Kurt Zitzen
| Kurt Heinrich Zitzen | |
|---|---|
| Nascita | Kempen, 25 marzo 1916 |
| Morte | Viersen, 24 agosto 1993 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | |
| Arma | |
| Anni di servizio | 1937-1944 |
| Grado | capitano della riserva |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
| Campagne | Campagna di Polonia Fronte occidentale (1939-1945) Fronte orientale (1941-1945) |
| Battaglie | Battaglia di Francia Battaglia di Kursk |
| Decorazioni | vedi qui |
| dati tratti da Ritterkreuzträger Kurt Zitzen [1] | |
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Kurt Heinrich Zitzen (Kempen, 25 marzo 1916 – Viersen, 24 agosto 1993) è stato un militare tedesco, insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro e delle due classi della Croce di Ferro nel corso della seconda guerra mondiale[2].
Biografia
Nacque a Kempen, distretto di Lobberich, il 25 marzo 1916.[2] Arruolato nella Wehrmacht dal 1° aprile 1937, prestò servizio militare obbligatorio nella regione di Hunsrück, fino al suo trasferimento nel Beobachtungs-Abteilung 17, sotto il comando del maggiore Hauser, ad Ansbach il 1° ottobre 1937. Dopo gli schieramenti nei Sudeti, in Austria e in Cecoslovacchia, l'unità fu trasferita alla linea Sigfrido e poi in Alta Slesia per la costruzione di fortificazioni.[1]
Partecipò poi alla campagna di Polonia, dove il battaglione, sotto il comando del maggiore Meridies, era subordinato alla 17. Infanterie-Division. Inizialmente, la divisione non ritenne necessario l'impiego di un battaglione di osservazione e lo assegnò al treno di rifornimento della divisione.[1] Quando la divisione raggiunse il fiume Warta, il comandante del battaglione raccomandò l'impiego della Squadra di osservazione e segnalazione per proteggere il valico dal fuoco dell'artiglieria nemica.[1] Inizialmente il comando di divisione rifiutò, ma poi, verso sera, si rese conto che l'attraversamento era impossibile a causa del tiro dell'artiglieria nemica.[1] Quando il distaccamento di osservazione fu finalmente chiamato, individuò tre batterie nemiche durante la notte, che sarebbero state poi impegnate dal distaccamento di artiglieria pesante della divisione.[1] Il comandante di questa unità, tuttavia, si rifiutò di consentire l'uso di munizioni vere, poiché la sua unità era ormai a riposo.[1] Il giorno seguente, il nemico si era già ritirato.[1]
Già il 17 settembre 1939, l'unità si trovava a Treviri e quindi schierata presso la linea Sigfrido.[1] I soldati del Beobachtungs-Abteilung 17 riferirono che, se indossavano gli elmetti d'acciaio, il nemico apriva immediatamente il fuoco, se invece indossavano solo berretti da campo, il nemico non sparava.[1]
Il 1° dicembre 1939 egli arrivò alla 2ª Scuola d'artiglieria (Artillerieschule II) di Jüterbog per un corso per ufficiali della riserva, al termine del quale tornò alla sua unità e partecipò alla battaglia di Francia, ancora una volta inquadrata nella 17. Infanterie-Division.[1]
Dopo essersi separata dalla 17. Infanterie-Division, l'unità proseguì via Lussemburgo fino a Longwy, partecipando all'azione contro la linea Maginot.[1] Passando per Inor, l'unità accompagnò l'avanzata su Verdun e, il 14 giugno 1940, i primi elementi raggiunsero Douaumont.[1] Proseguendo via Mars-la-Tour fino a Gravelotte, l'unità si trovò di fronte alla situazione di dover prima valutare se il nemico si sarebbe arreso o avrebbe continuato a combattere.[1] Al termine della campagna sul fronte occidentale, l'unità fu di stanza nella zona di Nancy e poi trasferita nella zona di Avelghem/Heestert per l'addestramento alla prevista Operazione Seelöwe. l'invasione della Gran Bretagna.[1] Lì, il 1° agosto 1940, fu trasferito come ufficiale per l'addestramento al Beobachtungs-Abteilung 7, di stanza nella zona di Arras, e mandato poi nei suoi quartieri invernali ad Armentières alla fine di settembre.[1] Da lì, il 20 maggio 1941, l'unità si spostò a Lossinow.[1]
Poco prima dell'inizio dell'operazione Barbarossa, il 20 giugno 1941 si offrì volontario per l'artiglieria d'assalto e successivamente partecipò alla campagna sul fronte orientale con il Sturmgeschütz-Abteilung 177.[2] Nominato comandante della 2ª Batteria, il 10 luglio 1943 essa fu assegnata a un battaglione granatieri dell'86. Infanterie-Division, dislocato nei pressi della stazione ferroviaria di Ponyri.[1] Nel tardo pomeriggio, la batteria avvistò lo schieramento di un battaglione di fanteria nemico, al che i suoi cinque cannoni d'assalto avanzarono e scompaginarono lo schieramento avversario.[1] Tuttavia, trascurarono i circa 30 carri armati che si erano posizionati alle loro spalle e che attaccarono nell'oscurità.[1] Permise loro di avvicinarsi fino a 200 metri e poi aprì il fuoco, e in soli 15 minuti furono distrutti 15 carri armati pesanti e un carro superpesante; altri quattro furono gravemente danneggiati.[1] Personalmente distrusse sei carri armati, e per questo successo e per un totale di 22 carri armati distrutti, il 4 agosto 1943 ricevette la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro.[1]
Il 24 dicembre 1943 rimase ferito e inizialmente poté rimanere con la sua unità, ma in seguito fu trasferito in un ospedale militare.[1] Il 31 dicembre 1943 fu promosso hauptmann der reserve. Il 2 giugno 1944 fu inviato al Sturmgeschütz-Ersatz- und Ausbildungs-Abteilung 400 ad Aalborg, in Danimarca, da dove fu distaccamento presso il Comando per l'addestramento tedesco a Bucarest, in Romania.[1] Lì, fu assegnato al Battaglione 404/Truppe Corazzate e fu fatto prigioniero di guerra dai sovietici il 3 settembre 1944.[1] Fu rilasciato il 27 settembre 1953.[1] Morì il 24 agosto 1993 a Viersen.[2]
Onorificenze
Note
Bibliografia
- (DE) Walther-Peer Fellgiebel, Die Träger des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939–1945 — Die Inhaber der höchsten Auszeichnung des Zweiten Weltkrieges aller Wehrmachtteile, Friedberg, Podzun-Pallas, 2000, ISBN 978-3-7909-0284-6.
- (DE) Veit Scherzer, Die Ritterkreuzträger 1939–1945 Die Inhaber des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939 von Heer, Luftwaffe, Kriegsmarine, Waffen-SS, Volkssturm sowie mit Deutschland verbündeter Streitkräfte nach den Unterlagen des Bundesarchives, Jena, Scherzers Militaer Verlag, 2007, ISBN 978-3-938845-17-2.
- (DE) Franz Thomas, Die Eichenlaubträger 1939–1945 Band 2: L–Z, Osnabrück, Biblio-Verlag, 1998, ISBN 978-3-7648-2300-9.
Voci correlate
Collegamenti esterni
- (EN) Zitzen, Kurt, su tracesofwar.com. URL consultato il 16 febbraio 2026.
- (EN) Zitzen, Kurt, su veryimportantlot.com. URL consultato il 16 febbraio 2026.
- (DE) Ritterkreuzträger Kurt Zitzen, su ritterkreuztraeger-1939-45.de. URL consultato il 16 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2012).