Keith Murdoch (imprenditore)

Sir Keith Arthur Murdoch (Melbourne, 12 agosto 1885 – Melbourne, 4 ottobre 1952) è stato un imprenditore e giornalista australiano; è stato un magnate nel campo dei media, fondatore dell'impero mediatico Murdoch. Accumulò un ingente patrimonio nel settore dei media in Australia, che dopo la sua morte fu esteso a livello globale dal figlio Rupert[1][2].
Murdoch nacque a Melbourne, figlio di un pastore presbiteriano. Iniziò la sua carriera giornalistica presso The Age nel 1903, diventando in seguito cronista parlamentare. Nel 1915 si trasferì in Inghilterra come redattore del servizio telegrafico d'oltreoceano di Hugh Denison, dove si distinse come corrispondente di guerra durante la prima guerra mondiale. Gli attacchi di Murdoch alla condotta dell'alto comando alleato nella campagna di Gallipoli lo portarono all'attenzione di alti politici britannici e magnati della stampa, tra cui Lord Northcliffe, che gli fece da mentore. Divenne anche confidente del primo ministro australiano Billy Hughes, anche se i due litigarono alla fine della guerra.
Nel 1921 Murdoch tornò a Melbourne come caporedattore di The Herald, dando inizio a una lunga collaborazione con la sua holding, la Herald and Weekly Times Ltd (HWT).[3] Ne sarebbe diventato amministratore delegato nel 1928 e presidente nel 1942, supervisionando una significativa espansione dell'azienda nei mercati giornalistici interstatali e nella radio commerciale. Murdoch stabilì un monopolio nel mercato dei giornali di Adelaide nel 1931 e nel 1933 fondò The Courier-Mail[4] come quotidiano di Brisbane; controllò inoltre The West Australian[5] per diversi anni. Fu cofondatore dell'Australian Associated Press (AAP) nel 1935 e fu il primo presidente dell'Australian Newsprint Mills.[6] Durante la seconda guerra mondiale ricoprì brevemente la carica di Direttore Generale dell'Informazione.
Al di fuori delle sue attività imprenditoriali, Murdoch era un collezionista d'arte, ricoprì la carica di presidente della National Gallery of Victoria e finanziò una cattedra di belle arti presso l'Università di Melbourne. Ebbe quattro figli con la moglie Elisabeth, un'importante filantropa. Si ritirò nel 1949 e morì di cancro nel 1952. Negli ultimi anni della sua vita, vendette la HWT e investì ingenti somme in The News, un tabloid di Adelaide. La sua holding News Limited costituì la base dell'impero mediatico globale di suo figlio Rupert.
Biografia
Murdoch nacque a Melbourne nel 1885, figlio di Annie (nata Brown) e del reverendo Patrick John Murdoch, che si erano sposati nel 1882 ed erano emigrati da Cruden Bay, in Scozia, nello Stato di Victoria, in Australia, con la famiglia nel 1884. Il nonno paterno era un ministro della Libera Chiesa di Scozia, mentre il nonno materno era un ministro presbiteriano.[7]
La famiglia si trasferì da West Melbourne al ricco sobborgo di Camberwell nel 1887.[8] Keith studiò nella scuola aperta per un breve periodo da suo zio Walter, poi alla Camberwell Grammar School,[9] dove nel 1903 divenne il primo della classe, nonostante la sua estrema timidezza e la balbuzie. Decise di non andare direttamente all'università, ma di tentare la carriera giornalistica, così l'amico di famiglia David Syme del The Age accettò di assumerlo come corrispondente distrettuale per la vicina Malvern. Nei quattro anni successivi, riuscì ad aumentare in modo significativo la tiratura locale del The Age, a ottenere una promozione e a risparmiare abbastanza soldi per un biglietto per l'Inghilterra, dove sperava di acquisire ulteriore esperienza e trovare il modo di gestire la sua balbuzie.
