Kokudaka
Il termine Kokudaka (石高)い?) si riferisce a un sistema utilizzato durante lo shogunato Tokugawa, durante il periodo Edo in Giappone, per determinare il valore delle terre a fini fiscali, espresso in termini di koku di riso[1].
Un koku (all’incirca equivalente a cinque bushel) era generalmente considerato la quantità di riso sufficiente a nutrire una persona per un anno. Il reddito effettivo derivato da un possedimento variava da regione a regione e dipendeva dal grado di controllo reale che il signore feudale aveva sul territorio in questione, ma in media corrispondeva a circa il 40% del kokudaka teorico[2].
La tassazione non si basava sulla quantità effettiva di riso raccolto, ma su una stima del rendimento economico complessivo della terra, con il valore di altri raccolti e prodotti convertito nel loro equivalente in termini di riso[2].
Il rango ed il prestigio dei daimyō, i signori feudali, erano determinati in gran parte dal kokudaka dei territori sotto la loro amministrazione[1]. Nel 1650 il kokudaka complessivo del Giappone fu stimato in 26 milioni di koku, dei quali lo shōgun ne controllava direttamente 4,2 milioni[2].
Note
- 1 2 Nussbaum, Louis-Frédéric. (2005). "Koku" in Japan Encyclopedia, p. 549.
- 1 2 3 William G Beasley, The Meiji Restoration, Stanford University Press, 1972, ISBN 0804708150. pp. 14–15.
Voci correlate
Collegamenti esterni
- (EN) kokudaka, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
| Controllo di autorità | NDL (EN, JA) 00566324 |
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