1866 rappresenta il primo saggio letterario sloveno.[2]
Onorificenze
Note
- 1 2 3 4 5 6 7 (SL) Josip Stritar - gosposki gospod z Dunaja, su rtvslo.si. URL consultato il 30 aprile 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 (SL) Josip STRITAR, su Obrazi slovenskih pokrajin. URL consultato il 30 aprile 2026.
- 1 2 3 4 5 (SL) Josip Stritar, su Prostor slovenske literarne kulture. URL consultato il 30 aprile 2026.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Josip Stritar
Collegamenti esterni
- Stritar, Josip, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Andrea Budal, STRITAR, Josip, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936.
- Stritar, Josip, su sapere.it, De Agostini.
- (DE) Josip Stritar (XML), in Dizionario biografico austriaco 1815-1950.
- (EN) Opere di Josip Stritar, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Audiolibri di Josip Stritar, su LibriVox.
- (EN) Josip Stritar, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 70948422 · ISNI (EN) 0000 0001 1069 7719 · Europeana agent/base/130923 · LCCN (EN) no90010440 · GND (DE) 1048085562 · BNF (FR) cb10982956z (data) · NSK (HR) 981005676598909366 · CONOR.SI (SL) 1135715 |
|---|