Formazione e carriera
Dal 1908 al 1909, a Londra, seguì una terapia logopedica con Lionel Logue,[10] studiò part-time alla London School of Economics e cercò di trovare lavoro come giornalista, grazie alle raccomandazioni di altri amici di famiglia, tra cui il primo ministro australiano Alfred Deakin. La sua balbuzie divenne gestibile, ma poco dopo gli costò un posto di lavoro presso la Pall Mall Gazette. Nel settembre 1909 Murdoch tornò a casa per riprendere a lavorare per The Age, ora come cronista parlamentare, ruolo in cui rafforzò i rapporti della famiglia con politici come Andrew Fisher, in alcuni casi ospitandoli nella casa di campagna di sua zia.
Prima guerra mondiale
Nel 1912 divenne corrispondente politico da Melbourne per The Sun di Sydney. Non essendo riuscito a ottenere il posto di corrispondente ufficiale dall'Australia per la Prima guerra mondiale, assegnato al più esperto Charles Bean, nel 1915 fu nominato caporedattore del servizio telegrafico londinese gestito dal Sun e dal Melbourne Herald. Murdoch si recò in Nuova Zelanda nel gennaio 1915 con il primo ministro Andrew Fisher e altri due parlamentari, l'on. J. Boyd e l'on. D. Hall, per seguire i colloqui di guerra tra Fisher e il primo ministro neozelandese, William Massey, poco prima dell'impegno delle truppe australiane e neozelandesi nella campagna di Gallipoli. Partirono da Wellington a bordo dell'Ulimaroa, arrivando a Sydney il 2 febbraio 1915. Andrew Fisher e il ministro della Difesa George Pearce gli chiesero poi di dedicare un po' di tempo, durante il suo viaggio verso Londra, a verificare alcune questioni relative ai rifornimenti e alla posta per le truppe australiane impegnate nel conflitto, così fece scalo in Egitto. Mentre si trovava in Egitto, in agosto, riuscì a ottenere il permesso di Sir Ian Hamilton, comandante della campagna dei Dardanelli in Turchia, di visitare le truppe australiane a Gallipoli e di scrivere le sue impressioni per i giornali, fatte salve le consuete restrizioni della censura militare. L'accordo che firmò specificava che non doveva «tentare di corrispondere per nessun'altra via o con nessun altro mezzo se non quello ufficialmente autorizzato» e che durante la guerra non doveva «comunicare a nessuno informazioni militari di natura riservata... a meno che non fossero state prima sottoposte al capo della censura sul campo».[11]
Murdoch visitò Anzac Cove all'inizio di settembre, per poi trasferirsi al quartier generale sull'isola di Imbro. Discutendo della situazione con altri giornalisti, strinse amicizia con il corrispondente del Daily Telegraph Ellis Ashmead-Bartlett, profondamente preoccupato che la censura venisse utilizzata per sopprimere le critiche alla campagna dei Dardanelli, che, come Murdoch aveva constatato di persona, presentava gravi problemi. Murdoch accettò di portare a Londra una lettera di Ashmead-Bartlett indirizzata al primo ministro britannico H. H. Asquith, scritta l'8 settembre, in cui presentava il suo resoconto non censurato della situazione. Hamilton venne rapidamente a conoscenza dell'esistenza di questa lettera (un altro giornalista britannico, Henry Nevinson, venne accusato di questo, ma la sua biografia indica un fotografo di guerra ufficiale della Royal Navy).[12] Giunto in Francia durante il suo viaggio verso Londra, Murdoch fu arrestato dalla Polizia Militare a Marsiglia e la lettera gli fu confiscata. Arrivato a Londra il 21 settembre, trascorse un po' di tempo presso l'Alta Commissione Australiana a redigere una propria lettera al suo primo ministro, Andrew Fisher, in tono simile a quello della lettera di Ashmead-Bartlett e particolarmente critica nei confronti del generale britannico e dello staff amministrativo:
Dopo aver inviato la lettera in Australia, ne consegnò due copie al ministro britannico delle munizioni David Lloyd George, accompagnate dalla lettera di presentazione di Andrew Fisher.[13] In pochissimo tempo, la lettera di Murdoch giunse ad Asquith e fu fatta circolare tra gli alti ministri del governo britannico. Ashmead-Bartlett, espulso dai Dardanelli, raggiunse Londra più o meno in quel periodo e ben presto, grazie all’influenza di Lord Northcliffe, proprietario di The Times, The Daily Mirror e di altri quotidiani nazionali, la sua versione dei fatti iniziò ad essere pubblicata. Murdoch, inizialmente allarmato dal fatto che lo staff di Northcliffe avesse ottenuto una copia della sua lettera privata, divenne presto amico del magnate della stampa. Sebbene la sua lettera, scritta a memoria, contenesse molti errori ed esagerazioni, i punti principali erano supportati da altre prove e Hamilton fu sollevato dal comando; la successiva operazione di evacuazione delle truppe da Gallipoli, avvenuta a dicembre, fu portata a termine con perfetta efficacia.
