Kwisatz Haderach
Nel Ciclo di Dune dello scrittore Frank Herbert, il Kwisatz Haderach è una figura messianica dotata di prescienza e capace di accedere alle memorie ancestrali di entrambi i sessi.[1][2] La figura compare per la prima volta nel romanzo Dune, pubblicato nel 1965.[2]
Con questo nome, che significa "colui che abbrevia la strada", la sorellanza del Bene Gesserit designa l'uomo che cerca di far nascere con un programma eugenetico condotto per generazioni.[3][4] Il Kwisatz Haderach dovrebbe oltrepassare i limiti delle Reverende Madri e permettere alla sorellanza di indirizzare il futuro dell'umanità.[4][5] La nascita attesa avviene però una generazione prima del previsto: Lady Jessica disobbedisce all'ordine di generare una figlia e dà alla luce Paul Atreides.[6][7] Paul possiede le capacità ricercate, ma sfugge al controllo del Bene Gesserit.[6][8] La sorellanza ottiene dunque l'individuo cercato senza riuscire a esercitare su di lui il controllo previsto.[6][8]
La Encyclopedia of Science Fiction definisce la vicenda di Paul in Dune e nei suoi seguiti la più elaborata fantasia messianica della fantascienza del Novecento, seguendo il suo percorso come Kwisatz Haderach e l'influenza che continua a esercitare dopo la morte.[2]
Origine del termine
Nel lessico del ciclo, l'espressione Kwisatz Haderach significa tanto "colui che abbrevia la strada" quanto "colui che può essere in molti luoghi contemporaneamente".[9] Il Kwisatz Haderach è descritto come un membro maschile del Bene Gesserit i cui poteri mentali organici sarebbero in grado di collegare spazio e tempo.[10]
Il nome ricorda l'espressione ebraica kefitzat haderech, che indica un trasporto miracoloso o una forma di teletrasporto.[11] Charles M. Stang segnala inoltre che il nome è stato messo in relazione con una figura della tradizione chassidica, il Kefitzat Haderach, richiamando uno studio di Susan L. Schwartz.[12]
Concezione e sviluppo
Herbert partì dall'idea che le società umane fossero periodicamente travolte da movimenti messianici e che i superuomini potessero avere conseguenze disastrose.[13] Lavorò al progetto per circa otto anni, raccogliendo appunti e studiando la storia delle religioni per comprendere i motivi psicologici che spingono le persone a sottomettersi a un mito messianico.[13]
La Missionaria Protectiva, ramo del Bene Gesserit incaricato di diffondere leggende su mondi considerati primitivi, prepara fra i Fremen una profezia imperniata sul Mahdi, predisponendoli a riconoscere una guida proveniente dall'esterno.[14]
Con Paul, Herbert volle mostrare come si forma un capo messianico: nella sua ascesa confluiscono la struttura gerarchica dell'Impero, l'educazione ricevuta come erede degli Atreides, le leggende diffuse dal Bene Gesserit e il desiderio dei Fremen di affidarsi a una guida.[13] Le capacità di Paul gli permettono di cogliere le motivazioni inconsce delle masse e, grazie al calcolo Mentat, di vedere il futuro.[13] Le aspettative dei Fremen accrescono l'autorità di Paul, mentre la sua presenza dà corpo alla figura messianica che essi attendono.[13]
Nella prima trilogia Herbert presenta Paul come un eroe e ne mostra poi il fallimento, facendo della sua vicenda un ammonimento contro il culto dell'eroe.[15] Messia di Dune capovolge la prospettiva del primo romanzo: la prescienza si rivela una trappola, il governo di Paul riproduce pratiche repressive e la religione di Muad'Dib si trasforma in un'istituzione che Paul non riesce più a governare.[16] Il tema dell'uomo divenuto quasi divino prosegue con Leto II, la cui trasformazione comincia in I figli di Dune e continua in L'imperatore-dio di Dune.[15][17] La visione di Leto II riguarda un nuovo stadio nell'evoluzione dell'intera umanità.[15][17]
Nel ciclo di Dune
La sorellanza progetta il Kwisatz Haderach come l'equivalente maschile di una Reverenda Madre, dotato però di poteri superiori.[1][4][5] Dovrebbe accedere alle memorie ancestrali di entrambi i sessi e possedere una prescienza superiore a quella delle Bene Gesserit.[1][4] Mohiam spiega a Paul che le Veridiche possono ripercorrere nella memoria soltanto le vie femminili del passato, mentre sono respinte e terrorizzate dalla parte a loro preclusa; il Kwisatz Haderach dovrebbe invece poter guardare tanto nel passato femminile quanto in quello maschile.[18] Riguardo agli scopi del Bene Gesserit, il risultato cercato è descritto da Herbert come un "super-Mentat", un essere umano capace di comprendere e usare dimensioni superiori e dotato di alcune delle capacità prescienti dei navigatori della Gilda.[19] La sorellanza vuole servirsene per controllare meglio il futuro della specie.[4][5] Alla fine di Dune, Paul afferma che il Bene Gesserit ha atteso novanta generazioni per ottenere la combinazione di geni e ambiente necessaria a produrre l'individuo previsto dal programma.[20][21]
