Kansu Braves
| 甘军 Esercito del Gansu Kansu Braves | |
|---|---|
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| Descrizione generale | |
| Attiva | 1877 - 1901 (non ufficialmente 1928) |
| Nazione | |
| Servizio | Forza armata |
| Tipo | Divisione |
| Ruolo | Battaglia terrestre e Pubblica sicurezza |
| Guarnigione/QG | Gansu Pechino (1897) Gansu (1901) |
| Equipaggiamento | Artiglieria Krupp, fucili Mauser, spade, alabarde |
| Battaglie/guerre | Rivolta dei Dungani (1862-1877) Rivolta dei Dungani (1895-1896) Ribellione dei Boxer Rivoluzione cinese (1911) Rivolta di Bai Lang Guerra di protezione nazionale |
| Comandanti | |
| Comandante in capo | Dong Fuxiang |
| Degni di nota | Ma Anliang Ma Haiyan Ma Qi Ma Fuxiang |
| Voci su unità militari presenti su Wikipedia | |
Kansu Braves è il soprannome in lingua inglese dell'Esercito del Gansu (lingua cinese 甘軍T, 甘军S, Gān JūnP, Kan ChünW), una divisione di 10000 soldati di fede islamica ed etnia Hui (in minor misura Salar, Dongxiang e Bonan) reclutata dalla dinastia Qing nel nord-ovest della provincia del Gansu negli ultimi decenni del XIX secolo. Distintisi nel sopprimere la rivolta dei Dungani (1895-1896) agli ordini del generale Dong Fuxiang (1839-1908), nel 1898 si trasferirono nell'area metropolitana di Pechino, dove divennero parte dei Corpi Wuwei, un moderno esercito a difesa della capitale imperiale.[1][2]
I Kansu Braves, vestiti di uniformi tradizionali cinesi ma armati di fucili e artiglieria moderni, giocarono un ruolo importante nella celebre ribellione dei Boxer (1899-1901). Contribuirono a respingere la spedizione Seymour – la forza armata dell'Alleanza delle otto nazioni inviata da Tientsin per togliere l'assedio delle legazioni di Pechino –, furono tra i più feroci combattenti per parte cinese dell'assedio (20 giugno-14 agosto),[F 1] subirono pesanti perdite nella battaglia di Pechino (1900) e scortarono la Corte Imperiale nel suo viaggio verso Xi'an.
Dopo la firma del protocollo dei Boxer (1901), il Gān Jūn tornò in patria al seguito dei propri comandanti, per la maggior parte appartenenti alla c.d. "Cricca Ma" (tra i più noti, Ma Anliang, Ma Qi e Ma Fuxiang) che, negli anni successivi, se ne servirono per creare eserciti privati nel Periodo dei signori della guerra (1916-1928):[3] per esempio l'esercito Ninghai. Le forze musulmane dei Ma confluirono poi nell'Esercito rivoluzionario nazionale del Kuomintang nel 1928.
Etimologia
Dopo l'umiliazione della Seconda guerra dell'oppio (1856-1860) e con la rivolta dei Taiping (1850-1864) ancora in corso,[4] la dinastia Qing avviò un prodigioso sforzo di ammodernamento delle sue infrastrutture politiche, militari ed industriali. Sin dal 1861, il principe Gong, anima di questo "movimento di autorafforzamento",[5] acquistò armi dagli occidentali (mitragliatrici Gatling, cannoni Krupp, fucili a retrocarica Remington ecc.)[6][7] ma ancora negli Anni 1880 la maggior parte dei soldati cinesi era equipaggiata con armi desuete.[8] Nel frattempo, funzionari imperiali iniziarono a reclutare, addestrare ed armare delle milizie private, solo in seconda battuta trasformate in eserciti regolari da Pechino,[9][10][11] come il celebre Esercito Xiang di Zeng Guofan.[12] Questi eserciti erano chiamati in lingua cinese 勇營S, Yǒng YíngP, Yung-YingW, lett. "Campi [dei] Coraggiosi" per distinguerli dal decadente sistema delle Otto Bandiere e dell'Esercito dello Stendardo Verde.[12][13] Le fonti in lingua inglese presero ad indicare allora tutti gli eserciti non regolari nella Cina Tardo-Qing come Braves (lett. "Coraggiosi") e tale destino toccò anche alla milizia irregolare reclutata nella provincia del Gansu, seppur il loro nome in cinese sia 甘軍T, 甘军S, Gān JūnP, Kan ChünW, lett. "Esercito [del] Gansu".