Nel 1917, mentre visitava il fronte occidentale come corrispondente di guerra non ufficiale, Murdoch tentò di condurre negoziati con il feldmaresciallo Douglas Haig a sostegno della politica del governo australiano volta a riunire le divisioni dell'Australian Imperial Force (A.I.F.)[14] in un unico Corpo australiano.[15] Sebbene Murdoch avesse spinto per la nomina del Maggiore Generale Brudenell White a nuovo comandante del corpo, denigrando al contempo il Maggiore Generale John Monash (che era di origini ebraico-tedesche), fu proprio a quest'ultimo che venne affidato il comando quando l'Australian Corps fu costituito nel 1918. Insieme al corrispondente di guerra ufficiale Charles Bean, Murdoch continuò a fare pressioni per la destituzione di Monash rivolgendosi direttamente al primo ministro australiano Billy Hughes e indurlo a credere, in modo fuorviante, che gli alti ufficiali dell'A.I.F. fossero fortemente contrari a Monash.[15] Quando Hughes visitò il fronte poco prima della Battaglia di Hamel con l'intenzione di sostituire Monash, consultò prima gli stessi ufficiali superiori e scoprì che il loro sostegno al comandante era forte e che le capacità di pianificazione ed esecuzione di Monash erano eccellenti.[16] L'esito successivo dell'assalto a Hamel chiuse la questione dell'idoneità di Monash, ma più tardi nello stesso anno Murdoch tentò nuovamente di convincere Hughes che Monash non dovesse controllare il rimpatrio delle truppe australiane.[15]
Melbourne Herald
Murdoch rimase a Londra, ampliando il servizio via cavo, scrivendo articoli giornalistici di grande impatto e aiutando l’amico Hughes durante le sue visite in Inghilterra, finché non gli fu offerto l’incarico di caporedattore del Melbourne Herald, che accettò nel gennaio 1921. Dopo aver fatto in modo che il direttore generale del giornale venisse retrocesso, iniziò ad applicare i principi di Lord Northcliffe, avvalendosi spesso dei consigli dello stesso Northcliffe. Come aveva fatto a Londra, si concentrò sulle controversie politiche, ma rese l'Herald influente anche in altri modi, attraverso espedienti quali una migliore copertura delle arti e contributi di personaggi famosi. Quando Hugh Denison, proprietario del Sun di Sydney, tentò di fare irruzione nel mercato di Melbourne con il Sun News-Pictorial nel 1922, Murdoch condusse una lunga campagna che alla fine portò l’Herald, con una tiratura aumentata del 50%, a rilevare il nuovo tabloid nel 1925. Si guadagnò il soprannome di “Lord Southcliffe” e nel 1928 divenne amministratore delegato della società; a quel punto il Sun era sulla buona strada per diventare il quotidiano più venduto in Australia.