Secondo il piano, una figlia di Jessica e del duca Leto Atreides dovrebbe sposare Feyd-Rautha, nipote del barone Vladimir Harkonnen, a sua volta padre naturale di Jessica.[22] Jessica, innamorata di Leto, disobbedisce all'ordine di generare una figlia e concepisce Paul.[6][7] Paul è il Kwisatz Haderach previsto per la generazione successiva, ma non accetta l'autorità della sorellanza.[6][8] Nel duello finale fra Paul e Feyd-Rautha, Mohiam teme che entrambi possano morire, poiché li considera due risultati del lungo programma genetico del Bene Gesserit; se accadesse, resterebbero soltanto la figlia neonata di Feyd-Rautha e Alia.[23]
Il conte Hasimir Fenring è il candidato che si avvicina di più al risultato previsto senza raggiungerlo.[24] Nel finale di Dune, Paul comprende di non avere mai visto Fenring nelle proprie visioni prescienti e lo riconosce come un "quasi Kwisatz Haderach", reso incompleto da un difetto genetico che lo ha fatto eunuco.[20] In Messia di Dune il Bene Tleilax afferma di avere prodotto un proprio Kwisatz Haderach, che si sarebbe suicidato.[25]
In Dune la prova del gom jabbar mostra fino a che punto Paul sappia controllare le risposte del proprio corpo.[26] L'acqua della vita è l'equivalente fremen della droga usata dalle Veridiche: una Reverenda Madre deve trasformarne internamente il veleno in una sostanza innocua e, prima di Paul, nessun uomo era mai sopravvissuto a questo processo.[26] Le facoltà ricercate dal Bene Gesserit emergono pienamente quando Paul beve l'acqua della vita;[26][27] quando si risveglia dal coma provocato dall'acqua della vita, raggiunge la parte della coscienza che le Reverende Madri non possono esplorare e ottiene una prescienza più ampia della loro;[26][27] da quel momento vede numerosi futuri possibili, ma non riesce a sottrarsi al jihad combattuto in suo nome, che tenta invano di impedire nel corso del primo romanzo.[27]
In Messia di Dune Paul regna come imperatore dopo le guerre religiose scatenate dalla sua ascesa.[16] Quando una congiura lo acceca, continua a muoversi e a riconoscere le persone affidandosi alla memoria di ciò che aveva già visto con la prescienza.[16] Dopo la morte di Chani quella visione si esaurisce e Paul accetta l'usanza fremen che impone ai ciechi di inoltrarsi nel deserto.[16]
Ne I figli di Dune i gemelli Leto II e Ghanima nascono con memorie ancestrali e capacità prescienti.[16][28] Leto sceglie il Sentiero Dorato che Paul aveva rifiutato; costretto a bere l'acqua della vita, entra in simbiosi con le trote della sabbia e la trasformazione gli permette di vivere per millenni e di imporre il proprio progetto all'Impero.[16][28] In L'imperatore-dio di Dune assume il controllo del programma genetico del Bene Gesserit e se ne serve per far nascere esseri umani invisibili alla prescienza, evitando che la specie resti prigioniera di un futuro già visibile.[28] Il risultato finale del programma è Siona Atreides, discendente degli Atreides, che Leto non riesce a vedere nelle proprie visioni prescienti.[28]
Più avanti nel ciclo, il Bene Gesserit non concentra più il proprio programma genetico sulla creazione di un unico individuo sovrumano.[29] Il programma genetico prosegue, ma l'obiettivo diventa la conservazione di determinate caratteristiche umane nelle generazioni future.[29]
Nel ciclo ampliato scritto da Brian Herbert e Kevin J. Anderson compare inoltre il titolo di Kwisatz Mother, attribuito a una Reverenda Madre incaricata di seguire le diverse linee del programma genetico; in Dune: The Lady of Caladan Lethea è indicata come una precedente Kwisatz Mother e Jessica ricorda che anche Anirul aveva ricoperto segretamente lo stesso ruolo.[30]
Accoglienza e critica
