Kirada

Kirada
Moneta di Kirada
Re dei Kidariti
In caricacirca 335–345
PredecessoreKipunada
SuccessorePeroz
Nascitaforse Gandhāra
Morteforse Gandhāra o Balkh, circa 345
ReligioneTengrismo
Firma

Kirada (in Brahmi: , Ki-ra-da; fl. 335–345) è considerato dalla storiografia moderna come il primo sovrano noto dei Unni Kidariti nella regione del Gandhāra, situata nel nord-ovest dell'India antica, corrispondente grosso modo all'odierno Pakistan settentrionale. È possibile che abbia regnato contemporaneamente a un altro re kidarita di nome Yosada.[1]

Contesto storico

Il regno di Kirada si colloca nel periodo di transizione tra la caduta dell'Impero Kushan e l'ascesa del potere dei Kidariti nella regione del Punjab centro-occidentale. La sua attività è databile attorno al 335–345 d.C., in un momento in cui i poteri locali erano in fase di riorganizzazione dopo la progressiva dissoluzione dell'autorità kushana.[2]

Il nome di Kirada compare su numerose monete che segnano la fine dell'autorità kushana e l'inizio del dominio dei Kidariti. Su tali monete, coniate nella regione del Gandhāra, appare spesso il nome della regione stesso – Ga-ḍa-ha-ra – inciso verticalmente come monogramma nel campo destro, una pratica che si riscontra anche in emissioni di altri re, sia precedenti (come Samudragupta, dell'Impero Gupta), sia successivi (come Yasada, Peroz e il celebre Kidara).[3]

L'associazione del nome di Samudragupta con alcune monete dell’epoca potrebbe suggerire un certo grado di suzerania gupta nella regione durante il periodo iniziale del dominio kidarita.

Kirada emise anche monete dalla zecca di Balkh, nell’odierno Afghanistan settentrionale, utilizzando il nome dell’ultimo sovrano Kushano-sasanide, Varahran I Kushanshah, databili anch’esse attorno al 340–345 d.C. Queste monete incorporano il tamga kidarita, simbolo dinastico che andò progressivamente a sostituire il tradizionale nandipada, utilizzato precedentemente dalle autorità kushane e kushano-sasanidi.[4]

Successione

Kirada fu probabilmente succeduto da Peroz, e successivamente da Kidara, il quale avrebbe dato il nome definitivo alla dinastia e al popolo dei Kidariti. Le emissioni monetarie di questi sovrani rappresentano le prime testimonianze di governo effettivo dopo il regno dell’ultimo imperatore kushano noto, Kipunada.[5][1]

Note

  1. 1 2 Joe Cribb, The Kidarites, the numismatic evidence.pdf, in Coins, Art and Chronology II, edited by M. Alram et al., 1º gennaio 2010. URL consultato l'11 maggio 2025.
  2. ↑ (EN) Ashvini Agrawal, Rise and Fall of the Imperial Guptas, Motilal Banarsidass Publ., 1989, ISBN 978-81-208-0592-7. URL consultato l'11 maggio 2025.
  3. ↑ (EN) Guand-da Zhang, Litvinsky B e Shabani Samghabadi R, History of civilizations of Central Asia: The Crossroads of Civilization: A.D. 250 to 750, UNESCO Publishing, 31 dicembre 1996, ISBN 978-92-3-103211-0. URL consultato l'11 maggio 2025.
  4. ↑ (EN) Elizabeth Errington e Vesta Sarkhosh Curtis, From Persepolis to the Punjab: Exploring Ancient Iran, Afghanistan and Pakistan, British Museum Press, 2007, ISBN 978-0-7141-1165-0. URL consultato l'11 maggio 2025.
  5. ↑ (EN) Khodadad Rezakhani, ReOrienting the Sasanians: East Iran in Late Antiquity, Edinburgh University Press, 15 marzo 2017, ISBN 978-1-4744-0030-5. URL consultato l'11 maggio 2025.