Nel 1927 vide una fotografia di un'affascinante debuttante diciottenne, Elisabeth Joy Greene, sulla rivista Table Talk, e si fece presentare da un amico.[17] Lei divenne la signora Elisabeth Murdoch nel giugno 1928, trascorrendo la luna di miele nella sua tenuta di Cruden Farm a Langwarrin. Ebbero quattro figli: Helen (poi signora Geoff Handbury), Rupert Murdoch, Anne (poi signora Milan Kantor) e Janet (ora signora John Calvert-Jones). Nei primi anni della prima guerra mondiale era stato fidanzato per un certo periodo con Isabel Law, figlia del ministro del Tesoro britannico e futuro primo ministro Bonar Law.[18]
Dal 1926 in poi, aveva condotto una campagna per acquisire giornali in altre parti dell'Australia, con risultati alterni. Ad Adelaide, ad esempio, l'editore dell'Herald rilevò il debole The Register nel 1928, trasformandolo in un tabloid illustrato in stile Sun. Nel giro di pochi mesi, il Adelaide Advertiser, fino ad allora dominante, accettò un'offerta pubblica di acquisto, e The Register fu silenziosamente chiuso nel 1931, dopo che l'Herald acquisì il quotidiano serale Adelaide News, assicurandosi il monopolio locale. Murdoch aveva anche investito in giornali per conto proprio, in particolare a Brisbane, dove acquistò quote del Daily Mail, che in seguito si fuse con il rivale Courier. Rimase al passo con le nuove tecnologie e, nel 1935, l'Herald era proprietario di 11 stazioni radio, mentre Murdoch faceva campagna per impedire alla Australian Broadcasting Commission ufficiale di istituire un proprio servizio di informazione. Guidò inoltre sia la fusione dei servizi via cavo rivali per formare l'Australian Associated Press Ltd nel 1935, sia un progetto per la costruzione di una cartiera in Tasmania.
Dal 1930 in poi
Durante la grande depressione dei primi anni '30, i giornali di Murdoch condussero una campagna contro il governo laburista di James Scullin e diedero pieno sostegno all'ex politico laburista dissidente Joseph Lyons nella sua vittoriosa campagna del 1931 per diventare primo ministro. Nel luglio 1933 ricevette il titolo di cavaliere[19] ed essendo un intenditore d'arte con un particolare interesse per le opere moderne, divenne amministratore dei musei e delle gallerie di Victoria. In seguito si pentì in parte del suo sostegno al volitivo Lyons, affermando nel 1936: «L'ho messo lì e lo caccerò». Nel frattempo altri esprimevano profonda preoccupazione per i pericoli derivanti dalla concentrazione di un potere mediatico così grande nelle mani di una sola persona. La questione giunse al culmine dopo che l'Australia fu coinvolta nella Seconda guerra mondiale. Nel giugno 1940, Murdoch fu nominato a una carica governativa australiana di nuova creazione, Direttore Generale dell'Informazione,[20] e il 18 luglio ottenne l'autorizzazione a imporre a tutti i mezzi di informazione di pubblicare le dichiarazioni del governo quando necessario. Furono fatti paragoni con Goebbels, la collaborazione della stampa fu rapidamente ritirata, i politici protestarono e, nonostante gli accordi per modificare il regolamento, a novembre fu costretto a dimettersi dalla carica.[21][22]
Tornato ai giornali, dai quali aveva accettato di prendere le distanze mentre era al servizio del governo, trascorse il resto della guerra incoraggiando lo spirito patriottico e attaccando il primo ministro laburista, John Curtin, che guidò un governo di minoranza nel 1941 e fu rieletto con una maggioranza schiacciante nel 1943. Nel 1942 divenne presidente del gruppo Herald e nel 1944, mantenendo i suoi legami con il mondo dell'arte, istituì la cattedra Herald di Belle Arti presso l'Università di Melbourne.[23] L'anno successivo divenne presidente del consiglio di amministrazione della National Gallery of Victoria.
