Karl Henze

Karl Henze
NascitaHolzminden, 20 gennaio 1916
MorteNeunkirchen-Seelscheid, 25 settembre 1985
Dati militari
Paese servitoGermania (bandiera) Germania
bandiera Germania Ovest
Forza armata Luftwaffe (Wehrmacht)
Luftwaffe
SpecialitàBombardamento in picchiata
Anni di servizio1936-1945
GradoColonnello
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneCampagna di Polonia
Fronte occidentale (1939-1945)
Fronte orientale (1941-1945)
BattaglieBattaglia di Francia
Battaglia d'Inghilterra
Operazione Marita
Battaglia di Creta
Operazione Barbarossa
Decorazionivedi qui
dati tratti da Henze, Karl[1]
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Karl Henze (Holzminden, 20 gennaio 1916 – Neunkirchen-Seelscheid, 25 settembre 1985) è stato un militare e aviatore tedesco, insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro con foglie di quercia nel corso della seconda guerra mondiale, ha effettuato 1098 missioni di combattimento. Citato nel Wehrmachtbericht il 19 marzo 1941.[2][3][4][5].

Biografia

Nacque a Holzminden, Regno di Sassonia, il 20 gennaio 1916.[2] Il 6 aprile 1936 si arruolò nella Luftwaffe come cadetto ufficiale iniziando l'addestramento come pilota.[3] Nel 1938 fu assegnato in servizio allo Sturkampfgeschwader 165, e poi alla squadriglia del comando del 186. Trasnportgruppe.[2] Trasferito alla I. Gruppe dello Sturkampfgeschwader 77, partecipò alla campagna di Polonia, divenendo aiutante di campo del gruppe il 1° ottobre 1939.[2] Nel maggio-giugno 1940 partecipò alla battaglia di Francia come aiutante di campo del I./St.G. 77, venendo insignito della Croce di Ferro di prima classe il 28 maggio.[2] Promosso tenente il 18 agosto 1940, durante la battaglia d'Inghilterra il suo aereo fu colpito da un Supermarine Spitfire sopra l'aeroporto di Ford. Ferito ala testa, riuscì ad effettuare un atterraggio di emergenza a nord-ovest di Bayeux, in Normandia.[3] Nella primavera del 1941 prese parte all'Operazione Marita, l'invasione tedesca di Grecia e Jugoslavia, e dal giugno dello stesso anno all'Operazione Barbarossa, l'invasione dell'Unione Sovietica.[3][2] Il 18 settembre 1941, divenne capo squadriglia del 1 Staffel dello Sturkampfgeschwader 77. Il 24 novembre 1941 gli fu conferita la Coppa d'onore della Luftwaffe e il 13 gennaio 1942 promosso tenente e insignito dell'Ordine militare della Croce Tedesca in oro.[3] Il 15 luglio, dopo 430 missioni di combattimento, ricevette la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro, e il 1 agosto venne promosso capitano.[3][2] Il 21 febbraio 1943 divenne comandante del I. Gruppo e il 1° ottobre fu promosso maggiore.[3][2] Nella primavera del 1944, nei pressi di Uman, compì la sua millesima missione di combattimento, per la quale il 14 maggio 1944 gli furono conferite le Foglie di Quercia sulla Croce di Cavaliere della Croce di Ferro.[3][2]

Il 15 novembre 1944 divenne comandante dello Schlachtgeschwader 102, uno stormo di addestramento per piloti d'attacco al suolo. Il 16 gennaio 1945 assunse il comando dello Schlachtgeschwader 103, anch'esso uno stormo di addestramento. Il 16 aprile 1945 assunse anche il comando dello Schlachtgeschwader 151.[3][2] Alla fine della guerra aveva effettuato 1.098 missioni di combattimento.[6] Fu fatto prigioniero di guerra l'8 maggio 1945 e rilasciato il 15 ottobre dello stesso anno.[3][2]

In seguito si arruolò nella Luftwaffe delle Bundeswehr (Forze Armate Federali Tedesche). Dall'aprile 1959 all 30 settembre 1963 fu comandante dello Jagdbombergeschwader 73, dotato dei caccia Canadair CL-13B Sabre Mk. 5/6 congedandosi con il grado di colonnello il 30 settembre 1970.[1] Si spense a Naukirchen il 25 settembre 1985.[1]

Onorificenze

Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria
— 28 maggio 1940.[1]
Croce di Ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria
— 27 settembre 1939.[1]
Frontflugspange in oro con pendaglio 1000 - nastrino per uniforme ordinaria
Frontflugspange in oro con pendaglio 1000
— [4]

Note

Bibliografia

  • (EN) Kevin Brazier, The Complete Knight's Cross The Years of Defeat 1944-1945, Fonthill Media, 2002.
  • (DE) Georg Brütting, Das waren die deutschen Stuka-Asse 1939 – 1945, Stuttgart, Motorbuch, 1992, ISBN 978-3-87943-433-6.
  • (DE) Walther-Peer Fellgiebel, Die Träger des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939–1945 — Die Inhaber der höchsten Auszeichnung des Zweiten Weltkrieges aller Wehrmachtteile, Friedberg, Podzun-Pallas, 2000, ISBN 978-3-7909-0284-6.
  • (DE) Klaus D. Patzwall e Veit Scherzer, Das Deutsche Kreuz 1941 – 1945 Geschichte und Inhaber Band II, Norderstedt, Verlag Klaus D. Patzwall, 2001, ISBN 978-3-931533-45-8.
  • (DE) Klaus D. Patzwall, Der Ehrenpokal für besondere Leistung im Luftkrieg, Norderstedt, Verlag Klaus D. Patzwall, 2008, ISBN 978-3-931533-08-3.
  • (DE) Veit Scherzer, Die Ritterkreuzträger 1939–1945 Die Inhaber des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939 von Heer, Luftwaffe, Kriegsmarine, Waffen-SS, Volkssturm sowie mit Deutschland verbündeter Streitkräfte nach den Unterlagen des Bundesarchives, Jena, Scherzers Militaer Verlag, 2007, ISBN 978-3-938845-17-2.
  • (DE) Franz Thomas, Die Eichenlaubträger 1939–1945 Band 2: L–Z, Osnabrück,, Biblio-Verlag, 1998, ISBN 978-3-7648-2300-9.
  • (EN) John Ward, Hitler's Stuka Squadrons: The Ju 87 at war, 1936–1945, London, Eagles of War, 2004.

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