Storia
Origini (1877-1896)

Negli Anni 1860, con i Taiping ancora attivi nel Jiangsu, le province occidentali dello Shaanxi, Gansu, Ningxia e Xinjiang furono interessati da una serie di ben organizzate rivolte promosse dai Dungani, le etnie di fede islamica della Cina (Hui, Salar, Dongxiang e Bonan).[14] Pechino inviò nel 1867 il generale Zuo Zongtang, distintosi nell'Esercito Xiang contro i Taiping e figura di spicco nel "Movimento di autorafforzamento",[15] nello Shaanxi per sedare la rivolta.[16] Nel 1872, un vittorioso Zuo convinse il capo-ribelle di Linxia/Hezhou (Gansu), Ma Zhan'ao, a passare dalla parte Qing insieme alla sua milizia musulmana Hui.[17] L'esempio di Ma Zhan'ao – e dei suoi luogotenenti Ma Qianling e Ma Haiyan[18] – fu presto imitato da altri ribelli: sia gli Hui attivi nello Yunnan, sia la banda di ribelli Han non musulmani di Dong Fuxiang.[19] Entro il 1873, Zuo liberò dai rivoltosi l'intero corridoio del Gansu.[20]
La milizia musulmana del Gansu fu accorpata da Zuo alle sue forze,[21] impiegata contro i rivoltosi musulmani[22][23] ed impratichita nell'uso delle moderne armi occidentali nel corso degli anni successivi. Quando Zuo marciò nello Xinjiang (1875) per schiacciare i ribelli Uiguri di Yakub Beg, quella che ormai veniva chiamata "armata del Gansu", al comando di Dong e Ma Anliang (figlio di Ma Zhan'ao),[24] lo seguì. Ma Anliang pacificò il Turkestan riportandolo sotto controllo Qing nel 1877,[25] mentre nel Gansu suo padre eradicava una recrudescenza di ribelli musulmani supportato da Ma Qianling.[26] Alla fine dell'anno, con la sconfitta degli Uiguri ad Aksu, conquistata da Zuo, la rivolta si chiuse.[27][28][29]
Il neonato Esercito Gansu, come ormai consuetudine per le milizie Yong Ying,[9][10][11] non fu sciolto al termine delle operazioni, anzitutto perché il riconquistato Xinjiang restò terra contesa all'Impero russo sino alla stipula del Trattato di San Pietroburgo (1881). I suoi alti ufficiali, di riflesso, assursero al rango di signori della guerra nella regione:[15] non solo il clan dei Ma (poi passato alla storia come "Cricca Ma" nel Periodo dei signori della guerra, 1916-1928)[3] ma anche Dong che nel 1890 era di stanza ad Aksu come brigadiere e, con l'appoggio di Zuo, otteneva il titolo di mandarino ed ammassava ricchezze.[30] La città di Lanzhou (Gansu) mantenne il ruolo di polo logistico-politico centrale delle province di Gansu, Yunnan e Xinjiang disegnato da Zuo,[21] nonché sede di accademie militari su modello occidentale per i rampolli del clan Ma: per esempio Ma Fushou, figlio di Ma Qianling, si diplomò nel 1892.[31]

Nel 1894, allo scoppio della Prima guerra sino-giapponese, la milizia Gansu fu inizialmente comandata di portarsi in difesa di Pechino ma una nuova rivolta dei Dungani costrinse i Qing a mantenerla nei luoghi d'origine. Dong, ormai diventato Commissario imperiale nel Gansu,[32] ai primi luglio 1895 stava combattendo i ribelli all'assedio di Didao.[33] Un mese dopo era a Pechino, ai festeggiamenti per il 60º compleanno dell'imperatrice vedova Cixi (r. 1861-1872, 1875-1889 e 1898-1908), capo del partito reazionario ed anti-occidentale della Corte Qing, e le fu presentato dal potente Gran Segretario manciù Ronglu.[34][35] Rientrato da Pechino con rifornimenti di armi moderne, Dong ed i suoi ebbero rapidamente ragione dei ribelli, armati di fucili ad avancarica, lance e spade.[36] Ma Anliang guidò la cavalleria della milizia nella difesa della natia Linxia in dicembre, sconfiggendo e poi liquidando anche diversi membri del suo clan (come Ma Yonglin),[37] con il supporto dei figli di Ma Qianling: Ma Fulu e Ma Fuxiang.[24] Sulla falsariga di Zuo Zongtang, Dong usò invece la sua capacità di comprensione della politica locale per convincere i ribelli a tornare alle loro case.[38] Entro la primavera 1896, il Gansu fu nuovamente pacificato.[39]
