Kuroda Seiki

Kuroda Seiki

Kuroda Seiki[1] (in giapponese 黒田 清輝?; Kagoshima, 9 agosto 1866 – Tokyo, 15 luglio 1924) è stato un pittore giapponese.

Il suo vero nome era Kuroda Kiyoteru (Seiki è la lettura on del suo nome). Fu uno dei pionieri della pittura in stile occidentale nota come yōga nel Giappone tra l'era Meiji e l'era Taishō.

Biografia

Primi anni

Kuroda nacque a Takamibaba, nel dominio di Satsuma (odierna prefettura di Kagoshima), ed era il figlio di un samurai del clan Shimazu, Kuroda Kiyokane, e di sua moglie Yaeko.[2] Alla nascita il bambino venne chiamato Shintarō, e nel 1877 il nome cambiato in Kiyoteru, all'età di undici anni.[2]

Ancor prima della sua nascita, Kuroda era stato scelto come erede dal suo zio paterno, Kuroda Kiyotsuna: venne adottato ufficialmente nel 1874, dopo un viaggio a Tokyo con la madre biologica e la madre adottiva, così da vivere nella dimora di suo zio.[2] Kiyotsuna era anche un cliente del clan Shimazu, i cui servizi per l'imperatore Meiji nel corso del periodo del bakumatsu e della battaglia di Toba-Fushimi lo portarono a essere nominato ad alte cariche nel nuovo governo imperiale.[2] Grazie alla posizione del figlio, Kuroda padre poté conoscere molte delle tendenze relative alla modernizzazione e alle idee giunte in Giappone all'inizio dell'era Meiji; in quanto erede, il giovane Kiyoteru poté conoscere queste tendenze e se le portò nel cuore.

Agli inizi dell'adolescenza, Kuroda iniziò a imparare l'inglese in vista dei suoi studi universitari. Due anni dopo, tuttavia, decise di passare al francese. All'età di 17 anni, egli si iscrisse a dei corsi pre-universitari di francese, così da prepararsi per gli studi di diritto previsti dal programma scolastico.[2] Pertanto, quando, nel 1884, suo cognato Hashiguchi Naouemon venne nominato alla delegazione francese, egli decise che Kuroda avrebbe accompagnato lui e sua moglie a Parigi per iniziare dei veri studi di diritto.[3] Egli giunse nella capitale francese il 18 marzo del 1884, dove rimase per i dieci anni seguenti.[4]

Studi a Parigi

Agli inizi del 1886, Kuroda decise di abbandonare gli studi di diritto per intraprendere una carriera da pittore;[5] da giovane aveva seguito un corso di pittura e, al momento della partenza per Parigi, aveva ricevuto come regalo da parte della madre adottiva degli acquerelli, ma non aveva mai considerato la pittura altro che non fosse un passatempo. Nel febbraio del 1886, Kuroda partecipò a una festa della delegazione giapponese per i cittadini nipponici residenti a Parigi; lì incontrò Hōsui Yamamoto e Fuji Masazō, come pure il mercante d'arte Tadamasa Hayashi, uno specialista di ukiyo-e. Tutti e tre incitarono il giovane studente a dedicarsi alla pittura, dicendo che avrebbe potuto aiutare meglio il suo paese imparando a dipingere come un occidentale piuttosto che studiando giurisprudenza. Kuroda si convinse di ciò e nell'agosto del 1887 abbandonò definitivamente gli studi di giurisprudenza per cimentarsi nella pittura, dopo aver tentato, senza successo, di raggiungere un compromesso tra le due discipline per far felice suo padre. Nel maggio del 1886, Kuroda entrò nello studio di Louis-Joseph-Raphaël Collin, un celebre pittore di arte accademica che espose in molti Saloni parigini.[3][4] Kuroda non era l'unico pittore giapponese che allora studiava presso Collin; anche Fuji Masazō fu un suo studente.[5] Il suo quadro Lettura (読書, Dokusho) venne scelto per essere esposto al Salone della Société des Artistes français nel 1891, e sarebbe stato esposto alla quarta mostra del Circolo Artistico Meiji.[6]

Kuroda e l’impressionismo

Karenohara (1891 circa), Kuroda Kinenkan, Tokyo

Nel 1886, Kuroda incontrò Kume Keiichirō, un altro giovane pittore giapponese, appena giunto in Francia, che si unì all'atelier di Collin.[5] I due divennero amici, e in seguito anche coinquilini. Fu durante questi anni che egli iniziò a maturare come pittore, seguendo le lezioni tradizionali sullo studio dell'arte accademica ma scoprendo anche la pittura all'aria aperta. Nel 1890, Kuroda lasciò Parigi per trasferirsi nel villaggio di Grez-sur-Loing,[7] una colonia di artisti formata da pittori statunitensi e dell'Europa settentrionale. Lì trovò l'ispirazione sia nei paesaggi che in una giovane donna, Maria Billault, che divenne una delle sue modelle migliori.

