Kozarnika
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Kozarnika (Пещера Козарника, in bulgaro La stalla delle capre) è una grotta e un sito archeologico, che si trova vicino alla cittadina di Belogradchik, nel distretto di Vidin in Bulgaria[1].
Descrizione
La grotta di Kozarnika si trova a circa sei chilometri dalla città di Belogradchik, nella Bulgaria nord-occidentale, sul versante settentrionale dei monti Balcani, in prossimità della pianura danubiana, con l’ingresso che si apre verso sud, a circa ottantacinque metri sopra la valle. Con i suoi circa duecentodieci metri di lunghezza, la cavità rientra tra quelle di dimensioni più modeste dell’area carsica di Belogradchik[2].
Secondo gli studi la grotta fu frequentata da gruppi di cacciatori già nel paleolitico inferiore, tra circa 1,6 e 1,4 milioni di anni fa. Il sito è considerato particolarmente importante perché viene collegato a un’antica via di migrazione umana dall’Africa verso l’Europa attraverso i Balcani, ritenuta anteriore rispetto all’altra grande rotta spesso ipotizzata, quella che passerebbe da Gibilterra. Alla grotta sono stati inoltre attribuiti indizi molto antichi di comportamento simbolico umano, mentre da questo contesto provengono anche alcuni dei più antichi reperti in selce riferibili al gravettiano europeo[3].
Stratigrafia
Le ricerche condotte nell’arco di circa vent’anni hanno permesso di distinguere ventuno strati geologici, all’interno dei quali si riconoscono, dal basso verso l’alto, testimonianze del Paleolitico inferiore antico, del Paleolitico medio, del Paleolitico superiore antico, una sequenza riferita a una particolare industria paleolitica a lamelle con pezzi a dorso che gli studiosi hanno denominato Kozarnikiano, e poi ancora tracce del Neolitico antico, della tarda età del Rame, della tarda età del Bronzo, dell’età medievale e del tardo Medioevo[2].
Ritrovamenti
Tra i ritrovamenti più significativi emersi a Kozarnika vi è un fossile di un radio rinvenuto nel 2017, rinvenuto da livelli archeologici riferibili al Paleolitico medio ed è associato a un insieme litico di carattere musteriano,e attribuito a Neanderthal; iI fossile riveste particolare importanza perché è considerato il primo fossile neandertaliano rinvenuto in Bulgaria, e costituisce quindi una testimonianza di rilievo per la documentazione della presenza di Homo neanderthalensis nell’area balcanica[4][5].
Negli strati più antichi del deposito, datati fra 1,6 e 1,4 milioni di anni fa grazie al paleomagnetismo e all’analisi della microfauna e della macrofauna, gli archeologi hanno rinvenuto un molare umano che è stato interpretato come la più antica traccia umana attribuibile a Homo erectus o Homo ergaster trovata in Europa al di fuori dell’area caucasica. Agli stessi livelli appartengono anche complessi del Paleolitico inferiore caratterizzati da un’industria su schegge e nuclei di tipo non acheuleano, oltre a ossa incise che, secondo alcune interpretazioni, potrebbero rappresentare una delle più remote testimonianze di comportamento simbolico umano[6][7].
I reperti provenienti dagli strati del Paleolitico medio, tra i quali figurano nuclei e raschiatoi laterali di tecnica Levallois tipici dei Balcani orientali, insieme a punte Levallois e a elementi riferibili al musteriano, in particolare punte bifacciali databili tra circa 300.000 e 50.000 anni fa, documentano la presenza di gruppi di cacciatori che vengono generalmente ricondotti a Homo neanderthalensis. Gli strati del paleolitico superiore, invece, hanno restituito industrie litiche in selce attribuite al più antico complesso gravettiano europeo, datato fra circa 43.000 e 39.000 anni fa e collegato alla presenza di Homo sapiens.
Note
- ↑ (EN) (PDF) An ancient continuous human presence in the Balkans and the beginnings of human settlement in western Eurasia: A Lower Pleistocene example of the Lower Palaeolithic levels in Kozarnika cave (North-western Bulgaria), su ResearchGate. URL consultato il 20 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 18 aprile 2023).
- 1 2 (EN) Aleta Guadelli, Philippe Fernandez e Jean-Luc Guadelli, The Retouchers from the Gravettian Levels in Kozarnika Cave, in ARCHÆOPlus, vol. 5, 29 agosto 2011, pp. 155. URL consultato il 20 marzo 2026.
- ↑ Archaeological Digs: Dig Spotlight: The Kozarnika Cave, su archaeologydigs.blogspot.com. URL consultato il 20 marzo 2026.
- ↑ Anne-marie Tillier, Nikolay Sirakov e Aleta Guadelli, Evidence of Neanderthals in the Balkans: The infant radius from Kozarnika Cave (Bulgaria), in Journal of Human Evolution, vol. 111, 1º ottobre 2017, pp. 54–62, DOI:10.1016/j.jhevol.2017.06.002. URL consultato il 20 marzo 2026.
- ↑ Maryam Heydari, Guillaume Guérin e Nikolay Sirakov, The last 30,000 to 700,000 years ago: Unravelling the timing of human settlement for the Palaeolithic site of Kozarnika, in Quaternary Science Reviews, vol. 291, 1º settembre 2022, pp. 107645, DOI:10.1016/j.quascirev.2022.107645. URL consultato il 20 marzo 2026.
- ↑ (EN) bobi, „Kozarnika” cave, su vdcci.bg. URL consultato il 20 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 15 settembre 2016).
- ↑ (EN) Early human marks are 'symbols', 16 marzo 2004. URL consultato il 20 marzo 2026.
Voci correlate
Altri progetti
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