I Kansu Braves a Pechino (1897-1899)
In seguito all'uccisione di due missionari tedeschi nello Shandong, nel novembre 1897, le potenze straniere si impegnarono in una «lotta per le concessioni» che minacciava di spaccare la Cina in diverse sfere di influenza.[40][41] Per proteggere Pechino da possibili attacchi, Cixi, fidando nel giudizio positivo su Dong del suo favorito Ronglu,[42] vi fece trasferire l'esercito Gansu nell'estate del 1898.[43]

Il 21 settembre, Cixi guidò un colpo di stato che detronizzò il nipote Qing Guangxu (r. 1875-1908) e chiuse la sua Riforma dei cento giorni.[44] La reggente nominò Ronglu ministro della guerra e capo del Gran consiglio e l'incaricò di riformare la guardia metropolitana. Ronglu creò allora l'Esercito delle Guardie (武衛軍T, 武卫军S, WǔwèijūnP, Wu-wei chünW) unendo cinque distinte milizie tra cui i Braves di Dong Fuxiang (come Retroguardia)[7][45][46] ed il celebre Nuovo Esercito di Yuan Shikai.[2] Tutti e cinque i corpi furono generosamente remunerati da Cixi per garantirsene la fedeltà.[47] Seppur le Guardie fossero armate e supervisionate da ufficiali occidentali, Dong, unico tra gli altri alti ufficiali, non nascondeva la sua ostilità verso gli stranieri.[48]
I Kansu Braves erano già balzati agli onori della cronaca come truppe turbolente quando, lungo la strada per la capitale, avevano attaccato delle chiese a Baoding.[43] Per parte loro, sia i pechinesi sia gli stranieri presenti nella capitale presero a temere le truppe musulmane,[48] descritte in modo infame dai cronisti occidentali del tempo.[7][49][50][51] Tra fine settembre ed inizio ottobre 1898, alcuni scontri tra i Braves e gli stranieri accrebbero le tensioni nella capitale.[43] Il governo statunitense schierò i Marines a protezione del quartiere delle legazioni di Pechino.[43][52] A fine ottobre, già circolavano voci che i Braves complottassero di uccidere tutti gli stranieri in Pechino.[43] Il 23 ottobre, Dong avrebbe detto: «le truppe devono agire domani, quando tutti gli stranieri a Pechino saranno spazzati via e ci sarà il ritorno dell'età dell'oro per la Cina.»[F 2][43]
Rispondendo ad un ultimatum dei diplomatici stranieri, Cixi trasferì i Braves nella riserva di caccia del 南苑S, NanyuanP, lett. "Parco del sud"[53] – area allora già riconvertita a parziale uso agricolo – vicina alla ferrovia Pechino-Tientsin.[54][55] I Braves furono coinvolti in una rissa in un teatro[F 3] poi, lungo la ferrovia, a Fungtai, picchiarono quasi a morte due ingegneri britannici. Le Legazioni chiesero ai Qing che i Braves fossero ritirate in quanto minaccia alla sicurezza degli occidentali.[F 4] Il 29 ottobre, telegrafarono nuovamente: «I rappresentanti stranieri si sono incontrati ieri e hanno redatto una nota allo Yamfin chiedendo che le truppe Kansu siano ritirate immediatamente. Le truppe in questione non sono state pagate da alcuni mesi e sono in stato di semi ammutinamento. Hanno dichiarato la loro intenzione di cacciare tutti gli europei dal nord della Cina e hanno tagliato i fili del telegrafo e distrutto parti della linea ferroviaria tra Lukouchiao e Paoting Fu. Hanno inoltre causato disturbi sulla ferrovia a Tientsin, anche se la linea non è stata toccata e il traffico non è stato interrotto. Nella città è tutto tranquillo. La presenza di queste truppe nelle immediate vicinanze di Pechino costituisce senza dubbio un serio pericolo per tutti gli europei. Il Yamfin ci aveva promesso che la forza sarebbe stata rimossa ma non risulta l'abbiano ancora fatto.»[F 5]
La ribellione dei Boxer (1900)
- Ascesa dei Boxer e ritorno dei Kansu Braves a Pechino