Il rovesciamento dell'immagine eroica del personaggio di Paul incontrò l'opposizione di John W. Campbell.[16] Campbell, che aveva pubblicato a puntate Dune su Analog, rifiutò il manoscritto di Messia di Dune perché nel seguito Paul non era più l'eroe capace di prevalere sul destino, ma una pedina incapace di sottrarvisi.[16] Timothy O'Reilly osserva che Herbert passa dall'epica alla tragedia, mostrando non più il trionfo di Paul, ma il suo fallimento e le conseguenze delle sue scelte.[16]
Stephanie Semler individua nell'eugenetica del ciclo i pericoli legati alla ricerca di obiettivi assoluti: il Bene Gesserit mira a un unico individuo, Leto II a un solo risultato, la sopravvivenza della specie, mentre il Bene Tleilax segue una sola concezione religiosa ed etica.[31] Andrew J. Mongue e Caitlin E. McDonough-Goldstein richiamano inoltre i problemi etici dell'eugenetica in Dune e vedono nella nascita di Paul la prova dei limiti del piano: il Bene Gesserit crede di poter controllare i fattori genetici e ambientali che influiscono sullo sviluppo umano, ma Paul nasce una generazione prima del previsto e sfugge al suo controllo.[32] In seguito la sorellanza cambia obiettivo: non cerca più di creare un unico individuo sovrumano, ma di conservare determinate caratteristiche umane nelle generazioni future.[29]
Charles M. Stang colloca il Kwisatz Haderach al confine fra le ambizioni della scienza e della religione: il Bene Gesserit cerca di produrlo attraverso il proprio programma genetico e, nello stesso tempo, prepara le popolazioni della galassia ad attendere una figura salvifica che vorrebbe presentare al momento prescelto e mantenere sotto il proprio controllo.[12]
Timothy O'Reilly non considera Paul un'eccezione al programma, bensì il suo risultato inevitabile.[5] La prescienza, a suo giudizio, imprigiona il profeta nelle proprie scelte: guardando il futuro, egli modifica le possibilità e rende più probabili gli esiti che preferisce, fino a restare prigioniero del futuro che ha scelto.[16] Paul recupera una parte della propria libertà soltanto quando rinuncia alla profezia e accetta di nuovo che il futuro resti aperto al caso e al cambiamento.[16]
Christine M. E. Hansen esamina il Kwisatz Haderach rispetto al binarismo di genere, ossia alla divisione tra maschile e femminile.[33] Pur essendo concepito come uomo, il personaggio accede alle memorie di entrambi i sessi e a conoscenze riservate alle Bene Gesserit.[34] A suo giudizio, questa caratteristica mette in dubbio l'idea, presente nel ciclo, che maschile e femminile siano categorie naturali e immutabili e permette una lettura queer del personaggio.[35] La studiosa precisa però che Herbert non aveva voluto questa lettura né l'aveva approvata esplicitamente.[36]
Jeffery Nicholas vede nel Kwisatz Haderach un'espressione del sacrificio individuale proprio della famiglia Atreides: grazie alla prescienza, Paul e Leto II comprendono il rischio dell'estinzione umana e sacrificano la propria libertà e parte della propria umanità nel tentativo di salvare la specie.[37]
Yeonjin Choi descrive il Kwisatz Haderach come un computer umano creato dal Bene Gesserit e mette la sua esistenza in rapporto con il destino di Arrakis; a partire da questa figura, propone di considerare anche l'intelligenza artificiale contemporanea come qualcosa che dipende da un corpo e da risorse materiali, collegandola all'esaurimento delle risorse e alla crisi climatica.[38]
Nimetullah Aldemir ed Emrullah Ataseven descrivono Paul come un messia creato deliberatamente, accolto da credenze messianiche diffuse prima del suo arrivo.[39] Prima dell'arrivo di Paul, la Missionaria Protectiva ha già inserito nelle credenze fremen il ruolo che egli finirà per assumere; le loro aspettative ne rafforzano l'autorità politica.[39] Per i due studiosi, la prescienza non rende Paul più libero, ma lo lega sempre più agli esiti che tenta di evitare.[40] Il jihad e il successivo governo imperiale mostrano che la violenza legata alla figura messianica prosegue nelle istituzioni nate da quel potere anche dopo la scomparsa di chi l'ha avviata.[41]
Misha Grifka Wander interpreta l'ascesa di Paul come una critica del capo carismatico e del salvatore bianco.[42] Nel romanzo, tuttavia, a portarlo al potere non bastano le qualità personali: vi contribuiscono anche le credenze, le decisioni e l'aiuto dei Fremen e del Bene Gesserit.[43] Per questo Wander riconosce anche ai Fremen una parte di responsabilità nelle decisioni che consentono a Paul di assumere il comando.[43] Il film del 2021 riduce invece la loro iniziativa e presenta Paul come un individuo eccezionale, estraneo alla società fremen ma destinato a diventarne il centro.[44]