Nel 1948 Murdoch fu la figura trainante nella fondazione dell'American Australian Association, che esiste ancora oggi.[24][25]
Con l'aggravarsi della malattia, nel 1949 si ritirò dalla maggior parte delle sue attività, ad eccezione dell'Herald, e strinse un accordo con il consiglio di amministrazione dell'Herald per l'acquisto del controllo dei giornali di Adelaide, in cambio della opzione di prelazione su qualsiasi futura vendita delle sue quote del giornale di Brisbane.
Morte ed eredità
Murdoch morì nella tenuta di famiglia, Cruden Farm, a Langwarrin, Victoria, nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1952; il funerale si tenne presso la Chiesa Presbiteriana di Toorak. Gran parte del suo patrimonio, valutato ai fini dell'omologazione testamentaria in 410.004 sterline (equivalenti a 17.000.000 di dollari nel 2022),[26] fu ceduto per estinguere mutui, imposte di successione ecc.
L'Herald esercitò la sua opzione di acquisto delle azioni del quotidiano di Brisbane, ma alla sua famiglia rimase comunque il pieno controllo della News Limited, proprietaria dell'Adelaide News.
Il Premio Sir Keith Murdoch per l'Eccellenza nel Giornalismo viene assegnato ogni anno a un giornalista di News Corp Australia.[27][28][29]
Nella cultura popolare
- Nella miniserie del 1985 ANZACS, Murdoch è stato interpretato dall'attore australiano David Bradshaw.
- Nella miniserie del 2015 Gallipoli, Murdoch è stato interpretato dall'attore australiano Damon Gameau.
- Nel docudrama televisivo del 2015 Australia: The Story of Us, è stato interpretato dall'attore australiano Matt Boesenberg.
- Nella miniserie televisiva del 2015 Deadline Gallipoli, realizzata per la rete Foxtel, è stato interpretato dall'attore australiano Ewen Leslie.
- Nel docudrama televisivo del 2015 Gallipoli: When Murdoch Went to War, Murdoch è stato interpretato dall'attore Simon Harrison.
In generale
- (EN) Murdoch, Sir Keith Arthur (1885–1952), in Australian Dictionary of Biography, Australian National University, ISSN 1833-7538.
- (EN) Tom DC Roberts, Before Rupert: Keith Murdoch and the Birth of a Dynasty, University of Queensland Press, 1º dicembre 2015, ISBN 978-0702253782.
Gli anni della giovinezza e la prima guerra mondiale
- (EN) Patriots Three, in ABC Australia documentary script.
- (EN) Roland Perry, Monash: The Outsider who Won A War, Random House, 2004, ISBN 1-74051-364-9.
Note
- ↑ (EN) Taylor Borden, Kelsey Vlamis, A $22 billion media empire, 6 children, and a succession battle: Meet the Murdoch family, su Business Insider. URL consultato il 20 maggio 2026.
- ↑ (EN) Geoffrey Serle, Sir Keith Arthur Murdoch (1885–1952), National Centre of Biography, Australian National University. URL consultato il 23 maggio 2026.
- ↑ (EN) Herald & Weekly Times Newspapers, Melbourne, Victoria, su Museums Victoria Collections. URL consultato il 20 maggio 2026.
- ↑ (EN) The Courier Mail, su couriermail.com.au/. URL consultato il 20 maggio 2026.
- ↑ (EN) The West Australian, su thewest.com.au/. URL consultato il 20 maggio 2026.
- ↑ (EN) Australian Newsprint Mills, su utas.edu.au. URL consultato il 20 maggio 2026.
- ↑ (EN) Ancestry of Rupert Murdoch, su wargs.com. URL consultato il 15 luglio 2011.
- ↑ (EN) Niel Gunson, Patrick John Murdoch (1850–1940), National Centre of Biography, Australian National University. URL consultato il 20 maggio 2026.
- ↑ (EN) An Independent School for Boys in Melbourne, Australia, su Camberwell Grammar School. URL consultato il 20 maggio 2026.
- ↑ (EN) Before Rupert, su The Saturday Paper. URL consultato il 22 maggio 2026.
- ↑ (EN) Phillip Knightley, The First Casualty (excerpt), New York & London, Harcourt Brace Jovanovich, 1975, pp. 100–103 (archiviato dall'url originale il 12 marzo 2011).