Il 5 gennaio 1900, Sir Claude Maxwell MacDonald, il ministro britannico a Pechino, scrisse al Foreign Office su un movimento nazionalista anti-cristiano che aveva attaccato proprietà cristiane e convertiti cinesi nello Shandong e nella parte meridionale dello Zhili (l'area intorno a Pechino): la Società di giustizia e concordia, meglio nota agli occidentali come "movimento dei Boxer".[56] Al principio del 1900, i Boxer si diffusero nello Zhili settentrionale e iniziarono a vedersi nella capitale.[57][58][59] A fine maggio, i Boxer si radicalizzarono su posizioni xenofobe e si organizzarono, iniziando ad attaccare la ferrovia Pechino-Baoding e a tagliare le linee del telegrafo Pechino-Tientsin.[60]
Cixi altalenò tra l'annientare e il sostenere i Boxer. Nel frattempo (27-29 maggio), la reggente ricevette Dong Fuxiang al Palazzo d'estate[61] e lui la rassicurò che avrebbe potuto sbarazzarsi dei «barbari», se necessario,[F 6] aumentando la di lei fiducia nella capacità cinese di cacciare gli stranieri in caso di conflitto.[61][62] Il 31 maggio, giunsero a Pechino rinforzi per le Legazioni, esacerbando la xenofobia in città e nelle campagne circostanti. I Boxer iniziarono allora ad attaccare gli stranieri.[63] Diverse potenze straniere inviarono navi da guerra ai Forti Taku che proteggevamo la foce del Hai He, capolinea della rotta Pechino-Tientsin.[64][65]
Il 9 giugno, i Braves scortarono Cixi dal Palazzo d'estate alla Città Proibita, quindi s'accamparono nella Città Esterna, nelle aree disabitate tra il Tempio del Cielo e il Tempio dell'Agricoltura.[F 7][66][67] Temendo il peggio, MacDonald inviò immediatamente un telegramma all'ammiraglio Edward Hobart Seymour chiedendo aiuti da Tientsin.[66] Il 10 giugno, il Principe Duan, xenofobo, pro-Boxer e alleato di Dong,[68] sostituì l'anti-Boxer e più moderato principe Yikuang come capo del Zongli Yamen, il recentemente istituito Ufficio Affari Esteri cinese:[69][70][71] i Boxer furono lasciati liberi d'imperversare per Pechino senza alcun controllo da parte dell'esercito Qing e, come risultato, le linee del telegrafo furono interrotte[66] e la residenza estiva della legazione britannica data alle fiamme.[72]
- L'assassinio di Sugiyama Akira
La mattina dell'11 giugno, MacDonald inviò un convoglio di camion incontro alla spedizione Seymour. Il corteo attraversò in sicurezza le aree occupate dai Braves nella Città Esterna e raggiunse la stazione ferroviaria di Machiapu,[73] a sud di Pechino, dove era atteso ad ore l'arrivo dei rinforzi che però non giunsero.[70] I camion procedettero a tornare alle Legazioni,[70] mentre i Braves si allineavano sulla la strada passante per la porta di Yongdingmen per bloccarli: una piccola delegazione italiana, sorvegliata da alcuni fucilieri, scampò per un pelo ai cinesi.[74] Nel pomeriggio, la legazione giapponese inviò il segretario Sugiyama Akira alla stazione incustodita per accogliere le truppe nipponiche. Vestito di un abito occidentale con tanto di bombetta, Sugiyama era un obiettivo ben visibile.[75][76] I Braves lo fecero scendere dall'auto a Yongdingmen e lo fecero a pezzi:[F 8] il suo cadavere, decapitato ed evirato, fu lasciato sulla strada.[77][78] George Ernest Morrison, corrispondente da Pechino del The Times, disse il cuore di Sugiyama era stato eviscerato ed inviato a Dong Fuxiang.[75][79] La legazione giapponese presentò una protesta formale allo Zongli Yamen che si scusò sostenendo che Sugiyama era stato ucciso da dei «banditi».[80][81]
- Gli scontri

Il 12 giugno, una forza mista composta da migliaia Boxer e dalle truppe di Dong (6000 Braves)[82] e Ronglu intercettò la Spedizione Seymour lunga la ferrovia e la ingaggiarono nella battaglia di Langfang.[45] Lo scontro si chiuse il 18 giugno, grazie ad un accerchiamento della cavalleria dei Braves guidata dai fratelli Ma Fulu e Ma Fuxiang,[83] e Seymour dovette ripiegare verso Tientsin,[84][85][86] dove infuriavano degli scontri dal 15 giugno (battaglia di Tientsin).[87][88] La neonata Alleanza delle otto nazioni aveva però nel frattempo vinto la battaglia dei forti di Taku (16-17 giugno) e procedeva a sbarcare rinforzi.