Wander rileva anche conseguenze coloniali e ambientali nel ruolo messianico di Paul.[45] Paul accetta e incoraggia il ruolo che gli viene offerto pur conoscendone i possibili effetti; in seguito, l'inverdimento di Arrakis divide la cultura fremen e porta i vermi delle sabbie vicino all'estinzione.[45] La liberazione promessa diventa così un nuovo dominio sui Fremen e sull'ambiente di Arrakis.[45]
Negli altri media
Cinema e televisione
Nel film Dune del 1984 Paul è presentato fin dall'inizio come Muad'Dib e come figura messianica.[46] Paul viene riconosciuto come Kwisatz Haderach dopo una serie di prove, l'ultima delle quali è la sopravvivenza all'acqua della vita.[47] Paul prende coscienza della propria identità attraverso esperienze religiose e visioni.[48]
Nella miniserie Dune - Il destino dell'universo del 2000 la vicenda del primo romanzo si sviluppa in tre parti; rispetto al film del 1984, la trama e i temi sono trattati in modo più chiaro e approfondito, mentre l'evoluzione di Paul è più complessa e meno legata al modello dell'eroe archetipico.[49]
Nel film Dune del 2021 Paul non è ancora presentato come un messia compiuto: il suo destino emerge dai sogni e dalle visioni della guerra santa combattuta in suo nome, che egli rifiuta.[46] Dune - Parte due del 2024 mette invece al centro la sua ascesa messianica, contrastata dallo scetticismo di Chani; mostra anche il ruolo della Missionaria Protectiva nella costruzione e nella manipolazione delle profezie fremen.[50]
Giochi e videogiochi
Nel gioco da tavolo Dune, nella riedizione pubblicata da Gale Force Nine, il Kwisatz Haderach è un vantaggio avanzato degli Atreides: la carta e il relativo segnalino restano inattivi finché la fazione non ha perso almeno sette unità in battaglia; da quel momento il segnalino può accompagnare un leader o una carta Cheap Hero, aggiungendo 2 alla sua forza e impedendo che il personaggio sia dichiarato traditore, mentre il Kwisatz Haderach può essere eliminato soltanto dall'esplosione provocata dall'interazione fra lasgun e scudo.[51]
In Dune: Imperium il nome identifica invece una carta che consente di svolgere un turno dell'Agente anche quando non rimangono agenti nella riserva, rimandando sul tabellone un agente già collocato; la carta non permette di ignorare limitazioni come quelle imposte dalla Voce né di riutilizzare caselle disponibili una sola volta per partita.[52]
In Dune: La Guerra per Arrakis uno dei tre indicatori del tracciato di prescienza porta il nome Kwisatz Haderach e rappresenta la progressiva consapevolezza di Paul Atreides della propria natura; quando raggiunge il terzo livello, Paul Muad'Dib entra in gioco.[53] Il giocatore Atreides vince se raggiunge o supera i valori indicati dalla propria carta obiettivo segreto con tutti e tre gli indicatori di prescienza, cosicché anche l'avanzamento del Kwisatz Haderach concorre direttamente alla condizione di vittoria.[53]
Nelle regole introduttive ufficiali di Dune: Adventures in the Imperium, la scheda di Paul Atreides gli assegna il ruolo di "Kwisatz Haderach in Waiting" e lo caratterizza con capacità che comprendono l'addestramento Prana-Bindu e la Voce; il testo spiega inoltre che Jessica sospetta che il figlio possa essere il Kwisatz Haderach cercato dal Bene Gesserit e per questo lo istruisce nelle discipline della sorellanza.[54]
Nell'adattamento videoludico Dune: Imperium Digital, Kwisatz Haderach è il nome di un obiettivo sbloccabile e di una sfida in modalità Eroica; il gioco conserva inoltre la carta omonima, il cui impiego è registrato quando viene usata per inviare un Agente su una casella del tabellone.[55][56]
Influenza culturale
Fumetti
Nel 2014 il fumetto online Penny Arcade pubblicò una striscia intitolata Kwisatz Haderach.[57]
Musica
La canzone To Tame a Land degli Iron Maiden, contenuta nell'album Piece of Mind del 1983, è ispirata a Dune e in particolare a Paul Atreides; in origine avrebbe dovuto intitolarsi Dune.[58] Il titolo fu cambiato dopo che il gruppo incontrò difficoltà nell'ottenere da Herbert l'autorizzazione necessaria.[58] Il testo nomina esplicitamente il Kwisatz Haderach nei versi "He is the Kwisatz Haderach, he is born of Caladan."[59]
Note
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