Jules Renard

Pierre-Jules Renard, detto Jules Renard (Châlons-du-Maine, 22 febbraio 1864 – Parigi, 22 maggio 1910), è stato uno scrittore, commediografo e aforista francese, ricordato soprattutto per l'opera semiautobiografica Pel di carota. La sua prosa, priva di parole superflue, influenzò gli scrittori francesi successivi, che vi trovarono un correttivo all'accumulo indiscriminato di dettagli tipico dei naturalisti che lo avevano preceduto. Sebbene abbia trascorso gran parte della sua vita a Parigi, non perse mai il contatto con l'ambiente rurale nel quale aveva trascorso l'infanzia. Scrisse anche opere teatrali, tenne regolarmente un diario intimo ("Journal") giudicato anche un importante documento sulla vita culturale francese del secondo Ottocento, fu membro fondatore del Mercure de France e nel 1907 fu eletto all'Académie Goncourt.
Biografia






Jules Renard tenne un diario intimo[1] dal 1887 (quando Renard aveva 23 anni) fino al 6 aprile 1910 — 46 giorni prima della morte — con frequenti richiami alla prima età. Il Journal, e in misura minore i due volumi dell'epistolario ("Correspondance"[2]), sono le fonti più importanti sulla vita dello scrittore[3].
Jules Renard nacque a Châlons-du-Maine, nel dipartimento della Mayenne, figlio di piccoli borghesi della provincia. Il padre François Renard (1824-1897) era un appaltatore di lavori pubblici; la madre Anne-Rosa Colin (1836-1909) era figlia di Victor Colin, un commerciante di ferramenta a Langres, e fu cresciuta dallo zio Émile Petit, socio in affari di François Renard[4]. Il matrimonio fra i genitori avvenne l'8 ottobre 1854, quando il padre lavorava alla costruzione della ferrovia Laval-Caen [5]. Mentre sua madre era una devota cattolica, suo padre era repubblicano, massone e anticlericale[6].
Jules era il più giovane dei figli, nato dopo la figlia maggiore Amélie (morta nel 1858), una seconda figlia anch'essa di nome Amélie (nata nel 1859) e un terzo figlio, Maurice (nato nel 1862); la madre Anne-Rosa aveva ventotto anni quando nacque il suo ultimo figlio[5]. Jules Renard ebbe l'infanzia oppressa dal dissidio fra i genitori, il che determinò una certa durezza della madre nei suoi confronti[7]. Nel 1866 la famiglia si stabilì a Chitry-les-Mines, paese natale di François Renard di cui Jules nel 1904 ne diverrà sindaco[8]. I luoghi dell'infanzia a Chitry-les-Mines (Nièvre) furono un costante riferimento della vita e dell'opera dello scrittore: il suo racconto più celebre, Pel di carota (1894) adombra per l'appunto questo mondo[7].
Jules e suo fratello Maurice frequentarono da convittori le scuole medie a Nevers; Jules conseguì il diploma di maturità in lettere nel 1883 al Lycée Charlemagne di Parigi; ma rinunciò a sostenere l'esame di ammissione all'École normale supérieure, preferendo frequentare a Parigi caffè letterari, teatri e circoli giornalistici[5]. Per guadagnarsi da vivere concorse a un posto nella Compagnia delle Ferrovie dell'Est; quindi si impiegò in un'agenzia commerciale[9].