A Pechino, la città bruciava dal 13 giugno, con i Boxer liberi di distruggere chiese, scuole, banche, hotel e stazioni commerciali.[89] Il quartiere delle Legazioni era ormai sistematicamente bersagliato dai Boxer, apertamente supportati dai Braves rimasti nella capitale.[90] Il 19 giugno, Cixi, infuriata per l'attacco ai Taku, intimò agli occidentali di lasciare la città entro un giorno o i Qing avrebbero loro dichiarato guerra.[91][92] Il 20 giugno, diplomatico tedesco Clemens von Ketteler fu assassinato dai Boxer mentre si recava a colloquio dal Principe Duan per salvare la situazione[F 9][91][92] e Cixi promulgò il decreto imperiale di dichiarazione di guerra contro le potenze straniere.[72][92] MacDonald si ritrovò allora a capo[93] di un'eterogenea e scoordinata forza militare mista che difese gli occidentali durante il c.d. "assedio delle legazioni" (20 giugno-14 agosto).[36] In contrasto con le altre unità Wuwei che assediavano le legazioni ma lasciavano passare rifornimenti e posta per gli stranieri assediati, i «coraggiosi e sospettosi» Braves si rifiutarono di lasciar passare alcunché e spararono su tutti i contrabbandieri[F 10][94] e Macdonald annotò la «ferocia» dei Braves rispetto alla «moderazione» degli altri Wuwei.[95]

Seymour si era asserragliato nell'arsenale di Hsi-Ku e ivi resistette agli attacchi di Dong sino a che non fu liberato da una forza russo-britannica il 26 giugno.[96] Tientsin fu liberata il 14 luglio da un massiccio contingente di giapponesi e britannici e Dong fu allora l'unico dei generali cinesi a ritirarsi con ordine verso Pechino, ingaggiando gli stranieri con i suoi Braves:[97] a Ts'ai Ts'un (24 luglio), Ho Hsi Wu (25 luglio), An P'ing (26 luglio) e Ma T'ou (27 luglio).[F 11] Il 4 agosto, la Spedizione Gaselee lasciò Tientsin diretta a Pechino.[98] Le riorganizzate forze di Ronglu e Dong, supportate dagli irregolari Boxer, ingaggiarono gli Alleati nella battaglia di Beicang (5 agosto), tentando di bloccarli al guado del fiume Hai He, ma vennero respinti e poi incalzati nella battaglia di Yangcun (6 agosto) che li disperse. Il 12 agosto, Gaselee mise a sacco Tongzhou ed il giorno dopo raggiunse Pechino.[99]
Nella battaglia di Pechino (14-15 agosto) i Braves si distinsero nella difesa della porta Zhengyangmen dalle forze del contingente britannico:[100] nello scontro perirono Ma Fulu, diversi suoi parenti ed un centinaio di suoi compaesani.[101] Mentre infuriava la battaglia, Cixi risolse di spostare la corte a Xi'an, nello Shaanxi: travestiti da civili e nascosti su dei carri, i Qing lasciarono la Città Proibita il 15 agosto, scortati dai Braves al comando di Ma Haiyan,[101] La reggente nominò Dong comandante in capo delle truppe Qing affinché si opponesse «con le unghie e con i denti» agli occidentali.[F 12] Quel giorno, i Braves occupavano ancora alcuni punti della Città Imperiale e della Città Proibita. Il 28 giugno, le forze dell'Alleanza sfilavano in parata nella Città Proibita.[102]
Ritiratosi da Pechino, Dong seguitò ad osteggiare gli Alleati: il 20 settembre ingaggiò nella battaglia di Beitang la forza russo-tedesca inviata a ripristinare la linea ferroviaria verso la Manciuria che i Russi avrebbero finito di occupare entro ottobre (v.si Invasione russa della Manciuria). Cixi e la famiglia imperiale giungevano nel frattempo a Xi'an dopo una marcia estenuante il 26 ottobre (più di due mesi per percorrere 1000 km).[103] Il sessuagenario generale Ma Haiyan, sfinito dal compito, morì di stenti, lasciando il comando al figlio maggiore, Ma Qi.