Nel 1893, Kuroda tornò a Parigi e iniziò a lavorare al suo quadro più importante fino a quel momento, La toeletta del mattino, il primo dipinto di nudo esposto in pubblico in Giappone.[8] Questo quadro, distrutto durante la seconda guerra mondiale, venne accolto con lode dall'accademia di belle arti; Kuroda voleva portarlo con sé in Giappone per infrangere i pregiudizi nipponici contrari alla raffigurazione di figure nude. Pertanto, egli tornò in Giappone attraverso gli Stati Uniti, e giunse nel luglio del 1893.[7]

Ritorno in Giappone

Poco dopo il suo arrivo, Kuroda si recò a Kyoto per immergersi nella cultura locale che gli era mancata dopo aver passato un terzo della propria vita all'estero. Egli tradusse ciò che poté vedere in alcuni dei suoi quadri migliori, come la Maiko (al museo nazionale di Tokyo) e il dipinto Storia del tempo antico (1898, distrutto).[9] Contemporaneamente, Kuroda ebbe un ruolo sempre più importante come riformatore. Essendo uno dei pochi artisti nipponici ad aver studiato a Parigi, era abbastanza qualificato per insegnare ai suoi compatrioti quello che stava avvenendo nel mondo dell'arte occidentale dell'epoca. Inoltre, Kuroda era preparato per l'insegnamento della pittura e per trasmettere ciò che aveva appreso a una nuova generazione di pittori. Egli divenne il co-direttore della scuola di pittura fondata da Yamamoto Hōsui, il Seikōkan, e la ribattezzò Tenshin Dōjō (天心道場).[10] Il programma di quella scuola ricalcava i precetti occidentali e i suoi studenti impararono le basi della pittura all'aria aperta. In seguito insegnò alla scuola di belle arti edochiana (Tōkyō Bijutsu Gakkō).[10]

Fino al ritorno di Kuroda in Giappone, lo stile prevalente si basava sulla scuola di Barbizon, difeso dall'artista italiano Antonio Fontanesi alla scuola tecnica di belle arti di Tokyo a partire dal 1876.[11] Lo stile di Kuroda, caratterizzato da tonalità di colori vivaci che sottolineavano i cambiamenti di luce e l'atmosfera, venne ritenuto rivoluzionario.[6]

Controversie

Una caricatura sulla reazione del pubblico giapponese nei confronti del quadro La toeletta del mattino

Nell'aprile del 1895, Kuroda partecipò all'organizzazione per la quarta esposizione nazionale per la promozione dell'industria che si svolse a Kyoto; egli presentò il suo quadro La toeletta del mattino per la mostra organizzata nello stesso luogo.[6] Nonostante avesse vinto un premio grazie a quest'opera, l'aver esposto una raffigurazione di una donna nuda davanti a un gran numero di visitatori causò molta indignazione e fece scalpore sulla stampa, dove i critici condannarono questo presunto affronto alle norme sociali.[12][13] Nessuno criticò gli aspetti tecnici del quadro, preferendo criticare Kuroda per il soggetto scelto. Kume, amico di Kuroda quando era a Parigi, pubblicò sul suo giornale una difesa focosa del nudo artistico, ma l'effetto non fu quello sperato. Dal canto suo, in pubblico Kuroda preferì tacere sulla questione; in privato, tuttavia, espresse l'opinione di aver vinto, almeno dal punto di vista morale.