- ↑ (EN) Angela V. John, War, Journalism and the Shaping of the Twentieth Century, Bloomsbury Academic, 31 marzo 2006, ISBN 978-1-84511-081-9. URL consultato il 22 maggio 2026.
- ↑ (EN) The National Archives, Access to Archives, su nationalarchives.gov.uk. URL consultato il 22 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 18 ottobre 2012).
- ↑ (EN) First Australian Imperial Force in World War I, su anzacportal.dva.gov.au/, 1914. URL consultato il 22 maggio 2026.
- 1 2 3 (EN) Sir Keith Arthur Murdoch (1885–1952), su adb.anu.edu.au. URL consultato il 22 maggio 2026.
- ↑ Perry 2004, p. 349.
- ↑ (EN) Happy day for a Dame, in Where I Live. URL consultato il 22 maggio 2026.
- ↑ (EN) A new book examines Rupert Murdoch's father and his media dynasty, su The Independent, 20 ottobre 2015. URL consultato il 22 maggio 2026.
- ↑ (EN) The London Gazette, su london-gazette.co.uk, vol. 33960, 14 luglio 1933. URL consultato il 23 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2013).
- ↑ (EN) Australian Secret Intelligence - Global Intelligence Network, su Global Intelligence Knowledge Network. URL consultato il 23 maggio 2026.
- ↑ (EN) Censorship Down Under - TIME, su time.com. URL consultato il 23 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 13 maggio 2009).
- ↑ (EN) Edward Louis Vickery, Telling Australia's story to the world: The Department of Information 1939-1950, 2003. URL consultato il 23 maggio 2026.
- ↑ (EN) Katrina Grant, Herald chair of fine arts, su AAANZ | The Art Association of Australia and New Zealand, 21 settembre 2014. URL consultato il 23 maggio 2026.
- ↑ (EN) About Us, su American Australian Association, 2 giugno 2025. URL consultato il 27 gennaio 2026 (archiviato il 3 gennaio 2026).
- ↑ (EN) About us: History of the association, su American Australian Association. URL consultato il 27 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2004).
- ↑ (EN) The Argus Probate report Melbourne, 12 dicembre 1952
- ↑ (EN) Advertiser, AdelaideNow win awards, su adelaidenow, 29 ottobre 2010. URL consultato il 20 settembre 2023.
- ↑ (EN) Derrick Krusche, Top honours for Telegraph journalists, su dailytelegraph, 8 novembre 2022. URL consultato il 20 settembre 2023.
- ↑ (EN) News Corp Australia's best of the best for 2018 announced at the News Awards, su NewsCorp Australia, 16 agosto 2018. URL consultato il 20 settembre 2023.
Collegamenti esterni
- (EN) Opere di Keith Murdoch, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Australia RMIT University, Sir Keith Murdoch Collection, su Research Data Australia. URL consultato il 20 maggio 2026.. Keith Murdoch Collection on Research Data Australia]
- (EN) File 40: Herald & Weekly Times Limited, 1934-1953, su Collection - State Library of NSW. URL consultato il 20 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 30 novembre 2024). Questi documenti manoscritti provengono dagli uffici della Associated Newspapers. Contengono promemoria e corrispondenza tra la Associated e la HWT – Sir John Butters, Sir Hugh Denison e Sir Keith Murdoch – su una vasta gamma di questioni rilevanti per entrambe le società, Biblioteca di Stato del Nuovo Galles del Sud MLMSS9894/Box 1230.
- (EN) File 214: Herald and Weekly Times. Murdoch, Fink etc, 1931-1936, su Collection - State Library of NSW. URL consultato il 20 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 21 aprile 2025). Corrispondenza tra Keith Murdoch e Thorold Fink con il presidente del consiglio di amministrazione di Associated Newspapers su diverse questioni, Biblioteca statale del Nuovo Galles del Sud MLMSS 9894/Box 933.
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