Dal Protocollo dei Boxer (1901) al Periodo dei signori della guerra (1916-1928)

Nel settembre 1901, Cixi fu costretta a firmare il Protocollo dei Boxer che impose alla Cina una pesante indennità di guerra.[104] Tra le altre cose, l'Alleanza pretese anche la testa di Dong ma l'imperatrice vedova si limitò ad esiliare il vecchio generale nel Turkestan (sorte occorsa anche ad altri magnati cinesi invisi all'Alleanza). Nel gennaio 1902, Cixi e la Corte Qing tornarono alla Città Proibita scortati questa volta dal Nuovo Esercito del sempre più potente Yuan.[105][106] Nel 1906, Dong era però tornato nel Gansu con un'armata personale di almeno 5000 uomini ed il controllo su due roccaforti, seppur sprovvisto d'incarichi ufficiali.[30][107][108]

Scomparso Dong nel 1908, il potere sull'esercito Hui nel Gansu passò a Ma Anliang.[109] Allo scoppio della Rivoluzione cinese (1911), Ma Anliang, ormai un signore della guerra,[30][110] restò inizialmente fedele ai Qing, inviando 20 battaglioni di Braves contro i rivoluzionari di Zhang Fenghui (fedele a Yuan) nello Shaanxi, mettendoli in serie difficoltà.[109][111] Anche i familiari di Dong restarono fedeli alla vecchia dinastia. Ma Fuxiang si astenne invece dall'inviare truppe contro i rivoluzionari.[112] Alla notizia però dell'abdicazione di Pu Yi, Ma Anliang abbandonò la causa Qing, sia sotto pressione di personalità dell'élite musulmana cinese, sia perché Yuan, ora intento a consolidare il potere del suo governo Beiyang, gli garantì il completo controllo sul Gansu nel 1912.[113] Nel medesimo periodo, tale Ma Fuxing comandava 2000 soldati Hui agli ordini di Yang Zengxin,[114][115] alleato di Ma Anliang e padrone de facto dello Xinjiang.[116] Nel biennio successivo, Ma Anliang, sempre più supportato da Ma Qi, signore de facto del Qinghai, usò le sue truppe musulmane per difendere il Gansu dalle forze eterogenee della rivolta di Bai Lang (1913-1914) contro il regime di Yuan Shikai[117][118][119] approfittandone anche per eliminare sommariamente Ma Qixi, capo militare e leader del movimento musulmano Xidaotang.[119][120] Nel 1915, Ma Anliang mosse contro un altro leader politico-militare musulmano, Ma Wanfu, fondatore del movimento Yihewani ma questi fu tratto in salvo da Ma Qi[121] che aveva riorganizzato le sue truppe nell'esercito Ninghai di base a Xining (Qinghai).[122] Nel 1916, Ma Anliang restò fedele a Yuan quando il progetto monarchico di quest'ultimo innescò la guerra di protezione nazionale[F 13] che si concluse con la morte di Yuan e l'effettivo inizio del "Periodo dei signori della guerra" (1916-1928). Nel 1917, Ma Anliang represse senza autorizzazioni dal governo Beiyang una rivolta tibetana nella Contea autonoma salar di Xunhua, appoggiandosi alle truppe di Ma Qi che, in quell'occasione, per la prima volta occuparono il monastero di Labrang.[123] Nel biennio 1916-1917, le truppe di Ma Fuxiang, si base a Ningxia, reprimevano una rivolta separatista in Mongolia.
Nel novembre del 1918, alla morte di Ma Anliang, il suo potere e le sue truppe passarono a Ma Fuxiang,[F 14] mentre Ma Qi era sempre più impegnato negli affari tibetani.[124] Negli anni successivi, Ma Fuxiang si legò alla cricca di Zhili in seno al governo Beiyang, salvo poi passare dalla parte del Kuomintang durante la spedizione del Nord (1926-1928). Ma Qi fece lo stesso. A partire dal 1928, quel che restava dei Kansu Braves confluì quindi nell'Esercito rivoluzionario nazionale (ERN): l'esercito Ninghai di Ma Qi divenne allora la 26ª Divisione dell'ERN.