Un'altra controversia scoppiò nell'ottobre dello stesso anno, quando Kuroda espose ventuno delle sue opere dipinte in Europa durante la settima esposizione del Meiji Bijutsukai (l'unico gruppo di pittori nipponici dell'epoca che dipingessero in stile occidentale). Kume espose una parte delle sue opere all'esposizione, come pure molti studenti del Tenshin Dōjō. I visitatori rimasero colpiti dalle grandi differenze tra lo stile derivato dalla pittura all'aria aperta di Kuroda e le opere più formali degli altri artisti, il che portò i critici a concentrarsi sulla differenza tra l'antico e il nuovo. Alcuni arrivarono persino a ipotizzare una rivalità faziosa tra le due "scuole" di pittura.[14][15]

Non condividendo i metodi burocratici della gerarchia del Meiji Bijutsukai, Kuroda guidò la creazione di una nuova società di artisti l'anno successivo; anche Kume si unì alla causa,[15] come pure un buon numero dei loro studenti.[10] Il nuovo gruppo venne chiamato "circolo Hakuba", o Hakuba-kai, da una marca di sachè chiamata "Shirouma" ("Cavallo bianco", i cui kanji, 白馬, possono anche essere letti come Hakuba). Il circolo Hakuba non aveva delle regole fisse; si trattava piuttosto di una società libera che riuniva degli artisti che condividevano un certo stile, il cui scopo era quello di offrir loro il mezzo per esporre le loro opere. Il gruppo organizzò delle mostre ogni anno, fino al suo scioglimento nel 1911; in tutto, ci furono tredici esposizioni che permisero a un certo numero di artisti di esporre per la prima volta le loro opere. Tra di loro, Fujishima Takeji e Aoki Shigeru.

Carrera accademica

Uno studio per l'opera Storia del tempo antico (1896)

Nel 1896, nacque un dipartimento dedicato alla pittura occidentale alla scuola di belle arti di Tokyo (che precedette l'università delle arti di Tokyo), e Kuroda venne chiamato per diventarne il direttore.[10][16] Questo gli permise di sviluppare un programma più ampio, destinato agli studenti d'arte, e a essere più preparato per raggiungere un pubblico più vasto. Kuroda abbracciò il suo nuovo ruolo con zelo. Egli insistette pure affinché nel programma fossero incluse delle lezioni di anatomia e di schizzi da un modello di nudo.[13]

Alla fine, Kuroda si concentrò sull'insegnamento della pittura di storia, ritenendo che fosse il genere più importante che gli studenti dovessero imparare. Secondo lui, i quadri che ritraevano i miti, la storia o temi come l'amore o il coraggio, in cui i personaggi sono dipinti in pose e in composizioni che riflettono queste tematiche, erano quelli che valevano di più. A riprova di ciò, egli creò una delle sue opere più ambiziose, la Storia del tempo antico (昔語り, Mukashigatari).[17] Questo quadro fu un'impresa ambiziosa; sembra che sia stato tra i primi per i quali Kuroda adoperò dei disegni a carboncino e degli studi a olio.[17] Egli avrebbe impiegato questa tecnica nella maggior parte delle sue opere successive e l'avrebbe insegnata anche ai suoi studenti. Si pensa che la Storia del tempo antico sia stata pensata come un dipinto murale. Come alcune altre opere di Kuroda, venne distrutta durante la seconda guerra mondiale, lasciando solo degli studi preparatori a indicarne la possibile grandezza.[17]

Ultimi anni

In riva al lago (1897), Kuroda Kinenkan, Tokyo

All'epoca Kuroda era molto stimato, non solo dai giapponesi, ma dal mondo dell'arte in generale. Il suo trittico Intelletto - Sensazione - Sentimento (terminato nel 1900) venne esposto accanto al quadro In riva al lago (1897) all'esposizione universale del 1900 di Parigi, dove si guadagnò una medaglia d'argento.[18] Nel 1907, dei membri del circolo Hakuba, incluso Kuroda, esposero delle opere alla prima mostra Bunten, patrocinata dal ministero dell'istruzione.[10] La loro partecipazione continua portò alla dissoluzione del gruppo nel 1911. Nel frattempo, nel 1910 Kuroda venne nominato pittore di corte della famiglia imperiale, divenendo di fatto il primo artista yōga a ricevere questo onore. Da allora, e fino alla fine della sua vita, le sue attività artistiche si ridussero ed egli si occupò più di politica e amministrazione, creando solo qualche piccola opera destinata all'esposizione.