Jules Renard cominciò a scrivere novelle dagli anni Ottanta, ma come scrittore non ottenne immediatamente successo [7]. Lesse molto, frequentò circoli letterari, collaborò con giornali, pubblicò poesie (Les Roses[10], pubblicato a sue spese nel 1886) e racconti (Crime de village[11] pubblicato nel 1887 sulla Revue de Paris diretta da Léo d'Orfer). L'inizio del suo romanzo Les Cloportes — il primo romanzo, pubblicato tuttavia postumo nel 1919 — riflette questi anni durante i quali Jules sopravvisse solo grazie al piccolo assegno che i suoi genitori gli versavano[12]. Nel 1888 sposò Marie Morneau (1871-1938). Il matrimonio si rivelò felice. Dal matrimonio nacquero un figlio, Jean-François (Fantec), nel febbraio 1889, e una figlia, Julie Marie (Baïe), nel marzo 1892[13]. La dote di Marie gli permise di dedicarsi alla letteratura senza eccessive preoccupazioni finanziarie. A Parigi Renard frequentò gli ambienti letterari e artistici. Fu amico fra gli altri di Rostand, Mirbeau, Julien Leclercq, Guitry, Daudet, i Goncourt, Félix Vallotton e Toulouse-Lautrec[14][9]. Nel 1889 prese parte alla fondazione del Mercure de France. Si professò dreyfusardo, repubblicano, anticlericale e socialista[15].
La vita di Jules Renard fu profondamente segnata dall'odio della madre nei suoi confronti; lo scrittore si decise a prendere la penna per combatterlo quando sua madre estese la sua avversione alla nuora Marie; come atto di vendetta Jules Renard pubblicò nel 1894 Pel di carota (Poil de carotte) storia della sua infanzia ricostruita in raccontini brevi e perfidi. Da quel momento fece ricorso all'autobiografia in tutte le sue forme, perseguendo valori estetici, ma anche terapeutici[7]. Biografia e produzione artistica sono infatti strettamente legate in Renard, poiché trasse ispirazione dal suo stesso retroterra contadino e dalle sue esperienze di ragazzo poco amato dai genitori, divisi da un insanabile dissidio[9]. Il padre si suicidò nel 1897 sparandosi al cuore con un fucile da caccia[16]; anche la madre morì tragicamente cadendo nel pozzo della casa di famiglia nel 1909, non si sa se accidentalmente o per suicidio[17].
Jules Renard arrivò al successo con Lo scroccone (L'Écornifleur) caustico romanzo di costume da alcuni considerato la sua opera migliore[18]. Il protagonista è un parassita, che riesce a farsi mantenere da una famiglia in vacanza sulla Manica. Lo stile, asciutto e folgorante, fu molto apprezzato sia all'epoca, sia in seguito, contando tra gli ammiratori André Gide e Marcel Proust[7]. Più celebre è Pel di carota (Poil de carotte), che contiene una serie di scene narrative imperniate su una figura sobriamente patetica di ragazzo; Pel di carota fu adattato per il teatro dallo stesso Renard (1900) e più volte da altri per il cinema[19]. Altrettanto famose sono le Storie naturali (Histoires Naturelles), l'opera preferita da Jules Renard[20], in cui Renard «qui è sopratutto poeta, cacciatore di immagini (così egli si definisce), e come in un albo luminoso fissa le figure degli animali, con linee brevi e ferme, giovandosi del più sottile gioco delle analogie, delle suggestioni coloristiche e musicali, per cui lo scolaro dei naturalisti sembra precorrere la lirica dei frammentisti, dei poeti puri»[21]. Renard è infatti famoso ancor oggi per le “frasi corte”, «esercizio e sfida di massima potenza di significato con il minor numero di parole»[22]. Infine, il Diario 1887-1910 (Journal (1887-1910)), tenuto da Renard dal 1887 fino all'anno della morte (1910) e uscito postumo dapprima nel 1925-27 e, in edizione rielaborata e accresciuta, nel 1935[23]; il diario sarà incluso fra i 100 libri del secolo di le Monde. Anche nelle opere teatrali di Renard si ritrova il realismo psicologico della sua prosa che in sintesi si potrebbe definire «espressione di travaglio morale e di umana comprensione per i diseredati e per gli umili»[9].