Organizzazione, reclutamento ed equipaggiamento

I Kansu Braves di Dong Fuxiang erano organizzati in otto battaglioni di fanteria, due squadroni di cavalleria (5000 fucilieri a cavallo, stando alle fonti),[125][126] due brigate di artiglieria[127] e una compagnia del genio militare.[46] Diverse fonti confermano che gli effettivi complessivi della divisione nel 1898-1900 erano 10000 uomini.[7][49][50][51]
Come il resto dei Corpi Wuwei, i Braves alla battaglia di Pechino (1900) erano armati di moderni fucili a ripetizione di fabbricazione occidentale (soprattutto Mauser «di ultima generazione»[F 15] – Mauser Gewehr 98? – e Remington) ed artiglieria da campo straniera (Krupp).[36][128] Usavano bandiere nere e scarlatte[129] ed i medesimi colori, affiancati dal giallo, comparivano nella loro uniforme, non in stile occidentale ma in stile tradizionale cinese con tanto di turbante.[130][131] Il materiale fotografico del tempo conferma che i musulmani del Gansu non indossavano gli stivali militari in cuoio tipici dei soldati occidentali[130] e che, oltre alle armi da fuoco, utilizzavano anche armi tradizionali cinesi, come la coltella a due mani dadao.

Al tempo dei Signori della guerra (1916-1928) le forze armate della Cricca Ma crebbero in numero, ramificandosi in diversi "eserciti" tutti in realtà delle dimensioni di una divisione. Tutti i soldati erano reclutati nelle etnie di fede musulmana: Hui, Salar, ecc. Organizzazione ed equipaggiamento restarono sostanzialmente le stesse, salvo piccole varianti locali. L'esercito Ninghai di Ma Qi restò principalmente composto da soldati Hui,[132] mentre Ma Fuxiang reclutò per la maggior parte soldati di etnia Salar salvo arruolare sempre musulmani di Linxia per la cavalleria. Le evidenze fotografiche rivelano che, al tempo della Cricca, i soldati musulmani del Gansu aveva cominciato ad indossare uniformi di tipo occidentale[133] ma le coltelle a due mani dadao restavano ancora molto diffuse.[134]
Come anticipato, durante i decenni in cui sviluppò ed operò la milizia musulmana, la città di Lanzhou giocò un ruolo fondamentale quale polo logistico-militare centrale del distretto formato dalle province di Gansu, Yunnan e Xinjiang controllate dalla Cricca Ma;[21] ruolo che occupa ancora oggi: v.si Distretto militare di Lanzhou. L'arsenale di Lanzhou (fondato da Zuo Zongtang nel 1872)[135] fu, per esempio, uno dei pochi nella Cina del periodo a produrre armi da fuoco di qualità equiparabile a quella occidentale,[136] laddove invece la maggior parte degli altri arsenali, anche il celebre arsenale di Hanyang, produceva armi di qualità scarsa.[137] Le armi da fuoco prodotte ed impiegate, come comune in Cina, erano soprattutto di derivazione tedesca:[138] l'arsenale di Lanzhou aveva per esempio cominciato la sua produzione con proiettili d'artiglieria per i cannoni Krupp.[139]
Servizio

Come anticipato, i Kansu Braves ebbero una nomea infame nei resoconti dei testimoni occidentali durante la ribellione dei Boxer: «la marmaglia islamica dei 10000»,[7] «una marmaglia disordinata di circa 10000 uomini, la maggior parte dei quali musulmani»[49][50] e «10000 tagliagole musulmani temuti persino dai cinesi».[51] In ultima analisi, comunque, si dovette riconoscere che i Braves, distintisi come i più feroci combattenti cinesi nella battaglia di Pechino,[F 1] erano «uomini scelti, i più coraggiosi dei coraggiosi, i più fanatici dei fanatici: ed è per questo che l'imperatore aveva affidato loro la difesa della città».[F 16]
