Kenyaichthys
| Kenyaichthys | |
|---|---|
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| Stato di conservazione | |
Fossile | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Classe | Actinopterygii |
| Ordine | Cyprinodontiformes |
| Sottordine | Aplocheiloidei |
| Famiglia | †Kenyaichthyidae |
| Genere | †Kenyaichthys |
| Specie | †K. kipkechi Altner & Reichenbacher, 2015 |
Kenyaichthys (Altner & Reichenbacher, 2015)[1] è un genere estinto di pesci ossei appartenente all’ordine dei Cyprinodontiformes e al sottordine degli Aplocheiloidei. Rappresenta la prima testimonianza fossile nota di un killifish aplocheiloide e costituisce il genere tipo della famiglia Kenyaichthyidae. È vissuto nel tardo Miocene (circa 5,7–6 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati nelle Tugen Hills della Rift Valley centrale in Kenya, all’interno della Formazione di Lukeino.
Descrizione
La diagnosi differenziale si basa su una combinazione unica di caratteri, tra cui la presenza di una spina neurale distinta nella prima vertebra, neuroapofisi allungate e sottili, un processo laterale del cinto pelvico assente in altri aplocheiloidi noti, cinque o sei vertebre preurali (contro quattro o cinque in famiglie affini) e coste epipleurali a forma di bastoncello.
Kenyaichthys kipkechi mostra un mosaico di caratteri primitivi e derivati che lo distinguono dalle famiglie attuali degli Aplocheiloidei (Aplocheilidae, Nothobranchiidae e Rivulidae). Le sue peculiarità comprendono un autopalatinum con porzione ventrale allungata che raggiunge il quadrato, un preopercolo robusto e a forma di “L”, e cinque o sei vertebre preurali.
Gli esemplari presentano una notevole variabilità morfologica, interpretata come un caso di flock di specie in statu nascendi. Questa condizione suggerisce che la speciazione rapida e la formazione di flock di specie, oggi tipici di alcuni laghi africani, avvenissero già nel Miocene.[2]
Scoperta e classificazione
I resti di Kenyaichthys sono stati descritti da Altner e Reichenbacher nel 2015 sulla base di 169 esemplari fossili straordinariamente ben conservati provenienti da due siti principali: Inoswa Kamelon e Koibochepkweny.
Le analisi filogenetiche collocano Kenyaichthys come gruppo fratello dei Rivulidae, una famiglia attuale distribuita esclusivamente in Sud America. Tale relazione sorprendente potrebbe riflettere la scarsità di sinapomorfie diagnostiche disponibili per distinguere con chiarezza le famiglie di aplocheiloidi.
Alcuni caratteri avvicinano Kenyaichthys ai Nothobranchiidae, mentre altri risultano unici e giustificano la creazione della nuova famiglia Kenyaichthyidae. La scoperta ha messo in discussione alcune sinapomorfie proposte in precedenza per i due sottordini dei Cyprinodontiformes.[2]
Paleoecologia
La presenza di un assemblaggio di killifish nella Formazione di Lukeino, in un contesto in cui altri pesci d’acqua dolce risultano estremamente rari, indica un ambiente caratterizzato da acque dolci soggette a stagionalità e aridità. Ciò supporta l’ipotesi che Kenyaichthys fosse un pesce annuale, adattato a cicli ecologici simili a quelli osservabili oggi nei killifish africani moderni.[2]
Etimologia
Il nome del genere deriva dalla località di rinvenimento, in Kenya, mentre l'epiteto specifico kipkechi è stato attribuito in onore di Joseph Kipkech, per il suo impegno a favore dello sviluppo della scienza e dell’istruzione nella contea di Baringo.
Note
Bibliografia
- Altner M., Reichenbacher B. (2015). †Kenyaichthyidae fam. nov. and †Kenyaichthys gen. nov. – First Record of a Fossil Aplocheiloid Killifish (Teleostei, Cyprinodontiformes). PLoS ONE, 10(4): e0123056. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0123056