La fama di Jules Renard sembrò diminuire progressivamente dopo la sua morte, avvenuta nel 1910, e l'eclissi perdurò fino a metà degli anni Venti del '900; fu rivalutato definitivamente a partire dal 1926 grazie alla pubblicazione dell'opera completa in 18 volumi da parte dell'editore François Bernouard curata da Henri Bachelin e alla popolarità derivante dai due film diretti da Julien Duvivier tratti da Pel di carota[24].
Opere
Narrativa
- Les Roses. Les Bulles de sang. Poésies dites par M.me Danièle Davyle de la Comédie-Française (1886) [10]
- Crime de village (Delitto al paese) (1888) [11]
- Sourires pincés (1890)
- L'ècornifleur (Lo scroccone) (1892[25])
- La Lanterne sourde (La lanterna cieca) (1893)
- Coquecigrues (1893)
- Deux Fables sans morale (1893)
- Le Coureur de filles (1894)
- Le Vigneron dans sa vigne (Il vignaiolo nella sua vigna) (1894)
- Poil de carotte (Pel di carota) (1894[26])
- X... roman impromptu (1895)
- Histoires naturelles (Storie naturali) (1896[27])
- Bucolique (Bucoliche) (1898)
- Huit jours à la campagne (Otto giorni in campagna) (1906)
- Les Philippe précédés de Patrie! (1907)
- Mots d'ècrit (1908)
- Nos Frères farouches (1908)
- Ragotte(1909) [28]
- Causeries (1910, postumo)
- L'Oeil clair (1913, postumo)
- Les Cloportes (1919, postumo)
Teatro
Diari
- Journal (1887-1910) (Diario 1887-1910) (1925-1927, postumo[1])
- Leçons d'écriture (2008, postumo)
Corrispondenza
- Correspondance I e Correspondance II [2]
Note
- 1 2 (FR) Jules Renard, Journal inédit, 5 voll: XI: 1887-1895; XII: 1896-1899; XIII: 1900-1902; XIV: 1903-1905; XV: 1906-1910, in Les Oeuvres completes de Jules Renard (1864-1910), Preface par Henri Bachelin, 1ª ed., Paris, F. Bernouard, 1925-1927.
- 1 2 Correspondance inedite (2 voll.), in Les oeuvres complètes de Jules Renard (1864-1910), Preface par Henri Bachelin, Paris, F. Bernouard, 1927. Testi scelti e tradotti dal francese da Vittorio Lugli sono nel volume: Lo stile e il gusto, collana Portico ; 22, Milano, Bompiani, 1951.
- ↑ V. Lugli, Un classico moderno, 1953, p. 137.
- ↑ L. Guichard, 1966, p. 214.
- 1 2 3 M. Pollitzer, 1956.
- ↑ L. Guichard, 1966, p. 93.
- 1 2 3 4 5 I. Merello, 2023.
- ↑ S. Zeyons, 1976, p. 209.
- 1 2 3 4 M. Zini, UTET, 1960.
- 1 2 Les Roses. Les Bulles de sang. Poésies dites par Mme Danièle Davyle de la Comédie-Française disponibile in Gallica.
- 1 2 Crime de village disponibile in Gallica.
- ↑ Revue Littéraire: Le premier livre de Jules Renard, in Revue des Deux Mondes (1829-1971), vol. 54, n. 3, 1º dicembre 1919, pp. 681-692.
- ↑ L. Guichard, 1966, p. 213.
- ↑ V. Lugli, Un classico moderno, 1953.
- ↑ Léon Guichard, L'œuvre et l'âme de Jules Renard, Nizet et Bastard, 1935.
- ↑ Jules Renard, Correspondance de Jules Renard, Typographie François Bernouard, 1928, p. 174.
- ↑ Sylvain Ferez, Le corps déstabilisé, Éditions L'Harmattan, 2007, p. 142.
- ↑ Vittorio Lugli, «Scroccone (Lo) | L'Écornifleur», in Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature, VIII, Milano, RCS Libri, 2005, p. 8799, ISSN 1825-7887.
- ↑ Vittorio Lugli, «Pel di carota |Poil de carotte», in Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature, VII, Milano, RCS Libri, 2005, p. 6735, ISSN 1825-7887.