Nel 1917, alla morte di suo padre, Kuroda ereditò il titolo di visconte secondo il nuovo sistema nobiliare istituito nel periodo Meiji, e nel 1920 venne eletto alla Camera dei pari, la camera alta della Dieta del Giappone.[7] Nel 1922, venne nominato direttore dell'accademia imperiale di belle arti. Nel 1923 ricevette la gran croce della Legion d'onore dopo molti altri riconoscimenti che il governo francese gli aveva conferito nel corso degli anni precedenti.[7] Kuroda morì nella sua casa nel distretto di Azabu, il 15 luglio del 1924. Subito dopo la sua morte, il governo nipponico gli conferì l'ordine del Sol Levante.[7]

Opere

Intelletto - Sensazione - Sentimento (1899), Kuroda Kinenkan, Tokyo

Per buona parte della sua carriera Kuroda dipinse in uno stile che, pur essendo fondamentalmente impressionista, deve molto anche alla sua formazione accademica.[19] In generale, le sue opere "all'aria aperta" sono più pittoriche e meno rifinite delle sue composizioni più formali. Dal punto di vista stilistico, si può dire che egli deve molto a pittori come Édouard Manet, come pure alla scuola di Barbizon e al suo maestro Collin.

Eredità

Pochi artisti ebbero un impatto sull'arte giapponese paragonabile a quello lasciato da Kuroda. Come pittore, fu tra i primi a introdurre dei dipinti in stile occidentale al grande pubblico nipponico.[2] Come professore, insegnò a molti giovani artisti quel che egli aveva imparato a Parigi. Tra i suoi studenti ci furono dei pittori, come Wada Eisaku, che furono tra i migliori pittori giapponesi della loro generazione.[2] Molti studenti scelsero, come Kuroda, di studiare a Parigi, portando a una presa di coscienza maggiore riguardo alle grandi tendenze dell'arte occidentale da parte di molti artisti giapponesi del ventesimo secolo. Alcuni di loro, come Asai Chū, si sarebbero spinti addirittura a recarsi a Grez-sur-Loing alla ricerca d'ispirazione.[2]

Onorificenze

Onorificenze giapponesi

Onorificenze straniere

Note

  1. ↑ Per i biografati giapponesi nati prima del periodo Meiji si usano le convenzioni classiche dell'onomastica giapponese, secondo cui il cognome precede il nome. "Kuroda" è il cognome.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) KURODA Seiki, su www.tobunken.go.jp. URL consultato l'11 ottobre 2025.
  3. 1 2 (EN) Matthew Larking, The evolution of Seiki Kuroda, su The Japan Times, 25 giugno 2014. URL consultato il 10 ottobre 2025.
  4. 1 2 (EN) Michiaki Kawakita, Modern Currents in Japanese Art, Weatherhill, 1974, p. 39, ISBN 978-0-8348-1028-0. URL consultato il 10 ottobre 2025.
  5. 1 2 3 Masaaki e Ciavardi 2001, p. 71.
  6. 1 2 3 Masaaki e Ciavardi 2001, p. 72.
  7. 1 2 3 4 5 (EN) Seiki KURODA Chronology, su www.tobunken.go.jp. URL consultato l'11 ottobre 2025.
  8. ↑ Buckland 2008, p. 224.
  9. ↑ Masaaki e Ciavardi 2001, pp. 76-77.
  10. 1 2 3 4 5 Masaaki e Ciavardi 2001, p. 76.
  11. ↑ Wu 2021, p. 137.
  12. ↑ Wu 2019, p. 149.
  13. 1 2 Wu 2021, p. 138.
  14. ↑ Masaaki e Ciavardi 2001, p. 73.
  15. 1 2 Wu 2021, p. 135.
  16. ↑ Wu 2021, pp. 135, 137.
  17. 1 2 3 (EN) TALK ON ANCIENT ROMANCE - KURODA Seiki, su www.tobunken.go.jp. URL consultato l'11 ottobre 2025.
  18. ↑ (EN) Kuroda's Works - Lakeside, su www.tobunken.go.jp. URL consultato il 10 ottobre 2025.
  19. ↑ Masaaki e Ciavardi 2001, pp. 74-75.

Bibliografia

  • (EN) Rosina Buckland, Traveling Bunjin to imperial household artist: Taki Katei (1830--1901) and the transformation of literati painting in late nineteenth-century Japan, 2008.
  • Iseki Masaaki, Ornella Ciavardi (a cura di), Pittura giapponese dal 1800 al 2000, Milano, Skira, 2001.
  • (EN) Wu Chinghsin, Parallel Modernism: Koga Harue and Avant-Garde Art in Modern Japan, Berkeley, University of California Press, 2019.
  • (EN) Wu Chinghsin, "Institutionalizing Impressionism: Kuroda Seiki and Plein-Air Painting in Japan", in Emily C. Burns; Alice M. Rudy Price (ed.), Mapping Impressionist Painting in Transnational Contexts, Routledge, 2021.

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