Kennkarte
La Kennkarte era il documento di identità in uso nel Terzo Reich, sia in Germania che nei territori annessi e occupati. L'introduzione avvenne nel luglio 1938. Di solito veniva rilasciata dal distretto di polizia e riportava i timbri dell'ufficio emittente e la firma del funzionario incaricato. Il documento era obbligatorio per ogni cittadino tedesco maschio dai 18 anni in su e per ogni cittadino ebreo di entrambi i sessi. Doveva essere esibita a richiesta dei funzionari.
Descrizione

La Kennkarte era un foglio di cartoncino che misurava circa 30 x 14 cm. Piegato due volte in parallelo, il documento risultava costituito da sei pagine, ciascuna delle quali misurava 10 x 14 cm, e presentava testo su entrambi i lati. Il colore della Kennkarte identificava l'etnia del portatore: grigio per i polacchi, giallo per gli ebrei e i rom, azzurro per i russi, gli ucraini, i bielorussi, i georgiani e i Goralenvolk.[1][2][3] Inoltre, l'appartenenza etnica era indicata da una lettera identificativa, l'iniziale del nome in tedesco, stampata sul documento: J per gli ebrei (Juden), Z per i rom (Zigeuner), W per i bielorussi (Weissrussen), U per gli ucraini, R per i russi, G per i Goralenvolk e K per i georgiani.[2]
Uso nei territori occupati
Dopo l'inizio della seconda guerra mondiale, la Germania nazista cominciò a rilasciare la Kennkarte ai cittadini dei paesi conquistati, in particolare nella Polonia occupata. Il rilascio avveniva per i residenti di età pari o superiore a 15 anni;[4] le carte erano spesso contraffatte dalla resistenza polacca.[5]
Nelle prime settimane dell'occupazione, l'identificazione personale si basava ancora sui documenti prebellici emessi dalla Seconda Repubblica di Polonia. La Kennkarte fu introdotta formalmente il 26 ottobre 1939 con un decreto di Hans Frank,[1] ma a causa di questioni legali, le prime carte furono distribuite solo nel giugno 1941. Le autorità tedesche continuarono a emetterle fino al 1943.[3]
La procedura di rilascio richiedeva la compilazione di una domanda e la presentazione di documenti quali il certificato di nascita, la carta d'identità polacca prebellica e (ove necessario) il certificato di matrimonio.[1] I cittadini polacchi di etnia considerata "appropriata" dovevano rilasciare una dichiarazione formale di appartenenza alla razza ariana.[1] Al momento della consegna, ai richiedenti venivano rilevate le impronte digitali. Poiché la procedura coinvolgeva anche funzionari polacchi, le carte venivano spesso ottenute tramite la contraffazione, consentendo ai membri dell'Esercito Nazionale (AK) e agli ebrei polacchi di acquisire una nuova identità fittizia.[1] Nella Polonia occupata operavano anche tipografie clandestine dedicate alla produzione di Kennkarte, disponibili sul mercato nero al prezzo di 500 złoty.[5] L'entità del fenomeno era notevole: la Gestapo stimò che nel 1943 circolassero a Varsavia fino a 150 000 carte false. L'Esercito Nazionale stimò inoltre che, alla fine del 1942, circa il 10% dei residenti del Governatorato Generale possedesse una Kennkarte contraffatta.[5]
Altri documenti identificativi importanti nella Polonia occupata dai nazisti includevano:
- Ausweis, Arbeitskarte, Bescheinigung - rilasciata dal luogo di lavoro;
- Erlaubniskarte - rilasciata per gli operatori dello spettacolo (attori e affini).
Note
- 1 2 3 4 5 Kennkarta | Virtual Shtetl, su sztetl.org.pl. URL consultato il 13 dicembre 2025.
- 1 2 (EN) Chris William, ‘Officially’ German, su Militarytrader, 20 dicembre 2022. URL consultato il 13 dicembre 2025.
- 1 2 KENNKARTE CARNET DE IDENTIFICACIÓN DEL III REICH WEHRMACHT INFO [ DOCUMENTOS DE LA WEHRMACHT - LA SEGUNDA GUERRA MUNDIAL ], su wehrmacht-info.com. URL consultato il 13 dicembre 2025.
- ↑ ÖNB-ALEX - Deutsches Reichsgesetzblatt Teil I 1867-1945, su alex.onb.ac.at. URL consultato il 13 dicembre 2025.
- 1 2 3 "Aryan papers" | Virtual Shtetl, su sztetl.org.pl. URL consultato il 13 dicembre 2025.
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Collegamenti esterni
- Images, su images.google.com.