- ↑ Alain Schaffner, Histoires naturelles, in Jean-Pierre de Beaumarchais e Daniel Couty (a cura di), Le Dictionnaire des Œuvres Littéraires de Langue Française, D-J, Paris, Bordas, 1994, ISBN 2-04-018552-6.
- ↑ Vittorio Lugli e Luigi Cortese, «Storie naturali | Histoires naturelles», in Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature, IX, Milano, RCS Libri, 2005, pp. 9792-93, ISSN 1825-7887.
- ↑ Gino Ruozzi, Quelle scrupolose inesattezze, in Il Sole 24 ore, 31 agosto 2025.
- ↑ Vittorio Lugli, «DIARIO di Renard | Journal», in Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature, III, Milano, RCS Libri, 2005, p. 2377, ISSN 1825-7887.
- ↑ V. Lugli, Un classico moderno, 1953, pp. 135-137.
- ↑ (FR) L'Écornifleur, 1ª ed., Paris, Paul Ollendorff, 1892, SBN LO10097751.
- ↑ (FR) Jules Renard, Poil de Carotte, 1ª ed., Paris, Flammarion, 1894.
- ↑ (FR) Histoires naturelles, 1ª ed., Paris, Flammarion, 1896, SBN URB0376379.
- ↑ Ragotte disponibile in Gallica.
- ↑ Les Œuvres complètes de Jules Renard - Comédies (1927), su fr:wikisource.
- ↑ La Bigote, Comédie en deux actes et en prose (PDF), su Libre Théâtre.
- ↑ Huit Jours à la campagne disponibile in Gallica.
- ↑ Le Cousin de Rose, su fr:wikisource.
Bibliografia
- Vittorio Lugli, La Poesia di la Fontaine: Un classico moderno. Jules Renard. Lezioni tenute alla facoltà di Lettere dell'Università di Bologna Durante l'anno accademico 1952-53 e raccolte da Ennio Dirani, a cura di Ennio Dirani, Bologna, R. Patron, 1953, pp. 133-149, SBN CUB0383464.
- Ida Merello, Gli scrittori «contro»: Octave Mirbeau, Jules Vallès, Jules Renard, in Breve storia della letteratura francese, collana Piccola biblioteca Einaudi. Mappe ; 116, Torino, Einaudi, 2023, ISBN 978-88-06-25661-6.
- (FR) Marcel Pollitzer, Jules Renard. Sa vie. Son œuvre, Parigi, La Colombe, 1956.
- (FR) Jules Renard, Journal, 1887-1910 suivi d'un index, collana Bouquins, édition présentée et annotée par Henry Bouillier, Paris, Laffont, 1990, ISBN 2221058747.
- (FR) Jules Renard, Dans la vigne de Jules Renard: inédits recueillis et présentes par Léon Guichard, a cura di Léon Guichard, Presses universitaires de France, 1966.
- (FR) Serge Zeyons, Monsieur Poil de carotte, Parigi, Les Éditeurs français réunis, 1976.
- Marisa Zini, RENARD Jules, in Grande Dizionario Enciclopedico, vol. 10, 2ª ed., Torino, UTET, 1960, p. 926.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Renard, Jules, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Salvatore Rosati, RENARD, Jules, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936.
- Renard, Jules, su sapere.it, De Agostini.
- (EN) Jules Renard, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Opere di Jules Renard, su MLOL, Horizons Unlimited.
- (EN) Opere di Jules Renard / Jules Renard (altra versione), su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Audiolibri di Jules Renard, su LibriVox.
- (EN) Jules Renard, su Goodreads.
- (EN) Spartiti o libretti di Jules Renard, su International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC.
- (EN) Jules Renard, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Jules Renard, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Jules Renard, su Comic Vine, Fandom.
- Jules Renard, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- (EN) Jules Renard, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Jules Renard, su Internet Broadway Database, The Broadway League.
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