Il ruolo chiave giocato dalle truppe musulmane nello scontro con l'Alleanza delle otto nazioni fu però indubbio. Alla creazione dei Corpi Wuwei, i Braves di Dong furono valutati come una delle divisioni meno potenti del corpo, apparentemente inadeguata rispetto al Nuovo Esercito di Yuan.[2] Nel confronto con le forze di Seymour prima e Gaselee poi, i soldati di Dong si rivelarono però più che competenti e soprattutto il loro capace uso dell'artiglieria fu amaramente notato dagli occidentali.[F 17] Il Kaiser Guglielmo II di Germania fu così allarmato dai dispacci sui Braves che chiese al sultano ottomano Abdul Hamid II di trovare un espediente per proibire a delle truppe musulmane di combattere in favore dei Qing. L'Ottomano mandò in Cina Enver Pascià ma questi vi giunse nel 1901, quando la ribellione dei Boxer era ormai terminata.[140] Il Sultano emise allora un comunicato in cui implorava i musulmani cinesi di non assistere i Boxer, messaggio poi ristampato nei giornali musulmani in Egitto ed India ma con intento anti-britannico.[141]
Furono però soprattutto i meriti della loro cavalleria a far guadagnare prestigio ai soldati musulmani del Gansu. Come anticipato, proprio ad una carica della cavalleria dei Braves si dovette la vittoria cinese a Langfang contro la Seymour.[83] Le forze di cavalleria giocarono un ruolo sempre più fondamentale nell'esercito dei signori della guerra Ma: non a caso, quando negli Anni 1930 fu costituita la 36ª divisione di cavalleria dell'ERN, si reclutarono cavalieri Hui e li si pose al comando di un giovane ed ambizioso membro della Cricca, Ma Zhongying.[142]
Comandanti

I Kansu Braves balzarono agli onori della cronaca sotto il comando di Dong Fuxiang. Oltre a Dong, l'unico altro ufficiale dei Braves esterno al clan Ma fu tale Aema, di etnia Salar.[N 1][1] Per il resto, come anticipato, tutti gli ufficiali della milizia musulmana del Gansu, Qinghai e Ningxia apparteneva alla "Cricca Ma". Il sopracitato Ma Fuxing, non è ad oggi incasellato nell'albero genealogico delle tre famiglie Ma della Cricca, seppur pare abbia gravitato intorno alla stessa, o come sottufficiale agli ordini di Ma Fulu a Pechino o come parte degli Hui di scorta ai Qing durante l'esilio della Corte nello Shaanxi.[114][115]
La Cricca Ma costruì la sua base di potere grazie alla creazione dei Braves che permise loro, anzitutto, di guadagnare gradi militari e riconoscimento politico da parte della dinastia Qing e poi di garantirsi una forza armata personale equipaggiata ed addestrata secondo moderni parametri occidentali per assoggettare una vasta area dell'entroterra cinese durante la Repubblica di Cina. I capostipiti della Cricca, nonché primi collaboratori di Zuo Zongtang durante la prima rivolta dei Dungani (1862-1877) furono Ma Zhan'ao (1830-1886) di Linxia ed i suoi due luogotenenti Ma Qianling (1826-1910) e Ma Haiyan (1837-1900).[18] Dei tre patriarchi, solo Ma Haiyan seguì Dong Fuxiang a Pechino (accompagnato dai figli Ma Qi e Ma Lin), mentre gli altri due inviarono i figli, nati per la maggior parte negli Anni 1850: Ma Anliang, figlio di Ma Zhan'ao, poi figura preminente nella Cricca dopo la scomparsa di Dong nel 1908; Ma Fulu e gli altri figli di Ma Qianling (per la maggior parte sterminati sotto Zhengyangmen).[26]
Altri membri della Cricca Ma principiarono la loro carriera nei Braves come sottufficiali o soldati semplici. Il futuro signore della guerra Ma Fuxiang era un ventenne sottufficiale di cavalleria durante la Ribellione dei Boxer. Ma Biao, nipote di Ma Haiyan, generale della cavalleria musulmana nella Seconda guerra sino-giapponese (1937-1945), combatté a Pechino (1900) come un soldato semplice[143] ed ivi cominciò a coltivare i sentimenti anti-nipponici per cui divenne celebre.[144][145]
Note
- Esplicative
- ↑ Un eventuale legame tra Aema e la Cricca Ma, forse riconducibile agli anni dei Kansu Braves, è comunque plausibile se si considera che il suo più celebre figlio, Han Youwen, militò sotto Ma Bufang, figlio di Ma Qi nel successivo Periodo dei signori della guerra (1916-1928).
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